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Il 5xmille a Horse Angels

Codice 92169370928

Risale al mese di novembre dello scorso anno l’avviso di conclusione delle indagini preliminari che i sostituti della Direzione distrettuale antimafia Maria Pellegrino e Liliana Todaro hanno inviato a una lunga lista di indagati (è di aprile invece la richiesta di rinvio a giudizio). Venti in tutto.

Si tratta di fatti che risalgono al 2013, e che probabilmente per qualche ragione sono rimasti fuori dalle principali inchieste di questi anni. Fatti che adesso però trovano lo sbocco processuale a novembre 2019.

A distanza di un anno i venti sottoposti ad indagine, sono stati rinviati a giudizio (il processo inizia oggi 7 novembre davanti la Prima Sezione Penale del Tribunale di Messina) per una storia divisa tra un’organizzazione che gestiva le corse clandestine di cavalli e una lunga serie di traffici di droga.

Con tre episodi specifici importanti, ovvero un incidente sul lavoro che sarebbe stato occultato (il 10 luglio 2013 l’indagato ‘Saro’ Buscemi avrebbe costretto il suo operaio M. D. M. infortunato all’interno del cantiere dello stesso Buscemi, impegnato nella costruzione di un lido balneare nel villaggio Pace, a non denunciare l’infortunio alle autorità competenti), un caso di corruzione elettorale alle amministrative del 2013, e un giro di smaltimento illecito di rifiuti speciali (per questo reato sono indagati Buscemi, Buda, De Benedetto e Bucolo. Secondo la Dda Buscemi, come titolare di un’impresa di costruzioni, si sarebbe avvalso di Buda come intermediario, Bucolo come dipendente e trasportatore, De Benedetto come compilatore ‘formulari attestanti falsamente lo sversamento dei rifiuti in siti autorizzati’. Dall’aprile al giugno 2013 cedevano (Buscemi), ricevevano, trasportava o comunque gestivano ingenti quantitativi di rifiuti di natura speciale’).

Ecco i nomi degli imputati:

Placido Bonna detto ‘Nino’ , Girolamo Stracuzzi, Alessandro Duca detto ‘Sandro’, Mario Rello, Marcello Fiore, Stefano Marchese, Giovanni Stracuzzi, Carmelo Prospero, Giuseppe Peschiera, Vittorio Marino, Rosario Buscemi detto ‘Saro’, Orazio Bucolo, Pasquale De Benedetto detto ‘Lino’, Rosario Vinci, Domenico Batessa, Francesco Turiano detto ‘Nino Testa’, Antonino Lisi detto ‘Tonino’, Giuseppa Brigandi’, Antonia Rizzo, Enrico Buda.

Processo “Febbre da cavallo” sulle corse clandestine in Puglia, arrivano 17 condanne e un’assoluzione.

Gli episodi contestati si sarebbero verificati in numerosi Comuni del centro e sud Salento, tra il marzo del 2011 e l’aprile dell’anno successivo.

Il collegio della seconda sezione collegiale, Presidente Fabrizio Malagnino, ha inflitto: 5 anni per Vincenzo Cosimo Astore 58 anni di Racale e Piero Alemanno 49 anni di Gallipoli; 4 anni e 9 mesi per Fabrizio Picca, 51 anni di Taviano, Salvatore Lezzi 66enne di Copertino e Giuseppe Luigi Olimpio 43 anni di Taviano. 4 anni per Salvatore Capone 54enne di Taurisano; 2 anni e 9 mesi per Filippo Schiavano, 35enne; 2 anni e 1 mese per Piero Alemanno 49 anni di Gallipoli; Claudio Dell’Anna 55enne di Nardò; Nicola Zuccaro 77enne anch’egli di Nardò; Cosimo Ilario Picca 47enne di Taviano; Ettore Manni 53 anni, di Taurisano e Quintino Tamborrini 58 anni di Neviano.

Il collegio giudicante ha confermato per tutti il reato di associazione a delinquere e organizzazione di scommesse clandestine. Invece, pur restando l’accusa di maltrattamenti di animali, è caduta l’aggravante di avere dopato i cavalli. E inoltre, è arrivata anche la condanna per invasione di terreni (riqualificato). Per quest’ultimo reato sono stati condannati anche Luigi Rausa 47enne di Scorrano a 4 mesi di reclusione e Amato Luciano De Luca 62 anni di Scorrano, a sei mesi (pena sospesa per entrambi).

Infine, sono stati condannati soltanto per maltrattamenti di animali (senza l’aggravante di avere dopato i cavalli): Cesare Gregorio Bruno 69 anni di Nardò, alla pena di 1 anno ed 8 mesi (sospesa); Amato Salvatore De Luca 65enne di Scorrano e Antonio Luigi Rinaldi 46 anni, alla pena di 2 anni e 4 mesi. Assoluzione, invece, per Vito Salvatore Seclì 53 anni, di Taurisano, per non aver commesso il fatto.

Gli imputati dovranno risarcire, in separata sede le parti civili: il Ministero della Salute e noi Horse Angels. I giudici hanno disposto la confisca dei cavalli.

La difesa di Horse Angels è stata affidata agli avvocati pugliesi Mario Ciardo del Foro di Bari e Fabio Campese del Foro di Lecce.

L’inchiesta

Gli imputati, secondo la tesi accusatoria dell’allora procuratore aggiunto Ennio Cillo titolare dell’inchiesta, avrebbero allestito un’associazione a delinquere per lo svolgimento illecito di corse di cavallo clandestine, su vari tracciati urbani che per l’occasione venivano interdette al traffico. La competizione, a cui prendevano parte “regolarmente” fantini e proprietari degli animali e che veniva filmata dalle telecamere, sarebbe stata preceduta da un’intensa attività di scommesse clandestine. Non solo, poiché i cavalli secondo l’accusa, venivano dopati con sostanze eccitanti.

Gli episodi contestati si sarebbero verificati in numerosi Comuni del centro e sud Salento, tra il marzo del 2011 e laprile dellanno successivo.

L’inchiesta prese il via dalle indagini condotte dagli agenti di polizia e dal Corpo Forestale che fecero irruzione in una pista abusiva a Scorrano, dove era in corso una competizione clandestina con cinque cavalli da trotto. In seguito a quest’operazione, scattò il sequestro preventivo urgente della struttura e degli equini.

In riferimento all’operazione “Zikka”, nata da una lunga attività d’indagine, avviata dai Carabinieri di Messina, che ha evidenziato l’operatività di un gruppo criminale della zona sud della città di Messina, che organizzava corse clandestine di cavalli gestendo il collegato circuito delle scommesse illegali ed attuando altresì maltrattamenti sugli animali al punto da portare alla morte di un cavallo, Zikka, da cui ha preso il nome l’operazione, si è svolta il 6 febbraio 2018 l'apertura del procedimento giudiziario, Horse Angels e il Comune di Messina costituiti parte civile lesa in primo grado.

Grande la valenza sociale, culturale e morale di tali costituzioni visto che, oltre a trattarsi di fenomeni criminali che minacciano la convivenza civile e tolgono prestigio alla città di Messina e alla Sicilia intera, comportano sevizie per gli animali e il rischio di macellazione abusiva, che lede alla sanità pubblica.

Per Horse Angels l'avv. difensore, del Foro di Messina, è Maria Flavia Timbro.

PRIMO GRADO

Il primo grado si è concluso il 21 giugno 2018 con le condanne da 2 a 6 anni per i vari imputati. Le parti civili, il Comune di Messina e Horse Angels, entrambe risarcite per decisione del gup Mastroeni.

APPELLO

Il secondo grado si è concluso il 24 giugno 2019. In sette hanno patteggiato la pena, l'ottavo imputato usufruisce di uno “sconto”. Il patteggiamento esclude le parti civili, che non possono appellarsi alla sentenza, che con il paggeggiamento diventa definitiva.

Ecco il dettaglio delle “pene concordate” ratificate dal collegio di secondo grado presieduto dal giudice Alfredo Sicuro: Stello Margareci, 3 anni; Rosario Lo Re, Gabriele Maimone e Orlando Colicchia, un anno e 8 mesi; Gaetano Leo, un anno e 4 mesi; Antonino Caruso, un anno; Antonino Rizzo, 10 mesi e 40.000 euro di multa.

I giudici hanno poi rideterminato la pena per il solo Orazio Panarello, decidendo la condanna a un anno e 6 mesi di reclusione. A Lo Re, De Leo, Caruso, Maimone, Colicchia e Panarello è stata concessa la sospensione della pena, quindi non andranno in carcere.

I giudici hanno poi disposto la confisca e la vendita dei cavalli in sequestro e la restituzione agli aventi diritto delle stalle in sequestro.

Leggi anche del processo parallelo con il veterinario imputato

Condannati in definitiva gli affiliati a tre clan campani che dopavano e maltrattavano gli animali per le corse clandestine.

Nei piatti degli italiani carne "drogata": li mandavano al macello quando non servivano più, non erano di certo, infatti, detentori di equini da compagnia, per mantenerli fino a morte naturale.

"Se non si bombarda il cavallo non cammina" cft intercettazioni articolo "La Repubblica".

Pieni di droga nelle vene, fustigati e spronati oltre ogni possibilità, per correre su strada e realizzare guadagni illeciti tramite le scommesse clandestine, per questo e altri reati, tra i quali spicca l'estorsione, 39 imputati di tre clan camorristi: Di Domenico, Moccia e Marotta, sono stati condannati definitivamente in Cassazione.

Un'Odissea interminabile e orribile di corse clandestine e di estorsioni aggravate dal 416 bis.

Significativi alcuni passi delle intercettazioni: si utilizzava un cavallo che, se "non preparato", non vinceva nulla: "il cavallo..., si dice, quello ha quattro anni e se ne va, però quattro, cinquecento metri il barbiere gli fa uscire il sangue da tutte le parti..." - "Il cavallo di ********* se non lo bombardi...non cammina".

Nelle scuderie dei camorristi sono stati sequestrati farmaci ad effetto dopante e vietati e si è scoperto anche un giro di furti di medicinali che venivano usati sui cavalli impiegati nelle corse con la collaborazione di veterinari compiacenti.

L'associazione Horse Angels si è costituita solo per il reato sui cavalli (corse clandestine e maltrattamento). E' stata difesa in primo e secondo grado dall'avvocato Laura Mascolo del Foro di Napoli e in Cassazione dall'Avv. Prof. Francesco Vergine del Foro di Lecce.

Procedimento concluso - definitivamente - il 20 di giugno 2019 con pesante condanna di tutti gli imputati. Il reato più grave contestato è stata l'estorsione ai danni dei commercianti dove operavano i clan. Tantissime le costituzioni di parte civile in questo senso, tutte con ottenimento nominale del risarcimento.
Per quanto ci riguarda, non pensiamo di poter recuperare il risarcimento dai clan della camorra, ma siamo soddisfatti di aver chiuso il cerchio e aver ottenuto nominalmente una condanna tanto grande. Grazie magistratura per aver fatto la cosa giusta! Abbasso corse clandestine di cavalli su strada.

I Carabinieri della Stazione di Nicolosi, in provincia di Catania, hanno denunciato un pregiudicato catanese di 32 anni, poiché ritenuto responsabile di maltrattamenti nei confronti di animali.

I militari, impegnati in un servizio finalizzato al contrasto del fenomeno delle corse clandestine di cavalli su strada, all’altezza del Km 6 della S.S. 92, hanno bloccato l’uomo mentre conduceva il calesse trainato da un cavallo purosangue inglese di due anni e mezzo.

Sul posto è intervenuto il personale dell’ufficio di veterinaria dell’A.S.P. di Gravina di Catania, che ha inoltre accertato un problema polmonare al cavallo che rende più grave il profilo di maltrattamento per inidoneità a partecipare a gare. E' stata accertata anche l'omessa trascrizione del passaggio di proprietà, nonché delle violazioni riguardanti la mancata profilassi sulle malattie infettive.

Il cavallo è stato sequestrato per le motivazioni di cui sopra.

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