Traduci

Italian English French Spanish

Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

Codice 92169370928

Diciotto anni di carcere per il fantino di palii Valerio Andreucci, 24 anni, di Ascoli: secondo la condanna, sarebbe stato lui ad uccidere con 15 coltellate Olindo Pinciaroli, un veterinario ippiatra, specializzato in ippica, residente nelle Marche e ucciso barbaramente nel maggio del 2017.

Andreucci è un nome conosciuto nei palii, perché proprietario di alcuni mezzosangue allenati anche per il Palio di Siena.

Lo stesso veterinario ucciso era proprietario di cavalli che correvano nei palii.

Ad uccidere Olindo Pinciaroli, secondo l'accusa, sarebbe stato appunto Valerio Andreucci, mentre con l’ambulanza veterinaria erano diretti in un maneggio in provincia di Ancona.

Il Gup Paola Moscaroli - Tribunale di Ancona - ha condannato in abbreviato il fantino a 18 anni di reclusione, non riconoscendo l'aggravante della premeditazione contestata dal Pm Marco Pucilli. Andreucci è stato condannato per l'omicidio volontario e anche per la detenzione illegale di armi, per la simulazione di reato e per la calunnia: quel giorno di maggio 2017 infatti il giovane, inizialmente sentito dai carabinieri, avrebbe riferito di essere stato aggredito insieme al veterinario da un rom, indicato come il fautore dell'assassinio.

Il movente? Per l’accusa, un debito di 3mila euro che Andreucci aveva con il veterinario per l'acquisto di cocaina, soldi che non avrebbe voluto restituire.


 

Il commento Horse Angels

Il mondo delle corse di cavalli, purtroppo, e non solo quello, un pò tutto il mondo dell'agonismo con i cavalli, è deturpato dalle droghe che scorrono a fiumi, di cui sono vittime non solo gli operatori/atleti umani del settore, ma anche i cavalli, spesso.

Vedere articoli correlati per tag.

Tanto è che ha fatto scalpore una assoluzione in giustizia sportiva perché un certo livello di cocaina è stato considerato endemico e non doping. Lo stesso caso, in giustizia ordinaria, ha determinato una condanna, perché il magistrato non ha ritenuto che possa esserci una soglia di tolleranza alla cocaina poiché considerata normale in una scuderia di cavalli da corsa.

Le droghe nelle scuderie vanno combattute, e non tollerate, così come andrebbero allontanati, dall'ambiente, coloro che abusano di droghe o spacciano le droghe, contestualmente a pene più severe per il possesso di droghe in scuderia e per i cavalli trovati dopati. Altrimenti, la piaga non avrà mai fine, potrà solo infettarsi peggio. 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sei arrivato fino a qui, perché non sostenere il network?