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"Io ero forte e lui no, perciò ci andai io in guerra a difendere la Repubblica. [...] Uno dei ragazzi mi sfidò a braccio di ferro e si ritrovò con il dorso della mano tutto scorticato quando gliela sbattei sul tavolo. Nessun altro volle provarci." 

Questo l'incipit di "Neverhome" di Laird Hunt, edito da La Nave di Teseo, un inno alla femminilità e al coraggio, all'amore e alla lealtà di una donna che per indole e carattere si sente più incline alla guerra e al valore rispetto a suo marito. Ash fingendosi uomo si fascia il seno, indossa la ruvida uniforme blu dell'unione e va a combattere in nome di Lincoln per abolire la schiavitù: la secessione vista da un soldato del nord. Una donna. Ash non fatica ad integrarsi con gli altri uomini che non si accorgono (a parte qualcuno) della sua femminilità celata. Tra scontri, dolore e brutture Ash è la voce che accompagna tutta la storia, la sua storia e quella di un'America divisa in due, tra grigi e blu. 

"Eravamo giunti in un campo incredibilmente lungo e largo, dove c'eravamo noi su un lato e loro sull'altro. I loro ragazzi con i loro berretti da una parte, noi con i nostri dall'altra. Se avessimo indossato gli stessi colori, uno avrebbe potuto pensare di stare davanti a uno specchio. Come se alla fin fine ci preparassimo a sparare a noi stessi."

"questi erano gli ordini dei miei tenenti, dei miei capitani, del mio colonnello e di chiunque altro portasse l'uniforme giusta. E tu li eseguivi, ovvio, e se non li seguivi quando la battaglia infuriava morivi. Forse morivi comunque. C'era sempre questa possibilità. La morte era la biancheria intima che portavamo tutti."

Le avventure di Ash vengono narrate tramite una voce schietta, senza nessun tipo di fronzolo o vergogna o timore. La realtà viene così esposta alla luce: crudeli battaglie, arti sparsi, giovani strappati alla terra per ritornare alla terra, uomini nell'età della maturità tolti troppo presto alle loro famiglie. Le donne viste come sante, prodighe per salvare vite non per spazzarle via. Ash è il prototipo di donna emancipata, anche se di un'emancipazione a metà: nessuno può sapere che è una donna ma lei crede nell'abolizione della schiavitù ed è pronta a battersi per questo.

Ash passerà da combattere con la sua compagnia, a eventi fuori dall'ordinario come il rapimento da parte dei ribelli, la ferita al braccio e la conseguente infezione che la costringerà a rifugiarsi in città dopo un lungo pellegrinaggio - tra boschi, lande desolate e cespugli usati come nascondiglio- fino alla casa di un'infermiera e dopo a un manicomio - prigione da cui uscirà grazie alla sua scaltrezza e intelligenza.

"Il vento portava odori nauseanti. Di corpi che non potevano fare i loro bisogni. Di cose aperte che non avrebbero mai dovuto aprirsi."

Un racconto cruento, che non risparmia nulla al lettore, con uno stile fluido e coinvolgente che trasporta in una storia davvero originale. Il personaggio di Ash è rappresentato in maniera genuina e credibile: il suo carattere è sensibile ma non tenero, forte e coraggiosa una degli "uomini" migliori della sua compagnia, un tiratore strabiliante. 

La natura femminile di Costance si mostra più avanti nel libro, quando la guerra e i combattimenti e le brutture che ha visto la logorano e la spingono a cercare la pace della sua fattoria con suo marito, in un finale inaspettato e mozza fiato.

I colpi di scena non mancano e nemmeno le emozioni forti, un libro adatto a lettori che amano storie nuove e originali, piene di sentimento e valori. Un libro che posso già annoverare tra i migliori del 2017, se non di sempre. 

 

Titolo: Neverhome

Autore: Laird Hunt, traduzione di Milena Zimira Ciccimarra

Editore: La Nave di Teseo

Numero di pagine: 262

Prezzo: 18,00 euro

Trama:

Si fa chiamare Ash, ma questo non è il suo vero nome. In realtà è una moglie fedele, che ha lasciato suo marito a casa. A lui, soldato destinato alla Guerra civile americana, ha sottratto l'uniforme dell'Unione per la battaglia decisiva alla conquista del Sud. "Neverhome" racconta l'appassionante storia di questa eroina travestita che affronta la battaglia con determinazione assoluta, con ferocia persino, con un unico obiettivo: tornare viva a casa. Così Ash si immerge nelle situazioni più atroci, ai limiti dell'umanità, rimanendo fedele al suo mandato di soldato. Ma Neverhome nasconde anche un mistero: perché una giovane donna abbandona suo marito e va in guerra? Laird Hunt ci consegna un romanzo in cui si intrecciano avventura, amore, odio, compassione.

 

L'AUTORE 

Hunt è cresciuto tra Singapore, San Francisco, L'Aia e Londra prima di trasferirsi alla fattoria di sua nonna nelle campagne dell'Indiana rurale, dove ha frequentato la Clinton Central High School. Ha conseguito una laurea presso l'Indiana University e un Master of Fine Arts di scrittura creativa alla Jack Kerouac School of Disembodied Poetics presso la Naropa University. Ha inoltre studiato letteratura francese alla Sorbona. Hunt ha lavorato nell'ufficio stampa alle Nazioni Unite durante la scrittura il suo primo romanzo. Attualmente è professore nel programma di scrittura creativa presso l'Università di Denver. Hunt vive con la moglie, il poeta Eleni Sikelianos, a Boulder, Colorado. 

 

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