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E' esploso un caso all'ultima tappa del Longines FEI World Cup di Parigi, qualche giorno fa, dove un cavallo è stato visto saltare in modo così stravagante che molti si sono chiesti se l'esuberanza fosse legittima o il risultato di tecniche di addestramento discutibili o addirittura illegali.

Il cavallo, a nome Admara, un castrone di 13 anni cavalcato dal colombiano Carlos Enrique Lopez Lizarazo, è stato lo spunto del dibattito. Cavallo che un tempo fu di Emanuele Gaudiano, un italiano.

Sul discorso delle compravendite di cavalli come oggetti, già di per sè discutibile, sappiamo già che gli atleti professinisti non si tengono i cavalli fino a morte naturale. Vietato affezionarsi, cavalli come motociclette, si rompono li rottamano, vincono li vendono. Almeno che li trattassero bene, eppure neanche questo è scontato, perché a un cavallo al quale è vietato affezionarsi, diventa lecito applicare qualsiasi marchingegno, legale o meno, pur di vincere. Solo i soldi e la "gloria" contano, il resto sono favole che spesso vengono raccontate al pubblico per fingere una sensibilità affettiva, nei confronti dei cavalli, che il più delle volte manca del tutto negli atleti professionisti (quelli che campano sulle spalle e sulla pelle dei cavalli, per intenderci).

Tornando ad Admara. Alla conferenza stampa dopo la sessione di salto ostacoli, Susanna Cottica, una giornalista italiana, si è indignata per i salti effettuati da Admara durante il suo round. Ha sostenuto che non si doveva essere indulgenti sulla prestazione del cavaliere, riferendosi alle stinchiere posteriori indossate dal cavallo. Strette in eccesso, questi dispositivi causano un'influenza sproporzionata sull'azione di un cavallo su un salto.

Inoltre, qualsiasi dispositivo del genere, può mascherare gli effetti del "barramento", una pratica di sevizie, nell'addestramento di cavalli al salto, per cui si infligge dolore agli arti dei cavalli, in modo che al salto successivo li tengano maggiormente sollevati. I trucchi per farlo sono tanti, inclusi prodotti chimici abrasivi, puntine metalliche inserite all'interno delle stinchiere, barriere chiodate, sollevamento dell'ostacolo mentre il cavallo salta e ogni genere di malizia pur di ottenere il risultato desiderato, incuranti del dolore che si cagiona al cavallo e del fatto che tali metodi andrebbero debellati come maltrattamento e chi li utilizza debitamente punito.

Sempre su Admara, il regolamento imporrebbe che il cavallo fosse controllato immediatamente dopo la prestazione e che il cavaliere non possa rimuovere l'equipaggiamento che il cavallo indossa fino a controllo avvenuto. Questa è stata una regola per diversi anni. Le stinchiere vengono rimosse durante questo processo ed esaminate per tutto ciò che potrebbe "incoraggiare" il cavallo a saltare più in alto. Ad esempio, gli inserti elastici per l'effetto pizzico o gli oggetti appuntiti che farebbero male a un cavallo se colpiscono un ostacolo con quella parte della gamba. Lo steward dovrebbe anche controllare che le stinchiere non siano eccessivamente tese. Ciò significherebbe che qualsiasi violazione relativa all'abbigliamento di Admara avrebbe dovuto essere rilevata. La penalità per l'infrazione è la squalifica, quindi in questa occasione, non essendo successo nulla, o non è stato rilevato alcunché di significativo o l'assistente non ha controllato. 

A seguito delle polemiche, John Roche della FEI ha detto che per il futuro è previsto il divieto di stinchiere, dal 2021. La nuova normativa entrerà in vigore secondo scadenze differenziate: dall’1 gennaio 2019 per i concorrenti pony, children, amatori e veterani; dall’1 gennaio 2020 per juniores, young rider e under 25; dall’1 gennaio 2021 per tutte le categorie di concorrenti indistintamente. Perché? Perché fino al 2020 sono in corso le qualifiche per le Olimpiadi di Tokyo: la spiegazione addotta dalla Fei è infatti quella di non voler modificare le condizioni dello sport durante il ciclo olimpico, visto che la prima tappa di qualificazione per Tokyo 2020 è prevista per settembre 2018.

Noi aspettiamo ancora che la FEI renda illegale ogni genere di diavoleria che possono utilizzare gli atleti umani per mascherare il fatto che la relazione è a zero e la coercizione è a mille.

Nel frattempo, va detto che gli sport equestri sono sempre più contestati alle Olimpiadi e da più parti, in quanto:

a) non sarebbero uno sport per umani (ma per animali, e gli sport di animali non sono ammessi alle Olimpiadi, altrimenti potrebbero ammettere anche le gare di dog agility... per dire);

b) non sarebbero uno sport inclusivo (per competere a certi livelli, devi essere molto ricco, mentre le Olimpiadi si sono sempre caratterizzate per essere popolari, accessibili a chiunque, umano, abbia caratteristiche fisicamente eroiche. Di eroico nell'equitazione olimpica c'è solo il conto in banca dei proprietari di cavalli, spesso eredi di fortune, non patrimoni che tali persone hanno contribuito a costruire da sé. In pratica funziona così: se sei ricco ti comperi il cavallo migliore, incluso il clone di un campione, ci piazzi sopra il cavaliere più quotato e vai. Pensiamo solo se alle Olimpiadi fossero ammessi i cloni di Bolt, per l'atletica, sarebbe la fine della competitività e persino le Chiese, o almeno la Cattolica, griderebbero allo scandalo e chiederebbero che i 100 mt di velocità in piano, per umani, fossero estromessi dalle Olimpiadi. Ma visto che si tratta di cavalli, per i quali sono ammessi i cloni, lo scandalo è minore. Del resto sono ammessi anche i cloni di biciclette alle Olimpiandi, le "omologate", ed è evidente che al cavallo degli sport equestri non è riconosciuto lo status di essere senziente, ma quello di motocicletta per ricchi).

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