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Il 5xmille a Horse Angels

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Al Ministero della Giustizia,

ci rivolgiamo a lei perché favorisca una commissione allo scopo di emendare, nelle more di una nuova legge per la tutela animale, l'esistente, al fine di tutelare meglio gli equini, e altri animali, sottoposti a misure di sequestro e confisca per maltrattamento.

Premesso che:

  • per gli equidi sequestrati e affidati alle associazioni di tutela dedicate, riconosciute con apposito decreto ministeriale, non vi è prassi di rimborso spese di giustizia in deroga a quanto prevederebbe la l.189/04, per mancanza di fondi all'uopo, che dovrebbero derivare dalle contravvenzioni per inadeguata gestione/maltrattamento animale;
  • che la maggior parte degli equidi, e altri animali, sia sotto sequestro che arrivati a confisca definitiva, non vive in rifugi, ma è assegnato a privati che sperano di essere riconosciuti proprietari, in caso di confisca, in quanto hanno mantenuto gli animali per tutto l'iter processuale a proprie spese;
  • che non vi è ancora alcun provvedimento per regolamentare con anagrafe gli equidi “già arrivati a confisca definitiva”;
  • appurato che da anni le associazioni che si occupano di sequestri di cavalli chiedono una regolamentazione che consenta loro di iscrivere in qualità di proprietari gli adottanti degli equidi solo assegnati e già arrivati a confisca definitiva nell’ anagrafe degli equidi;
  • ritenuto che non è più rinviabile l’adozione da parte del Governo di un Piano nazionale di azione che preveda il riconoscimento del ruolo sussidiario dell’accoglienza di privati, selezionati e vigilati dalle associazioni riconosciute tramite decreto, per l’affidamento di equini, o altri animali, da sequestro e confisca;

Rilevato che un provvedimento come sopra consentirebbe di colmare un grave vuoto normativo e dare un futuro più certo agli animali affidati e alle associazioni che si occupano di selezionare e mediare con tali affidatari per le pratiche burocratiche, la vigilanza, quanto altro in merito;

Si interroga il Ministro della Giustizia su quali azioni intenda intraprendere per colmare questo vuoto normativo e nel contempo lo si invita a procedere all’identificazione di strutture operative territoriali riconosciute per l’affido degli equidi da sequestro, con conseguente sostegno economico alle strutture, derivante dalle sanzioni pecuniarie di cui già alla legge 20 luglio 2004, n. 189.

LA SITUAZIONE ESISTENTE e dettaglio normativa:

  • Con l’atto del sequestro e della successiva confisca vi è la materiale acquisizione degli animali vivi da parte dello Stato che ne comporta, innegabilmente, la loro iscrizione, anche nel caso di animali domestici, nel Patrimonio dello Stato, che quindi si trova ad acquisire un “bene” sui generis, in quanto essere vivente senziente, di difficile ed impegnativa gestione ma a cui non può negare un futuro e il benessere, garantendogli pertanto tali diritti. E’ indiscutibile che la complessità della materia e il fatto che vi siano in gioco le vite di tanti cavalli, e altri animali, già barbaramente sottratti ai loro ambienti naturali o detenuti irresponsabilmente e privati dei loro minimi diritti, deve far considerare e reputare improcrastinabile arrivare a disporre di un Piano nazionale di gestione per tutti quegli equini sequestrati e, in particolare, per tutti quelli definitivamente confiscati dall’Autorità Giudiziaria.

  • Ancora oggi accade che gli animali, una volta posti sotto sequestro, per assenza di strutture di accoglienza siano lasciati agli indagati. Mancano inoltre protocolli condivisi tra gli operatori del settore, in particolare Forze di Polizia, Servizi Veterinari pubblici e Magistratura, nella questione inerente il sequestro di equidi, o altri animali, la loro gestione e, tramite le Associazioni che sono spesso individuate quali custodi giudiziari, l’affido in famiglia.

  • L’accoglienza di animali sequestrati e/o confiscati in famiglia è possibile in larga parte grazie alle associazioni di volontariato e ai loro sostenitori.

  • Occorrono strumenti normativi univoci che chiariscano che la destinazione degli equidi oggetto di sequestri e confische che deve essere in linea con le loro esigenze etologiche e non può certamente essere uguale o addirittura peggiorativa delle condizioni illegali alle quali sono stati sottratti. Infine, è necessario che tali provvedimenti (sequestri e/o confische) siano svincolati da processi che possono durare anche dieci e più anni e con esiti imprevedibili (ad esempio, prescrizione) per la sorte degli animali che, in quanto esseri senzienti, costruiscono relazioni affettive con persone e luoghi e dovrebbero pertanto essere rapidamente sottratti da tali incertezze. Non ultimo, tale esigenza va anche incontro alla naturale condizione degli esseri viventi (passibile di malattie, incidenti, morte) che, in quanto tali, sono inevitabilmente riconducibili alla categoria giuridica dei cosiddetti “beni facilmente deperibili”, che andrebbero in ogni caso svincolati dall’iter processuale (tramite deposito cauzionale e cessione definitiva degli animali oggetto di sequestro).

  • il ruolo che Onlus ed Enti morali svolgono avviene in regime di sussidiarietà rispetto alle Amministrazioni pubbliche (Stato, Regioni, Province) che hanno le competenze, l’onere e le responsabilità giuridiche di prestare soccorso e riabilitare gli animali oggetto di sequestro o confisca.

Il provvedimento nel dettaglio dovrebbe:

- Approvare una modifica, il divieto di messa all’asta degli equidi arrivati a confisca e mantenuti in esclusiva da privati per tutto il periodo del sequestro.

- Inserire strumenti normativi univoci che garantiscano, nel caso della necessità di togliere gli animali all’indagato, e di darli a privati che li mantengano, li svincolino dai processi che possono durare anche più di dieci anni (per esempio, deposito cauzionale per cessione definitiva degli animali) e con esiti imprevedibili (ad esempio, prescrizione).

- Dare modo agli equidi sequestrati e affidati a terzi di avere di diritto un libretto identificativo che permetta loro una più corretta tracciabilità sia di movimentazione che di ricettazione farmacologica, perché spesso i libretti originari sono trattenuti dalla autorità che ha fatto il sequestro, di fatto privando l’equide di un documento riconoscitivo che serve all’animale per la registrazione corretta dei farmaci e per avere una vita dignitosa e significativa.

- Se non si è potuto provvedere alla confisca immediata in quanto beni deperibili, permettere almeno l’acquisizione della proprietà dell’equide da parte dei custodi giudiziari a confisca dell’animale, previa sottoscrizione di una dichiarazione di volontà di possesso e ri-verifica, da parte delle associazioni riconosciute, dell’idoneità alla custodia e alla cura a tempo indeterminato dell’equino arrivato a confisca definitiva.

 In attesa di riscontro,

Horse Angels ODV

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