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Il 5xmille a Horse Angels

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I cavalli tendono a innervosirsi quando fuori tira il vento. Il vento, infatti, muove le cose, crea rumori inaspettati, porta odori da lontano, confonde sulla loro provenienza, mette in allarme dunque il cavallo che non sa da quale punto all'improvviso possa sorgere un nemico. Essendo il cavallo una preda, tutto ciò che è inaspettato, gli provoca apprensione, lo mette in allerta e può provocare movimenti repentini che sono forieri di incidenti se gli umani che stanno sul cavallo o attorno ad esso non sono attenti o preparati a gestire il nervosismo del cavallo.

I cavalli abituati a vivere scuderizzati, temono il vento più di quanto non lo temano quelli che vivono abitualmente all'aria aperta e che quindi sono abituati a confrontarsi meglio con la situazione. Non è inusuale che un cavallo scuderizzato si presenti recalcitrante ad uscire dal box in una giornata particolarmente ventosa.

Movimenti, rumori oppure odori improvvisi contribuiscono a tenere sempre in allerta il cavallo in giornate particolarmente ventose, che possono suscitare scarti o movimenti di fuga del cavallo. Per questo, non è una buona idea uscire in passeggiata, oppure allenarsi in un rettangolo malcoperto con teli che sbattono o provocano rumori improvvisi infastidenti quando mossi dal vento, con cavalli "metereopatici".

E' possibile desensibilizzare i cavalli al vento. Cavalli abituati a vivere fuori tutto l'anno, sono meno sensibili a vento, pioggia, neve. Particolarmente per i cavalli da trekking, è importante che la desensibilizzazione sia fatta, perché uscendo in passeggiata, e ancora di più in trekking di giorni, si può essere soggetti a mutamenti del tempo, e occorre saper gestire in sicurezza il cavallo quale che sia la condizione atmosferica.

Quanto più tempo il cavallo passa all'esterno in recinti appositi, tanto più semplice sarà la desensibilizzazione. Esistono poi corsi ad hoc, di etologia equina, per abituare i cavalli a rumori improvvisi, fruscii, oggetti che passano vicino al corpo. Quanto più un cavallo è sensibile e pauroso, tanto più dovrebbe essere educato a non temere ciò che non porta pericolo, ne va di mezzo anche la sicurezza delle persone che devono gestire abitualmente il cavallo.

In ogni caso, specialmente se non si è cavalieri molto esperti, è meglio evitare di uscire in passeggiata in giornate ventose, quando ci sono raffiche forti che fanno sollevare fogliame, cadere rami, provocano rumori continui e inaspettati, perché potrebbe essere arduo riuscire a contenere le fughe del cavallo.

Il cavallo ha tendenzialmente paura di tutto ciò che non conosce, specialmente se è un cavallo immaturo, che nella vita ha fatto poco e visto poco, come i cavalli "mai usciti di casa".

Per fortuna le paure dei cavalli possono essere vinte esattamente come quelle degli esseri umani, attraverso esperienze positive con le quali si attraversa la paura, acquisendo fiducia, autostima e competenza.

Questo riguarda anche l'acqua. Un cavallo che non ha mai attraversato un corso d'acqua, che non si è mai immerso in un fiume o in un lago, che non ha mai fatto il bagno al mare, può temere l'esperienza. La chiave per il successo, nella desensibilizzazione, è creare un'esperienza piacevole con l'acqua per il cavallo.

Come la maggior parte degli animali il cavallo, più che ragionare su un fatto in astratto, ricorre all'intelligenza deduttiva che si costruisce attraverso la memoria. Ciò che ha lasciato un bel ricordo, permette al cavallo di riapprocciare un'esperienza simile con fiducia. Nei confronti di ciò o chi gli ha lasciato un brutto ricordo, il cavallo risponde con diffidenza e ritrosia.

Dunque la desensibilizzazione del cavallo può avvenire in sedute didattiche appositamente create per tema, o attraverso una vita ricca e variegata di esperienze, dove ogni giorno può essere l'occasione di apprendimento anche senza ricorrere a sedute specifiche con un trainer da pagare per apprendere la metodologia da applicare ad un caso o l'altro.

Anche se un cavallo è già domato, occorrerebbe mettersi nello stato di idee che la persona, come il cavallo, non finisce mai di imparare e che anzi affrontare sempre nuovi stimoli rende la vita del cavallo migliore, la sua interazione più sicura, il cavallo più gradevole da gestire, il suo ricollocamento, se necessario, più semplice. Un super cavallo non è un animale che è uscito poco dalla sua stalla e dal suo recinto. Ma un cavallo che non ha paura di nulla perché ha tanto visto, tanto esperito, acquisendo competenze, fiducia e autostima.

Un cavallo mai uscito dal suo box e relativa area di sgambamento, quando improvvisamente viene messo nelle condizioni di fare qualcosa di bello, che è anche nel suo interesse, per il suo benessere, tipo una passeggiata in natura, piuttosto che un pò di esercizio fisico che tonifichi la sua muscolatura, può trasformarsi in un pericolo ambulante per se stesso e per gli altri  Rumori, buste di plastica, trattori, auto, asfalto, persone, pannelli stradali, tronchi di albero caduti a terra o ruscelli, ponti da attraversare, camion su cui salire per raggiungere un maneggio in cui affrontare della didattica, tutto è nuovo e potenzialmente un azzardo per il cavallo, con conseguente reazione di fuga.

L'acqua è uno degli elementi al quale il cavallo va desensibilizzato. Anche se non si pensa di uscire in passeggiata. Potrà infatti arrivare il giorno, e dovrebbe arrivare, in cui il cavallo ha bisogno di una doccia per il suo bene. La desensibilizzazione all'acqua passa anche attraverso recarsi alla zona doccia della stalla, per pulire i piedi, piuttosto che l'intero mantello.

In giornate uggiose, per spostare il cavallo da box a paddock o viceversa, ci si potrebbe trovare ad affrontare pozzanghere o allagamento del prato.

Quanto prima il cavallo comincia la desensibilizzazione all'acqua, meglio è.

Come desensibilizzare il cavallo all'acqua

Avvicinarlo con sicurezza alla fonte d'acqua, ad esempio le doccie della scuderia, rincuorandolo, e senza farsi prendere dal suo eventuale panico. Anzi, il panico è pervasivo e si trasmette da preda a preda con rapidità. Quindi se si ha timore della cosa, il cavallo la sentirà e reagirà negativamente.

Non punire il cavallo per la sua paura, potrebbe crearsi una situazione di avvitamento, ovvero una di quelle esperienze negative che crea futuro pregiudizio.

E' invece la determinazione, la sicurezza in sé e il pensiero positivo che daranno l'impressione al cavallo che dopotutto non c'è nulla da temere.

Ricompesare il cavallo verbalmente e con una carezza raggiunto il risultato, perché crei una salda associazione positiva mnemonica tra la situazione dell'acqua, la sicurezza e il piacere di essere ricompensato. L'intero flusso di pensiero equino associato all'acqua ne sarà bonificato e rinvigorito.

Quando si tratterà di avvicinarsi ad un corso d'acqua, l'animale avrà meno timore se già conosce l'acqua della doccia, riconoscendo l'elemento e associandolo ad una esperienza positiva. 

Alcuni cavalli si lasciano condurre ad un'esperienza nuova più facilmente se il tutto avviene velocemente, semplicemente perché seguono un leader di cui hanno assoluta fiducia, perché sembra che sappia il da farsi per il bene comune. Altri prediligono un approccio più graduale, in cui hanno modo di saggiare l'ambiente prima di farsi avanti. Con i cavalli che amano la gradualità, funziona bene una sorta di tira e molla, di pressione e rilascio. Un convincimento per gradi per prendere confidenza. Può bastare una sessione, o possono volercene più di una, ma quando il cavallo si sarà abituato all'acqua, potrebbe apprezzarla e desiderare sguazzarci, specialmente in giornate estive torride. 

In alternativa, se da soli non riuscite, per evitare di farvi male, o che il cavallo fugga, o che si crei un pregiudizio negativo, il fallimento dell'esperienza genera una memoria negativa, farsi inizialmente aiutare da persone più esperte o da addestratore ad hoc.

Un corso di etologia equina, che sia o meno collegato all'acqua, dovrebbe essere obbligatorio per ogni proprietario di cavallo. Non disdegnate l'istruzione alla gestione del cavallo da chi ne sa di più e lo fa di mestiere, c'è sempre molto da imparare, e ne va della sicurezza di tutti.

Qualsiasi animale sociale, da branco, può soffrire l'allontanamento da un membro appartenente al suo nucleo familiare abituale.

I cavalli da soli non stanno bene, perché la natura li ha programmati come animali sociali, per la vita in branco. L'allontanamento dal branco abituale può causare disagi emotivi e modificare i comportamenti del cavallo che rimane o di entrambi i cavalli che vivono il processo di separazione.

Si potrebbe sottovalutare il disagio da separazione, o sindrome da abbandono, attribuendo alla manifestazione del disagio spiegazioni legate a personalità irrequiete o, addirittura, etichettando il cavallo come maleducato, ingestibile, cattivo o viziato.

Sintomatologia della sindrome da abbandono o separazione

  • aumento della vocalizzazione (il cavallo che sosta verso l'esterno del paddock e nitrisce rumorosamente)
  • aumento della defecazione
  • aumento del controllo o vigilanza (tendenza a non bere e/o mangiare quando viene lasciato solo)
  • aumento dell'attività motoria (il cavallo si muove lungo la recinzione continuamente)
  • altri comportamenti inusuali ed agitazione non giustificata

Se tutto ciò accade, dovremmo chiederci se è avvenuto uno spostamento e il cavallo è stato costretto ad abbandonare il suo branco abituale o se è deceduto un cavallo facente parte dello stesso nucleo stabile.

L'ansia da separazione può verificarsi anche nello svezzamento precoce del puledro.

Cosa fare se la sindrome da abbandono si verifica

Dare tempo al tempo e provare ad affiancare al cavallo un altro suo simile con il quale sembra possa esserci affinità, perché possa costituire un nuovo nucleo familiare che gli dia la stabilità emotiva di cui ha bisogno.

Comprare un cavallo, se non si hanno troppe pretese, è il meno. Allevarlo correttamente, prendersi cura di lui responsabilmente, addestrarlo a fare qualcosa in sicurezza, quello è il vero investimento non alla portata di tutti.

Prima di portarsi un cavallo a casa, occorre dunque tenere a mente una serie di cose.

L'eborso iniziale per un cavallo può variare da € 1.000 a oltre € 20.000: più il cavallo è in salute, di mezza età, addestrato bene anche per principianti, di razza e buona genealogia, più il prezzo sale. Puoi inoltre aspettarti che i costi per sfamare il cavallo, mascalcia e veterinario, se non devi pagare un maneggio perché te lo ospiti, cioè se hai il posto a casa, siano intorno a € 2.000 annui. Se  inveve non hai il posto a casa, essi raddoppiano come minimo, perché dovrai pagare vitto e alloggio in maneggio, portandoti ad una spesa da € 4.000 a € 5.000 annui.

Se il cavallo non lo vuoi solo guardare, ma ci vuoi salire sopra, lievitano i costi. Per prima cosa l'assicurazione, che ti costerà in media dagli € 80 ai € 200 annui a seconda delle franchigie e coperture e del tipo di attività svolta. L'equitazione rientra negli sport estremi. Le lesioni minori sono frequenti e purtroppo quelle maggiori capitano, da cui ogni anno muore qualcuno per attività legate ai cavalli. La maggior parte delle lesioni riguarda l'equitazione ricreativa, cioè le passeggiate in natura. Un quarto delle lesioni riguardano minorenni. Il 12% delle lesioni riguardano la testa e alcuni traumi cerebrali sono permanenti. L'80% degli incidenti mortali si verificano ad andature normali o a terra, accudendo il cavallo. L'incidente è dunque sempre dietro l'angolo e con i cavalli non bisogna mai abbassare la guardia, perché le distrazioni sono la principale causa di incidenti. Leggi anche: quanto è pericoloso andare a cavallo.

La migliore prevenzione per gli infortuni è la formazione del cavallo e del cavaliere.

È logico che un cavallo adeguatamente addestrato ha meno probabilità di provocare un incidente. Un cavallo ben addestrato ha anche maggiori probabilità di sopperire alle lacune e distrazioni del proprietario.

Un cavallo non addestrato o male educato è come una moto senza freni: ci puoi fare un giro nel prato a bassa velocità, ma se ti metti in strada puoi ucciderti. O uccidi qualcun altro. Il cavallo può sembrare una creatura mite e bonacciona, ma quando è privo di esperienza, è pur sempre un animale di svariati quintali con la mente di un bambino: se si sente in forma e nessuno glielo impedisce, gli piace fare quello che vuole.

Ogni cavallo, e ancora di più un cavallo verde, giovane, sdomo, poco addestrato, ha un potenziale notevole di fare del male e se non addestrato il suo valore sul mercato è molto basso.

Per questo i cavalli sdomi, privi di genealogia, interi, sono quelli che vengono più spesso regalati o venduti al prezzo della carne. Nel mondo dell'equitazione non valgono nulla, perché addestrarli e renderli animali sicuri per principianti richiede anni e investimenti di migliaia di euro.

Un cavallo che non è stato addestrato è, purtroppo per lui, peggio che inutile: è pericoloso. Nessuno lo vorrà, neppure da compagnia. Se devi comperare un cavallo solo per guardarlo e fargli le coccole, sappi che è poi tua responsabilità tenertelo fino a che muore. Nessun altro lo vorrà, specialmente quando avrà messo su degli anni e le chance di educarlo tardivamente e renderlo interessante per le persone che desiderano cavalli, sono prossime al nulla.

Di persone che prendono cavalli solo per guardarli in Italia ce ne sono veramente poche. Il nostro non è un paese con vaste lande non coltivate, dal prezzo irrisorio, dove ogni famiglia ha terra, tempo, soldi in surplus da destinare la terra a pascolo di animali da compagnia. E questo è il dramma di qualsiasi proprietario di cavallo in Italia, anche addestrato, perché non troverà circa nessuno che voglia rilevarlo, neppure gratuitamente, a fine carriera, quando l'animale sarà anziano e disabile all'equitazione, tranne il macellaio. Il cavallo, anche se è solo da compagnia, mangia tutti i giorni, ha bisogno di cure, la terra costa, mettere su un recinto con ricovero per cavalli costa, c'è una burocrazia infinita per farlo, il cavallo rimane comunque un animale potenzialmente pericoloso da assicurare in caso di fuga e gestirlo adeguatamente ha costi non indifferenti, in termini di tempo e danaro, per la propria formazione: a quel punto se una persona ha un pezzetto di terra, tempo e risorse per educarsi ai cavalli e decide per l'investimento, vuole il cavallo con cui fare in sicurezza passeggiate, non lo scarto altrui solo da guardare e le bollette veterinarie da pagare per la cattiva gestione che ne ha fatto il proprietario precedente per poi liberarsene quando il cavallo gli è diventato solo un peso.

E' quindi di vitale importanza per salvare delle vite, inclusa quella del cavallo, anche se non si desidera praticare equitazione, dargli un'educazione e conservarlo il più possibile in salute. L'addestramento, e un generale stato di salute buono, rendono il cavallo accessibile e desiderabile a più persone. In fatto di cavalli, è il miglior investimento che si possa fare per la propria e altrui sicurezza, e per dare una chance di vita duratura al cavallo, anche se dovesse cambiare di proprietario.

Quanto costa educare il cavallo?

Innanzitutto, puoi acquistare un cavallo che è già stato addestrato. Questa è l' opzione migliore, ma aumenta l'investimento di migliaia di euro e non comprende la tua formazione. Anche se il cavallo è addestrato, e tu non sei capace, il risultato può essere un disastro. La formazione del cavallo regredisce rapidamente in mano ad una persona inesperta.

Tocca aggiungere i costi per la formazione continua, tua e del cavallo. Se calcoli una media di 350 ore l'anno di attività per cavallo scuderizzato (un'ora al giorno con il cavallo movimentato da te o da personale pagato appositamente al maneggio, includendo lezioni di equitazione, passeggiate, e similari), parliamo di un costo extra a quelli già calcolati (di vitto, alloggio, mascalcia e veterinaria) dai € 3.000 a € 5.000 l'anno. L'istruttore del maneggio non vorrà infatti meno di €20,00 l'ora in maneggi economici, e potrà fare un prezzo forfait mensile solo per movimentare il cavallo in tua assenza. A meno che tu non pensi che il cavallo può vivere in prigione (pur non avendo colpe da scontare) 365 giorni l'anno, per uscire per l'ora d'aria ed essere bravo, calmo e sottomesso, in perfetta salute fisica e mentale, solo un'ora con te la domenica; in questo caso siamo fuori già da ogni discorso di responsabilità e amore per il cavallo, e rientriamo in uno di quei casi di maltrattamento equino ancora non riconosciuto per legge. Meglio non prenderselo il cavallo se lo si cosidera alla stregua di un mezzo e non si è in grado di dargli una vita dignitosa. Prendi l'e-bike, ci puoi andare ovunque, non ci sono particolari pericoli e, quando non vuoi andare da nessuna parte, la parcheggi a costo zero in garage.

In secondo luogo, potresti pagare per far addestrare il tuo cavallo da un professionista al costo di circa € 600- € 800 al mese. A seconda del tipo e della quantità di addestramento richiesto, possono essere necessari un paio di mesi, fino a oltre un anno per l'addestramento di un cavallo da lavoro. L'altro svantaggio è che sebbene il cavallo possa ricevere un'istruzione eccellente, tu non stai partecipando e quindi non stai ricevendo formazione. L'addestratore che consegna il cavallo "chiavi in mano" è una buona opzione per i cavalieri esperti che non hanno il tempo e modo di formare i propri cavalli; ma per un principiante significa che una volta ricevuto il cavallo bello e fatto, si avranno ancora molte difficoltà a farci equitazione o ad uscirci in passeggiata in sicurezza. Quindi, come per il cavallo già addestrato, occorre calcolare i costi extra della propria formazione con istruttore specifico.

La terza opzione è quella di addestrare il cavallo da solo, acquisendo abilità e comprensione insieme. La strada degli autodidatti è la più economica, ma richiede vocazione. Se hai tutto il tempo del mondo, enorme pazienza e determinazione, capacità di studiare e allenarti da solo, qualche amico esperto che ha voglia di fare volontariato, qualche soldo da spendere in lezioni una tantum in maneggio, non è impossibile, certo aumenta i rischi di incidenti e infortuni.

Conclusioni

Il cavallo non è per tutti. Richiede veri appassionati, con tempo e/o risorse da dedicargli. Se deve essere un hobby passeggero, e hai poco da spendere, in tempo e denaro, meglio optare per pacchetti di lezioni nel rettangolo del maneggio e/o di uscite in passeggiata con cavalli già perfettamente addestrati e di proprietà di professionisti, ma lasciar perdere l'acquisto del cavallo in proprio.

Suggerimenti per la sicurezza

  1. Se non sei un esperto di cavalli, rivolgiti ad un professionista per aiutarti a scegliere il cavallo migliore per le tue esigenze.
  2. Supervisiona sempre i bambini intorno ai cavalli. Assicurati che non stiano a portata di calci.
  3. Insegna ai bambini a rispettare i cavalli ed ad averne il giusto timore. Non sono giocattoli.
  4. Indossa sempre il casco come dispositivo di sicurezza per le cadute.
  5. Utilizza l'attrezzatura e l'abbigliamento giusto e consono (troppo largo, troppo stretto, che tocca nei punti sbagliati, che si impiglia di qua o di là... sono tutte circostanze che aumentano i rischi).
  6. Non permettere mai al cavallo di pensare che è lui al comando, il leader devi essere tu.
  7. Non avvicinare mai di soppiatto un cavallo da dietro.

L'essere umano da tempo immemore seleziona l'allevamento del cavallo per funzionalità di destino. Anche per le passeggiate esistono cavalli ideali, selezionati per morfologia e carattere.

Morfologia e caratteristiche fisiche:

  • altezza media
  • fisico robusto
  • resistenza
  • piede sicuro
  • rustico

Temperamento ideale:

  • indole mite
  • coraggioso
  • di facile gestione

Razze italiane selezionate ad hoc:

  • Maremmano, Bardigiano, Haflinger, San Fratellano, Norico, Catria, Anglo Arabo Sardo

Altre razze:

  • razze non autoctone ma che si prestano bene: cavalli da monta americana
  • possono andare bene anche cavalli selezionati per altre discipline, purché resistenti e rieducati appositamente per le passeggiate, di indole docile

Perché è così importante che il cavallo sia adatto, o per lo meno educato, alle passeggiate? Ne va della sicurezza per l'incolumità di tutti.

Un cavallo non adatto, o non addestrato a uscire in passeggiata, presenta delle insidie. Il cavallo potrebbe rifiutarsi di attraversare il torrente, diventare ombroso, darsi alla fuga per una lepre che gli attraversa il cammino, rifiutarsi di lasciare il maneggio, mettere a dura prova il cavaliere.

Quando i cavalli e chi vorrebbe guidarli in passeggiata non sono sufficientemente preparati a lasciare la tranquillità e comodità del rettangolo di lavoro, l'equitazione di campagna può trasformarsi in un incubo. La disconnessione tra aspettative e realtà inizia spesso con la scelta sbagliata del cavallo o con un'insufficiente preparazione all'equitazione di campagna.

La maggior parte delle persone fa scelte sbagliate. L'equitazione di campagna per un cavallo è anche una "professione" e come tale ha un suo valore. Ad esempio, chi vuole saltare ostacoli in gara e non sa addestrare un cavallo al salto, compera un cavallo che gli garantisce certe prestazioni. Ebbene, anche nell'equitazione di campagna il cavallo non nasce già "imparato".

Ci vuole tanto tempo ed esperienza per "fare" un cavallo da passeggiata affidabile, e si tratta risorse che hanno un valore preciso sul mercato. Il cavallo da passeggiata affidabile non corrisponde ad un cavallo qualsiasi uscito da altre discipline perché anziano o in esubero o infortunato. Un buon cavallo da passeggiata costa svariate migliaia di euro, se sano e relativamente giovane, esperto e montabile da chiunque in un trekking.

Il cavallo da passeggiata bravo, è un cavallo mestierante delle passeggiate.

Nell'allenamento per i trekking e le passeggiate, occorre molto più coraggio che nell'allenamento in rettangolo. Un bravo addestratore per cavalli da trekking, combatte contro gli istinti potenti di fuga del cavallo, che vorrebbero fare evitare a quest'ultimo ogni potenziale pericolo sconosciuto e l'abbandono del branco di pari alle sue spalle (nel caso di uscita in solitaria, cui un bravo cavallo da trekking deve essere abituato). Superare gli istinti naturali, riuscire a far uscire su un percorso sconosciuto, da solo, un cavallo in addestramento da trekking, richiede persone di cavalli di notevole abilità, esperienza e coraggio.

Ci sono buoni cavalieri di discipline in rettangolo che non riuscirebbero minimamente a gestire il tipo di tensione, ad avere il tipo di coraggio, disprezzo del pericolo, amore per la libertà, che necessitano al trainer di cavalli da trekking.

Quindi se siete principianti, e vorreste un cavallo da passeggiata, non pensate che si possa trovare nel mercatino del regalo, riuso, ricicla, perché qualsiasi cavallo può fare equitazione di campagna. Al contrario, un buon cavallo da passeggiata è un tesoro, tutti lo vogliono ed è difficile che sia ceduto, se non al giusto prezzo. Quanto più siete principianti, tanto più serve un cavallo affidabile per le passeggiate, che non corrisponde affatto alla serie C dei cavalli.

Un buon cavallo da passeggiata è generalmente un cavallo rustico, a sangue freddo, allevato all'aperto e gestito in gestione naturale, uscito tante volte in passeggiata, con la vista buona e i piedi infallibili.

Altri cavalli possono diventare nel tempo equiparabili ad un buon cavallo da passeggiata, ma il top è una tipologia di cavallo selezionata per inclinazione, resistenza, rusticità proprio a quella mansione.

Gli ostacoli più importanti per addestrare un cavallo alle passeggiate

Fobia dell'acqua

Cause: La ragione più comune per una riluttanza ad attraversare l'acqua è la paura dell'ignoto, in generale o in particolare. Un cavallo che non ha mai visto l'acqua, ne avrà più paura. Gli animali prede, inclusi i cavalli, sono cablati per essere in allerta alle pozze d'acqua, un luogo di ritrovo preferito per i predatori, quindi l'ambiente circostante, i suoni, gli odori e i movimenti spingono i pulsanti di allarme innato.

L'allarme è moltiplicato dalla mancanza di esperienza personale. I cavalli verdi (termine per definire gli inesperti) non sanno necessariamente che quello che hanno di fronte è una pozza o corso d'acqua a pericolo zero per loro. Una brutta prima esperienza in acqua può lasciare un cavallo cronicamente sospettoso e pauroso. Serve un buon trainer, con buona conoscenza dell'etologia equina, per convincere con le buone un cavallo a superare le sue paure.

Spesso nell'addestramento dei cavalli da trekking si utilizza un cavallo guida esperto, perché i cavalli imparano anche per emulazione.

Il lavoro di addestramento procede in due direzioni, desensibilizzazione e abituamento progressivo.

Ansia di leadership

Cause: il temperamento innato separa i leader dai gregari nella comunità equina. Tale predisposizione emerge anche nei cavalli domestici. I cavalli che sono riluttanti a guidare il gruppo sono bassi nella gerarchia della mandria e naturalmente timidi. Al contrario, i cavalli che si preoccupano di guidare il branco, che vogliono primeggiare, di solito hanno l'audacia dei leader naturali. Ogni qual volta che i cavalieri pretendono di ignorare il temperamento naturale del cavallo, affidandogli un ruolo non congruo, l'esito è problematico.

Anche la personalità del cavaliere influenza la preferenza di piazzamento di un cavallo nelle uscite di gruppo. Cavallo e cavaliere vanno visti come binomio.

Per addestrare bene un cavallo da passeggiata, occorre avere una personalità audace, proporsi come guida al cavallo, ed essere credibili nei suoi confronti. Ne discende che un principiante, timido e spaventato dall'uscire in passeggiata, difficilmente riuscirà ad abituare un cavallo non mestierante in equitazione di campagna ad essere una cavalcatura affidabile nelle passeggiate, ovunque si vada. Il principiante ha bisogno di un cavallo già addestrato da altri alle passeggiate: quindi non un cavallo qualsiasi, ma il cavallo adatto.

Quando si esce in passeggiata con più cavalli, occorre una certa esperienza anche per settare il posizionamento, tenendo conto delle inclinazioni naturali ed esperienza dei vari binomi.

Istinto di fuga

Cause: autoconservazione nelle prede. Il riflesso di girarsi e darsi alla pazza fuga tornando verso la stalla è un meccanismo di auto-conservazione equino finemente levigato, con cavalli a sangue caldo che mostrano generalmente più reattività dei sangue freddo di fronte a qualsiasi situazione nuova e, per il cavallo, potenzialmente pericolosa. Quando un cavallo è in preda al terrore, come in tutti gli animali preda, lo trasmette a tutti gli altri, anche se razionalmente non c'è nulla di cui essere spaventati.

I cavalli da passeggiata devono avere buona vista e buoni piedi per evitare che vedano e sentano pericoli ovunque. Ed è necessario che vivano a contatto con la natura, in modo che gli elementi naturali, suoni, odori, rumori, non siano per loro una novità. Un cavallo che ha sempre vissuto in box, può spaventarsi anche per il fruscio di un ramo mosso da una folata di vento.

Reagire all'istinto di fuga rimanendo saldamente in sella e convincendo il cavallo a proseguire nel cammino, richiede un cavaliere esperto. Se si cede alle paure del cavallo è peggio, potrebbe diventare incontrollabile. Una ragione in più perché un principiante che vuole uscire in passeggiata debba preoccuparsi di prendere un cavallo mestierante delle passeggiate, che è già uscito centinaia di volte con vari tipi di cavaliere sopra, e che quindi difficilmente si spaventerà per un nonnulla.

E' buona cosa prendere apposite lezioni di equitazione di campagna, per aumentare la propria abilità e destrezza a gestire le varie situazioni che si potrebbero presentare; e uscire con guide esperte, in modo da affinare l'abilità cammin facendo, attraverso il processo di emulazione.

Tensioni

Cause: disagio vero o percepito. Un cavallo teso che combatte contro l'imboccatura, sembra a disagio, potrebbe avere un problema fisico o un problema con l'attrezzatura inadeguata. E' importante che il cavallo abbia la sella giusta, e tutto l'equipaggiamento adeguato per il suo comfort, come che il cavaliere non infastidisca troppo il cavallo in bocca o ai fianchi, rendendolo nervoso per i messaggi contrastanti che riceve. Nelle passeggiata, l'atteggiamento rilassato e non teso del cavaliere è importante. Le redini dovrebbero essere lasse a meno che non ci sia bisogno di richiamo per direzione o altro. 

Se il cavallo mostra tensione e disagio, occorre capire quale è il problema. Combattere il cavallo con la forza è peggio. Stringendo le redini si tende il proprio corpo e questa tensione peggiora la situazione.  Rispondere al primo segno di tensione nell'azione del cavallo respirando profondamente e rilassando le mani, le gambe e il bacino è la cosa migliore da fare. Qualcuno deve rilassarsi per primo e difficilmente è il cavallo. Capire qual è il problema richiede esperienza.

Se è un problema fisico, la soluzione richiede probabilmente il veterinario o il maniscalco. Se è un problema meccanico, sella inadeguata, etc... occorre agire sull'equipaggiamento. Se è un problema relazionale o psicologico, occorre agire sulla preparazione di cavallo e cavaliere alle passeggiate, in modo da togliere quelle tensioni. Se è il cavaliere che dà costantemente messaggi contraddittori che irritano e mettano a disagio il cavallo, occorre tornare in rettangolo e prendere serie lezioni di base in equitazione.

Cambiare cavallo, come se fosse sempre il cavallo il problema, potrebbe non essere la soluzione. Un temperamento ansioso o un'educazione all'equitazione insufficiente, richiedono un deciso ampiamento nella formazione di base della persona.


In conclusione, prima di comperare un cavallo da passeggiata, formarsi all'equitazione di campagna e poi scegliere attentamente, non un cavallo qualsiasi o quello che costa di meno, ma quello adatto al proprio temperamento, stazza, età, tasca e livello di esperienza.

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