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Varese, 17 agosto 2018 - Militari del Gruppo carabinieri Forestali di Varese in azione a Busto Arsizio, su ordine della Procura, hanno sequestrato preventivamente l'azienda 'Riccato Corrado Bruno', nella cittadina lombarda. Si tratta dell'impianto di macellazione più grande della zona e tra i più grandi della Lombardia, in particolare per gli equini: nel 2017 sono stati abbattuti e macellati 424 animali, mentre nei primi 7 mesi del 2018 ne sono stati abbattuti e macellati 215.

Le indagini della Sezione reati contro l'Ambiente e la Salute della Procura, in collaborazione con i carabinieri Forestali e i veterinari dell'ATS Insubria, hanno accertato che il titolare ha commesso nel corso degli anni, spiega il procuratore di Busto, Gian Luigi Fontana, "numerose gravi violazioni" in relazione a "igiene e salubrità degli alimenti, di corretta tenuta dei registri di stalla, nonché in tema di tracciabilità degli animali macellati e, poi, messi in vendita".

Le indagini hanno accertato che il titolare, il mese scorso, aveva abbattuto e macellato per la vendita cavalli che non potevano essere uccisi e destinati al consumo umano, in quanto non erano registrati in anagrafe equidi come macellabili.

I cavalli non macellabili, sono quelli per i quali non c'è controllo sanitario sui farmaci assunti, e quindi si tratta di un potenziale azzardo per la salute umana.

Dal corpo degli animali era stata asportata la parte dove sono messi i microchip che consentono di verificare la provenienza e la tracciabilità degli animali. Alcuni equini erano accompagnati da falsi documenti di trasporto e da false certificazioni di provenienza e di destinazione. Già nel 2012 il titolare era stato denunciato per fatti simili. Contestati, con il decreto di sequestro di stamani, i reati di uccisione di animali, detenzione per il commercio di sostanze alimentari nocive e frode nell'esercizio del commercio. Sono in corso indagini per accertare responsabilità di altre persone.

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