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Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

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E' morta Camilla e la località di Ginostra a Lipari è a lutto. Era lei infatti che si occupava di trasportare i bagagli, in una zona non raggiungibile da macchine.

E' rimasta ferita durante l'eruzione del 3 luglio scorso dello Stromboli. Lavorava da 8 anni nella sua mansione ed era amata da chi se ne prendeva cura.

A chi pensa che gli asini siano superati, da mandare tutti al macello per essere sostituiti dalle macchine che possono fare lo stesso lavoro, come sta succedendo in paesi in via di sviluppo, ebbene, non è la stessa cosa.

a27a3b73d355048c6bab885897085f62 XLViaggiare lento, il recupero del turismo verde, dare valore all'ecologia, potrebbero rivalutare l'asino.

Tanti i comuni in Sicilia che non hanno voluto dismettere gli asini, che sono un volto della tradizione, e quindi si sono adoperati perché potessero avere ancora un ruolo nella nostra società

Nel Comune di Castelbuono, ad esempio, sono gli asini che fanno la raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta e sono delle vere e proprie star, che meritano anche la visita dei turisti a Castelbuono solo per conoscere gli operatori ecologici asinelli.

Il recupero dell'asino, nel nostro paese, per salvarlo dall'estinzione, prevede lʼonoterapia, il trekking someggiato, la pulitura dei prati, la raccolta della differenziata.

Purtroppo ci sono altre attività meno piacevoli in cui è impiegato, come i redi maschi nella macellazione, laddove le femmine sono messe a produrre anche il latte, dal quale oltre la bevanda si ricava una linea di prodotti cosmetici per le erboristerie ed affini.

SANREMO. Inaugurato nel 2004 un maneggio comunale che in passato non ha avuto molta fortuna, con una gestione fallimentare dietro l'altra.

Tanto è che nel 2016 i 5 cavalli maremmani ospiti hanno rischiato la macellazione, e sono stati per fortuna comperati da un privato.

A distanza di qualche anno un nuovo affido della struttura comunale fa nascere la speranza che rinasca il maneggio.

Quattro donne e un’impresa: ora riaprire lo storico maneggio di San Romolo abbandonato da cinque anni.

Riuscire dove altri, uomini, che si erano aggiudicati i bandi comunali, non ce avevano mai fatta.

Sono quattro amiche, di età dai 26 ai 60 anni, vivono a San Romolo e l’attaccamento alla loro terra è una delle loro prime leve. L’altra è la passione per i cavalli e la natura. Antonella Boncompagni, Lena Sundell, Jessica D’Emidio e Daniela Guerrucci, sono riuscite nell’impresa con un’associazione senza fini di lucro. Lavorano chi all’Agenzia delle Entrate, chi insegna nuoto e fitness, una ha impieghi saltuari, un’altra lavora in Francia nel mondo degli yacht.

Buona fortuna per mille cavalcate in natura!

Mentre i cavalli in Italia si riducono di anno in anno, tornando appannaggio dei ricchi, c'è chi cerca di riportarli nelle campagne in un progetto di agricolutura biodinamica

La loro storia risale al 1990, quando un gruppo di agricoltori bio e biodinamici iniziò a valutare il fatto di inserire in azienda il cavallo da lavoro, si sentiva la necessità di cercare di fare tutto il possibile per lavorare la terra in armonia con essa e con ciò che ci circonda, non era sufficiente il fatto di non usare pesticidi e concimi chimici, mancava qualcos’altro.

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Noi e il Cavallo è un gruppo nato dall’esigenza di alcune persone che intendono approfondire il tema della trazione animale e del suo benessere,  dello studio e dello sviluppo di attrezzature moderne al passo con i tempi.

Ci interessa affrontare questo nuovo aspetto dell’agricoltura, fare esperienze e condividerle con chi già opera in questo campo e con chi è interessato a farlo, e così è nato il gruppo “Noi e il Cavallo“, all’interno del quale il giornalino che porta lo stesso nome,  raccoglie le esperienze fatte e altre provenienti dalle varie parti del mondo.

"Quando iniziammo", dice Albano Moscardo il fondatore, "nel nostro paese era quasi totalmente scomparsa la cultura della trazione animale, nessuno più sapeva addestrare un animale da lavoro, le attrezzature erano scomparse, non ci sembrava giusto che tutto questo lavoro che le generazioni precedenti hanno fatto andasse perduto e allora decidemmo di partire in questa avventura.

Questa avventura la stiamo ancora vivendo, speriamo di continuare a farlo e di poter lasciare alle generazioni future un appoggio per affrontare il lavoro agricolo su piccola scala in un modo diverso, a contatto con la terra e più responsabile.

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"La trazione animale in questi anni sta avendo un notevole sviluppo, non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa e pensiamo sia importante che, chi si occupa di questo aspetto del lavoro con gli animali da lavoro sia unito e collabori assieme per il raggiungimento di risultati sempre più stimolanti e consapevoli.

Stimolanti per coloro che già partecipano e per coloro che intendono avvicinarsi a questo modo di rapportarsi alla terra, alla natura e a se stessi".

Il sito è un punto di riferimento per gli appassionati del tema, per le persone che cercano un aiuto per iniziare questa strada di rinnovare le tradizioni migliorandole dal punto di vista delle tutela animale.

Contatti:

Albano Moscardo
Tel. e Fax. +39 045 527899
email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ha perso la vista all’età di 18 anni a causa del glaucoma. In sella al suo cavallo, Indagato di Gallura, indossa un caschetto speciale e via radio segue le indicazioni dell’istruttore per gareggiare in endurance.

Per questo, promuove il crowfunding su una pagina FB «Il sogno di Fabio». Attraverso post e video sulle imprese realizzate assieme a Indagato, vorrebbe far conoscere i suoi progetti e trovare così chi li voglia sostenere.

L'identità, generalmente parlando, è costruita spesso tramite esclusione.

Dunque la persona forte sarebbe necessariamente "mascolina", in opposizione a ciò che è descritto come "femminile", dunque debole.

Ma quando l'identità è costruita a spese degli altri c'è un problema sociale.

Dunque se i bianchi sono migliori a spese dei neri, o dei gialli o dei rossi, se i maschi sono migliori a spese delle femmine, se essere superiori richiede con la forza che qualcuno sia subalterno, se il dominio del cavallo richiede che il cavaliere usi violenza, e via dicendo, si gettano le basi del razzismo, dell'esclusione, dei pregiudizi, delle comunità ingiuste o comunque che cercano di rafforzarsi a negazione di qualcuno, ovvero togliendo ad altri, gettando le basi per molestie e abusi, a persone e ad animali.

Del resto è la strategia più facile, quella che non richiede particolare intelligenza, competenze, capacità, quella di tirarsi su cercando di buttare giù gli altri. La via alternativa, quella di dimostrare il proprio valore nei fatti, e non attraverso presunti diritti di nascita: essere maschio, essere bianco, essere europeo ad esempio, piuttosto che essere nato ricco, sarebbe più lunga e più faticosa.

Il mondo del cavallo non fa eccezione alla ricerca di strade facili, scontate, banali, per asserire il valore di qualcuno a spese di altri senza dover sviluppare merito nei fatti.

Sono parecchi, ad esempio, ad esserire che gli sport equestri siano ingiusti perché non danno eque possibilità a tutti gli aspiranti agonisti, perché per crescere in talune discipline ci vogliono soldi, e non ci sono programmi dedicati per donare maggiori possibilità a equestri talentuosi ma privi di possibilità economiche in proprio.
 
Lo sport è stato a lungo un'istituzione ipermascolare e omofobica. In taluni sport però è possibile emergere a prescindere dalla classe sociale di appartenenza o dal sesso di nascita.

Se un certo conservatorismo che connatura un ambiente maschile, e a tratti omofobo, è più tipico del mondo dei palli e dell'ippica, nell'equitazione essere maschi o femmine non dovrebbe recare grandi differenze, benché ai più alti livelli di agonismo gli uomini prevalgono, come prevalgono a livello di rappresentanza nelle istituzioni equestri ed ippiche. 

Con questo è chiaro che c'è ancora molto lavoro da fare per le eque opportunità nell'equitazione e nell'ippica.

Tornando al tema più specifico dell'articolo, la comunità sella, particolarmente nelle discipline olimpiche, sembra che attiri la comunità LGBT. "Dressage is full of queens" titola uno studio sociologico pubblicato da Kateherine Dashper per la British Sociological Association nel 2012.  

A significare che in sella al cavallo l'identificazione sessuale non conta.

Certo, chiunque abbia frequentato abbastanza a lungo il mondo sella che si eprime nelle discipline olimpiche non può non aver notato che attira la comunità non etero, anche se il tema resta tabù. Le persone ci sono, ma non ne parlano e forse a ragion veduta, considerato quanto bullismo esprime il comparto, generalmente parlando, al punto che le varie federazioni nazionali hanno attivato programmi anti bullismo, grazie anche alla promozione in questo senso da parte della FEI, la federazione internazionale degli sport equestri.

Si fa un gran parlare di cavalli in aiuto a diversamente abili, inclusione di persone con deficit motori, piuttosto che affette da autismo, recupero dalle dipendenze mediante terapie con i cavalli, ovvero aree in cui eventualmente si può accedere a finanziamenti pubblici per programmi socialmente utili, mentre il tema dell'inclusione aperta a generi diversi dall'etero non è quasi mai discusso, così come il coming out, nel mondo dell'equitazione, è ancora l'eccezione, a sottolineare la paura del giudizio.

Una delle poche persone, in questo senso, che fa eccezione, è forse David Lee Pearson, dressagista, classe 1974, medaglia d'oro 11 volte nei giochi paralimpici, che nel corso della sua carriera ha vinto un numero molto elevato di medaglie a livello europeo, mondiale e paraolimpico, tanto da diventare un modello di ruolo internazionale per disabili e LGBT, inserito nella lista delle 100 persone più influenti per la comunità di riferimento, una responsabilità che ha imparato ad abbracciare.

In una delle sue interviste ha commentato di aver ricevuto una mail da un suo fan con questo testo: "Il solo fatto di vedere ciò che fai mi ha impedito di suicidarmi", e questo è un messaggio davvero potente da ricevere, che vale più di migliaia di likes.

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