Traduci

Italian English French Spanish

Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

Codice 92169370928

Condannati in definitiva gli affiliati a tre clan campani che dopavano e maltrattavano gli animali per le corse clandestine.

Nei piatti degli italiani carne "drogata": li mandavano al macello quando non servivano più, non erano di certo, infatti, detentori di equini da compagnia, per mantenerli fino a morte naturale.

"Se non si bombarda il cavallo non cammina" cft intercettazioni articolo "La Repubblica".

Pieni di droga nelle vene, fustigati e spronati oltre ogni possibilità, per correre su strada e realizzare guadagni illeciti tramite le scommesse clandestine, per questo e altri reati, tra i quali spicca l'estorsione, 39 imputati di tre clan camorristi: Di Domenico, Moccia e Marotta, sono stati condannati definitivamente in Cassazione.

Un'Odissea interminabile e orribile di corse clandestine e di estorsioni aggravate dal 416 bis.

Significativi alcuni passi delle intercettazioni: si utilizzava un cavallo che, se "non preparato", non vinceva nulla: "il cavallo..., si dice, quello ha quattro anni e se ne va, però quattro, cinquecento metri il barbiere gli fa uscire il sangue da tutte le parti..." - "Il cavallo di ********* se non lo bombardi...non cammina".

Nelle scuderie dei camorristi sono stati sequestrati farmaci ad effetto dopante e vietati e si è scoperto anche un giro di furti di medicinali che venivano usati sui cavalli impiegati nelle corse con la collaborazione di veterinari compiacenti.

L'associazione Horse Angels si è costituita solo per il reato sui cavalli (corse clandestine e maltrattamento). E' stata difesa in primo e secondo grado dall'avvocato Laura Mascolo del Foro di Napoli e in Cassazione dall'Avv. Prof. Francesco Vergine del Foro di Lecce.

Procedimento concluso - definitivamente - il 20 di giugno 2019 con pesante condanna di tutti gli imputati. Il reato più grave contestato è stata l'estorsione ai danni dei commercianti dove operavano i clan. Tantissime le costituzioni di parte civile in questo senso, tutte con ottenimento nominale del risarcimento.
Per quanto ci riguarda, non pensiamo di poter recuperare il risarcimento dai clan della camorra, ma siamo soddisfatti di aver chiuso il cerchio e aver ottenuto nominalmente una condanna tanto grande. Grazie magistratura per aver fatto la cosa giusta! Abbasso corse clandestine di cavalli su strada.

In riferimento all’operazione “Zikka”, nata da una lunga attività d’indagine, avviata dai Carabinieri di Messina, che ha evidenziato l’operatività di un gruppo criminale della zona sud della città di Messina, che organizzava corse clandestine di cavalli gestendo il collegato circuito delle scommesse illegali ed attuando altresì maltrattamenti sugli animali al punto da portare alla morte di un cavallo, Zikka, da cui ha preso il nome l’operazione, si è svolta il 6 febbraio 2018 l'apertura del procedimento giudiziario, Horse Angels e il Comune di Messina costituiti parte civile lesa in primo grado.

Grande la valenza sociale, culturale e morale di tali costituzioni visto che, oltre a trattarsi di fenomeni criminali che minacciano la convivenza civile e tolgono prestigio alla città di Messina e alla Sicilia intera, comportano sevizie per gli animali e il rischio di macellazione abusiva, che lede alla sanità pubblica.

Per Horse Angels l'avv. difensore, del Foro di Messina, è Maria Flavia Timbro.

PRIMO GRADO

Il primo grado si è concluso il 21 giugno 2018 con le condanne da 2 a 6 anni per i vari imputati. Le parti civili, il Comune di Messina e Horse Angels, entrambe risarcite per decisione del gup Mastroeni.

APPELLO

Il secondo grado si è concluso il 24 giugno 2019. In sette hanno patteggiato la pena, l'ottavo imputato usufruisce di uno “sconto”. Il patteggiamento esclude le parti civili, che non possono appellarsi alla sentenza, che con il paggeggiamento diventa definitiva.

Ecco il dettaglio delle “pene concordate” ratificate dal collegio di secondo grado presieduto dal giudice Alfredo Sicuro: Stello Margareci, 3 anni; Rosario Lo Re, Gabriele Maimone e Orlando Colicchia, un anno e 8 mesi; Gaetano Leo, un anno e 4 mesi; Antonino Caruso, un anno; Antonino Rizzo, 10 mesi e 40.000 euro di multa.

I giudici hanno poi rideterminato la pena per il solo Orazio Panarello, decidendo la condanna a un anno e 6 mesi di reclusione. A Lo Re, De Leo, Caruso, Maimone, Colicchia e Panarello è stata concessa la sospensione della pena, quindi non andranno in carcere.

I giudici hanno poi disposto la confisca e la vendita dei cavalli in sequestro e la restituzione agli aventi diritto delle stalle in sequestro.

Leggi anche del processo parallelo con il veterinario imputato

Ritornano le corse clandestine di cavalli ai piedi dell'Etna | VIDEO

Ritornano le corse clandestine di cavalli ai piedi dell'Etna, in provincia di Catania. 

Un nuovo video di una corsa clandestina di cavalli, avvenuta presumibilmente nella strada che da Misterbianco porta a Camporotondo, è stato condiviso da un utente sulla pagina Facebook e ha fatto il giro del web, provocando indignazione.

"Non pallate se non sapete le cose" si difendono di fronte alle critiche i promotori. Successivamente il video è stato rimosso.

A Catania, la città etnea, le corse clandestine di cavalli, in piena carreggiata e con il seguito di motorini, sembrano non conoscere crisi e potersi disputare anche in pieno giorno con il favore degli astanti.

Nel video è poi stata riconosciuta la scuderia "Testilignu", già coinvolta in passato in episodi di corse clandestine di cavalli su strada e dunque ben nota anche dalle forze dell'ordine.

Eppure, il fenomeno va avanti e anche la promozione delle corse - che sono reato - sui social.

Per l'Operazione Zikka, corse clandestine a Messina, rinviati a giudizio due altri imputati che a differenza degli altri non avevano scelto il rito abbreviato, tra di questi il veterinario, un palermitano che, secondo le accuse, si occupava della somministrazione agli animali di sostanze con effetti dopanti per aumentarne le prestazioni durante le competizioni illegali.

E' partito il dibattimento in primo grado questo 5 febbraio us.

Come nell'altro filone del processo, il Comune di Messina e Horse Angels si sono costituiti nuovamente parte civile.

Horse Angels ringrazia l'Avv. Maria Flavia Timbro del Foro di Messina, il proprio difensore nei due procedimenti sopra indicati.

Reggio Calabria. L’inchiesta Eracle ha svelato un clan di finti buttafuori che si occupavano di "proteggere" la movida a Reggio. All’interno dei lidi “gestiti” dalla cosca era permesso far girare stupefacenti. Scoperto anche un giro di corse clandestine di cavalli. 

I pm Sara Amerio e Walter Ignazzitto al termine della requisitoria al processo abbreviato Eracle, hanno chiesto la condanna di 28 imputati relati al Clan Condello.

In pratica il clan imponeva la protezione sui locali della movida cittadina, garantendosi anche un canale esclusivo per lo spaccio di droga ai giovani.

Attività che i rampolli del clan Condello alternavano alle corse clandestine dei cavalli e alle altrettanto clandestine scommesse sulle gare.

Per questo i magistrati hanno chiesto la condanna di Michele Panetta (15 anni), Fabio Caccamo (10 anni), Giuseppe E. Pecora (9 anni e 6 mesi) Basilio Cutrupi ( 9 anni), Luciano Baione (10 anni), Francesco Barbaro (8 anni), Enrico G. Barcella (12 anni), Nino Berlingeri (2 anni), Francesco A. Eneide (2 anni), Salvatore Falduto (14 anni di reclusione), Francesco Ferrante (16 anni), Fabio V. Minutolo (18 anni ), Andrea Morelli (20 anni) Cosimo Morelli (20 anni), Domenico Nucera (20 anni), Carmine Surace (2 anni e 4 mesi), Attilio Buontempone (9 anni), Francesco Condello (4 mesi), Paolo Cosoleto (6 mesi), Bruno Antonino Crucitti (1 anno), Mostafa Nkairi (10 anni), Fabio Puglisi (12 anni), Bruno Magazzù (4 anni), Giovanni Magazzù (12 anni), Egidio Morabito (6 mesi), Antonino Marino ( 6 mesi), Fabio Morelli (12 anni), Francesco Ferrara (9 anni).

L'indagine Eracle ha permesso di scoprire e documentare un giro di corse clandestine di cavalli gestito personalmente da Domenico Francesco Condello, figlio del superboss. I cavalli erano regolarmente dopati.

Per questo chi si occupava dei cavalli deve rispondere non solo di diversi episodi di maltrattamento nei confronti degli animali, ma anche di aver somministrato ai cavalli farmaci inadeguati, non necessari, e persino guasti e mal conservati pur di migliorarne le prestazioni durante le gare, che generalmente si svolgevano sul tratto cittadino della Gallico -Gambarie.

Attorno a quelle gare c’era un giro di scommesse clandestine, con puntate da capogiro. 


La vergogna dovrebbe scendere anche sugli idioti che sponsorizzano queste genere di cose scommettendo sulla pelle dei cavalli. Questo la dice lunga su come l'umanità sia più bestiale degli animali stessi, e di quanto ancora ci sia gente troglodita e abietta che pensa che scommettere sulla pelle di animali dopati e maltrattati, che poi finiscono quasi sicuramente al macello, costituendo anche macellazione abusiva e danno della salute pubblica, sia cosa divertente e interessante, da associare magari a serate di movida. 

Sei arrivato fino a qui, perché non sostenere il network?