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Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

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Ecco la storia raccontata dalla turista, Ombeline Giraud, sui social: “Durante la nostra passeggiata in bicicletta abbiamo notato una piccola cappella e ci siamo diretti verso quella parte. A fianco abbiamo visto un cagnolino completamente malridotto, in condizioni pietose che non aveva nemmeno la forza di guardarci o di bere l’acqua che abbiamo provato a dargli. Ci siamo avvicinati ad una sorta di magazzino per vedere se ci fosse qualcuno che potesse aiutarci e là, altro orrore: l’ipocrisia umana allo stato puro. Un altro cane, che sembrava stesse per morire, senza esagerare; l’abbiamo accarezzato e quelle carezze lo hanno fatto muovere piano piano. Era pieno di nodi e a forza di grattarsi si è ferito e aveva una piaga. Poi una cagnetta, incinta – non oso immaginare cosa ne faranno dei cagnolini che porta -, poi un altro cane, più in forma ma attaccato ad una cordicella con una campana intorno al collo, che voleva la nostra attenzione. Abbiamo poi provato a chiamare un altro cane, attaccato ad una catena, e che non si muoveva, e che aveva un occhio cieco. Tutti cani adorabili, con lo sguardo pieno di tenerezza non appena ci si avvicinava a far loro delle carezze e mostrare loro affetto e compassione. Ma non erano gli unici cani là. A qualche metro di distanza abbiamo scoperto una dozzina di cani incatenati agli alberi con corde lunghe un metro, che non smettevano di abbaiare. Nessuno di loro aveva acqua a disposizione. Anche lo spazio circostante rifletteva lo stato dei cani: abbandonato e triste. Abbiamo aspettato e abbiamo potuto incontrare il gestore di quello spazio; quando abbiamo provato a parlargli si è rivelato non molto cordiale e ha continuato a far rientrare le sue pecore, ha pure lanciato una pietra per farle muovere, si fa così vero? In seguito siamo andati a parlare con i custodi del parco: loro non parlavano inglese e noi non parliamo italiano e la comunicazione fra di noi è stata impossibile. Con le lacrime agli occhi siamo dovuti partire, senza poter fare di più con i nostri mezzi. Per questo pubblico questa storia affinché qualcosa cambi. È l’ipocrisia al massimo della sua espressione: ti mostrano una riserva per cavalli selvatici e tu pensi – è bello, gli animali in libertà- ma poi fai la scoperta che a fianco a tutto questo c’è il maltrattamento degli animali, l’aggressività e l’inumanità”.

L'intervento

Del caso si sono occupa i carabinieri della stazione di Gesturi e della compagnia di Sanluri, diretti dal capitano Giovanni Mureddu, e le guardie della Giara. I militari, con personale veterinario della Asl di Sanluri, sono andati in località "Serra Argiolas", presso l'ovile di un allevatore della zona, e hanno trovato 13 cani privi di microchip custoditi in condizioni non idonee. Di questi, quattro versavano in condizioni di salute precarie e senzaalcuna cura specifica. L'allevatore è stato denunciato dai militari per maltrattamento di animali, e i quattro cani in condizioni peggiori sono stati affidati a volontari animalisti e successivamente, ricoverati nella clinica veterinaria di Monserrato.

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