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Il 5xmille a Horse Angels

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6 Luglio 2020, Trani, Puglia, cavallo inciampa in un tombino aperto e batte la testa.

Immagini cruente che hanno lasciato tutti i presenti senza parole. Spaventato dall'improvviso passaggio di un camion, in via Papa Giovanni XXIII un cavallo, intento a trainare un calesse, ha iniziato a correre e si è scontrato contro un palo.

L'animale si è accasciato al suolo e per lui non c'è più stato nulla da fare. Sul posto, oltre ad una folla di curiosi, i vigili e la veterinaria che non ha potuto fare altro che constatare il decesso.

Secondo una ricostruzione, l'animale si sarebbe spaventato dopo il passaggio di un mezzo pesante, sarebbe partito all'impazzata, mettendo la zampa in fallo in un tombino sprovvisto di chiusino.

Ce ne sarebbero altri di tombini sprovvisti di valida chiusura sulla medesima strada, mettendo in pericolo l'incolumità pubblica.

Il GIP Mariella Fino ha archiviato il procedimento giudiziario a carico di Roberto Mazzuccato e Sergio Celin, querelati da Paolo Coppiello, gestore dell'Ippodromo Breda di Padova, per presunta diffamazione.

Sergio Celin era stato autore di un testo, diffuso da Roberto Mazzuccato sul gruppo Cavalli e Corse, in cui si faceva riferimento a carenze strutturali e comportamentali nella gestione dell'ippodromo, con particolare preoccupazione per il benessere dei cavalli coinvolti.

Secondo il procuratore, che aveva già chiesto l'archiviazione, opposta dal legale di Coppiello, e il GIP, il testo incriminato, anche se di parte, costituisce manifestazione lecita di opinione, dunque diritto di critica. Inoltre, il gruppo facebook, non è uno dei soggetti che devono riferire all'A.G. di eventuali calunnie.

Sono molte le organizzazioni animaliste europee ed australiane, tra cui Horse Angels, che si uniscono a Eurogroup for Animals sulla base dell'inchiesta condotta da Animal Welfare Foundation (AWF) per chiedere la sospensione dell'importazione di carne di cavallo dall'Australia.

Numerose indagini negli ultimi due anni, ripetute ispezioni dell'UE dal 2007 e relazioni delle autorità australiane rivelano la non conformità o la non equivalenza della carne importata ai requisiti dell'UE.

Il problema è il solito. In Europa i cavalli non DPA, non allevati per le carni, non possono andare alla macellazione per la tutela dei consumatori di carni rosse. E i cavalli provenienti dallo sport e dall'ippica non sono chiaramente cavalli allevati per le carni ma, al contrario, cavalli allevati per l'agonismo che finiscono la carriera al macello perché i proprietari non se li vogliono tenere quando non più in grado di concorrere.

La sospensione dell'importazione è stata un provvedimento già preso in passato nei riguardi di Messico e Brasile, per non tracciabilità farmacologica di carni equine esportate da detti paesi.

Di conseguenza, la stessa misura dovrebbe ora essere imposta nei confronti dell'Australia, poiché è stato dimostrato da più audit che le carni equine esportate non hanno adeguate garanzie sanitarie rispetto alla provenienza delle carni.

La Commissione europea dovrebbe ora rimuovere l'Australia dall'elenco dei paesi terzi dai quali è consentita l'importazione in Europa di carne equina e, in generale, sarebbe ora che mettesse mano con maggiore risolutezza all'annoso problema della macellazione abusiva dei cavalli, problema che non è mai stato risolto.

Per l'Australia, un filmato (link su youtube) pubblicato dalla Animal Welfare Foundation, dimostra i trattamenti poco dignitosi riservati ai cavalli da corsa australiani che finiscono la propria carriera al macello, con scosse elettriche nei genitali o nell'ano di routine per obbligare i poveri animali a entrare nell'abbattitore e farsi macellare. Molti cavalli sono storditi in modo errato e la pistola captiva non è sempre efficace nell'evitare sofferenze inutili ai cavalli destinati al macello. Accade spesso che i cavalli siano ancora coscienti quando vengono sollevati per il dissanguamento. Oltre il 50% dei cavalli macellati nel macello meramista australiano per l'esportazione verso l'UE e la Svizzera sono cavalli da corsa scartati, cavalli che quindi fanno farmaci che rendono le loro carni insalubri per uso umano, contesta AWF produttrice del filmato.

Un'indagine del senato australiano, pubblicata a novembre 2019, sottolinea che l'attuale sistema di tracciabilità non soddisfa gli standard dell'UE. I cavalli da corsa vengono macellati in Australia, ma non se li mangiano gli australiani. Le mezzane refrigerate vengono poi esportate in Europa, esponendo i consumatori internazionali a sostanze chimiche che sono note per avere effetti negativi sulla salute se consumate dall'uomo. La commissione d'inchiesta richiede un registro nazionale per la tracciabilità dei cavalli agonisti a fine carriera, in modo che non vadano illegalmente al macello. Questo è stato chiesto da Horse Angels anche per i cavalli italiani, per risolvere il problema delle corse clandestine e della macellazione abusiva dei cavalli da corsa nostrani.

Un'altra indagine, commissionata dal governo del Queensland e pubblicata nel febbraio 2020, afferma che gli standard di benessere degli animali australiani per la macellazione e il trasporto di cavalli non rientrano negli standard internazionali, come quelli dell'Unione Europea e del Codice sanitario animale terrestre dell'OIE.

AWF aggiunge che i cavalli vengono trasportati in camion per bestiame aperti per distanze di trasporto fino a 1.500 chilometri e per viaggi della durata di 30 ore. Esposti agli elementi atmosferici, non separati gli uni dagli altri da divisori per l'incolumità animale, non forniti di acqua e alimenti, i cavalli subiscono sofferenze, infortuni e talvolta morte durante il trasporto.

Si tratta di un mercato della morte inaccettabile, da cui la richiesta alla Commissione Europea di sospendere l'importazione di carne equina dall'Australia.

Ma venendo a noi europei, vietato credersi molto superiori agli australiani. I cavalli europei non viaggeranno forse su camion aperti per il macello. Ma non crediate che le nostre stalle di sosta siano beauty farm per il cavallo, e che i macelli italiani/europei non utilizzino nerbi elettrici (il cui commercio non è affatto vietato), per piegare gli animali alla macellazione coatta. Che fine credete che facciano i cavalli sportivi e da corsa italiani o europei? Non esiste tracciabilità dei cavalli agonisti a fine carriera, anche i cavalli europei purtroppo finiscono per lo più al macello, in barba alla registrazione anagrafica di passaporto, e ai farmaci che hanno fatto in vita, per non parlare del doping per aumentare le prestazioni sportive. E non ci finiscono con le carezze e un trattamento cruelty free.

Non ci sarà mai una fine alla macellazione illegale dei cavalli, fino a che non si pretenderà dai proprietari la coerenza con il destino ultimo di registrazione anagrafica e questo non scagiona l'umano, in ogni caso, dal dovere di occuparsi del benessere degli animali destinati a essere processati per la macellazione, regolamentando meglio i trasporti, le stalle di sosta e gli impianti di macellazione, al fine di mitigare le sofferenze animali gratuite, ovvero quelle che potrebbero essere evitate se l'essere umano non pensasse solo a massimizzare il profitto, anziché a minimizzare l'abuso e la violenza.

Giocare a basket con gli asini è veramente un altro sfruttamento per equini da promuovere?

Il basket con gli asini, o donkey-ball, non è raro negli USA. Il gioco rappresenta il basket in quanto si gioca su un campo coperto (gli asini indossano stivaletti speciali per proteggere i pavimenti della palestra) e l'obiettivo è quello di mettere la palla nel cerchio. È praticamente lì che finiscono le somiglianze. I partecipanti umani devono sedersi a cavalcioni di asini come similmente accade nell'horse-ball, disciplina recentemente recepita anche in Italia.

Gli asini possono essere più ostinati e imprevedibili dei cavalli, e apparentemente questo fatto li rende più divertenti per un pubblico assatanato di spettatori che si divertono per le fatiche di animali.  Per alcuni può essere una polemica futile, visto che gli equini sono sfruttati e abusati per qualsiasi uso, incluso l'impiego del loro plasma e urine in fabbriche dell'orrore alla mercé di una farmaceutica che non ama di certo gli animali.

Eppure, La Humane Society degli Stati Uniti e l'American Society for the Prevention of Cruelty to Animals denunciano questo sport come abuso. PETA afferma che il basket con gli asini insegna ai bambini a essere crudeli con gli animali e che il gioco rappresenta un trattamento ingiusto di questi equini perché vengono "trascinati, prese a calci e pugni da partecipanti che non hanno rispetto per gli animali".

I sostenitori sostengono che il gioco è innocuo e divertente, alla pari con l'horse-ball che di solito impiega pony.

Le origini di questo sport sono oscure, ma è in circolazione almeno dagli anni '30 negli USA secondo il Times. Gli asini che giocano a basket hanno un circuito agonistico che li rappresenta. Uno dei più antichi, il Buckeye Donkey Ball, è in funzione dal 1934 (la società fornisce servixi per donkey-ball, per le corse di asini e per il noleggio regolare di asini per vari usi).

Nella speranza che l'Italia non recepisca anche questa disciplina americana, come ha fatto per gran parte delle altre, di molte delle quali si poteva fare tranquillamente a meno, come quelle che impiegano vitelli per esercitarsi con il lazo mentre si cavalcano cavalli, a chiosare i cowboys delle praterie americane, dobbiamo ricordare che nel nostro paese il palio con gli asini ha più appuntamenti "agonistici" annuali rispetto al palio con i cavalli. E che il mercato degli asini è finalizzato soprattutto alla carne per quanto riguarda i maschi, le cui pelli sono commerciate in Cina per presunte sostanze che vi si possono estrarre dall'effetto viagra (care alla medicina tradizionale cinese), mentre le femmine sono impiegate per riproduzione e per la mungitura da cui si ricavano prodotti lattieri e di cosmesi.

Sì, c'è anche l'onoterapia, forse a fare da cartina di tornasole, per promuovere il lato positivo dell'allevamento degli asini. Troppo poco qualche centinaio di asini impiegati per onoterapia per sorridere e felicitarsi dell'allevamento di asini a impiego umano. Per pochi asini che se la passano bene, moltissimi non hanno adeguate tutele, né diritto alla vita.

Video youtube della disciplina del donkey-ball

Sarzana - Val di Magra - I militari appartenenti al Nucleo Carabinieri Cites della Spezia, insieme ai veterinari del Servizio sanità animale spezzino diretto dalla dottoressa Teneggi, hanno svolto alcune indagini sulla detenzione di cinque cavalli all’interno di una azienda in comune di Castelnuovo Magra.

E' così emersa la presenza di un pony detenuto senza documentazione identificativa; inoltre l’allevatore ha omesso di comunicare la nascita di un puledro alla Asl. E infine aveva effettuato lo spostamento di altri due cavalli presso un’altra azienda senza passaporto e documento di provenienza e omettendo di annotarlo sul registro aziendale di carico e scarico equini.

Tali omissioni hanno comportato varie sanzioni per violazione alla normativa in materia di anagrafe equina:

  • la mancata identificazione degli equidi,

  • l’abusiva movimentazione in uscita,

  • la mancata comunicazione di nascita

  • e la mancata istituzione del registro di carico e scarico.

L’importo complessivo è di oltre 3.600 euro. L'allevatore veniva pertanto invitato a sanare gli illeciti riscontrati entro il termine di quindici giorni.

Le sanzioni amministrative per chi detiene cavalli non in regola con gli obblighi di identificazione posso arrivare a 4.500 euro a capo mentre lo spostamento degli animali tra allevamenti senza comunicazione alle amministrazioni competenti puo’ comportare una sanzione massima di 1.800 euro.

Inoltre, gli spostamenti devono essere trascritti su apposito registro di carico e scarico, la tracciabilità degli equini va documentata alla asl di pertinenza con bolla di trasporto, e le nascite devono essere denunciate entro sette giorni dall’evento.

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