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Il 5xmille a Horse Angels

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Lo shampoo a secco non funziona solo per le persone e i pet; è il modo ideale per rendere il pelo del cavallo pulito e fresco senza usare acqua o shampoo liquido. E' un rimedio utile specie in inverno, quando poi non è possibile asciugare il cavallo e si rischia di farlo ammalare con docciature fuori stagione.

Lo shampoo a secco può essere efficace su tutti i tipi di mantelli, ma se il cavallo è incrostato e ha la criniera arruffata, va prima disincrostato e accuratamente districato con gli appositi strumenti di toelettatura per poter poi applicare lo shampoo a secco.

Uno dei benefici dello shampoo a secco fatto in casa è che non contiene chimica e che non produce altri imballaggi plastici poi difficili da riciclare per la natura.

Quando usare lo shampoo a secco?

  • Lo shampoo a secco può essere utilizzato in qualsiasi momento, ma è ideale quando il clima è freddo e il cavallo non può essere docciato perché non si ha a disposizione il tempo e l'attrezzatura per asciugarlo poi in modo rapido.
  • E' una risposta per i cavalli avversi alla doccia, prima che siano desensibilizzati a tale pratica.
  • Può essere fatto tra un bagno completo e l'altro, per diradarne la ricorrenza e al tempo stesso pulire il cavallo, rimuovendo sudore, grasso e forfora dal suo mantello e crini.

Come funziona

  • Agisce assorbendo oli e impurità dal pelo del cavallo e dalla sua criniera e coda
  • Rimuove le macchie dalla criniera, dal pelo e dalla coda
  • Rimuove lo sporco
  • Rimuove la polvere
  • Illumina il mantello e gli dà un aspetto serico

Benefici dello shampoo a secco fai-da-te

  • Facile da usare
  • Sicuro ed efficace
  • Ideale per toelettatura a temperature fredde
  • Formulazione sicura e non tossica
  • Ingredienti naturali
  • Facile da spazzolare
  • Fragranza piacevole
  • Non irritante o allergizzante per il cavallo
  • Si prepara in 1 minuto
  • Ha solo 3 ingredienti (che generalmente abbiamo già in casa)
  • Ha un costo irrisorio
  • Zero packaging
  • Non deperisce in pochi giorni
  • Non inquina i mari e la terra

Shampoo secco fai da te: ingredienti

  • bicarbonato di sodio, 1/2 tazza
  • amido di mais, 1/2 tazza
  • per i mantelli scuri: cacao amaro, 1 cucchiaino
  • facoltativo: qualche goccia di olio essenziale (lavanda, eucalipto, tea tree e limone sono sicuri per i cavalli)

Al posto del bicarbonato si può usare:

  • Amido di mais.
  • Amido di riso.
  • Farina di tapioca.
  • Farina di avena.
  • Polvere di iris (alternativa luxury)
  • Fecola di patate.

Shampoo secco fai da te: preparazione

In una ciotola mescolare gli ingredienti. Si possono utilizzare come contenitore:

  • un flacone con tappo forato (es. vecchio barattolo di talco)
  • oppure un contenitore con tappo

Shampoo secco fai da te: applicazione

Spolverare sulla parte desiderata una piccola quantità di shampoo secco. Massaggiare, quindi spazzolare molto bene per rimuovere lo shampoo secco da mantello e crini.

Effetti collaterali

Pet-terapeutico.

I cavalli sono stati progettati da madre natura per pascolare, e non tutti si adattano a una dieta sempre più artificiale, allo stress della vita competitiva o all'esercizio limitato cui sono sottoposti molti cavalli ricreativi scuderizzati.

Il tratto digestivo funziona meglio quando i cavalli pascolano e dalla alimentazione e digestione dipende il sistema immunitario e con esso la risposta alle malattie. Mangimi elaborati e distribuiti agli orari consoni per l'essere umano, digiuno molte ore al giorno, mancanza di struttura sociale e poco esercizio fisico sono tutte cause potenziali di malessere. Allo stesso tempo un esercizio imposto, routinario, in sport potenzialmente pericolosi per la ricorrenza di infortuni, possono sottoporre il cavallo a stress fisici e mentali che danno luogo a disabilità. La chimica, le ferrature correttive, i rimedi vari, possono limitare i danni, ma se non si estirpa la causa principale che ha provocato il danno, sono come cerotti messi su un'infezione in corso non trattata con rimedi specifici.

Molti disturbi cronici del cavallo hanno davvero bisogno di una prospettiva allargata. L'operatore olistico, sia esso il veterinario, il maniscalco, il naturopata equino o altra figura professionale consultata, cercherà di prendere in considerazione il cavallo nella sua interezza, corpo e spirito, per spuntare i consigli più adatti da abbinare ad un cambio di stile di vita per prevenire l'aggravio dei sintomi già presenti che qualcosa non funziona al suo meglio.

La malattia da una prospettiva olistica

Trattare la patologia in metodo olistico è meno semplice rispetto al trattamento allopatico. Il veterinario infatti deve ascoltare tutti gli aspetti della vita e della personalità del cavallo e del suo proprietario, e anziché prescrivere un farmaco con la promessa di guarigione, deve dare consigli anche di gestione, non sempre graditi perché vanno ad interferire con le preferenze e comodità del proprietario e mettono in discussione le sue scelte di alimentazione, cura e gestione del cavallo. La risposta olistica non è mai una risposta semplice e va adattata al singolo caso. Richiede più sensibilità, sia da parte del medico, sia da parte del proprietario del cavallo.

Ci sono tre fasi principali della malattia quando si guardano tutti i livelli di salute.

  • Il primo stadio è quando c'è un disturbo che ancora non è percepibile dagli esami del sangue o dai raggi X, ma l'animale non è totalmente sano, non sta bene, manifesta disagio. Questo è lo stadio più semplice della malattia da trattare con la medicina alternativa, ma lo stadio più difficile della malattia da trattare con i farmaci perché non c'è nulla da diagnosticare dal punto di vista medico occidentale.
  • Lo stadio successivo è il disturbo funzionale in cui l'organo o la parte del corpo non funziona in modo ottimale, ma non ha ancora iniziato a degenerare in modo irreversibile. Se si osserva una scarsa funzionalità, il trattamento può iniziare molto prima che l'organo degeneri, fermando lo sviluppo della patologia.
  • L'ultimo stadio della malattia è quello sin troppo facile da diagnosticare ma più difficile da trattare perché è spesso presente un danno permanente che nessuna forma di medicina può invertire. Si può supportare il cavallo con una serie di trattamenti perché soffra meno e perché sia ancora possibile "impiegarlo" in qualche attività, ma non potrà mai tornare allo stato di piena guarigione e funzionalità.

In un mondo ideale, sarebbe auspicabile scoprire gli squilibri nella prima fase di malattia, quella dove ogni sintomo è un "messaggio", una richiesta di aiuto o di cambiamento. Rispondere subito, anziché aspettare il danno conclamato, significa amare veramente l'animale che si ha in gestione e che è impossibilitato a fare da solo le scelte esistenziali su cosa mangiare, dove vivere, come esercitarsi e quale sport fare.

Questa prospettiva olistica è tanto più importante per i cavalli d'affezione. Quei cavalli cioè che non possono essere rottamati con la macellazione quando la disfunzione emerge e limita le possibilità di impiego del cavallo. Prevenire è sempre meglio che curare. E chi possiede un cavallo non macellabile, dovrebbe averne meglio cura al fine di portarlo all'anzianità il più possibile sano e desiderabile anche da altri, nel caso la separazione diventi necessaria per una causa o l'altra della vita umana.

La pratica veterinaria sperimenta sempre soluzioni alternative. Non tutti credono nell'omeopatia, ma per chi ci crede, è insostituibile, specialmente per le patologie di lungo decorso e cronicizzanti.

L'omeopatia è una pratica di medicina alternativa basata sui principi formulati dal medico tedesco Samuel Hahnemann nella prima metà del XIX secolo.

Alla base vi è l'indimostrato "principio di similitudine del farmaco" (similia similibus curantur, letteralmente: «i simili si curano coi simili») enunciato dallo stesso Hahnemann. Si tratta di un concetto privo di fondamento scientifico, secondo il quale il rimedio appropriato per una determinata malattia sarebbe dato da quella sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella persona malata. Tale sostanza, detta anche "principio omeopatico", una volta individuata viene somministrata al malato in una quantità fortemente diluita e "dinamizzata"; la misura della diluizione è definita dagli omeopati "potenza".

MA L'OMEOPATIA FUNZIONA?

La maggior parte dei veterinari, come i medici convenzionali, è scettica nei riguardi dell'omeopatia, in quanto nessuno sa come funzioni o se funzioni effettivamente. La miglior prova dell'utilità dell'omeopatia si ha proprio con gli animali. Se loro rispondono alla cura non è di certo per il condizionamento mentale o l'efetto placebo, come potrebbe essere per gli umani. 

Il fatto che l'omeopatia riesca a curare gli animali, sembrerebbe indicare che si tratta di una terapia effettivamente benefica: del resto è piuttosto improbabile che un animale guarisca solo perché ha fiducia nella cura alla quale è stato sottoposto. La maggior parte dei veterinari che fanno uso di pratiche omeopatiche, comunque, non si preoccupa di questa mancanza di prove scientiflche: per quanto li concerne, le cure per lo più hanno effetto, e questo basta. 

Per cosa funziona

Un team di ricercatori veterinari nel Regno Unito ha recentemente esaminato l'uso e i risultati dell'omeopatia per i disturbi equini tra cui l'artrite, la laminite e altro ancora. Il team di ricerca ha analizzato i dati raccolti durante 777 appuntamenti omeopatici consecutivi di 12 veterinari ippiatri specializzati in omeopatia in un periodo di 12 mesi. I cavalli coinvolti nello studio sono stati 289. I veterinari omeopatici hanno trattato più di 100 condizioni diverse, le otto più comuni delle quali erano:

  • Artrite;
  • Scuotimento della testa;
  • Laminite;
  • Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO);
  • Prurito;
  • Dermatite;
  • Sarcoidosi;
  • Sindrome di Cushing.

Al momento della valutazione finale, i proprietari hanno espresso il loro giudizio sul trattamento terapeutico su una scala da -3 (grave deterioramento) a +3 (notevole miglioramento) rispetto al primo appuntamento.

Per i 234 casi, è stato riportato un punteggio finale di +2 o +3 (miglioramento moderato o maggiore) nell'86,7% dei casi. Al giudizio finale, solo il 4,3% dei cavalli con patologie croniche riceveva ancora farmaci convenzionali e il 17,1% riceveva un'altra medicina complementare / alternativa in aggiunta ai trattamenti omeopatici.

Gli autori dello studio hanno aggiunto che ci sono alcune limitazioni alla validità statistica della ricerca a causa del piccolo numero complessivo di cavalli trattati e di veterinari coinvolti.

Lo studio di Mathie RT, Baitson ES, Hansen L, Elliott MF e Hoare J., titolato "La prescrizione omeopatica di patologie croniche nella pratica veterinaria equina nel Regno Unito", è stato pubblicato nell'edizione del 20 febbraio 2010 del Veterinary Record. L'abstract è disponibile su PubMed, una rivista scientifica, non di gossip.

Conclusioni

In caso di patologie croniche, provare per credere. Mal che vada, visti anche i costi modici dei farmaci omeopatici, si sarà somministrata acqua fresca al cavallo.

Esistono diversi modi per sverminare i cavalli senza usare sostanze chimiche aggressive. Non sempre sono efficaci, specialmente in casi in cui la presenza di vermi è massiccia, il cavallo trascurato da molto tempo, ci sono vermi infestanti particolarmente aggressivi e il cavallo ha un sistema immunitario debole.

Tuttavia, conoscere i vermifughi naturali per cavalli può essere utile come prevenzione e per ricorrere meno spesso all'utilizzo di sostanze chimiche.

Premesse al vermifugo naturale, perché usarlo e limiti di efficacia negli allevamenti intensivi

Le scuderie con molti cavalli sono soggette a rischio di contaminazione continua. Lo stesso per i recinti di sgambamento con eccesso di afflusso di equini. In questi casi, è difficile cavarsela con un programma di sverminazione naturale soltanto.

Il miglior approccio preventivo è sicuramente l'igiene, che significa rimuovere prontamente le feci dai luoghi di stabulazione dei cavalli.

Le uova dei parassiti si riproducono infatti nel letame e, quando le larve si schiudono, reinfettano i cavalli in un ciclo continuo oro fecale se i cavalli non possono che mangiare nei pressi di dove hanno defecato perché vivono in spazi racchiusi e delimitati.

Spargere il letame sui campi dove poi pascoleranno i cavalli, non è dunque una buona idea. A meno che non si lasci tempo agli scarabei stercorari, i comuni coleottori, di fare il loro lavoro. L'uso intensivo di svermanti chimici a base di ivermectina e moxidectina tende a rompere gli equilibri naturali.

Questi farmaci anti parassitari infatti, intossicano gli insetti, li uccidono come uccidono i vermi. Senza contare gli effetti secondari devastanti. Meno insetti, meno cibo per gli animali che se ne nutrono. Si rompe una intera catena alimentare naturale con effetti negativi anche per l'uomo.

Infine, i vermi non infettano allo stesso modo tutti i cavalli. Colpiscono maggiormente i cavalli con un sistema immunitario debole.

Esclusi dunque gli allevamenti intensivi, i cavalli infestati in modo importante, e quelli con sistema immunitario debole che vanno seguiti da un veterinario, tutti gli altri potrebbero beneficiare di un programma di sverminazione naturale, purché se ne controlli l'efficacia.

Forse la cosa più importante da fare quando si avvia un piano con vermifughi naturali è controllare regolarmente i propri cavalli alla ricerca di infestazioni. Controllare periodicamente per accertarsi che il programma funzioni, altrimenti toccherà provvedere con la chimica.

Gli svermanti naturali

In commercio ne esistono diversi, non richiedono ricetta medica. Una singola dose non può essere efficace. Essi vanno somministrati per un certo tempo con l'alimento e sono a base di piante naturali, da sempre usate per svermare dapprima della rivoluzione chimica. In particolare aglio, ortica, cannella, crescione, santoreggia, barbaforte (rafano), assenzio, genziana, cardo mariano e ortica in composizioni diverse a seconda del parassita da combattere sono le erbe più usate come svermanti naturali. Alcune erbe  si sono dimostrate maggiormente attive contro i nematodi (ossiuri, ascaridi, tricocefali, ecc), altre anche contro i cestodi e le tenie.

Nelle dosi e tempi delle confezioni di vendita, non danno effetti collaterali e permettono in modo naturale di alzare le barriere immunitarie dei cavalli contro i vermi intestinali.

In generale, gli zoccoli di cavallo sani non hanno bisogno di alcun tipo di balsamo topico per zoccoli. Se un cavallo ha zoccoli di scarsa qualità, il colpevole potrebbe essere una carenza nutrizionale, una malattia o qualche altra causa. Se ritieni che il tuo cavallo abbia zoccoli di scarsa qualità, può essere molto utile parlare con un veterinario o maniscalco professionale.

L'uso eccessivo di condizionatori di zoccoli è noto per ammorbidire eccessivamente le unghie dei cavalli. Gli zoccoli di un equino sano dovrebbero essere duri, non morbidi o spugnosi. Nella maggior parte dei casi, gli unguenti per zoccoli dovrebbero essere applicati con parsimonia o non applicati affatto.

In condizioni di siccità estreme (come idratante), o di umidità estrema (come isolante), piuttosto che di patologie in corso (come igienizzante), può essere utile applicare un unguento tarato per la problematica.

Il balsamo, se adoperato, serve a proteggere lo zoccolo e favorirne la crescita, viene messo dopo aver rimosso accuratamente la sporcizia dal fettone e dallo zoccolo: per poterlo stendere si fa uso di un pennello, cospargere quindi la corona e la muraglia se il cavallo vive in terreni aridi. Scegliere il prodotto in base allo zoccolo del cavallo, alcuni cavalli hanno degli zoccoli particolarmente asciutti o aridi, altri troppo molli, e il balsamo sbagliato può creare dei problemi.

Balsami fatti in casa per lo zoccolo 🐴

Balsamo estivo o per zoccoli secchi e crepati

Il migliore e più economico fatto in casa è a base di olio di cocco. Esso si solidifica in inverno, ma basta metterlo vicino a una fonte di calore perché si liquefaccia. Ad esso possono essere aggiunte poche gocce di olio essenziale a seconda delle esigenze: limone come igienizzante, tuja come antifungino e antibatterico.

Balsamo invernale o per zoccoli deboli e fradici

Il migliore e più economico fatto in casa è costituito da: 1/3 di catrame di pino e 2/3 di olio di semi ben amalgamanti in un barattolo con coperchio sigillante. Da usare anche prima di docciare il cavallo come isolante. Aggiungere durante la preparazione per l'applicazione del giorno un paio di gocce di olio essenziale per le proprietà benefiche desiderate. La cannella per riscaldare, la lavanda per raffreddare, la malaleuca (tea tree) come disinfettante.


Curiosità sull'olio di cocco. L'olio di cocco è un olio vegetale ottenuto dalla polpa della noce di cocco. La maggiore produzione si trova nelle Filippine, Indonesia e India.  Fu introdotto in Gran Bretagna nel 1820 come burro vegetale. Solo successivamente venne sfruttato per la produzione di saponi. Oggi è ampiamente utilizzato nell'industria oleochimica, per la produzione di tensioattivi, farmaci e cosmetici.

Curiosità sul catrame di pino. Il catrame di legno è utilizzato per rendere le imbarcazioni impermeabili sin dal primo millenio d.c. Si otteneva dalla combustione di legna in condizioni di scarsa ossigenazione. Il procedimento per la produzione di catrame è noto fin dal Neolitico e sono molti gli alberi che si prestano a questa operazione; due in particolare sembrano fornire il miglior catrame e in quantità abbondanti: betulle e conifere. Il catrame ottenuto dagli alberi delle foreste nordeuropee era essenziale per lo stile di vita dei popoli norreni: era un ottimo collante, un impermeabilizzante di prima qualità per la chiglia delle barche, per le vele e per qualunque cosa stesse a contatto con l’acqua per lungo tempo. Veniva utilizzato come medicinale, come spezia, come lubrificante, come sostanza idrorepellente per i tetti delle case o cosparso sul cuoio per proteggerlo dal gelo e dall’acqua. Infine, è sempre stato utilizzato per proteggere e isolare gli zoccoli dei cavalli, particolarmente nella varietà di catrame di pino.

Le informazioni qui riportate non sono consigli medici. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un maniscalco professionale.

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