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Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

Codice 92169370928

Cavallo trovato morto in passato in spiaggia a Messina, con testa tagliata per rimuovere chip di identificazione

Rispetto a una decina di anni fa, quando tutti i procedimenti giudiziari per corse clandestine di cavalli in Sicilia, avevano la quasi certezza di prescrizione, le cose stanno cambiando. Complice forse anche il turismo, che da qualche anno a questa parte conosce un momento felice per l'isola, e che impone maggiore severità nei confronti dei reati contro gli animali, per la sensibilità maggiore dei turisti nei confronti di certi temi. Eh già, perché fino a qualche anno fa, quando la Sicilia non era ancora una delle mete balneari estive più gettonate, poteva capitare che facevi la denuncia, e che ti rispondessero che si trattava di una tradizione, non di un reato (è capitato anche a noi di Horse Angels, di denunciare e sentirci rispondere da ufficiali di p.g. che tale reato, per la Sicilia, non era, qualche anno fa, considerato tale... in quanto tradizione accettata dai locali). La voglia di rilancio economico, di tipo turistico, quando è responsabile, può essere anche fonte di superamento di tradizioni ingiuste e penalmente rilevanti, come nel caso citato.

I fatti

Messina. Procedimento noto come "Piste di sabbia". I giudici hanno ratificato le decisioni di primo grado riguardanti il processo che aveva svelato il business legato alle gare di cavalli in alcune strade di Messina. L’operazione “Pista di Sabbia”, condotta dai carabinieri nel 2011, è una delle tante indagini sulle competizioni con gli animali lungo alcune strade cittadine, un fenomeno che non è stato ancora debellato.
La Corte d’Appello (presidente Francesco Tripodi) ha confermato per tutti  gli imputati la sentenza di primo grado. In particolare, i giudici hanno confermato la condanna per Salvatore Mangano, Placido Siracusano, Antonino Tricomi, Davide Tricomi, Santo Currò, Francesco Tricomi, Salvatore Tricomi, Carmelo Scotto, Mario Di Bella e Antonio Romeo.I giudici hanno retrodato la condotta fino ad aprile 2011. Per quanto riguarda Romeo, i giudici hanno revocato la confisca di un immobile sequestrato dai carabinieri il 29 aprile 2011. Il processo di primo grado si era concluso il 7 ottobre 2015. All’epoca, il Tribunale aveva condannato Placido Siracusano alla pena di 5 anni e 6 mesi, Antonio Romeo, Antonino Tricomi e Davide Tricomi 4 anni e 4 mesi  ciascuno, Salvatore Tricomi a 3 anni e 3 mesi. Inoltre erano stati condannati Francesco Tricomi ad un anno di reclusione e Carmelo Scotto a 2 anni. Infine Santo Currò  ad un anno e 10 mesi, Salvatore Mangano ad un anno e 5 mesi e Mario Di Bella ad un anno ed un mese. A sostenere le ragioni della difesa, gli avvocati  Alessandro Billè, Salvatore Silvestro, Andrea Schifilliti, Tancredi Traclò e Antonello Scordo. Numerose le gare interrotte da blitz a sorpresa nel corso dei cinque anni di indagine che hanno sollevato il velo anche sul giro di scommesse che sta dietro alle corse e sui maltrattamenti subiti dagli animali. Nell’inchiesta finirono anche alcuni veterinari. Secondo l’accusa, c’era un’organizzazione dietro le competizioni clandestine di cavalli, ed ognuno aveva un ruolo c’era chi si dedicava all’acquisto dei cavalli, chi si occupava degli allenamenti. Numerose le gare interrotte dai blitz dei carabinieri che però non hanno fermato questo fenomeno.

Altra nota positiva, dei tempi che cambiano, Horse Angels si è recentemente costituita in un procedimento, sempre a Messina, per corse clandestine di cavalli. Articolo di riferimento. In passato avevamo tentato più volte di costituirci in Sicilia per corse clandestine di cavalli ed era sempre parso un ostacolo difficile da superare. Non più. Segno che i tempi stanno cambiando e che forse sarà possibile eradicare questo fenomeno dall'Italia. 
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