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Photo: Elmari Viljoen/Shutterstock)

Il caratteristico sbuffo dei cavalli, più frequente allo stato libero, indica una condizione di relax e positività emotiva. Per questo, dice uno studio su Plos One, potrebbe essere utilizzato come indicatore del benessere dell'animale 

I cavalli quando sbuffano è perché sono felici. 

Non a caso, lo fanno più spesso al pascolo che nella stalla, e in generale molto di più quando sono liberi in natura.

Al contrario, sbuffano meno quando le condizioni di benessere non sono delle migliori.

Conoscere a fondo il significato dello sbuffo è allora importante perché ci permette di fare scelte gestionali che lo rendano felice.

Comprendere il linguaggio del cavallo ci permette di tenere conto della sua volontarietà, di rispettare la sua individualità e le sue specifiche. Tutto questo se accettiamo la comunicazione, recepiamo il messaggio e ci importa di rispondere alle richieste che ci fa il cavallo per i suoi bisogni.

A suggerirlo è oggi uno studio pubblicato su Plos One, che ha analizzato in dettaglio il significato degli sbuffi equini.

Per migliorare il benessere animale è fondamentale saper prima di tutto capire e valutare le emozioni positive. Ma è difficile, spiegano gli esperti, trovare degli indicatori affidabili perché i marker fisiologici spesso sono contraddittori e molti segni comportamentali sono ambigui, non sono cioè in grado di dirci in maniera univoca se il cavallo sia o meno felice in quel determinato momento. Qualche tentativo è stato fatto, con pochi studi in passato che hanno analizzato l’emissione di segnali acustici come indicatori di benessere.

Mathilde Stomp dell’Università di Rennes e i colleghi che hanno condotto la ricerca su Plos One si sono concentrati sullo sbuffo, un segnale non-vocale prodotto dall’aria espirata attraverso le narici, finora messo in relazione soprattutto a una funzione igienica (per cui verrebbe usato per liberare le narici da mosche, catarro o quant’altro). Lo sbuffo è condiviso da numerosi perissodattili (animali quali rinoceronti e le zebre) e dal punto di vista meramente aneddotico sembra essere più frequente quando il cavallo è felice, ma è davvero così?

Per capirlo i ricercatori hanno esaminato il comportamento di 48 cavalli, una parte dei quali proveniente da scuole di equitazione, dove gli animali passavano molto tempo in box individuali. Gli altri animali invece erano sempre al pascolo in gruppo in un’area naturalistica. Gli scienziati hanno osservato, come accennato, che lo sbuffo era più frequente in contesti positivi come il momento del pasto, quando il cavallo è fuori dalla stalla al pascolo e quando vive in ambiente naturale. Se i cavalli si trovavano invece condizioni di stress o se manifestavano aggressività, producevano un minor numero di sbuffi.

In conclusione, scrivono gli scienziati, lo sbuffo del cavallo appare più come indicatore di uno stato momentaneo che non di una situazione permanente, ma potrebbe essere effettivamente emesso di più da cavalli in uno stato di benessere duraturo. funzionando così un indicatore. Quanto osservato, infine, non esclude del tutto la possibilità di una funzione igienica di questo comportamento, che dovrebbe però essere indagata più a fondo insieme a quel che accade durante attività più impegnative per il cavallo, quando esercizio fisico ed emozioni si mescolano.

Link allo studio di Plos One.