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Il 29 agosto arriva nei cinema italiani “The rider – Il sogno di un cowboy” di Chloé Zhao, una storia vera interpretata dal protagonista nella vita reale.

Il film ha vinto al festival di Cannes 2017 il premio più importante della sezione Art Cinema Award.

Il lungometraggio è una storia da cow-boy prodotta dalla regista cinese, trapiantata USA, Chloé Zhao che ha girato il suo primo film in una riserva indiana e nel 2015 ha incontrato un giovane cowboy Lakota di nome Brady Jandreau, cui si è ispirata per il film "The rider".

Brady, fantino e addestratore di cavalli selvaggi, da domare perché possano essere venduti, nel 2016 al rodeo di Fargo ha un incidente. Disarcionato, si procura un’emorragia cerebrale che lo lascia con una placca di metallo in testa e  problemi associati alla sua lesione cerebrale.

Brady Jandreau in “The rider” interpreta se stesso e ci racconta la sua drammatica avventura. Sublimi paesaggi, più spesso all'alba o al tramonto, inquadrano la vita di un ventenne che ama i cavalli ma deve abbandonarli, per reinventarsi l’esistenza dopo un incidente che ha precluso ciò che gli dava senso.

Ma la sinergia telepatica che lo lega al suo cavallo è irrinunciabile.

La sofferenza del protagonista che deve rinunciare a ciò che ama è la descrizione di un momento universale: quello in cui l’uomo prende coscienza del proprio limite.

Titolo originale: The Rider

  • Anno: 2017
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 105'
  • Regia: Chloé Zhao
  • Cast: Brady Jandreau, Mooney, Tim Jandreau, Lilly Jandreau, Leroy Pourier, Cat Clifford, Tanner Langdeau, James Calhoon, Lane Scott, Cameron Wright
  • Data di uscita nei cinemi italiani: 29 Agosto 2019

La conversione dell'energia immagazzinata in energia meccanica durante l'esercizio è relativamente inefficiente con circa l'80% dell'energia che viene emessa sotto forma di calore.

Rispetto a molte specie, il cavallo subisce un evidente svantaggio possedendo un'alta capacità metabolica e una piccola superficie per la dissipazione del calore, in particolare perché l'evaporazione del sudore è il principale metodo di dissipazione del calore.

Nella maggior parte delle condizioni di esercizio, almeno due terzi del carico di calore metabolico vengono dissipati attraverso questo mezzo con perdite di sudore elevate.

Il carico di calore indotto dall'esercizio rimanente deve essere immagazzinato (riflesso da un aumento della temperatura interna), dissipato attraverso il tratto respiratorio o perso attraverso altri meccanismi.

La perdita di calore respiratoria può spiegare una dissipazione di oltre il 25% del carico di calore metabolico durante l'esercizio.

In condizioni in cui la temperatura e l'umidità dell'ambiente sono elevate, la perdita di calore per evaporazione sarà limitata, con conseguente aumento del rischio di stress termico se si continua l'esercizio.

3 s2.0 C20090460586 cov200hInoltre, la disidratazione concomitante riduce la conduttanza del calore dal nucleo alla periferia, aumentando ulteriormente il rischio di malattie indotte dal calore. Una comprensione di base delle risposte termoregolatorie nell'esercizio del cavallo è fondamentale se si vuole evitare lo stresso, e le problematiche allegate, indotte dal calore.

Tutto questo e molto altro nel libro, non tradotto in italiano: The Athletic Horse: Principi e pratica della medicina sportiva equina, pubblicato nella seconda edizione nel 2013.

Il manuale descrive i regimi di allenamento sportivo e come ridurre le lesioni muscoloscheletriche. La copertura pratica affronta le basi anatomiche e fisiologiche dell'esercizio e delle prestazioni degli equini, incentrando la valutazione, l'imaging, la farmacologia e le raccomandazioni di allenamento per sport agonistici con i cavalli. Ora a colori, questa edizione include nuove tecniche di riabilitazione, le più recenti tecniche di screening e i migliori metodi per trasportare i cavalli senza stressarli troppo.

Scritto da esperti del settore: Dr. David Hodgson, Dr. Catherine McGowan, Dr. Kenneth McKeever.

Sta per uscire il 19esimo album, Western Stars, del Boss della canzone folk americana, Bruce Springsteen, per la Columbia Records.

Western Stars, l'album della maturità, è ispirato al pop californiano di quanto il Boss era un fanciullo e si configura come un progetto riflessivo - e nostalgico - sulla crisi statunitense attuale.

Parla di personaggi in equilibrio tra disperazione e rassegnazione, ma anche tra isolamento e ricerca di speranza e stabilità.

Già dalla copertina bucolica, si intravede l’intento di Springsteen di immersione in riferimenti tradizionali americani, con il mito dei cavalli selvaggi, spiriti di libertà, che ispirano il brano Chasin’ Wild Horses, catturando cavalli selvaggi, quando viene il momento di fare i conti con i propri errori, e con quelli della comunictà che ci ciboss2rconda.

Western Stars descrive il tramonto di una civiltà, come quella dei cavalli selvaggi, un tempo simbolo dell'espansione americana, oggi catturati e mandati in Messico e Canada al macello, perché è finito l'orizzonte delle risorse infinite, oggi percepite come limitate, quindi sottoposte a severa competizione per accapparrarsele, estraneandole da chi le popola in totale armonia con la natura.

Era già successo ai nativi americani, sottoposti prima a mattanza e poi chiusi in riserve "turistiche", zoo umani, lo stesso accadrà probabimente ai cavalli selvatici, i mustang, che vanno via via riducendosi.

Sappiamo già come andrà a finire, perché lo vediamo succedere per lo più ovunque: i mustang sopravvissuti alla mattanza saranno contenuti in riserve stanziali e diventeranno meta turistica per nostalgici della libertà.

L'inverno è arrivato, anche sulle praterie americane.

Dalla lirica:

Guess it was somethin' I shouldn't have done Guess I regret it now
Ever since I was a kid
Tryin' to keep my temper down is like Chasin' wild horses,
chasin' wild horses Chasin' wild horses

Left my home, left my friends I didn't say goodbye
I contract out to the BLM Up on the Montana line
Chasin' wild horses, chasin' wild horses...

Tra autobiografia e fiction, con coraggio e sensibilità, il film The Tale - di Jennifer Fox - ci conduce alla scoperta del suo trauma rimosso e di un'ingiustizia devastante, quella che spesso colpisce i minori vittime di abusi sessuali nello sport.

Ci raccontiamo storie per vivere, per andare avanti, per metabolizzare il trauma e alle volte anche per cancellarlo per non sentirsi in colpa.

E' così che Jenny Fox aveva trasformato il suo dolore in una storia bellissima, in un amore speciale, che l'aveva salvata dalla banalità e dall'invisibilità, e che l'aveva fatta sentire una prescelta. Quando invece era una vittima, troppo piccola per rendersene conto.

E' solo quando sua madre si imbatte nei suoi scritti di adolescente e comincia a fare domande che il subconscio della protagonista viene smosso per un'indagine - interiore e non - che la porterà a rielaborare il passato.

E' una storia vera.

cq5dam.web.1200.675Per decenni, la brava documentarista, candidata a un Emmy Award - Jennifer Fox - ex appassionata di cavalli ed equitazione, guardava al passato, alla sua "prima relazione", con affetto e orgoglio. Poi quel racconto è emerso da un vecchio scatolone, per tormentare la coscienza di un'anziana madre, e cambiare forse il corso della vita di una donna adulta, equilibrata ed efficiente.

The Tale è la rielaborazione, tra fiction e memoriale, di molestie sessuali di cui è vittima una tredicenne appassionata di cavalli che, nella vita adulta, per tentativi, errori, correzioni, confronti e sottrazioni, arriva ad accettare il dolore e a denunciare il torto subito dal maestro di jogging compagno dell'istruttrice di equitazione e da quest'ultima medesima, complice degli abusi del compagno sulle proprie allieve. Procacciatrice di prede, si direbbe, con un passato torbido alle spalle.

Jenny dopo la rielaborazione, finalmente, a distanza di molti anni, denuncia l'uomo, che è poi l'unico modo di prevenire che ci siano altre vittime.

Un'auto-indagine che ha una rilevanza particolare oggi, nell'era del #MeToo, in cui le vittime di abusi sono finalmente sostenute, incoraggiate a superare la vergogna e la paura del giudizio altrui per mettere in piazza la soggettività della propria sofferenza e la realtà della prepotenza, dell'umiliazione e della deumanizzazione che subiscono le vittime dei predatori sessuali, in questo caso nello sport.

Giustamente inclusa tra le candidature agli Emmy 2018 per questo ruolo, Laura Dern è l'interprete di Jenny nel trasmetterci l'innocenza di una bambina che si innamora del proprio istruttore e il fascino contorto e malato di istruttori che abusano sistematicamente degli allievi loro affidati, allontanandoli dalle famiglie per compiere meglio i propri misfatti.

Testo di Gerd Heuschmann, originariamente pubblicato nel 2011, sarà disponibile da fine novembre in tutte le librerie e sul sito web tra le novità 2018 di Equitare Casa Editrice, con il titolo "Alla ricerca dell'equilibrio. Principi classici per la performance del cavallo" (formato 210x260, p. 256 a colori, €38,00), con la traduzione di Luigi Pacetti e la revisione tecnica di Giuliana Belli. Tuttavia, già a Fieracavalli Verona 2018 (dal 25 al 28 ottobre prossimi) sarà possibile acquistare il volume presso gli stand di Elephants Books e di SIAEC - Società Italiana Arte Equitazione Classica.

Cosa significa montare un cavallo bene addestrato? In base a quali criteri possiamo affermare che un cavallo è addestrato correttamente? Cosa intendiamo per monta classica? E perché se ne discute tanto? Perché l'addestramento del cavallo e le differenti filosofie che implica suscitano tante controversie? Queste le principali domande che hanno guidato Heuschmann nell'elaborazione di "Alla ricerca dell'equilibrio", opera che compendia la sua pluridecennale esperienza come veterinario, cavaliere e studioso.

Il titolo e sottotitolo originale, in tedesco e latino, indica con precisione il filo rosso che ha guidato questa importante ricerca, focalizzata proprio sui principi di bilanciamento ed equilibrio del cavallo al lavoro e sull'importanza che, in caso di dubbio sul da farsi, il cavaliere agisca sempre in modo da favorire il cavallo: questo libro è infatti prima di tutto dedicato al benessere di quest'ultimo e al piacere del suo cavaliere. Heuschmann evidenzia infatti i buoni legami tra l'addestramento e le richieste del cavaliere nei confronti del cavallo, la sua montabilità e la sua salute. Spiega analiticamente la scala dell'addestramento dal punto di vista biomeccanico, ponendo particolare attenzione all'assetto e all'influsso del cavaliere. Tutte le citazioni che riporta, tratte dai maestri della tradizione classica, comprovano che i principi fondanti dell'addestramento valevano allora come valgono oggi, ma sono stati per lo più dimenticati o travisati. L'autore fornisce inoltre un quadro complessivo delle zoppie causate da un'equitazione scorretta e propone approcci metodologici per il riaddestramento delle diverse tipologie di cavalli.

"Alla ricerca dell'equilibrio" è una sorta di Summa del lavoro e della enorme esperienza di Heuschmann: nato nel 1959 a Marktdredwitz, dopo gli studi alla scuola superiore e un apprendistato in una scuola tecnica, ha svolto un tirocinio come responsabile di scuderia, con specializzazione in equitazione. In seguito si è laureato alla Facoltà di Veterinaria dell'Università di Monaco. Dal 1989 al 1991 è stato referente per la Federazione Nazionale tedesca nel settore allevamento. Nel 1991 ha aperto una clinica veterinaria che in breve tempo è diventata una delle più accreditate in Germania. Nel 1998 ha accompagnato la squadra equestre tedesca ai Mondiali di Roma. Durante tutto questo periodo ha tenuto numerose conferenze, prima in Germania e poi in tutto il mondo, sull’anatomia funzionale del cavallo. Heuschmann sostiene infatti che l’addestramento del cavallo dovrebbe essere nuovamente considerato un’arte, non solo una tecnica.

L'importante testo va ad aggiungersi alle altre opere di Heuschmann disponibili per il pubblico italiano sempre grazie ad Equitare, l'unica casa editrice, in Italia, specializzata dal 2001 in equitazione, benessere e cura del cavallo. Trattasi di Der Finger in der Wunde - "Il dito nella piaga. Ciò che i cavalieri devono sapere per mantenere in salute il proprio cavallo" del 2006 (clicca qui) che, tradotto in undici lingue, è diventato uno dei libri di equitazione più letti, e "Il mio cavallo tiene il naso in avanti. La felicità dei cavalli di domani è nelle mani dei ragazzi di oggi" del 2009 (clicca qui).

PER INFO E PER PRENOTARE LA COPIA DI "Alla ricerca dell'equilibrio": Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

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