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Fuori pista, fuori concorso, esuberi dal "settore produttivo" agonistico, si definiscono così molti cavalli di seconda o terza mano che trovano una nuova vita grazie agli amatori. 

Gli "esuberi" dall'agonismo potrebbero non essere la scelta migliore come primo cavallo. Se sono stati scartati, significa che hanno avuto dei problemi che potrebbero richiedere mesi per essere risolti, piuttosto che un processo di rieducazione che richiede competenza e investimento.

E' anche vero che molti di loro sono relativamente giovani, vengono ceduti a costo inferiore rispetto a cavalli con pedigree di prima mano, e alle volte sono ceduti anche gratuitamente, per cui se non si ha fretta, si ha modo, tempo, competenze e risorse da investire nella loro "rigenerazione", possono essere i cavalli adatti anche per chi non ha mai avuto cavalli di proprietà in precedenza. Inoltre, c'è chi non ha particolari esigenze e si accontenta di un cavallo da amare. Sono sempre più rari costoro, ma rappresentano l'unica via di salvezza per tanti cavalli anziani o infortunati, abbandonati per opportunismo o necessità, da chi li aveva in precedenza. 

La categoria dei proprietari istintivi, coloro che scelgono il cavallo con la pancia o con il cuore, senza fare le valutazioni analitiche sul cavallo che si portano a casa, anche perché non hanno particolari esigenze di impiego, non si curano degli aspetti anagrafici se non dopo aver acquisito abitudine e vincolo affettivo al loro animale.

Allora si mettono spasmodicamente a ricercare il passato del proprio cavallo, di cui improvvisamente vogliono sapere tutto.

Se si tratta di cavalli da corsa, o di cavalli registrati in libro genealogico di razza, la ricerca darà esito positivo, specialmente se si ha avuto cura, come legge vuole, di farsi consegnare anche il passaporto dell'animale acquistato e di registrarne il passaggio di proprietà in anagrafe equidi.

Per approfondire le origini del beniamino, basterà allora sapere il nome del cavallo, e/o il numero di registrazione anagrafica del passaporto, e/o del transponder (microchip) inoculato nel collo del cavallo. 

Il primo sito web da verificare è quello dell'ex UNIRE/ASSI, nel caso si tratti d'un cavallo iscritto allo Stud Book del purosangue inglese, al libro genealogico del cavallo trottatore, oppure al libro genealogico del cavallo da sella italiano, alla voce banca dati.

Qui occorre inserire semplicemente il nome del cavallo e se il cavallo è elencato nel database si otterrà un pedigree stampabile che va indietro di tre generazioni, ma cliccando sui nomi dei progenitori, si potrà andare indietro fino a che ci sono notizie in database. 

Se il cavallo è di razza diversa, vi sono libri genealogici retti da associazioni di categoria. L'importante è essere in grado di rivolgersi a questi enti come legittimi proprietari, e dunque aver performato il passaggio di proprietà in anagrafe, altrimenti potrebbero rifiutarsi di assistere nella ricerca di informazioni sul passato genealogico. Potrebbero, inoltre, richiedere un'iscrizione all'ente per rilasciare un certificato genealogico. 

Si può acquistare un certificato di razza genealogica per pochi euro, una risorsa essenziale per coloro che ricercano linee di sangue. 

La maggior parte dei proprietari amatoriali non ha davvero bisogno di "certificati di pedigree", ma è più interessata a conoscere i passaggi di mano del proprio cavallo e cosa ha fatto in precedenza.

Se ogni passaggio di mano è stato registrato, dovrebbe essere presente nei passaporti dei cavalli nati dopo il 2007, con specifica fascetta adesiva, posta nella parte del libretto che riporta i "proprietari successivi". Se il cavallo ha gareggiato da qualche parte, con una ricerca web, dovrebbe emergere qualche dato.

Questo vale anche per i cavalli senza pedigree, di cui sarà impossibile conoscere gli antenati, ma non per questo sono cavalli dal valore pratico o affettivo inferiore. 

Ricordiamoci che il fatto che il cavallo abbia "nobili" origini, non significa che sia un buon cavallo. Tanti cavalli famosi, vincenti, sono finiti nell'oblio a fine carriera perché nessuno li ha amati veramente o perché non erano cavalli adatti ad amatori e nessuno li ha voluti. E tanti figli di cavalli famosi non hanno retto come prestazioni alla fama dei genitori, e sono finiti come cavalli qualsiasi, indipendetemente dal pedigree.

Ronzini anonimi, d'altra parte, hanno potuto vivere vite privilegiate e morire nelle braccia dei proprietari grazie al buon carattere, alla resilienza fisica e al valore affettivo.

In conclusione, un proverbio italiano della tradizione:

Se il cavallo è buono e bello, non guardare né razza né mantello.

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