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Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

Codice 92169370928

Reggio Calabria. L’inchiesta Eracle ha svelato un clan di finti buttafuori che si occupavano di "proteggere" la movida a Reggio. All’interno dei lidi “gestiti” dalla cosca era permesso far girare stupefacenti. Scoperto anche un giro di corse clandestine di cavalli. 

I pm Sara Amerio e Walter Ignazzitto al termine della requisitoria al processo abbreviato Eracle, hanno chiesto la condanna di 28 imputati relati al Clan Condello.

In pratica il clan imponeva la protezione sui locali della movida cittadina, garantendosi anche un canale esclusivo per lo spaccio di droga ai giovani.

Attività che i rampolli del clan Condello alternavano alle corse clandestine dei cavalli e alle altrettanto clandestine scommesse sulle gare.

Per questo i magistrati hanno chiesto la condanna di Michele Panetta (15 anni), Fabio Caccamo (10 anni), Giuseppe E. Pecora (9 anni e 6 mesi) Basilio Cutrupi ( 9 anni), Luciano Baione (10 anni), Francesco Barbaro (8 anni), Enrico G. Barcella (12 anni), Nino Berlingeri (2 anni), Francesco A. Eneide (2 anni), Salvatore Falduto (14 anni di reclusione), Francesco Ferrante (16 anni), Fabio V. Minutolo (18 anni ), Andrea Morelli (20 anni) Cosimo Morelli (20 anni), Domenico Nucera (20 anni), Carmine Surace (2 anni e 4 mesi), Attilio Buontempone (9 anni), Francesco Condello (4 mesi), Paolo Cosoleto (6 mesi), Bruno Antonino Crucitti (1 anno), Mostafa Nkairi (10 anni), Fabio Puglisi (12 anni), Bruno Magazzù (4 anni), Giovanni Magazzù (12 anni), Egidio Morabito (6 mesi), Antonino Marino ( 6 mesi), Fabio Morelli (12 anni), Francesco Ferrara (9 anni).

L'indagine Eracle ha permesso di scoprire e documentare un giro di corse clandestine di cavalli gestito personalmente da Domenico Francesco Condello, figlio del superboss. I cavalli erano regolarmente dopati.

Per questo chi si occupava dei cavalli deve rispondere non solo di diversi episodi di maltrattamento nei confronti degli animali, ma anche di aver somministrato ai cavalli farmaci inadeguati, non necessari, e persino guasti e mal conservati pur di migliorarne le prestazioni durante le gare, che generalmente si svolgevano sul tratto cittadino della Gallico -Gambarie.

Attorno a quelle gare c’era un giro di scommesse clandestine, con puntate da capogiro. 


La vergogna dovrebbe scendere anche sugli idioti che sponsorizzano queste genere di cose scommettendo sulla pelle dei cavalli. Questo la dice lunga su come l'umanità sia più bestiale degli animali stessi, e di quanto ancora ci sia gente troglodita e abietta che pensa che scommettere sulla pelle di animali dopati e maltrattati, che poi finiscono quasi sicuramente al macello, costituendo anche macellazione abusiva e danno della salute pubblica, sia cosa divertente e interessante, da associare magari a serate di movida. 

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