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E' con piacere che vi aggiorniamo su Paola Iotti, arrivata prima quest'anno con la sua opera inedita "Sembrava cavallo, ma era un cielo stellato" nella sezione raccolta di racconti "Luna Philosophorum" di Voci per i Cavalli 2017.

Con lo stesso manoscritto, l'autrice è arrivata terza al premio letterario Montefiorino (MO) 2017 . Presto il libro sarà pubblicato e ve ne daremo nota. Ma approfondiamo la conoscenza con Paola, per capire perché ha cominciato a scrivere di cavalli, e altre cose, già anni fa e come interpreta il suo ruolo di scrittrice emergente con all'attivo già diverse qualificazioni/vittorie in piccoli e medi concorsi letterari.

DOVE SEI NATA?

A Reggio Emilia e ho sempre vissuto in questa piccola cittadina situata nella pianura padana.

QUANDO HAI SCOPERTO CHE TI PIACEVANO I CAVALLI?

Credo da sempre. Dall'età di sei anni ho sempre affermato che da grande avrei fatto la veterinaria. 

Credo di esser stata catturata dal fascino esercitato dagli animali perché con loro si riesce, più facilmente rispetto alle persone, a creare un rapporto sincero, libero da maschere: sono diretti e insegnano a vivere i sentimenti senza seconde finalità e a stare bene nell'attimo presente.  

Alla fine ho intrapreso gli studi di Giurisprudenza: la sensibilità nei confronti degli animali l'ho portata avanti in maniera diversa ed è stata l'ispirazione che mi ha condotto a scrivere. 

Nessuno in famiglia aveva interesse per i cavalli ma sono sempre stata attratta da loro: da piccola non giocavo con le bambole ma con gli indiani e i cowboy, inventando storie in cui i cavalli erano i protagonisti.

Ogni tanto i miei genitori mi regalavano qualche giro su un pony, ma sono salita a cavallo davvero solo a 22 anni. Quell'esperienza confermò l'intensità di emozioni solo immaginate e, da quella volta, non sono più riuscita a smettere.

QUANDO HAI INIZIATO A SCRIVERE?

Ho iniziato in maniera del tutto casuale nel 2013 a causa del mio cavallo, Sorbetto.

Il mio cammino personale mi ha portato a letture e percorsi alla ricerca di risposte. Scrivere non era tra le mie aspirazioni preferendo leggere, così come avere un cavallo pareva un'eventualità impossibile per le mie capacità economiche e tecniche. 

Eppure il destino mi ha condotto verso quel cavallo, dotato di caratteristiche opposte ai miei desideri: lui mi ha fatto capire che le risposte che cercavo erano dentro di me, facendole emergere. Alcune persone mi avevano incoraggiata a scrivere ma solo lui è riuscito nell'intento, in maniera graduale e impercettibile, aprendo un rubinetto da cui fuoriescono idee e pensieri che stupiscono me per prima.

Credo che gli equini, come gli altri animali, ci permettano di essere noi stessi e forse per questo stiamo così bene con loro. La società impone schemi e ruoli allontanando da ciò che siamo realmente: il cavallo legge nell'anima indicando, con un linguaggio silenzioso ma efficace, come recuperare sogni e potenzialità che tutti possiedono ma che spesso vengono accantonati perché crediamo, o ci fanno credere, siano irrealizzabili o inesistenti.

Concretizzare un'idea, catturare un'emozione, fotografare una sensazione per mezzo delle parole regala un'incredibile soddisfazione che assomiglia a una vera e propria magia.

Scrivere storie in cui i cavalli sono protagonisti amplifica ancora di più il piacere fatato della scrittura.

Senza volerlo mi sono trovata a scrivere il primo romanzo, "Come l'arcobaleno tra una criniera" che attirò l'attenzione del Magazine online Caffèbook, che mi diede l'opportunità di firmare articoli su diversi argomenti, anche se i miei preferiti riguardano gli animali e in primis i cavalli.

Scrivendoli ho migliorato la mia tecnica e sono venuta a conoscere argomenti che mi sono serviti per rendere più vari e originali i miei racconti. L'arricchimento è andato oltre perché il secondo libro "Il cavallo, un'amicizia che va oltre il possesso" mi ha offerto la possibilità di incontrare personalità che ammiro, come il cavaliere Luca Moneta e le amazzoni Sara Morganti e Giorgia Giovanardi, o che mi erano sconosciute ma che mi hanno mostrato nuove realtà, condividendo le loro esperienze e permettendomi di tessere la trama della maggior parte dei racconti della mia ultima opera, "Sembrava un cavallo ma era un cielo stellato".

Una di queste è Gabriella Incisa di Camerana, su cui ho scritto un articolo in relazione a sue iniziative, come la vendita di disegni di bimbi autistici, ammirati alla Fieracavalli di Verona del 2016, e Blue Connection, manifestazione del 2 aprile di quest'anno in cui strutture di diverse località, tra cui molte italiane, hanno condiviso un messaggio di sensibilizzazione a favore dell'autismo. 

Gabriella gestisce da vent'anni un centro ippico in Tunisia, ideando un metodo in cui gli animali svolgono il ruolo di mediatori terapeutici. Mi ha mostrato il mondo della disabilità raccontandomi non solo storie in cui gli animali aiutano gli umani, ma in cui lo stesso animale è disabile.

In entrambi i casi il cavallo trasmette un insegnamento che trovo costruttivo diffondere affinché esperienze e conquiste non vadano perse.

Credo che i cavalli, ma in generale gli animali, regalino molto: condividere le storie che li riguardano arricchisce l'animo, ricordano concetti come rispetto, empatia e fiducia che permettono all'uomo di migliorare la qualità della vita. Leggere racconti in cui perseveranza e passione hanno portato a risultati concreti, costituisce uno stimolo positivo per ognuno di noi.

QUANTI LIBRI HAI SCRITTO FINORA?

Questo è il mio terzo libro cartaceo ed è una raccolta di racconti.

Il primo è un romanzo dal titolo "Come l'arcobaleno tra una criniera": ha vinto nel 2015 il concorso "Il mio caro amico" della casa editrice Giovanelli di Bologna ed è arrivato secondo a "Voci per i cavalli" di Horse Angels e al premio letterario romano "Mangiaparole".

Il secondo è una raccolta di saggi e si intitola "Il cavallo, un'amicizia che va oltre il possesso" e ha vinto la categoria inediti di "Voci per i cavalli" della passata stagione.

Nel 2016 una mia favola è stata selezionata da Alcyone Casa Editrice per far parte di un e-book dal titolo "Favole senza frontiere", in cui si spiegava ai bambini il tema dell'immigrazione. Nella favola i protagonisti sono una famiglia di gatti.

Invece a febbraio di quest'anno un racconto, dal titolo "Negli occhi di una gatta", è stato selezionato per far parte di una raccolta sul tema dell'amore, uscito per San Valentino, dal titolo Ophelia's Friends Love Writers, e-book edito da libri Asino Rosso.

Diciamo che gli animali, oltre a essere fonte di ispirazione, costituiscono la mia impronta caratteristica. 

CHE PROGETTI HAI PER IL FUTURO?

Ho parecchie idee. Vorrei scrivere il continuo di "Come l'arcobaleno tra una criniera", poi una raccolta di favole per bambini i cui protagonisti sono gli animali ospiti di un rifugio, ma il principale è un saggio e simpatico cavallo anziano che si chiama Sorbetto. Favole con cui far conoscere gli animali dando un'immagine non stereotipa ma consapevole delle loro peculiarità e necessità. 

Ho conosciuto associazioni e volontarie che aiutano animali abbandonati o maltrattati, come i levrieri spagnoli, e mi piacerebbe farmi raccontare le loro storie.

Vorrei visitare il carcere di Bollate, dove l'associazione Asom gestisce una scuderia con cavalli, per approfondire il discorso che mi ha portato a scrivere diversi articoli che trattano della rieducazione del carcerato attraverso gli animali - cavalli, cani e gatti – e corsi di scrittura e lettura. Il potere della parola scritta, come l'empatia degli animali, è enorme.

CHE LAVORO FAI ORA?

Lavoro in un ente pubblico in cui seguo, dal punto di vista amministrativo, attività nel settore ambientale.

Grazie Paola per il tempo che ci hai dedicato e buona fortuna con il prosequio delle tue scritture.

Per approfondire ulteriormente i progetti letterari di Paola Iotti all'interno del nostro Network, spostarsi al link che segue: https://www.horse-angels.it/index.php/il-concorso-annuale-voci-per-i-cavalli/item/483-sembrava-un-cavallo-ma-era-un-cielo-stellato-nella-costellazione-voci-per-i-cavalli-2017

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