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La processione religiosa in "maschera"

La Festa della Santa Patrona di Matera

La secolare festa della Madonna della Bruna, protettrice della città di Matera, ha inizio con la processione "dei pastori" con la quale i quartieri antichi si svegliano alle prime luci dell'alba per salutare il Quadro della Vergine, il cui passaggio è annunciato dai botti pirotecnici. Intanto i cavalieri, scorta del carro processionale, si radunano lungo le vie e nei "vicinati".

Ogni anno, il 2 luglio la statua di Maria SS. viene portata nella chiesa di Piccianello, per poi essere portata in processione sul carro trionfale tutto il pomeriggio lungo le strade principali gremite di gente, fino ad arrivare in serata nel piazzale del Duomo dove si compiono i "tre giri", simbolo di presa possesso della città da parte della SS. patrona. La statua, accompagnata dalla Curia Arcivescovile, verrà deposta in Cattedrale.

Il carro è circondato dai "cavalieri" con cavalli bardati di fiori di carta e velluti, l'auriga incita i muli verso la piazza a poche centinaia di metri, per restituire alla folla ivi radunatasi il simbolo della festa. Con lo stesso rito secolare quindi, l'anima popolare si esalta confondendo il sacro con il profano e, nello stupore generale, in un tripudio di massa, il carro frutto di un lavoro artigianale di mesi, viene assaltato e distrutto (verrà ideato e ricostruito l'anno dopo).

Il MISFATTO...

Il video, postato sui social in data 2 luglio us nel giro di poco tempo ha fatto il giro del web suscitando indignazione.

Durante la Festa della Bruna un cavallo che non voleva rispondere ai comandi del proprietario è stato preso a calci all’altezza dell’addome davanti alla polizia locale di Matera, che non sembra dal video sia intervenuta.

Da qui la denuncia degli animalisti. 

Animalisti Italiani onlus: “Le forze dell’ordine - denuncia la onlus - hanno omesso di denunciare all’Autorità il reato di cui hanno avuto notizia nell’esercizio delle loro funzioni, violando l’art. 361 del c.p. Quest’anno lo sfruttamento animale si è trasformato in un grave maltrattamento punibile con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5mila a 30mila euro come stabilito dall’art. 544 ter c.p. L’episodio è avvenuto sotto gli occhi di tutti, compresi bambini”. Il vice presidente di Animalisti Italiani onlus, Riccardo Manca, nella stessa nota, ha annunciato di aver dato mandato ai propri legali di presentare una denuncia contro la Polizia municipale per omessa denuncia di reato. Chiederemo altresì di avviare un’indagine per individuare e querelare l’autore del gesto ‘criminale’ affinché venga disposto anche il sequestro dell’equino. “Consegneremo – conclude Manca – all’Autorità competente il video come elemento probatorio. Cagionare una lesione ad un animale ovvero sottoporlo a sevizie non è tradizione o cultura, è una tortura, che non possiamo tollerare. Ricordiamo che questi equidi ogni anno sono sottoposti a gravi sofferenze. Vengono pesantemente bardati dalle 6 del mattino fino alle 23 e devono sfilare anche nelle ore più calde, stremati con la schiuma alla bocca. Tutto questo in ‘onore di Maria SS. della Bruna’, una festa patronale che si dovrebbe svolgere senza abusi".

 

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