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Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

Codice 92169370928

Apollo, splendido cavallo bianco di 20 anni, il 14 giugno 2018 è stato ritrovato dai Carabinieri e dalle guardie zoofile abbandonato in un rudere a Corio (To) agonizzante, pelle e ossa, coperto di ferite, non più in grado di rialzarsi. Il proprietario, allevatore, si giustifica dicendo che il cavallo si è allontanato di sua volontà e che lui lo cercava da giorni.

Le Forze dell'ordine lo affidarono alla Casa del cane vagabondo, rifugio per animali di Barbania (To) che, con l'aiuto di veterinari e cure amorevoli, sono riusciti a salvargli la vita e a rimetterlo in piedi.

Oggi Apollo è tornato a vivere, si gode le coccole di tutti quelli che frequentano il rifugio, anche se ha il prolasso dell'organo genitale, che nella stagione estiva lo mette a rischio, a causa degli insetti, di contrarre infezioni.

Il giudizio

Dal punto di vista della notizia di reato pervenuta alla Procura di Ivrea, siamo messi come segue.

Il proprietario ha rifiutato il decreto penale di condanna e ha chiesto di affrontare il giudizio. Il processo è già iniziato senza parti civili.

La denuncia querela di Horse Angels è stata fascicolata a parte, dunque c'è stato un difetto di notifiche è tempistica. Il nostro legale andando in procura ha invero scoperto che il processo è già in corso, da cui il nostro rigetto di archiviazione del fascicolo che cibriguarda. Chiediamo anzi di essere auscultati.

Lamentiamo inoltre che anche la Casa del Cane Vagabondo di Barbania, pure custode giudiziale del cavallo, sia stata esclusa dalle parti civili. E chiediamo che anche loro siano auscultati in Procura.

Il tutto a fronte di oltre 184.000 firme raccolte su change.org per chiedere giustizia per Apollo!

Non ci arrendiamo. Uniti per Apollo. Pur esterni, a questo punto, al processo, chiediamo la condanna dell'imputato e la confisca di Apollo come pena accessoria.

Non finisce qui. Sempre il tribunale di Ivrea ha emanato un decreto penale di condanna per il caso di Jasmine, sequestrata sempre a Corio, TO, la cui imputata è difesa dallo stesso legale che difende l'imputato per il caso di Apollo.

La strategia pare essere la medesima, andare a processo. Ora, che ci venga notificato o meno il rigetto del decreto penale di condanna, il nostro legale cercherà di venire a capo da solo sulla data del reinvio a giudizio e non ci faremo escludere dalle parti civili solo per un difetto di notifica. Ricordando a tutti che Jasmine è morta per gli esiti del trauma, anche lei agli organi genitali, da cui è scaturito il sequestro.

Approfondimento su Jasmine

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