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Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

Codice 92169370928

Spesso il termine "sequestro", soprattutto se riferito all' ambito animalistico fa, nella nostra testa e nel nostro cuore, rima con "salvezza". Ci vengono in mente scene di coraggiosi blitz di Polizia, Guardia Forestale o loro colleghi che sfondano porte di laboratori, cancelli di allevamenti, recinzioni di zoo, per portare (appunto) in salvo animali esotici o autoctoni sfruttati, rinchiusi, seviziati, usati come cavie da laboratorio, etc. Tutto questo allo scopo, immaginiamo noi, di portare una volta per sempre il più lontano possibile da quei luoghi le sfortunate creature appena prelevatevi. Purtroppo, però, ed è cosa abbastanza recente, lo Stato ha deciso (in totale contraddizione alle normative vigenti in materia di tutela che lui medesimo ha creato) di reintrodurre, nel circuito di sfruttamento/maltrattamento, i medesimi animali ad esso sottratti poco prima: animali da reddito consegnati ad aziende non diverse per scopi e modalità da quelle a cui sono stati sottratti e che li rimetteranno in "produzione"; animali esotici portati via da circhi in cui venivano detenuti in condizioni estremamente penose e che, ad altre strutture simili a quelle di origine, vengono riaffidati; animali domestici o selvatici che, per carenza di strutture di accogienza idonee a riceverli o di associazioni organizzate in tal senso, vengono, nel "frattempo", ri-lasciati nelle mani di coloro ai quali si è cercato (almeno all' apparenza) di toglierli. L'elenco di esempi e casi potrebbe essere infinito, purtroppo, e, nel frattempo, lo Stato non sembra avere la minima intenzione di impegnare energie e risorse al fine di dare vita ad una strategia organica e congrua con la tutela che, seppur complessa, servirebbe a dare credibilità ai sequestri.

Un primo indispensabile, seppur basilare, passo perché inizi a smuoversi qualcosa in questa direzione sarebbe quello di rinnovare la legge di tutela degli animali italiana, che è la 189 del 2004, "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”, dando un costrutto più operativo e meno astratto per commutare pene e sanzioni per il maltrattamento, renderle esigibili subito quando la pena è pecuniaria e disporre le risorse in un fondo equamente accessibile a cui possano attingere i rifugi che danno disponibilità di accoglienza ad animali sequestrati per maltrattamento. Creare inoltre vie accessorie di adeguamento del fondo alle esigenze del paese, creando ad esempio forme di sostentamento stabile, tipo un prelievo sulle tasse dic hi "sfrutta" gli animali in modo intensivo per vivere.

Intanto, rifugi in Italia ce ne sono, ma i più hanno poche risorse e quindi possono dare poca disponibiltà di accoglienza. Ne parliamo con Samanta Catastini, che gestisce uno di questi rifugi dedicato alla salvaguardia di equini che hanno corso nell'ippica.

FUCECCHIO. Il loro è stato un passato glorioso, spesso costellato di esaltanti successi. Eppure, quando le gambe hanno cominciato a cedere sotto il peso dell'età o degli infortuni, i riflettori dell'Ippodromo Sesana si sono improvvisamente spenti. Ma a Fucecchio, in aperta campagna, i cavalli che provengono dal circuito delle corse hanno cominciato una nuova vita. Qui Samanta Catastini, scrittrice di racconti sugli animali ed operatrice certificata di etologia relazionale, porta avanti con costanza la sua grande missione: ricollocare gli ex cavalli da corsa, restituendo loro una dignità.

Per questo, nel 2012, ha fondato l'associazione Rifugio equino Nibbio Alato. «Una volta terminata la carriera sportiva - racconta - spesso una triste sorte attende i cavalli. Che vengono abbattuti, oppure condotti al macello o addirittura venduti per essere impiegati, poi, nelle corse clandestine. Da qui la mia scelta di creare un'ambiente naturale, con paddock e stalle, in cui i cavalli possano ritrovare la propria dimensione, in attesa di essere adottati». Tra loro si godono il meritato riposo due grandi campioni del trotto: Costa Gavras, trottatrice di 18 anni con alle spalle 158 gare, e Geresto Dei, 13 anni, con 142 gare nel proprio palmarès. Ma come è nata questa grande passione? «È stata Major Peppis - spiega Samanta - una splendida quarter horse di 28 anni. Con le sue gambe distrutte, il cuore malato ed il respiro corto, fu lei ad aprirmi gli occhi. Se non l'avessi ricomprata al macello, dopo averla vista usata ed abusata fino in fondo, non sarei qui a combattere per restituire a questi meravigliosi quadrupedi una nuova esistenza».

Al momento la struttura ospita otto cavalli ma, nel corso degli anni, più di sessanta hanno trovato una sistemazione.  

Purtroppo, che si tratti del Nibbio Alato o di qualsiasi altri rifugio gestito da piccole associazioni, al fine di dare maggiore accoglienza a equidi bisognosi, occorrerebbero più risorse, specialmente accogliere equidi da sequestro, richiede un investimento, per poterli riabilitare, che non può essere tutto basato su un sistema di donazioni spontanee che risente di elevata competizione (sono tantissime le associazioni animaliste in Italia e che si tratti di cani, gatti, furetti, cavalli, esotici... tutte chiedono donazioni) e stanchezza endemica dei donatori, in un'Italia in cui l'economia è stagnante e i donatori in diminuizione.

di Aurora Potenti

Per approfondimenti

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