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Il 5xmille a Horse Angels

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Stiamo perdendo tutto. Nel secondo decennio del 21 ° secolo, la perdita e il dolore sono diventati il ​​nostro pane quotidiano, ma non sappiamo come masticarlo. Horse-Man è un invito a riconquistare noi stessi con l'abilità perduta del risveglio collettivo; impegnarsi nuovamente con una consapevolezza più profonda dell'esperienza condivisa, in cui le distinzioni tra sé e gli altri iniziano a confondersi: siamo tutti l'insieme.

Horse-Man, pubblicato nel settembre del 2019 dalla poetessa Em Strang, è una collezione poetica tra il surreale e il mistico, dove l'uomo e il non umano si fondono e si confondono l'uno con l'altro. In questo spazio liminale, la perdita e il dolore sono riconosciuti e talvolta abbracciati, permettendo alle piccole cose che scindono, di fondersi nel bene comune.

In parte appassionato, in parte celebrativo, Horse-Man immerge il lettore in una potente difesa del significato del sacro e interloquisce con il lettore, chiedendogli cosa significhi essere un intero, un essere umano completamente incarnato.

Da leggere a lume di candela.

Em Strang è una poetessa scozzese che, megli ultimi dieci anni, ha insegnato Scrittura Creativa in seminari pubblici, scuole, università e carceri, e continua a esibirsi in letture di poesie in tutto il Regno Unito.

La sua prima collezione, Bird-Woman, è stata pubblicata da Shearsman nel 2016. Nel 2017, Bird-Woman è stata selezionata per il premio Seamus Heaney come migliore prima collezione e ha vinto il premio di poesie dell'anno. La sua seconda collezione, Horse-Man, è uscita con Shearsman a settembre 2019.

Non ancora tradotta in italiano. I due libri si possono trovare in inglese.

La serie Netflix dedicata all'ingiustizia sociale e all'anarchia, da cui nasce la criminalità organizzata che si dirama, anche, con i cavalli, le corse e le scommesse clandestine, sta avendo un enorme successo su Netflix. Ma non è ambientata in Italia...

Titolo Peaky Blinders
Creatore Steven Knight
Paese Regno Unito
Anno dal 2013 – in produzione
Genere drammatico, gangster, cavallari
Stagioni 4 – in corso
Durata 60 min (episodio)
Dove guardarla: Netflix

La trama:

La storia inizia nel 1919 nella povertà della Birmingham del primo dopoguerra, dove tutti lottano per sopravvivere a un periodo particolarmente difficile dal punto di vista storico ed economico. La storia è ambientata nel quartiere di Small Heath e si focalizza particolarmente sulla famiglia Shelby, il cui capofamiglia è anche il boss della gang detta “Peaky Blinders“, dall’usanza di nascondere una lametta nel risvolto dei cappelli, in modo tale da poterla utilizzare anche come arma. La leadership di Tommy Shelby è messa a dura prova dall’arrivo in città da Belfast dello spietato poliziotto Campbell, deciso a ripulire il marcio e la delinquenza a tutti i costi, e da una donna, Grace Burgess, dal passato misterioso.

La recensione

Sangue e sentimenti. Sì, perché parliamo di criminali, allibratori, zingari cavallari, rigattieri, gangster pronti a tutto, corse clandestine di cavalli, cowboys all'europea dei poveri, delinquenti spietati che si fanno la guerra per dominare un pezzo di città e allargarsi e uscire dal vuoto che la guerra ha lasciato fuori e dentro di loro.

Ogni stagione ha una sua trama, è un pezzo del percorso nella lunga e inarrestabile ascesa della famiglia Shelby, da piccoli criminali di quartiere a dominatori della scena criminale del tempo, non solo di Birmingham. La famiglia Shelby è un club esclusivo, una mafia compatta ma nella quale la competitività e i malumori serpeggiano in continuazione.

Peaky Blinders è il soprannome dato ai banditi della Birmingham sanguinaria della fine del XIX e degli inizi del XX secolo, in cui regnavano l’anarchia e l’ingiustizia sociale. Molti di quelli che facevano parte della criminalità organizzata e offrivano protezione ai commercianti, in seguito sono passati a truccare le scommesse clandestine sulle corse dei cavalli e a gestire pub. Knight, il creatore della serie, racconta in dettaglio gli scontri fra i diversi clan e gruppi – gli Hooligan, originari di Londra, la Mafia Russa e gli Zingari, già presenti in tutto il Regno Unito – e i meccanismi di corruzione messi in atto dalle autorità, persino da Winston Churchill in persona.

Da guardare...

Il 29 agosto arriva nei cinema italiani “The rider – Il sogno di un cowboy” di Chloé Zhao, una storia vera interpretata dal protagonista nella vita reale.

Il film ha vinto al festival di Cannes 2017 il premio più importante della sezione Art Cinema Award.

Il lungometraggio è una storia da cow-boy prodotta dalla regista cinese, trapiantata in USA, Chloé Zhao, che ha girato il suo primo film in una riserva indiana, dove nel 2015 ha incontrato un giovane cowboy Lakota di nome Brady Jandreau, cui si è ispirata per il film "The rider".

Brady, fantino e addestratore di cavalli selvaggi, da domare perché possano essere venduti a sella, anziché spediti in Messico o Canada per la macellazione, nel 2016 ad un rodeo di Fargo ha avuto un incidente. Disarcionato, ha come esito un’emorragia cerebrale che lo lascia con una placca di metallo in testa e vari problemi associati alla lesione cerebrale.

Brady Jandreau in “The rider” interpreta se stesso e ci racconta la sua drammatica avventura.

Sublimi paesaggi, con inquadrature girate spesso all'alba o al tramonto, definiscono la vita di un ventenne che ama i cavalli ma deve abbandonarli, per reinventarsi l’esistenza dopo un incidente che ha precluso ciò che gli dava senso.

Ma la sinergia telepatica che lo lega al suo cavallo è irrinunciabile e apre un vuoto difficile da colmare.

La sofferenza del protagonista che deve rinunciare a ciò che ama è la descrizione di un momento universale: quello in cui l’uomo prende coscienza del proprio limite.

Titolo: The Rider, Il Sogno di un Cowboy

  • Anno: 2017
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 105'
  • Regia: Chloé Zhao
  • Cast: Brady Jandreau, Mooney, Tim Jandreau, Lilly Jandreau, Leroy Pourier, Cat Clifford, Tanner Langdeau, James Calhoon, Lane Scott, Cameron Wright
  • Data di uscita nei cinemi italiani: 29 Agosto 2019

Per una volta le lady del trotto NON sono le reginette di bellezza di provincia in bikini che sfilano negli ippodromi, ma le protagoniste femminili della disciplina sportiva del trotto italiane.

A narrarne le gesta, Lucio Dalla Costa, grazie anche alla collaborazione del giornalista ippico Mario Alderici, che conosce tutta la storia del trotto dalle sue origini.

Costa ha voluto scrivere della quota rosa ippica, per narrare i retroscena di un mondo femminile sempre più presente nel trotto, sia per quanto riguarda la cura, la gestione e l’allenamento del cavallo, sia per quanto riguarda le gare su pista. Un tempo quello di artiere o driver era un lavoro prettamente maschile e pare che negli anni 70 la prima fantina professionista Tiziana Sozzi fece una protesta eclatante contro la discriminazione verso le donne nel trotto spogliandosi nuda per la rivista Playboy.

Certo, oggi le femministe le tirerebbero i pomodori, perché spogliarsi per la morbosità maschile non aiuta l'emancipazione femminile e non aiuta la parità di diritti sul lavoro, sia per quanto riguarda la possibilità di mobilità sociale, sia per quanto riguarda la parità salariale.

Speriamo che le lady del trotto ora, come le loro "cugine" nel mondo della sella, si impegnino anche per la tutela del cavallo sportivo ippico. E in particolare, Horse Angels chiede loro di farsi portavoce dell'istanza che negli ippodromi non servono i concorsi di bellezza, e le cifre spese annualmente per gli spogliarelli, possono essere convertite in cifre spese per la riabilitazione dei cavalli infortunati o a fine carriera da ricollocare. Sarebbe un ulteriore atto di modernizzazione che forse attrarrebbe più pubblico femminile in ippodromo.

Ecco qui sotto l'elenco delle signore del trotto le cui storie sono rappresentate nel volume con biografie, traguardi, ambizioni, speranze e storia personale.

Per info e prenotazioni del libro Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o 3883587523 sig. Dalla Costa

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La conversione dell'energia immagazzinata in energia meccanica durante l'esercizio è relativamente inefficiente con circa l'80% dell'energia che viene emessa sotto forma di calore.

Rispetto a molte specie, il cavallo subisce un evidente svantaggio possedendo un'alta capacità metabolica e una piccola superficie per la dissipazione del calore, in particolare perché l'evaporazione del sudore è il principale metodo di dissipazione del calore.

Nella maggior parte delle condizioni di esercizio, almeno due terzi del carico di calore metabolico vengono dissipati attraverso questo mezzo con perdite di sudore elevate.

Il carico di calore indotto dall'esercizio rimanente deve essere immagazzinato (riflesso da un aumento della temperatura interna), dissipato attraverso il tratto respiratorio o perso attraverso altri meccanismi.

La perdita di calore respiratoria può spiegare una dissipazione di oltre il 25% del carico di calore metabolico durante l'esercizio.

In condizioni in cui la temperatura e l'umidità dell'ambiente sono elevate, la perdita di calore per evaporazione sarà limitata, con conseguente aumento del rischio di stress termico se si continua l'esercizio.

3 s2.0 C20090460586 cov200hInoltre, la disidratazione concomitante riduce la conduttanza del calore dal nucleo alla periferia, aumentando ulteriormente il rischio di malattie indotte dal calore. Una comprensione di base delle risposte termoregolatorie nell'esercizio del cavallo è fondamentale se si vuole evitare lo stresso, e le problematiche allegate, indotte dal calore.

Tutto questo e molto altro nel libro, non tradotto in italiano: The Athletic Horse: Principi e pratica della medicina sportiva equina, pubblicato nella seconda edizione nel 2013.

Il manuale descrive i regimi di allenamento sportivo e come ridurre le lesioni muscoloscheletriche. La copertura pratica affronta le basi anatomiche e fisiologiche dell'esercizio e delle prestazioni degli equini, incentrando la valutazione, l'imaging, la farmacologia e le raccomandazioni di allenamento per sport agonistici con i cavalli. Ora a colori, questa edizione include nuove tecniche di riabilitazione, le più recenti tecniche di screening e i migliori metodi per trasportare i cavalli senza stressarli troppo.

Scritto da esperti del settore: Dr. David Hodgson, Dr. Catherine McGowan, Dr. Kenneth McKeever.

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