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30 luglio2020 - Sarzana - Val di Magra - Militari appartenenti al Nucleo Carabinieri Cites della Spezia ed al Nucleo Investigativo Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale della Spezia, congiuntamente ai veterinari del Servizio di Sanità Animale di competenza territoriale, hanno effettuato controlli ad un piccolo allevamento di equini e ovini della Val di Magra sulla liceità dell'allevamento.

Erano presenti sei cavalli e due pecore in paddock fatiscenti e pieni di letame.

Il letame è un rifiuto speciale e pertanto dopo un preliminare stoccaggio in concimaie impermeabilizzate, dovrebbe essere consegnato a Ditte abilitate per essere trasformato in fertilizzante. La trasformazione in fertilizzante può essere effettuata anche in loco a condizione che l'allevatore sia munito di una specifica autorizzazione. Non era questo il caso di questa piccola attività, che i funzionari hanno valutato che non smaltisse regolarmente le fiande degli animali.

I funzionari hanno poi accertato che non erano tracciabili i movimenti di entrata e uscita dei cavalli.  Mancava la regolare documentazione di provenienza e destinazione degli equidi. Inoltre dalla consultazione della Banca Dati degli Equidi risultava che la titolare era in possesso di un cavallo che dichiarava essere deceduto da circa 3-4 anni. Alla titolare dell'attività veniva quindi contestato di aver commesso violazione in quanto ometteva di comunicare agli enti preposti, entro tre giorni dall’evento, la morte dell’equino. Un altro cavallo, che risultava di sua proprietà, non era presente al momento dell’accertamento, né la titolare era in grado di spiegare dove fosse con pezze di appoggio. Quando un cavallo è ceduto a terzi, va comunicato entro 7 giorni il passaggio di proprietà agli enti preposti e conservato per 5 anni il documento di trasporto per la tracciabilità. Non era stato fatto.

Inoltre, le movimentazioni di cui sopra non erano state annotate sul registro di carico e scarico dell’allevamento di equidi che quindi risultava compilato in maniera incompleta. Taluni capi non risultavano annotati, di altri non veniva trascritto lo scarico e, relativamente ad un esemplare, veniva indicato un numero di passaporto non corrispondente a quello riportato in Banca Dati.

Per quel che riguarda le pecore, i funzionari hanno accertato che mancasse un capo che invece era presente dalla visura della BDN del codice di stalla. Infine, anche relativamente agli ovini, il registro di carico e scarico aziendale non era stato compilato tenendolo aggiornato.

L’importo complessivo delle sanzioni erogate è stato di oltre 11.000 euro.

Le norme di polizia veterinaria violate hanno molteplici scopi:

  • prevenire la diffusione di malattie,
  • prevenire la macellazione abusiva,
  • prevenire eventuali maltrattamenti di animali,
  • prevenire smaltimenti abusivi delle carcasse.

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