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La Kusner su Aberali bitless

Equitazione Naturale: il sistema italiano di Caprilli applicato nel mondo

L'Atleta in sella bene impostato asseconda maggiormente il cavallo nell'espressione del suo massimo gesto atletico; ed alla lunga vince di più

BIOPIC: Kathy Kusner: Stati Uniti • classe 1940 • Atleta-amazzone di Salto ostacoli

Kathy Kusner nasce a Gainesville in Florida il 21 marzo 1940. - Figlia di un pilota della Air Force (ha conseguito lei stessa, nel tempo, il brevetto di pilota civile) e di una insegnante elementare; campionessa esemplare di stile e tecnica e medaglia olimpica, per 12 anni membro del team USA di salto ostacoli, oggi 78enne, tiene stage e clinic di equitazione in tutto il mondo.

Le amazzoni campionesse esemplari per stile e tecnica, approdate ai massimi livelli mondiali si contano sulle dita di una mano; ed ancor meno sono quelle divenute tali nella piena applicazione del sistema di equitazione naturale ideato da Federico Caprilli. Kathy Kusner, a buon diritto ed a pieno titolo, può essere annoverata tra queste; come dimostrano ancor oggi le foto che la riguardano e ritraggono su ostacoli di oltre 2 metri altezza in perfetto stile per postura, assetto, leggerezza, equilibrio sulle staffe, ceduta piena, contatto con un filo di redini.

Atleti in sella (cavalieri o amazzoni) che montano bene su percorsi con ostacoli di media entità, seppur in minoranza, se ne trovano; ma sono rari quelli in grado di farlo correttamente sulle massime altezze e rarissimi, autentiche “mosche bianche”, quelli stilisticamente e tecnicamente perfetti (corretti sarebbe già sufficiente) o quasi su ostacoli e categorie tipo “sei barriere” e/o di potenza in elevazione.

Il rispetto totale di ogni equilibrio psico fisico dell'atleta-cavallo richiede un “Atleta in sella” che sia veramente tale e bene impostato; poiché unicamente un “Atleta” con perfetta impostazione in sella ed equilibrato sulle staffe può, alla lunga, vincere di più; essendo perfettamente in grado di prendere il meglio, assecondandolo, dal proprio partner: ottenendo il massimo possibile dal “primario atleta sotto la sella”.
La fermezza e flessibilità in sella, l'aderenza del ginocchio, l'inforcatura dinamica, la distribuzione e lo scarico dei pesi, l'uso della staffa, la leggerezza nell'assecondare il movimento ed il gesto atletico del cavallo, unite alla sensibilità ed indipendenza di busto, braccia e mano per un contatto elastico tramite “un filo di redini” con la bocca del cavallo, sono doti derivanti, direttamente, dalla "atleticità”, dall'impostazione e dalle capacità acquisite da chi è posizionato in sella. L'impostazione in sella è tutto.
La propriocezione va stimolata ed acquisita. L'assetto è equilibrio consapevole ed acquisito da chi sta in sella; l'equilibrio è stile e lo stile è tecnica funzionale all'ottenimento della massima prestazione atletica del binomio e particolarmente dell'atleta primario posizionato sotto la sella di chi, responsabilmente, lo conduce e guida.

Le foto di Kathy Kusner esprimono tutto ciò.
Le foto su Aberali, condotto senza imboccatura, con un filo di redini, in equilibrio sulle staffe, ginocchia ferme e ceduta totale, sono esemplari.

Montar bene non è un optional.
• Montar bene si deve e si può e deve essere l'obiettivo primario di un grande atleta in sella; che in primis si preoccupa del benessere e del totale rispetto del suo partner.
• Vincere ad alto livello, ad esempio un Gran Premio, montando male, ed a scapito dell'atleta-primario del binomio, non è accettabile sportivamente.

Un Atleta degno di tale appellativo deve saper montar bene ed essere in grado di dimostrarlo con evidenza ogni volta che entra in campo gara:
• non può e non deve uscire dalla sella e precipitare malamente sul cavallo in parabola discendente, cianconandolo dolorosamente, unicamente perché non è in grado di utilizzare le staffe, di mantenere il ginocchio in sede sul quartiere, alleggerendosi e cedendo con braccio e avambraccio quanto basta, in linea con la bocca del cavallo; che in tal modo e solo se ceduto, potrà utilizzare il suo “bilanciere” (testa collo) effettuando la giusta parabola, ed impiegando così tutti i suoi potenti mezzi naturali.
Raro vedere oggi, anche ad alti livelli, l'assecondamento totale, una ceduta davvero completa o assetti esemplari in sella (le foto le prove sono a disposizione di tutti. I video visionati al rallentatore parlano da sé).

In ciò la Kusner è esemplare. Può essere portata ad esempio a chiunque, giovane allievo o atleta formato che sia. Le sue foto non necessitano di commenti. Ciò che ha vinto in carriera (che non è poco) lo ha vinto montando bene, rispettando i i suoi cavalli-parter.

Campionessa del team USA all'epoca in cui ne era Direttore Tecnico (coach) Bertalan de Némethy (1911-2002), un ufficiale di cavalleria ungherese naturalizzato americano sul finire del secondo conflitto mondiale ed allievo nella sua terra d'origine e negli anni 30 del '900 di Francesco Amalfi (inviato in Ungheria dal regime italiano dell'epoca), del quale ne assorbe gli insegnamenti, basilarmente impostati ai principi caprilliani di assetto e stile funzionale al totale assecondamento del gesto atletico del cavallo.

La Kusner si era rivelata al grande pubblico degli appassionati di equitazione degli Stati Uniti nel 1958, all'età di 18 anni, acquisendo grande popolarità per aver realizzato il record di elevazione tra le amazzoni. Un primato ed un talento stilistico apprezzato dai tecnici del settore, che, nel 1962, quando aveva 22 anni, la chiamarono a far parte del team statunitense di salto ostacoli.
Partecipò così ai Giochi Olimpici di Tokyo nel 1964 e di Monaco nel 1972, dove vinse la medaglia d'argento di squadra. Fu seconda nel Campionato del Mondo a Hickstead, nel 1965, in sella a Untouchable e vinse il Campionato d'Europa nel 1967 a Rotterdam, con Untouchable e Aberali.

Aberali 1966 Piazza di Siena

C.H.I.O. DI PIAZZA DI SIENA MAGGIO 1966
ABERALI E STEFANO ANGIONI 1° POSTO NELLA "VINCITORI"

Finché gareggiò fu esemplare dimostrazione di stile che diviene tecnica funzionale alla massima prestazione sportiva. Particolarmente, ma non solo, col grigio Aberali, un cavallo in precedenza di proprietà di Angioni ed acquistato in Italia; montato da entrambi senza imboccatura ed esemplarmente dalla Kusner per anni ai vertici mondiali su percorsi ed ostacoli di grande levatura.

La tutela del benessere del cavallo sportivo ed atleta è innanzitutto e primariamente da attuare in ambito sportivo e tecnico. L'etica sportiva e la buona tecnica equestre e naturale, tutela di fatto il cavallo ed evita ed esclude tecniche e sistemi inappropriati o dannosi alla salute psico-fisica. Montar bene e correttamente, con stile e tecnica, senza imboccature pesanti o strumenti coercitivi, è il primo segnale visibile e giudicabile di rispetto e tutela del cavallo.

• Montar bene, dunque, si può e si deve, soprattutto ai massimi livelli, ai quali non vi è ragione di presentarsi se non esemplarmente al meglio, da atleti e sportivi responsabili, rispettosi, e davvero capaci.
Ed il giudizio di tali capacità ed imprese sportive non deve essere lasciato a pochi; ma ai molti, privi di interesse di parte e/o economici, resi capaci di giudicare in proprio e nell'interesse esclusivo dello sport più autentico, nel totale rispetto fisico, psichico e tecnico di entrambi gli atleti che compongono il binomio sportivo equestre; primo tra tutti l'atleta più autentico e generoso, ma privo di parola: il cavallo.

Nella galleria immagini sotto il profilo autore, alcune foto dell'amazzone che mettono in evidenza:

  • "assecondamento e rispetto di tutti gli equilibri naturali del cavallo" sul salto
  • peso distribuito sulle staffe e non sul dorso
  • cessione completa con un filo di redini
  • libertà di utilizzo da parte del cavallo del SUO "bilanciere" (testa collo) in parabola sul salto

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