Traduci

Italian Afrikaans Albanian Arabic Armenian Azerbaijani Basque Belarusian Bulgarian Catalan Chinese (Simplified) Croatian Czech Danish Dutch English Estonian Filipino Finnish French Galician Georgian German Greek Haitian Creole Hebrew Hindi Hungarian Icelandic Indonesian Irish Japanese Korean Lithuanian Norwegian Persian Polish Portuguese Romanian Russian Serbian Slovak Slovenian Spanish Swahili Swedish Thai Turkish Ukrainian Welsh Yiddish

Non si è mai esaurito l'horse-gate europeo sulla carne equina inserita in prodotti che dichiaravano manzo, piuttosto che non tracciabile o non garantibile "salubre" per il consumo come alimento.

Il problema del resto non ha soluzioni facili. Dunque, ogni tanto la spia sulla carne equina si riaccende, per ricordare al mercato che il problema è sempre lì.

L'ultimo allarme riguarda l’asse Romania-Belgio-Italia, sotto la lente di ingrandimento delle autorità europee e nazionali per cavalli al "cadmio". I cavalli importati dall'est Europa, principalmente Romania e Polonia, secondo l'inchieta di Investigative Reporting Project Italy (IRPIInvestigative Reporting Project Italy (IRPI), in alcuni casi rileverebbero anche la presenza di documenti contraffatti e alterati per l’identificazione dei cavalli, e quindi l'impossibilità di determinarne con sicurezza la tracciabilità.

I cavalli andrebbero vivi in Belgio, sarebbero lì macellati e le carni congelate importate poi in Italia per la produzione di alimenti.  

Il problema di queste "partite di cavalli al cadmio" sarebbe legato ai livelli di contaminazione ambientale (aria, acqua, suolo, foraggio, polveri, ecc… ). In particolare, si tratterebbe di cavalli che provengono da aree come Satu Mare e Baia Mare, nella regione di Maramures o di Roşia Montană. Qui le attività estrattive hanno determinato alti livelli di inquinamento mettendo a rischio la falda acquifera. L’agenzia per la protezione ambientale di Maramures rileva che dal 2005 nell’area i livelli di cadmio superano i limiti e una ricerca della Babeş-Bolyai University mette nero su bianco che «i suoli nell’area di Baia Mare dove insistevano attività estrattive sono contaminate da materiali come cadmio, zinco, rame e piombo come conseguenza di emissioni inquinanti e dispersioni durante le stesse attività oppure nei processi di stoccaggio fuori norma». 

Si tratta di zone povere, minerarie, da cui appunto provengono cavalli per la macellazione. 

Le società coinvolte nell'importazione, anche in Italia, hanno dimostrato di essere a conoscenza del problema, ma l’est Europa rimane comunque uno dei principali serbatoi di carne equina del continente e benché l'Italia non abbia più il primato di ippofagia nel mondo, rimane ancora un grosso importatore di carne equina.

I rischi dei cavalli al cadmio*

Il cadmio si trova in alimenti tcontaminati da scarichi di miniere o comunque acque inquinate. Lo si trova anche nell'aria che viene respirata quando la spazzatura viene bruciata (soprattutto in presenza di plastica o batterie).

I sintomi e i segni clinici di avvelenamento da cadmio variano di gravità a seconda della quantità inalata o ingerita, nei casi più gravi troviamo dispnea, cianosi, nausea, febbre, diarrea, tachicardia, edema polmonare. Se l'esposizione o l'assunzione sono croniche i sintomi sono più gravi: anosmia, anemia, tubulopatia renale.

Tale avvelenamento può avvenire tramite ingestione o inalazione del cadmio.  Il trattamento prevede oltre all'immediato allontanamento dal luogo di esposizione o la cessazione dei cibi inquinati, anche una terapia di supporto, vi sono alcuni farmaci controindicati come il dimercaprolo poiché potrebbe peggiorare la situazione renale.

La prognosi è nefasta se non viene effettuata un trattamento adeguato e rapido. 

*Fonte: Wikipedia

Iscrizione alla newsletter Horse Angels

Grazie per l'adesione|

Dona online

Considera di sostenerci!

Offerta libera:
 EUR

Sei arrivato fino a qui, perché non sostenere il network?

CONCORSO LETTERARIO ED. 2019

Partecipa al concorso letterario annuale