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Codice 92169370928

In riferimento all’operazione “Zikka”, nata da una lunga attività d’indagine, avviata dai Carabinieri di Messina, che ha evidenziato l’operatività di un gruppo criminale della zona sud della città di Messina, che organizzava corse clandestine di cavalli gestendo il collegato circuito delle scommesse illegali ed attuando altresì maltrattamenti sugli animali al punto da portare alla morte di un cavallo, Zikka, da cui ha preso il nome l’operazione, si è svolta il 6 febbraio 2018 l'apertura del procedimento giudiziario, Horse Angels e il Comune di Messina costituiti parte civile lesa in primo grado.

Grande la valenza sociale, culturale e morale di tali costituzioni visto che, oltre a trattarsi di fenomeni criminali che minacciano la convivenza civile e tolgono prestigio alla città di Messina e alla Sicilia intera, comportano sevizie per gli animali e il rischio di macellazione abusiva, che lede alla sanità pubblica.

Per Horse Angels l'avv. difensore, del Foro di Messina, è Maria Flavia Timbro.

PRIMO GRADO

Il primo grado si è concluso il 21 giugno 2018 con le condanne da 2 a 6 anni per i vari imputati. Le parti civili, il Comune di Messina e Horse Angels, entrambe risarcite per decisione del gup Mastroeni.

APPELLO

Il secondo grado si è concluso il 24 giugno 2019. In sette hanno patteggiato la pena, l'ottavo imputato usufruisce di uno “sconto”. Il patteggiamento esclude le parti civili, che non possono appellarsi alla sentenza, che con il paggeggiamento diventa definitiva.

Ecco il dettaglio delle “pene concordate” ratificate dal collegio di secondo grado presieduto dal giudice Alfredo Sicuro: Stello Margareci, 3 anni; Rosario Lo Re, Gabriele Maimone e Orlando Colicchia, un anno e 8 mesi; Gaetano Leo, un anno e 4 mesi; Antonino Caruso, un anno; Antonino Rizzo, 10 mesi e 40.000 euro di multa.

I giudici hanno poi rideterminato la pena per il solo Orazio Panarello, decidendo la condanna a un anno e 6 mesi di reclusione. A Lo Re, De Leo, Caruso, Maimone, Colicchia e Panarello è stata concessa la sospensione della pena, quindi non andranno in carcere.

I giudici hanno poi disposto la confisca e la vendita dei cavalli in sequestro e la restituzione agli aventi diritto delle stalle in sequestro.

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