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Gli equini sono erbivori pascolanti in natura. Tra di essi, i "rustici", come pony e asini, possono agevolmente nutrirsi solo ad erba, laddove razze più delicate, allevate appositamente dall'uomo per impieghi specifici di tipo agonistico, potrebbero necessitare di integrazione, anche avendo molta erba a disposizione ove pascolare.

Gli equini rustici hanno denti adatti alla masticazione di fibre vegetali grossolane e un sistema digestivo calibrato per estrarre in modo efficiente nutrienti ed energia dalle essenze erbose mangiate, anche su un pascolo minimale. 

Altri cavalli, hanno esigenze nutrizionali più complesse, specialmente se devono dare un rendimento sportivo, e per loro un pascolo povero, minimalista, potrebbe non bastare ad apportare tutti i nutrienti necessari per una massa muscolare vigorosa e tonica. 

Quindi, pascolo sufficiente o meno, dipende dal tipo di cavallo di cui si dispone e dal lavoro che gli si chiede. E dipende anche dal tipo di pascolo, se minimalista, oppure sufficientemente grande e curato, alle giuste latitudini, per presentare erba tutto l'anno.

Erba e sostanze nutritive

In un pascolo di qualità i cavalli dovrebbero essere in grado di ottenere tutti i nutrienti di cui hanno bisogno. Purtroppo, sono ben pochi i proprietari di cavalli in grado di fornire ai loro animali un pascolo di qualità.

Il sovrasfruttamento del suolo, causato da sovraffollamento di equini, la siccità o al suo opposto il congelamento (mali stagionali), la cattiva gestione, il suolo povero, sono tutti fattori che influiscono negativamente sulla qualità dell'erba e quindi sulla possibilità per i cavalli di nutrirsi di solo pascolo, quando questo è delimitato e non, all'opposto, infinito.

Alcune di queste condizioni avverse possono essere compensate migliorando la gestione del pascolo, ad esempio con un sistema di rotazione dei cavalli nei recinti e di aerazione e risemina sui prati impoveriti.

La terra compattata per l'eccesso di calpestio di cavalli, non fa infatti drenare bene l'acqua e impedisce il radicamento di nuove essenze erbose seminate. Con una buona cura del suolo si otterrà:

  • più drenaggio dell'acqua, quindi più ossigeno e nutrienti
  • migliore sviluppo delle radici
  • come risultato finale: un pascolo più sano e più bello

Ma anche con le migliori cure, se il terreno non è sufficiente, ci sarà bisogno di integrazione almeno di fieno, se non di granaglie, per una parte dell'anno. 

Quando integrare

La questione è semplice, basta osservare le condizioni dei cavalli e intervenire quando l'erba cala, alle prime avvisaglie di perdita di peso degli equini.

Il sovraffollamento

Chi alleva cavalli tende spesso a strafare. Quindi ad avere molti cavalli su poco terreno. Per evitare il sovrasfruttamento del suolo, occorre limitare il numero di cavalli per pascolo. La rotazione dei cavalli in recinti delimitati è una delle misure di razionamento che permette il recupero dei fondi impoveriti dall'eccesso di pascolo e la loro risemina.

I cavalli, a differenza di altri animali pascolanti, riducono l'erba fino al livello del suolo, il che significa che in condizioni calde e secche, l'erba può bruciare e asciugarsi prima che abbia la possibilità di ricrescere. Molti cavalli, tenuti su un terreno sottodimensionato rispetto alle esigenze del branco, porteranno inevitabilmente, e in tempi molto rapidi, a un terreno compattato, dove sarà difficile che cresca erba buona. A quel punto, anche se in determinate stagioni potrà sembrare che c'è erba, non solo non è in grado di nutrire a sufficienza, ma potrebbe essere anche tossica se mangiata in quantità.

In alcune aree, il suolo potrebbe presentarsi completamente depauperato da minerali o altri nutrienti, lasciando un deficit nel valore nutrizionale di quel pascolo per i cavalli.

Un pascolo eccessivamente ricco

Al contrario, può esserci il problema di cavalli scuderizzati e improvvisamente, in primavera, lasciati liberi su pascoli folti, ricchi, dove altro bestiame non ha pascolato dalla primavera precedente. L'improvviso eccesso di erba fresca, magari ricca di fruttani, è problematico. L'eccesso di alimento può facilmente causare obesità e problemi di salute come la laminite.

Equini rustici, come pony e asini, rischiano particolarmente, ma anche cavalli non abituati, che mangiano normalmente fieno, necessitano di adattamento prima di essere liberati notte giorno su pascoli ricchi. 

Se il pascolo è eccessivamente ricco, si può delimitarlo in recinti provvisori ottenuti con l'impiego di fetuccia, oppure consentire ai cavalli un accesso limitato ai predetti pascoli per poche ore al giorno, fino a completo abituamento degli animali, o alla crescita dello stelo delle erbe, piuttosto che loro essicamento, di modo che le essenze erbose non siano nel pieno del loro rigoglio (pascoli invernali ed estivi sono meno pericolosi per l'insorgenza di coliche o laminiti).

Conclusioni

Il pascolo in natura è l'alimento ideale per i cavalli, anzi, l'unico nutrimento. Per i cavalli allevati dall'uomo è una risorsa importante. Data la variabilità del metabolismo e delle esigenze individuali dei cavalli, e data la variabilità dei pascoli, poterne disporre è un valore importante, non solo per il benessere fisico, ma anche psicologico dei cavalli, ma comunque questi vanno sorvegliati per comprendere se va tutto bene, o occorre intervenire per limitare o all'opposto integrare.

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