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Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

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Quanto peso può portare un cavallo perché la sua schiena non subisca danni permanenti?

Questo è un problema che richiede una risposta rispettosa di chi è di taglia comoda e vuole stare tra i cavalli.

Innanzitutto, non esiste una formula semplice, poiché sono tante le variabili di cui tenere conto. 

Una ricerca del 2013 su questo tema è stata effettuata dai ricercatori del Duchy College, Cornovaglia, Inghilterra.

Secondo gli stessi, i cui risultati sono stati pubblicati dal Journal of Veterinary Behaviour, solo 1 equestre su 20 (tra gli esaminati) si trovava all'interno di quello che descrivevano come il range di peso ottimale per il proprio cavallo.

Lo studio ha rilevato come un terzo degli equestri amatoriali pesi potenzialmente troppo per il proprio cavallo, mettendo quest'ultimo a rischio di sviluppare problemi alla schiena e a lungo andare zoppie.

Lo studio infine segnalava dei rapporti di interpretazione del peso del cavaliere rispetto a quello del cavallo, indicando il 10% come limite per prestazioni ottimali (professionali), fino al 15% per prestazioni soddisfacenti e un livello del 20% come potenziale problema di benessere. Solo il 5% dei cavalieri dello studio ha raggiunto la soglia ottimale. Il 32% degli equestri pesava più del 15% del peso del loro animale, il che è considerato un potenziale rischio per il benessere dello stesso.

Ovviamente, non tutti gli equestri hanno come obiettivo l'agonismo; molti equitano solo per diletto, poche ore a settimana, che riduce il rischio di "malessere" dato dal loro peso per le potenzialità del cavallo. 

Questo studio, in ogni caso, sottolinea come potrebbe e dovrebbe essere opportuno che esistessero delle linee guida per proteggere i cavalli dal sovrappeso relativo (rispetto al loro cavallo) degli equestri, laddove il buon senso da solo non riesce a sortire misure di autoregolazione. 

Al momento, queste linee guida, valide per l'industria equestre, non ci sono. Certamente, almeno sui social, sono partite campagne di sensibilizzazione a raffica sul tema, non sempre rispettose degli equestri appartenenti alla fascia delle taglie comode.

Alla fine è una questione di buon senso: c'è il cavallo giusto per ogni peso, basta sapersi orientare. Una persona di 100 kg, non potrà pretendere di cavalcare un arabo.

Infine, ci sono tante variabili da prendere in considerazione, tra gli equestri amatoriali, che non puntano a vincere alcunché, per determinare se il loro peso può essere un problema o meno per il cavallo: Qual è l'età del cavallo? Che disciplina sarà intrapresa e per quanto tempo? Il cavaliere è equilibrato e capace? Che tipo di conformazione possiede il cavallo? L'animale è ben condizionato e adeguatamente nutrito? Di che razza è? In quali condizioni sono i suoi piedi? Che tipo di sella viene utilizzata e si adatta correttamente?

Non esiste una formula esatta di calcolo, tuttavia, esistono numerosi studi che indicano che occorre fare attenzione alle proprie scelte, perché quando il peso è eccessivo, è provato che l'esercizio intensivo nuoce alla salute del cavallo. Dati a cui fare attenzione, oltre a quelli elencati sopra, sono l'altezza del cavallo, la circonferenza delle articolazioni, la larghezza del dorso e dei lombi, l'ampiezza dello zoccolo. In poche parole, esistono cavalli più massicci e curvilinei che dovrebbero essere la scelta adeguata a chi non vuole rinunciare all'equitazione, pur non essendo filiforme. 

Sfortunatamente, non essendoci prescrizioni, le scelte rispettose sono arbitrarie, lasciate alla libera interpretazione delle persone, che significa che ci può essere un tasso di abbandono di cavalli, affetti da zoppie e mal di schiena, il cui declino fisico è stato causato direttamente da equestri sovrappeso rispetto alle capacità del loro cavallo.

Certo... la maggior parte dei declini fisici del cavallo ha come causa il cavaliere, che sia sovrappeso o meno, perché il non rispetto dei limiti del cavallo, per la sua salvaguardia, è diffuso tra equestri di ogni ordine e grado e peso. 

Non resta che continuare a fare campagne di sensibilizzazione, costringendo gli equestri ad affacciare le proprie responsabilità. Il cavallo non è una motocicletta, è un essere vivente, le istruzioni per "l'uso" sono assai complesse e occorre leggere anche gli effetti collaterali di un cattivo "impiego", che non danneggiano solo il cavallo, ma anche chi ci sta sopra, stando che l'equitazione è uno sport assai pericoloso, dove frequentemente ci si fa male e, alle volte, il cavallo è moralmente giustificato a liberarsi del suo cavaliere, che lo monta incurante di fargli male.

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