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La febbre da Nilo occidentale (West Nile) si trasmette interspecie attraverso le punture delle zanzare che fungono da vettore. 

L'infezione tende a colpire il cavallo e l'essere umano.

Il virus viaggia attraverso la circolazione sanguigna fino a raggiungere il cervello e il midollo spinale, provocando un'infiammazione con sintomi neurologici gravi e potenzialmente fatali per i cavalli.

Originatosi in Africa molti anni fa, il virus si è diffuso in tutto il mondo, debilitando migliaia di cavalli, con un notevole tasso di mortalità per via delle cure costose e poco praticate, ma anche del fatto che la malattia andrebbe presa per tempo, riconoscendo immediatamente i sintomi, prima magari della fase acuta, e non è così semplice che ciò succeda. 

Il virus si trasmette solo dalle punture delle zanzare, che fungono da vettori di volatili infetti. La trasmissione non avvine mediante contatto da cavallo a cavallo, da persona a cavallo o da cavallo a persona.

Sintomatologia: Febbre, spossatezza, dolori muscolari, nausea, vomito, malessere generale con perdita di appetito, letargia, calo della vista, che possono durare da pochi giorni ad alcune settimane. Nei casi più gravi sorgono sintomi neurologici. Pressione contro gli oggetti con la testa o testa inclinata. L'animale cammina in modo insicuro o tende ad inciampare. Debolezza o contrazioni muscolari. L'animale vaga o cammina in cerchio senza uno scopo apparente. Paralisi parziale. Incapacità di alzarsi senza assistenza. Convulsioni. Coma.

Soggetti più a rischio di contrarre la malattia in modo acuto: cavalli anziani o già debilitati da malattia.

Diagnosi: richiede prelievo ematico ed esame di laboratorio.

Trattamento: non semplice perché la malattia andrebbe riconosciuta dai primi sintomi, in fase acuta il cavallo potrebbe morire in poche ore. Inoltre, potrebbe essere richiesto come trattamento ottimale il ricovero in clinica se la sintomatologia è grave, e pochi proprietari sono in grado o volenterosi di sopportare tale costo. La guarigione può richiedere diversi mesi e se anche il cavallo sopravvive all''encefalite, se questa si era manifestata in modo grave, può comunque riportare danni permanenti al sistema nervoso centrale. Non tutti i proprietari sarebbero d'accordo a rischiare di spendere molti soldi per tentare di curare un cavallo che potrebbe rimanere comunque disabile. 

Prevenzione: La vaccinazione del cavallo e il controllo parassitario sono entrambi fattori importanti per la prevenzione della malattia.

Vaccinazione: La vaccinazione è in grado di ridurre il rischio di contrazione della virulenza. Per proteggere gli animali da questa malattia, il programma di vaccinazione dovrebbe essere completato prima della stagione delle zanzare.

Zone a rischio: La vaccinazione è raccomandata specialmente nelle zone a rischio, quelle paludose, con canneti, risaie, acque stagnanti.

Controllo parassitario:

Per quanto riguarda le larve nei seguenti modi: 

  • Cambiare l'acqua degli abbeveratoi frequentemente, possibilmente tutti i giorni.
  • Rimuovere i contenitori (pneumatici, vecchi secchi per il mangime) dove potrebbe accumularsi l'acqua stagnante e tenere il più possibile pulito tutto l'ambiente dove vivono i cavalli. 
  • Pulire e rimuovere regolarmente i detriti dalle grondaie, per evitare che vi si accumuli l'acqua. 
  • Evitare che si formino sacche di acque stagnanti. 

Per le zanzare adulte:

  • Tenere i cavalli all'interno delle stalle quando le zanzare sono più attive, all'alba e tramonto. 
  • Spegnere le luci di notte, in modo da non attirare le zanzare.
  • Montare delle zanzariere sulle finestre delle stalle.
  • Usare prodotti repellenti sul mantello dei cavalli per allontanare le zanzare, o utilizzare cattura zanzare o allontana zanzare nell'ambiente in cui stabulano i cavalli.