La vicenda processuale che lo riguarda è arrivata fino ai giudici della Corte di Cassazione, che nei giorni scorsi hanno confermato la decisione già presa dal tribunale di Cuneo un anno fa.
L’imputato, titolare di alcune aziende agricole, durante il controllo avvenuto nel 2016 ad Acceglio quando l'allevatore trasportava i suoi asini, era stato riscontrato con 12 individui con evidenti difficoltà di deambulazione per le unghie eccessivamente lunghe, che necessitavano di cure di mascacia.
“L’eccessiva lunghezza delle unghie - si legge nella sentenza - rendendo difficoltosa per l'animale anche la semplice deambulazione, dovendosi muovere su un terreno che non è piano come quello dell’alpeggio, lo costringe a posture innaturali che, peraltro, incidono sul requisito essenziale della stabilità, assicurata, nei quadrupedi, dalla particolare sequenza dei movimenti delle zampe e non può dirsi che una simile condizione sia solo innaturale e non anche produttiva di gravi sofferenze”.