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Il test dei 7 animali: l'animale che vedi per primo ti dirà come sei

Questo viene chiamato il test dei sette animali. L’animale che vedi per primo, la foto li contiene tutti, ti dirà qualcosa di curioso sulla tua personalità. Per fare il test, guarda attentamente l’immagine e poi cerca il risultato qui sotto.

1. Cane

Forse la tua personalità è un po’ debole ma sei molto generoso. La solidarietà e la gentilezza ti rendono un amico molto ricercato che offre supporto incondizionato. Hai solo amici a lungo termine perché sono la tua fonte di benessere.

2. Anatroccoli

Non sono animali che tutti vedono, chi li sceglie ha una sensibilità insolita. Sei un perfezionista e cerchi di dare sempre il meglio agli altri e sul posto di lavoro. Tu dai molto ma ti aspetti di ricevere lo stesso.

3. Delfino

Hai una mentalità molto creativa e artistica. Troverai sempre molti modi per ottenere il successo che desideri. Sei costante e lotti per ottenere ciò che vuoi. Non cambi idea facilmente, la tua libertà di pensiero e i tuoi desideri vengono prima di tutto e ti fanno sentire molto sicuro di te stesso.

4. Cavallo

La libertà e l’indipendenza ti caratterizzano. Hai un grande cuore e grande forza nella tua mente. Ti proponi solo obiettivi a breve termine ma hai sempre un obiettivo e lo raggiungi sempre. Non vedrai mai i tuoi errori come un fallimento ma come qualcosa che ti fa crescere e imparare.

5. Un uccello

Sei un grande oratore, un grande comunicatore e un vero influencer delle masse con un potere illimitato. Sei molto estroverso e diretto, sincero e con le idee chiare. Ti piace l’attività sociale e fai amicizia molto spesso.

6. Un granchio

Sei molto positivo, vedi sempre il bicchiere mezzo pieno, quindi sei molto felice, sai come trovare cose buone che gli altri non vedono e le incanali a tuo vantaggio. I problemi, benché tu sappia che esistono, li superi con un sorriso e metti una buona quantità di ironia che li renderà più facili da affrontare.

7. Un orso

La forza ti caratterizza, da quando sei nato. Non passi inosservato, perché hai un passo forte e un’imponente presenza. Il tuo ragionamento e le tue percezioni sono logici, quindi non sei facile da ingannare, scopri rapidamente le bugie.

Il cavallo rappresenta il tuo partner ideale.

Potrebbe giocare, correre o pascolare vicino a casa tua, piuttosto che godersi la serenità nel paddock di un maneggio.

Scegli l'attività del cavallo, e il colore del suo mantello, per capire chi sei in questo test semiserio della personalità.

Attività del cavallo
Interpretazione
Colore mantello
Interpretazione
Giocare
Il tuo partner ideale non prende la vita troppo sul serio e non si impantana per le piccole cose.
Baio
Ti preme il comfort e l'affidabilità sopra ogni altra cosa. Altrimenti, non hai una serie specifica di aspettative per il tuo partner.
Correre
Il tuo partner ideale rispetterà il tuo spazio e ti darà il tempo che desideri per stare da solo con te stesso.
Morello
Il tuo partner ideale è dominante, seduttivo e sofisticato.
Dormire o mangiare
Il tuo partner ideale è calmo e pienamente impegnato con te.
Grigio
Dai valore alla lealtà e all'affidabilità più che a qualsiasi altro valore nella relazione.

 

Se il tuo cavallo ha un colore completamente diverso da quelli sopra elencati, significa che apprezzi l'originalità e l'indipendenza in un partner. Vuoi stare con qualcuno che ti affascina e ti sfida.

Un altro fattore da considerare riguardo al cavallo è la sua distanza da te. Se è molto vicino a te, indica che preferisci le relazioni in cui trascorri la maggior parte del tuo tempo con il tuo partner. Se il cavallo pascola o gioca un pò più lontano da te,  indica la necessità di un partner che capirà e accontenterà il tuo desiderio di stare anche per tuo conto.

Chiunque capiti su blog, social e affini dedicati all'equitazione italiana, non potrà non notare che vi sono atleti che gareggiano con divise militari. Si tratta di una caratteristica dello sport italiano.

Ovvero, questo non contraddistingue solo l'equitazione, bensì alcuni degli sport meno diffusi e che hanno una vetrina nelle olimpiadi. Nei cosiddetti sport olimpici, specie quelli privi di grandi sponsorship, gran parte degli atleti si allena e riceve uno stipendio grazie all’Esercito, alla Polizia, alla Guardia di Finanza, eccetera.

A volte questa tradizione è stata criticata, con l’argomento che lo Stato non dovrebbe fornire uno stipendio unicamente per praticare un’attività sportiva, visto che così non succede negli altri paesi occidentali che partecipano alle olimpiadi con le medesime discipline. 

Chi è a favore, invece, sostiene che senza l'aiuto di stato, negli sport “minori”, quelli cioè non troppo popolari e quindi con meno accesso alla sponsorship privata, non si riuscirebbe a concorrere degnamente a livello internazionale perché pochi atleti, dovendo lavorare per vivere, avrebbero il tempo necessario per passare da amatori a professionisti.

Quanti sono gli atleti militari?

Agli ultimi Giochi estivi di Rio, su 314 atleti italiani partecipanti ben 197 erano militari, vale a dire il 63%. Il gruppo più rappresentato era quello delle Fiamme Gialle con 46 atleti, seguito da Fiamme Oro (38), Esercito (29), Aeronautica (23), Fiamme Azzurre (19), Forestale (18), Carabinieri (15) e Marina (9). Estendendo l’analisi anche agli ultimi Giochi invernali di Sochi 2014, la percentuale sale all’86%: in Russia gareggiarono 97 atleti militari su 113 azzurri complessivi.

Più in generale, secondo i dati forniti dall’Ufficio Sport dello Stato Maggiore della Difesa, gli atleti militari tra Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri, a oggi sono circa 590, quasi il 40 per cento dei quali nell’Esercito. Il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) ha un’apposita sezione del suo sito per i “Gruppi sportivi militari e Corpi dello stato”, che contiene però solamente qualche recapito degli organismi responsabili delle diverse forze armate.

Come si diventa atleti militari?

Si diventa atleti militari tramite un concorso apposito, che viene bandito periodicamente dalle forze interessate. Si accede attraverso un concorso riservato agli atleti tra i 17 e i 35 anni e che hanno già ottenuto “risultati agonistici almeno di livello nazionale certificati dal CONI”. Il contratto, che è quello iniziale più diffuso per gli atleti militari, è come volontari in ferma prefissata quadriennale.

Anomalia solo italiana

Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, quella degli atleti militari è una tradizione solo italiana. Il problema sembra essere che le finanziarie hanno sempre privilegiato la Difesa, costantemente al primo posto per risorse economiche erogate, mentre quello dello Sport è un ministero piccolo accorpato ad altri, ma privo di grande rilevanza e portafoglio. Il Coni non ha i soldi, le società sportive pochi, mentre ai gruppi armati le risorse non mancano. In un quadro così gli atleti miliatari sono forse il male minore. L'alternativa sarebbe non avere atleti competitivi per le Olimpiadi negli sport non popolari.

Qual è lo stipendio di un atleta militare?

Sembrerebbe che percepiscano stipendi di base che vanno dai 1.000 ai 1.400 euro al mese, e che non abbiano possibilità di fare carriera perché, per farla, dovrebbero formarsi anche in attività non sportive, per le quali non hanno tempo, allenandosi tutto il giorno, avendo lo sport come lavoro e non come passatempo. Quello stipendio poi può essere integrato attraverso l'insegnamento e altre attività collaterali.

L'ora del cambiamento

A fronte di critiche per percezione di corruzione e similari, perché lo sport in Italia è riflesso della comunità intera, e non distaccato da essa, e quindi il giudizio sullo sport militare non è diverso dal giudizio sul funzionamento dell'intera società attraverso le sue istituzioni, pare che, rispetto al passato, dove gli atleti militari si contavano in migliaia, il progetto dello sport militare attuale sia basato su meno quantità e più qualità. Ovvero per essere atleta militare oggi occorre rappresentare un reale interesse per lo sport nazionale e internazionale e mantenere la caratteristica nel tempo per non perdere "la priorità acquisita" e non andare a costituire una casta di immeritevoli ma protetti per simpatia, amicizia, clientelismo e nepotismo. Speriamo che sia vero e che il sistema premi veramente i migliori e funga da integrazione sociale per chi è talentuoso ma privo di possibilità, perché solo così è possibile che l'opinione pubblica percepisca lo sport militare non come anomalia, ma come sistema che permette la mobilitazione sociale e dunque la giustizia.

Cosa è un cavallo d'acqua?

  • Un sub raggruppamento del mostro di mare, tipo un serpente marino
  • Un sub-raggruppamento del mostro del lago, tipo un serpente di acqua dolce

Più in generale è una creatura mitica in molte tradizioni o folclori. Nella tradizione latina è un ippocampo, ovvero una creatura acquatica a metà via tra un cavallo e un delfino. Nella tradizione celtica è un kelpie.

L'uso dei termini "ippocampo" o "kelpie" può spesso essere fonte di confusione; alcuni considerano i due termini come sinonimi, mentre altri distinguono l'ippocampo come cavallo marino e il kelpie come cavallo di guado, fiume o cascata.

Il cavallo d'acqua è un mostro o un amico dell'essere umano?

La narrativa fantastica si divide. Vi sono spiriti acquatici che prendono la forma di un cavallo – che usano il potere dell’oceano per proteggere i segreti della natura, e dunque sono "missionari" ecologici; altri invece che sono l'equivalente delle sirene, attirano le persone fino alla morte piuttosto che salvarle, perchè le considerano fondamentalmente delle minacce, piuttosto che delle prede.

Nell'equitazione abbiamo entrambi i prototipi, non abitano né mari né cascate, sono persone di cavalli con propensioni opposte.

Ma qual è il rapporto dei cavalli veri con l'acqua?

Vi sono cavalli che hanno paura di guadare l'acqua, e altri che paiono gradire sguazzarvi dentro. Una cosa da sapere è che i cavalli possono annegare, come tutti gli animali.

Il cavallo può nuotare ma non è un grande nuotatore poiché la fisiologia non lo favorisce, avendo i polmoni sotto al livello dell’acqua per lui nuotare, specie se non vi è avvezzo, può essere faticoso. Ogni movimento inspiratorio deve vincere la pressione idrostatica. Benché in astratto il cavallo sia in grado di attraversare guadi d'acqua e di galleggiare nei punti più profondi, se vi è costretto e per lunghi tratti può stancarsi, cedere e annegare.

Via Crociferi a Catania

Catania tra misteri e leggende - Sunday night il 26 agosto 2018

Catania, città in cui i cavalli hanno una tradizione secolare, presenta anche miti e leggende che li riguardano, compresa quella di un cavallo senza testa che funesterebbe i visitatori notturi di Via Crociferi. 

Questa leggenda è ambientata nella bellissima Via Crociferi; in questa via i numerosi nobili che vi abitavano nel 700, e che vi tenevano i loro notturni conciliaboli o per intrighi amorosi o per cospirazioni private, e quindi non volevano essere notati, e tanto meno riconosciuti, fecero spargere la voce che di notte vagasse un cavallo senza testa, e perciò nessuno vi si avventurava una volta calate le tenebre.

Secondo la leggenda, solo un giovane sfidò il fato. Scommise con gli amici che si sarebbe recato sul posto nel cuore della notte, e come prova avrebbe piantato un grosso chiodo sotto l'Arco delle monache Benedettine, che la tradizione vuole costruito in una sola notte nel 1704.

Del chiodo rimane ancora oggi traccia.

Sembra che, nell’eccitazione dell'avventura, non si accorse di avere attaccato anche un lembo del suo mantello al muro, sicché quando volle scendere dalla scala, si sentì afferrato a una mano invisibile, il giovane credette allora di essere stato afferrato dal cavallo senza testa e morì dalla paura. 

La scommessa era vinta, ma a caro prezzo.

Oggi, passare di notte per Via Crociferi, fa parte del tour esoterico e massonico della Catania dei misteri.