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“Solo l'amore mi interessa, e sono in contatto solo con le cose che parlano d'amore intorno a me”.

Marc Chagall

L'artista nomade tra circo e arte

Nato in Bielorussia a Vitebsk, il 7 luglio 1887 e morto in Francia a Saint-Paul-de-Vence, 28 marzo 1985, Chagall è stato un pittore bielorusso naturalizzato francese che amava dipingere un mondo immaginario, intriso anche di animali e di arti circensi con i cavalli. 

l mondo spirituale di Chagall viene abitualmente collegato all'hassidismo, quel movimento religioso molto diffuso nel mondo ebraico dell'Europa centrale che, a partire dal Seicento, aveva cercato di riformare il giudaismo ufficiale. Esso puntava più sull'esperienza mistico-irrazionale, che sulla semplice osservanza dei precetti religiosi. Alla base dell'hassidismo c'era cioè una spiritualità che valorizzava tutti gli aspetti della vita quotidiana, considerati come una manifestazione divina. Parlando con il popolo, i predicatori hassidici non ricorrevano soltanto alle citazioni dotte tratte dalla retorica talmudica, ma anche alla narrazione popolare dei fatti, mescolando il sacro e il profano, il reale e l'immaginario.

Chagall viaggiò tanto nel corso della sua vita ed ebbe più mogli, conoscendo ancora in vita un apprezzamento vasto del pubblico alla sua arte.  Questo perché dipinse usando l'immaginazione, non la vista:  “Bisogna lavorare sul quadro pensando che qualcosa della propria anima entrerà a farne parte e gli darà sostanza. Un quadro deve fiorire come qualcosa di vivo. Deve afferrare qualcosa di inafferrabile: il fascino e il profondo significato di quello che ci sta a cuore”

Rimase sempre lontano da ogni pretesa accademica, privilegiando l'indipendenza e autonomia del proprio pensiero e opera. Seppe così fare una sintesi originale tra le proposte avanguardiste e la propria concezione del fare arte: “Lo stile non è importante. Esprimersi lo è. La pittura deve avere un contenuto psicologico. Io stronco sul nascere ogni mio impulso decorativo. Attenuo il bianco, amalgamo il blu con mille pensieri. La psiche deve trovare la propria via nei dipinti”. 

Nei suoi lavori si ispirò alla vita popolare della Russia, all’amore e al circo: “Per me il circo è uno spettacolo magico che passa e scompare come un mondo. I clown, le cavallerizze, gli acrobati fanno parte del mio immaginario perché i loro colori e le loro maschere mi trasportano verso altre deformazioni psichiche che sogno di dipingere”

Chagall e il simbolismo del cavallo

I temi più cari a Chagall erano tratti dalla natura e dal folklore ebraico legato alla sua terra natale. Era particolarmente appassionato dai simboli di fiori e di animali.

Il cavallo è molto ricorrente nei dipinti dell'artista che ne dà una rappresentazione duale.

Nell'epoca in cui Chagall viveva, i cavalli erano per lo più animali da lavoro, aravano campi e tiravano carrozze e carri. Quasi ogni dipinto con un cavallo sembra ritrarre forza, sostegno, impegno e fedeltà di coppia, specialmente il cavallo da tiro nei quadri di Chagall sembra collegato al concetto di famiglia e al sacrificio di tenerla insieme.

Quasi in contrapposizione, ci sono poi i cavalli circensi nei quadri di Chagall, che possono rappresentare la libertà nomadica cui anche Chagall era attratto e la sessualità non vincolata dalla concezione morale dell'epoca, cui probabilmente era ugualmente sensibile.