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 Erano destinate ai cavalli delle Botticelle Romane, all'epoca della presunta inaugurazione erano troppo poche per ospitare i cavalli: oggi sarebbero perfette, ma sono diventate un accampamento abusivo.

Realizzate nel 2014, oggi sono occupate da senza fissa dimora. All'interno delle stalle: vestiti sporchi, bottiglie e pezzi di vetro, lattine di birra, preservativi e spazzatura. Violati i sigilli del sequestro nell'indifferenza totale delle forze dell'ordine.

Tutto nonostante gli allarmi lanciati negli anni da cittadini, politici e giornalisti: poiché Villa Borghese sarebbe patrimonio di Roma, bella da visitare, se di notte non fosse ritrovo di sbandati e prostituzione e luogo dunque poco sicuro in cui trovarsi.

La storia delle scuderie di Villa Borghese è lunga: erano state costruite per ospitare i cavalli dei vetturini delle Botticelle Romane che si volevano "sfrattare" dall’ex Mattatoio del Testaccio che doveva essere consegnato all’Accademia delle Belle Arti di Roma.

Le scuderie furono realizzate ma poi rimasero vuote.

Al termine della costruzione non bastavano per ospitare tutti i cavalli delle Botticelle, ma lo scoglio principale al loro utilizzo è stato che furono dichiarate inagibili e poste sotto sequestro.

I prodromi

4907049 Galoppatoio Villa Borghese 3L'opera, terminata nel 2015, fu dichiarata inagibile nel 2016 e sottoposta a sequestro l'anno successivo.

E' costata oltre un milione di euro di denaro pubblico.

Il gip Elisabetta Pierazza su richiesta del pm Michele Nardi ne aveva disposto il sequestro con l’accusa di abusi edilizi.

Secondo l'accusa, le stalle sono state fatte in un'area inedificabile a danno della collettività, privata di una parte significativa della storica villa. Gli indagati, iscritti nell’omonimo registro, sono sette, tutti accusati di abuso edilizio. Tra di essi dipendenti comunali e funzionari della manutenziona urbana, l'architetto che progettò l'opera e i rappresentantanti della ditta che si aggiudicò l'appalto e fece i lavori.

La parola ai vetturini dislocati ancora al Testaccio

Oggi quella scuderia farebbe comodo se agibile ai vetturini di Roma, ancora minacciati di "sfratto" perché l'Accademia di Belle Arti vorrebbe entrare nell'immobile.

Manca però la stalla sostitutiva, quindi i vetturini non abbandonano il Testaccio, anzi, stanno cercando di migliorarne l'abitabilità per i cavalli, il tutto concordato con il municipio di Roma, che non è in grado di offrire alloggio alternativo ai cavalli.

I vetturini di Roma hanno chiesto più volte di poter entrare nelle stalle costruite per loro a Villa Borghese, poiché il numero di cavalli oggi impiegati per le Botticelle è compatibile con il numero di stalle costruite, ma tutto risulta bloccato dal sequestro e quindi il Testaccio rimane la casa dei cavalli delle Botticelle Romane.

Peccato che il sequestro del bene pubblico, che per legge avrebbe potuto essere affidato in custodia ad associazioni che ne avessero fatto richiesta, non ne impedisca la libera fruizione da parte dei senza tetto, degli spacciatori e degli "addetti" alla prostituzione.

Il disprezzo della cosa pubblica, pagata con i soldi dei cittadini, è palese, così come la cattiva manutenzione da parte dello stato di un bene che ora possiede "in gestione" avendolo sequestrato. Vedremo che ne sarà delle stalle di Villa Borghese all'atto eventuale di confisca a termine del processo.

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