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Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

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Il tipo di cheratina che ricopre l’epidermide dei mammiferi è detta cheratina alfa. La cheratina alfa è cosiddetta proteina fibrosa strutturale, che si presenta sotto forma di due strisce elicoidali, le quali fanno pensare a due fili telefonici attorcigliati. Questo “torciglione” non è strutturalmente resistente … Ecco perché ci sono dei legami che mantengono insieme le due strisce a mò di rinforzo. Questi legami sono chiamati ponti di sulfidi o legami incrociati. I legami conferiscono stabilità e rigidità all’asse alfa. Il numero di ponti di sulfidi può variare secondo il modo in cui la cheratina è impiegata strutturalmente. La cheratina elastica (es. pelle, peli e capelli) ha meno legami disulfidi, mentre la cheratina rigida (zoccoli e unghie), ne ha di più (H. Geyer- Istituto di anatomia veterinaria di Zurigo). Le proteine cheratinose si raggruppano e formano torciglioni più grandi, i quali si attorcigliano e formano a loro volta strutture assomiglianti a grossi cordoni, andando a formare una fibra cheratinosa. Le fibre cheratinose si vanno ad incrociare e formano una pellicola sottile.questa pellicola la si può paragonare ad un tessuto di stoffa, utile a creare varie strutture, quali i peli morbidi o più duri o gli zoccoli.

image1fig. 1 pezzo anatomico dove si può vedere cosa c’è sotto l’unghia.

La scatola cornea cheratinosa (fig 1), deve la sua struttura ed il suo rinnovo a varie parti del derma dello zoccolo. Il derma è lo strato inferiore della pelle contenente una rete di microvasi ematici, nervi sensitivi, ghiandole sebacee (ghiandole produttrici di seborrea) e ghiandole sudorifere. I vasi ematici del derma hanno una funzione importate nella termoregolazione. La quantità di vasi ematici, di nervi e di ghiandole, dipende dalla funzione del derma e/o dalla specie animale. Per esempio, il derma dei gatti e dei cani, all’infuori dei cuscinetti plantari, è sprovvisto di ghiandole sudorifere. Nei cavalli, il derma dello zoccolo non ha ghiandole sudorifere.  La struttura del derma può anche dipendere dalla sua funzione. Arriveremo a questo argomento quando esamineremo le varie parti del derma dello zoccolo e il modo in cui esse formano lo zoccolo. Queste aree sono: il derma della suola, il derma sensibile del fettone,le lamine sensitive e le papille coronarie.

L’area papillare del derma si congiunge all’epidermide. Si può paragonare il derma ad una spina che s’innesta ad una presa elettrica (l’epidermide). Il derma soleare e quello del fettone del fettone hanno papille molto corte, mentre le papille coronarie sono più lunghe. Le lamine sensitive, sono un’altra forma di papille dermiche. Da notare che le lamine dermiche, rispetto alle altre aree del derma dello zoccolo, contengono la rete più complessa di vasi ematici.

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fig. 2 nell’area A, si vede l’estremità superiore della muraglia che si congiunge alle strutture papillari della corona. Nell’area B, le lamine sensitive della muraglia, che si trovano 2 centimentri al di sotto del cercine coronario.

La scatola cornea (fig. 2) è composta da varie regioni che riflettono l’architettura del derma e la funzione alla quale esso è destinato. La suole e il fettone cheratinosi non sono strutture molto complesse, se paragonate a quelle della muraglia dello zoccolo. La funzione principale della suola e del fettone cheratinosi, è di fornire un supporto all’osso del piede. Per tale motivo la suola non dovrebbe farsi carico delle contro pressioni che derivano dal suolo. Le lamine non sensitive servono a proteggere l’interno dello zoccolo dalle tensioni che questo subisce. Questa struttura rispecchia la forma delle lamine sensitive (una lamina primaria circondata da una secondaria).

La muraglia cheratinosa ha l’architettura più complessa di tutta la scatola cornea.

La muraglia dello zoccolo  non solo assorbe gli urti causati dall’impatto sul suolo, ma supplisce anche ad eventuali deficienze meccaniche, come ad esempio le setole. Una setola, che si forma lungo la venatura di una superficie cheratinosa, troverà la resistenza formata dalla superficie vicina le cui fibre hanno una orientazione diversa.

I tuboli cornei conferiscono una elasticità relativa allo zoccolo. I tuboli possono distendersi, comprimersi o piegarsi fino ad un certo punto. I tuboli più vicini al derma sono più elastici di quelli esterni. I tuboli interni, essendo vicini alle lamine sensitive, devono adattarsi alle proprietà meccaniche del derma, cioè devono potersi flettere. I tuboli esterni, più duri, devono assorbire la maggior parte degli urti dovuti all’impatto col suolo proteggendo il vivo dello zoccolo. Quest’area deve essere forte e robusta. E’ il numero di ponti disulfidi della cheratina a determinare in gran parte la forza meccanica dei tuboli. La cheratina dei tuboli interni contiene meno ponti disulfidi, mentre quella esterna ne contiene di più. I ponti disulfidi danno forza meccanica alla cheratina, ma non sono immuni contro agli attacchi esterni. la natura ha creato un sistema di transizione fra lo stato interno e quello esterno, ed ha modificato le proprietà fisiche della materia. L’umidità è un fattore che può indebolire questi punti.

La cheratina perde al quanto le sue proprietà meccaniche (rigidità e forza) a causa dell’umidità. Tutti notiamo che gli zoccoli dei cavalli hanno un altro aspetto e un altro comportamento durante le stagioni piovose. Normalmente, la scatola cornea sopporta facilmente un cambiamento di contenuto di umidità, purché questo non sia estremo.

I cambiamenti, bruschi o prolungati di umidità, possono veramente destabilizzare la forza strutturale della cheratina. Di sicuro la genetica ha anch’essa la sua importanza sulla struttura dello zoccolo. I cavalli che vivono di continuo in zone umide, come nella Camargue – Francia, o le nostre zone vicino al Po, sopportano molto bene l’umidità, ci sono abituati o meglio, la sopportano di sicuro di più di quei cavalli che vivono in zone protette o aride. I cavalli con la pelle molto sottile, si adattano meno ai cambiamenti climatici umidi. Questo è,probabilmente, dovuto al fatto che i cavalli con la pelle sottile, e l’umidità ha tendenza a penetrare più facilmente.

Il derma del piede equino e la capsula cheratinosa, si comportano secondo il programma genetico elaborato per questo tipo di pelle. Tutte le strutture cheratinose sono connesse fra di loro – sono versioni specializzate della stessa cosa. Ecco perché i cavalli con la pelle sottile, hanno spesso muraglie sottili. La scatola cornea, in fondo, è come un’epidermide specializzata ed è forse la forma più complessa di epidermide di tutti i mammiferi. Lo zoccolo è una struttura molto complessa. Per riuscire a ferrare bene un cavallo con una ferratura che sia funzionale, si deve pensare a un ferro che consenta allo zoccolo di espletare tutte le sue funzioni dinamiche.

Ciò significa che si deve fare in modo da permettere allo zoccolo di rigenerarsi nella maniera più efficiente possibile.

La scatola cornea cheratinizzata è l’ultimo strato dell’epidermide. Lo zoccolo è fatto di cellule morte che prima erano vive. Le cellule che prima erano vive nascono nello starato più interno dell’epidermide, nello strato basale. Le cellule vive, sono chiamate cellule staminali della pelle. Esse si riproducono e differenziano (non diventano cheratinociti) non ad una cadenza costante, ma piuttosto quando c’è n’è bisogno. E’ un sistema molto sofisticato e complesso fatto di segnali molecolari, che regalano la produzione di cellule staminali, quando l’organismo deve far fronte ad attacchi esterni. E’ interessante notare che è importantissimo per queste cellule, avere stimoli per poter contribuire al processo di ristabilimento. Per tale motivo ho detto ferratura funzionale. Quando riusciamo a far rimanere lo zoccolo elastico, ciò sembra importante per la sua rigenerazione. Concludo questo articolo, tratto dalla ricerca del Prof. Lensfield Road - Università di Cambridge,  con una frase del Prof. Antonio Venturini della Facoltà di Agraria e Medicina Veterinaria dell’Università di Bologna : 

“ il movimento è vita, se non c’è movimento non c’è vita !!”

image3Fig. 3   La forma della costruzione dei tuboli varia dalla parte interna della muraglia a quella esterna. Le strutture interne sono più elastiche e si irrigidiscono man mano che si spostano verso l’esterno. Il diametro di un tubolo normale è appena più grande di quello di un capello umano.

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