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La ricetta elettronica veterinaria (Rev) è obbligatoria da aprile di quest’anno, e come tutte le cose nuove, più burocratiche, divide.

È ciò che è emerso all’evento organizzato il 10 dicembre al Senato da Ascofarve, su iniziativa della senatrice Maria Rizzotti, per fare il bilancio sui primi otto mesi di Rev e sul sistema di tracciabilità digitale.

A fare il punto  sul bilancio dei primi 8 mesi di operatività della Rev e della tracciabilità digitale sono stati, tra gli altri, ben tre interventi del ministero della Salute: quelli di Salvatore Macrì e Stefania Dalfrà (Ufficio 4, Direzione generale sanità animale e farmaci veterinari) e Claudia Biffoli (Direttore ufficio 4, Direzione generale sistemi informativi).

Numeri da chiarire

Ad accendere il dibattito è stato uno dei dati presentati dal ministero (e anticipati a novembre da AboutPharma Animal Health), quello relativo allo scarto tra ricette “emesse” e ricette “fornite”: circa un milione di prescrizioni rimaste inevase.

“Il 16 aprile del 2019 – ha ricordato Roberto Rebasti, presidente di Ascofarve – è una data storica perché ha portato un grande cambiamento nel nostro settore fondamentale per la salute sia animale che umana”, ma le perplessità sui numeri restano: “O gli animali non s’ammalano più, oppure sono state trovati canali alternativi, non tracciati” per distribuire i farmaci, riporta Rebasti.

Su questo punto, botta e risposta tra veterinari e farmacisti. “Mancano un milione di ricette. Le ragioni sicuramente sono diverse, ma alcuni farmacisti continuano a consegnare il farmaco veterinario senza ricetta elettronica”, ha detto Melosi (presidente ANMVI). A nome dei farmacisti, Cossolo (Federfarma) ha replicato: “Dubito che sia così. Sosteniamo insieme una proposta di legge che obblighi il veterinario a ‘chiudere’ la tracciabilità sia con la dispensazione in farmacia che in studio ambulatoriale. Così sapremo dove sono finite le ricette”.

Il calo di vendite nelle farmacie

Fra gli elementi principali del dibattito anche il calo di vendite, soprattutto in farmacia, che sembra correlato all’avvio della digitalizzazione delle prescrizioni. Forte preoccupazione è stata espressa a questo proposito da Roberto Cavazzoni, direttore generale di Aisa (l’associazione delle imprese produttrici). Su ricetta elettronica, opportunità e “buchi” del sistema di tracciabilità si sono confrontati anche Sara Galletti (vicepresidente Assalzoo), Pierluigi Petrone (presidente Assoram) e Antonello Mirone (presidente di Federfarma Servizi). Tutti i relatori hanno condiviso, fra tante priorità citate, la preoccupazione per le vendite illecite online di farmaci veterinari. Non è un caso se, in platea, c’era il Comando dei carabinieri per la tutela della Salute (Nas), rappresentato dal capitano Camilla Piamonte.

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