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Foto web dell'allevamento di cavalli bradi registrati a carne della tradizione italiana.

C'era un tempo in cui i cavalli potevano essere pascolati su terreni demaniali con affitti agevolati. Centinaia di zoccoli sollevavano la polvere mentre transumavano. Un gruppo di uomini robusti a cavallo formava una barriera attorno agli animali e li teneva tutti insieme in una mandria semi brada.

Poi è nata la disaffezione degli italiani nei confronti del cavallo come animale da allevamento per la carne. Poi è nato il problema degli allevamenti non controllati, della necessità di tracciabilità e dei problemi alla sicurezza pubblica dati da equini vaganti. Poi sono nate le ordinanze di sgombero degli equini in esubero. 

Poi è finita l'epoca dei mandriani di cavalli. 

Lentamente, i mandriani di cavalli sono diventati sempre più rari e meno necessari. Una serie di stagioni critiche per il prezzo del fieno ha decimato la fliera equina del cavallo brado, in un paese come l'Italia per lo più ad agricoltura intensiva. Sempre meno persone vogliono fare il lavoro di allevamento di equini per il macello. Il lavoro duro, le paghe basse, i profitti risicati, il costo elevato del fieno quando i cavalli non sono più in grado di fare affidamento sui pascoli demaniali, l'opinione pubblica per la maggioranza avversa alla macellazione equina, hanno fatto il resto. 

L'obbligo di contenimento del bestiame, nella fattispecie dei cavalli, ha decretato la fine dell'epoca dei mandriani di cavalli, e questo non solo in Italia. Se quel mondo è sulla soglia del tramonto, non però così la cultura legata a quello stile di vita, che prolifera nelle discipline della monta da lavoro, più un hobby sportivo oggi, che uno stile di vita dal quale trarre reddito.

Ecco allora che alle fiere del settore proliferano le discipline americane, che per prime hanno fatto i conti con la fine del cowboy come mestiere, per divenire attività ludico, ricreativa, sportiva, per persone di campagna o di città che amano sfoggiare cappelli da cowboys, stivali western, lazi, chaps, birra, la musica e i balletti di gruppo in stile country. Tra di essi ci sono ancora allevatori di bestiame, ma nel momento che cominciano a interessarsi agli spettacoli di cavalli nei ring, si pone il problema dell'attività agonistica di quegli animali, che li rende per lo più incompatibili con la destinazione a macello, per via dei farmaci che i cavalli si troveranno quasi sicuramente a fare per proseguire nel mondo degli show e delle gare. 

Uomini di cavalli o allevatori di bestiame da carne? Un tempo le due cose coincidevano, oggi collidono sempre di più.

Per uomo di cavalli s'intende "il cavaliere", esperto nella disciplina ludico, ricreativa, sportiva in cui esibisce il cavallo. Ben distinto dal "cavallaro", quale allevatore di cavalli da carne, e quest'ultimo deve affrontare un'opinione pubblica per la maggioranza avversa a vedere il cavallo alla pari dei bovini, e compiacente invece a vederlo annoverato tra gli animali d'affezione quali cane e gatto e come tale non allevabile per il macello, soprattutto se esibito in discipline e impieghi sportivi organizzati come show per il pubblico.

E' il tramonto di un'epoca, che porta in sé anche disagi e tristezze, oltre a nuove prospettive di tutela per il cavallo.

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