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Capita che i cavalli presentino un’opacità diffusa della cornea, non è di buon auspicio, il cosiddetto “mal della luna”, chiamato così perché l'occhio diventa opaco e traslucido, può essere una patologia subdola

Il nome volgare cela anche il fatto che si tratti di un disturbo ricorrente, periodico, che sembra andare e venire, come i cicli lunari. 

Il termine medico che definisce questa problematica è oftalmia periodica o uveite ricorrente e si presenta inizialmente monolaterale (localizzata in un solo occhio) come una congiuntivite sierosa, con edema della congiuntiva e della cornea, forte lacrimazione, fotofobia (riluttanza a tenere gli occhi aperti alla luce del sole). Il cavallo si presenta giù di morale, può avere la febbre e un conseguente appetito ridotto.

Purtroppo la patologia, se non riconosciuta e trattata correttamente per tempo (e alle volte anche quando l'intervento è stato consono e solerte) tende a recidivare e ad aggravarsi nel tempo, potendo interessare entrambi gli occhi, con esiti che possono essere tanto severi quanto la cecità parziale o totale, da un'occhio e nel tempo da entrambi.

Questo succede se la cornea diventa sempre più opaca e spessa, con lesioni della retina.

Le cause

Le cause della patologia non sono ancora del tutto accertate ma alcuni credono che la malattia sia in relazione con la Leptospirosi, un'infezione trasmessa da urina animale o acqua che la contiene e che entra in contatto con abrasioni o tagli sulla pelle, occhi, bocca, altre mucose. Spesso a trasmettere l'infezione sono i roditori.

Altri suppongono che la malattia della luna sia collegata ad alcune forme di microfilaria che s’infiltrano nell’occhio e sono trasmesse dalle zanzare.

Altri ancora credono che la malattia sia dovuta a una scarsa igiene delle stalle.

Una volta che la malattia si manifesta, prima si ricorre al veterinario specialista in malattie oftalmiche dell'occhio del cavallo, meglio è per scongiurare il mal della luna insidioso, cioè quello ricorrente e peggiorativo negli anni. 

La cura

Innanzitutto il veterinario deve cercare di capire la causa, per questo sarebbe buona norma ricorrere immediatamente a uno specialista. Come in umana, se si ha un problema di vista non si va dal medico della mutua, se il cavallo ha un problema agli occhi, lo specialista è meglio del veterinario ippiatra generalista.

La diagnosi infatti richiede esami approfonditi con strumenti e tecniche che non tutti hanno. Prima di intraprendere una terapia con corticosteroidi è necessaria una diagnosi che escluda ulcere corneali. Solo una volta che è stata identificata la causa scatenante, sempre che sia possibile risalirvi, il trattamento mira ad isolare gli agenti scatenanti, quindi a rimuovere le cause. Solo un veterinario ippiatra che ha seguito molti casi di problemi agli occhi può avere la speranza di identificare correttamente la causa e improntare da subito la miglior cura relativa per sperare di debellare il problema. 

Lo scopo della terapia è preservare la vista del cavallo, riducendo e controllando l'infiammazione e scongiurando il danno permanente della vista.

Da ciò ne consegue che:

  • La tempestività,
  • la correttezza della diagnosi,
  • l'adeguatezza nella terapia,

sono le variabili fondamentali per rallentare o bloccare il decorso della malattia.

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