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Non finiscono mai di dare i cavalli, e in generale gli equini, agli esseri umani. Man mano che alcuni impieghi vengono meno per l'avvicendarsi dei tempi, altri ne vegono scovati per dare un reddito all'allevamento di questi animali e quindi incentivarlo.

Così è accaduto per gli asini, che sarebbero andati in scomparsa, se non fossero stati "riscoperti" per la produzione di latte, di cosmetici a base di latte d'asina, con gli asini maschi che vanno tutti al macello, se non fanno i riproduttori o gli asini "sportivi" da corse ai palii, la pelle d'asino venduta per l'industria dei pellami o per la farmacopea asiatica (dove riescono a fare con essa un estratto considerato afrodisiaco), asini terapeutici grazie all'onoterapia che curano gli umani da mille afflizioni.

Insomma, non si butta niente dell'asino e ogni causa è buona per vederli allevati, commercializzati, impiegati.

Lo stesso per i cavalli.

Dunque, ora anche le cavalle sono riscoperte nell'utilità della mungitura e dei prodotti derivati dal latte della fattrice, portentosamente medicali, era quasi scontato. In Italia se ne occupa la società Equimilik, gestita e Vobarno in Valle Sabbia, prov. di Brescia, dalla veterinaria Tatjana Falconi.

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