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Il pioniere del barefoot Pete Ramey

Traduzione di Alex Brollo di articolo di Pete Ramey

La ricerca sulla laminite è un campo in rapido sviluppo, in cui nuove scoperte vengono pubblicate quasi quotidianamente. Io non sono uno scienziato, ma solo un maniscalco che si è specializzato nella riabilitazione dalla laminite. Trascorro le mie giornate a lavorare su cavalli laminitici e le mie nottate a leggere articoli di ricerca veterinaria, e vi scrivo solo come un interprete, citando alcune delle ultime scoperte sulla laminite per aiutare i maniscalchi a tenersi aggiornati. Sono di grande importanza anche i riferimenti che farò alla medicina umana. Più studio le ricerche sulla laminite, più trovo analogie con la ricerca sul diabete umano, dove trovo molte risposte per chi vuole capire cosa accade nei nostri cavalli. Sembra che pochi maniscalchi abbiano il tempo o l'attitudine adatti a inoltrarsi nella giungla delle pubblicazioni di ricerca veterinaria, per cui, a beneficio dei cavalli, fornisco questa scorciatoia semplificata; si tratta di una breve rassegna e di una guida dei lavori citati alla fine, per chi è interessato ad un ulteriore approfondimento. La parola "laminite" significa semplicemente infiammazione delle lamine. In passato, l'abbiamo ritenuta un problema circolatorio associato con infiammazione, gonfiore e riduzione della circolazione nelle lamine dermiche (la metà "vivente" delle lamine), in cui il principale problema era che l'afflusso di sangue arterioso alle lamine veniva deviato attraverso le anastomosi artero-venose (si tratta di "valvole" capaci di aprirsi e chiudersi al bisogno, capaci di deviare il sangue da un'arteria ad una vena, interrompendo l'afflusso ematico nell'area a cui il sangue era destinato). La risultante riduzione della circolazione ematica era ritenuta la causa della sofferenza e della distruzione delle lamine. Certamente tutti questi fenomeni sono stati provati e sono associati al tremendo dolore causato dall'infiammazione e dal gonfiore dei tessuti molli intrappolati fra l'osso triangolare e la muraglia (con un'infiammazione ugualmente dolorosa del corion del fettone e della suola), ma alla luce della ricerca più recente sembra che questi fenomeni avvengano come conseguenza del danno alle lamine, piuttosto che esserne la causa effettiva. In effetti, è stato provato che una circolazione "normale" è necessaria per portare nello zoccolo i fattori scatenanti della laminite. Una riduzione sperimentale della circolazione di uno zoccolo lo preserva dalla laminite mentre gli altri tre, dopo un sovraccarico di carboidrati, ne vengono colpiti (Pollitt). Più ci avviciniamo ad una reale comprensione delle vere cause iniziali della malattia, più efficaci saranno sia la prevenzione che il trattamento. La ricerca recente ci ha dato potenti armi nella nostra guerra alla laminite: conoscenze che noi possiamo immediatamente applicare ai cavalli. Le lamine epidermiche sono prodotte a livello della corona e sono letteralmente parte della stessa muraglia. Sono strettamente intercalate alle lamine dermiche che sono fermamente ancorate all'osso triangolare. Tra le due, c'è una struttura molto robusta, chiamata membrana basale. La membrana basale è la struttura che ancora lo zoccolo al cavallo. In corrispondenza del margine distale dell'osso triangolare, le lamine dermiche si interrompono, ed è prodotto un secondo strato epidermico che salda la muraglia alla suola. L'estensione "non vivente" di questa fusione fra le due lamine epidermiche è chiamata (per ragioni sconosciute) la linea bianca (finora non ne ho vista bianca nemmeno una). La muraglia e le lamine epidermiche crescono scorrendo verso il basso sulle lamine dermiche, che stanno ferme, e nonostante il movimento relativo le lamine epidermica e dermica restano fortemente aderenti l'una all'altra. C'è almeno un metro quadrato di superficie di connessione per ogni zoccolo, che viene continuamente modificata nel processo di crescita della muraglia. Questo stupefacente processo avviene per intervento di enzimi rimodellanti (gli MMP), che costantemente rimuovono i filamenti di ancoraggio che legano le lamine epidermiche alla membrana basale. In condizioni normali, questa "distruzione" è perfettamente sincronizzata con la velocità di ricostruzione e la muraglia può crescere mentre le lamine sane continuano a restare quasi impossibili da staccare. Il Dott. Chris Pollitt (University of Queensland) ha evidenziato che durante la fase iniziale della laminite, gli MMP crescono vertiginosamente e distruggono tutti i filamenti di ancoraggio e talora la stessa membrana basale. Questo significa letteralmente che lo zoccolo non è più attaccato fermamente al cavallo. Come risultato di questo danno, il cavallo in seguito va incontro al forte dolore, all'infiammazione, all'alterazione della normale circolazione e spesso il peso stesso del cavallo fa scendere le parti scheletriche del piede verso terra (attraverso la capsula), lasciando che l'osso triangolare si sposti di molto rispetto alla sua posizione normale all'interno dello zoccolo. Questo meccanismo è molto importante da capire, poiché molti professionisti trattano ancora la laminite come un problema innanzitutto circolatorio (affrontando quelli che invece sono i sintomi). Pollitt ha dimostrato che prima che che si manifesti qualsiasi sintomo di laminite, il danno è già in atto. Il termine stesso di "laminite" è un nome completamente inappropriato. Questa importante rivelazione sulla natura del danno iniziale ha consentito rapidamente di giungere ad una comprensione più approfondita della malattia. Pollitt ha studiato quali altri fattori possono causare la separazione delle connessioni fra lo zoccolo ed il cavallo. Ha studiato gli effetti della maggior parte degli eventi scatenanti noti ed ha scoperto che solo uno di questi è la reale causa di separazione. Si tratta del batterio intestinale Streptoccoccus bovis. Il cavallo non possiede enzimi per digerire il carboidrato non strutturale chiamato fruttano. La sua alimentazione naturale di erbe varie gli fornisce carboidrati strutturali come la cellulosa, l'emicellulosa e la lignina, ma i fruttani dominano generalmente la dieta dei nostri cavalli domestici. Sono presenti in grandi quantità nei nostri pascoli coltivati, molto ricchi, e nel nostro bel fieno "per cavalli". Il fruttano raggiunge indigerito il grosso intestino, e là fermenta rapidamente con produzione di acido lattico. Il responsabile della fermentazione è lo S. bovis che può aumentare di oltre 1500 volte di numero durante un sovraccarico di carboidrati che causa la laminite. Anche se nessuno ha scientificamente dimostrato che questi batteri penetrino nel sistema circolatorio e causino la separazione delle lamine nella laminite che avviene spontaneamente, Pollitt ha dimostrato che se raggiungono le lamine possono scatenare la produzione di MMP-2 e provocare il cedimento dell'attacco delle lamine epidermiche alla membrana basale. Più recentemente Pollitt ha trovato che le pareti intestinali danneggiare possono permettere ad uno dei loro componenti, la Laminina-5, di accedere al torrente circolatorio. Quando raggiungono le lamine anche loro sono in grado di causare il rilascio di MMP con la conseguente distruzione dei filamenti di connessione a livello della membrana basale (contenente anch'essa Laminina-5). Un'altra scoperta importante di cui essere a conoscenza è che Pollitt ha provato che le lamine si separano facilmente quando sono carenti di glucosio. La carenza di glucosio causa la distruzione di importanti “spot welds” (gli emidesmosomi) tra l'epidermide e la membrana basale. Anche se i filamenti di ancoraggio restano intatti, sono facilmente staccati sotto carico. Questa osservazione spalanca un ampio campo di studi e ulteriori strade per capire la laminite. Ognuna delle lamine dermiche ha più di cento lamine secondarie che crescono su di loro. Queste lamine secondarie sono fatte di cheratinociti, ossia di cellule che producono cheratina. Sono cellule che producono sia la muraglia, che lo strato corneo della pelle dei cavalli, come pure lo strato corneo della pelle, i capelli e le unghie sia dell'uomo che degli altri animali. Mentre Pollitt ha scoperto che le endotossine che spesso erano state imputate della separazione laminare (nel corso di una modifica della dieta e di una "necrosi in massa" dei batteri digestivi) non causano direttamente la separazione laminare, gli stress metabolici risultanti dall'endotossiemia sono ancora ritenuti responsabili della separazione in via indiretta. Nel momento in cui i batteri digestivi vanno incontro alla necrosi in massa spesso associata ad un brusco cambiamento della dieta e all'insorgenza della laminite, la risultante carenza di batteri digestivi causa un'immediata "denutrizione" del cavallo. Ogni zoccolo di un cavallo fermo normalmente consuma più glucosio della sua intera testa. E durante il movimento? È ragionevole pensare che la stessa deprivazione di glucosio interessi anche i cheratinociti della cute, ma le forze fisiche richieste per "completare l'opera" e provocare la separazione fisica sono molto più forti a livello della muraglia (che se ne stanno da sole a sopportare il compito di supporto del peso del cavallo senza l'aiuto di una buona suola callosa). Questa è una delle molte ragioni per le quali vediamo una resistenza alla laminite molto maggiore negli zoccoli mantenuti in una forma naturale. Le forze di taglio sono fortemente ridotte. A parte gli anteriori dei cavalli sottoposti a una competente manutenzione naturale, vediamo anche comunemente una maggiore resistenza nei posteriori, a prescindere dalla gestione praticata. Nonostante che gli anteriori ed i posteriori siano identici alla nascita, i posteriori sono utilizzati dal cavallo molto più energicamente per tutta la vita, per cui i posteriori dei cavalli domestici tendono a svilupparsi in modo più naturale e completo degli anteriori (leggete "Scoprire la verità sulla sindrome navicolare" per approfondire questo argomento). L'opportuno sviluppo della parte posteriore del piede permette una dissipazione dell'energia molto migliore, cosa che riduce fortemente lo stress sulle lamine. Inoltre, in uno zoccolo di forma naturale, le lamine possono essere ugualmente indebolite, ma il triangolare "non sa dove andare" poiché la suola, e quindi la superficie plantare del triangolare, contribuiscono direttamente a sostenere il cavallo (Dott. Robert M. Bowker). Inoltre, gli zoccoli di forma naturale hanno al loro interno un flusso circolatorio molto più uniforme. Leggete la “Theory of Hemodynamics” del Dott. Bowker. L'azione di pompa del sangue è molto più delicata e difficile da ottenere di quanto la maggior parte dei maniscalchi ritenga. Va molto al di là della semplice pressione sul fettone e richiede adeguato sviluppo e flessibilità dal momento della nascita. Una adeguata funzione ed un'idonea circolazione nello zoccolo non sono importanti solo per dissipare l'energia e per alleviare il carico di lavoro del cuore, ma anche per i vantaggi che procura nel momento in cui la laminite si manifesta acutamente e la carenza circolatoria diventa un fattore critico. Mentre facevo visita a mio nonno, affetto da diabete, ho notato che le sue unghie erano solcate, di colore irregolare e parzialmente staccate dal letto ungueale. Dal di sotto delle unghie deformate, protrudevano unghie nuove e morbide. Vi suona familiare? Se avete lavorato con cavalli laminitici, certo che sì! Questo mi ha indotto a studiare temi di medicina umana, in particolare il ruolo degli zuccheri del sangue sui cheratinociti. Essendo una persona alla caccia di informazioni nuove, mi sentivo come un ragazzino appena entrato in un negozio di dolciumi! Immaginate la mia sorpresa quando ho trovato le raccomandazioni mediche dell'Associazione Americana Diabete che dicono “Tutti i pazienti con diabete dovrebbero ricevere una visita annuale ai piedi per identificare situazioni di altro rischio. L'esame dovrebbe comprendere una valutazione della sensibilità nociceptiva, della struttura e della biomeccanica del piede, dello stato dei vasi e dell'integrità della cute. Ai pazienti diabetici si raccomanda con energia di sottoporsi ad esame nei casi di: 1. Neuropatia periferica con perdita della sensibilità nociceptiva 2. Alterata biomeccanica (in presenza di neuropatia) 3. Segni di pressione aumentata (eritema o emorragia sotto una callosità) 4. Deformazione ossee 5. Vasculopatia periferica (polsi pedidei ridotti o assenti) 6. Storia di ulcerazioni o di amputazione 7. Severe alterazioni delle unghie Dev'essere verificata l'integrità della cute, in particolare fra le dita e sotto le teste metatarsali. La presenza di eritema, di riscaldamento, o la formazione di callosità possono indicare aree di danno tessutale con incipiente rottura. Dev'essere valutata la presenza di deformità ossee, di limitazione della mobilità articolare, e la presenza di problemi nel passo e nell'equilibrio” (Ricordate, stiamo parlando di persone e non di cavalli!). Penso che la maggior parte dell'informazione che ci serve per quanto riguarda il meccanismo per cui una dieta innaturale, ad alto contenuto in zuccheri, può influenzare la connessione laminare sia già disponibile nell'uomo. Devono essere i ricercatori veterinari ad accertarne la rilevanza ed a stabilirne l'applicabilità al cavallo. Nel frattempo, vi racconterò qualche altra cosa che ho scavato fuori. Le lamine secondarie sono fatte di cheratinociti. Studiando la pelle umana, ricercatori francesi hanno dimostrato che aumentati livelli di insulina causano la migrazione dei cheratinociti! Questo è un punto importante che nessuno ha studiato nei cavalli (che io sappia). Se un aumento degli zuccheri nel sangue causa un aumento del livello di insulina, questo fenomeno potrebbe da solo attivare il processo complessivo di distruzione laminare, attraverso la disorganizzazione delle lamine secondarie. Mentre è nozione abbastanza diffusa che i livelli di insulina sono spesso al di sopra della norma nei cavalli laminitici, non ho trovato uno studio scientifico che effettivamente tenga monitorati i livelli di insulina nei cavali dopo un sovraccarico di carboidrati che induce la laminite. Questo fenomeno succede sempre? Sapendo che questa migrazione dei cheratinociti (che costituiscono le lamine dermiche secondarie) potrebbe forse avviare il processo di separazione delle lamine, sarei molto interessato ad uno studio che mostri quanto è consistente la caratteristica dell'aumento dell'insulina nei cavalli nella prima fase della laminite. Mi chiedo se l'eccesso di attività degli MMP sia un tentativo di riparare il conseguente danno, piuttosto che esserne il fattore causale chiave. La ricerca sull'uomo dimostra che spesso la loro attività aumenta con lo scopo di riparare un danno conseguente a un trauma. Dall'American Diabetes Association, un progetto di ricerca sui topi (gruppo di Gale) ha dimostrato che alti livelli di glucosio inibiscono la proliferazione dei cheratinociti e che aumentati lavelli di insulina la aumentano. In entrambi i casi, un'irregolarità o una situazione innaturale è direttamente creata da un'alterazione degli zuccheri nel sangue. Nuovi tubuli cornei crescono costantemente dalle lamine dermiche e agevolano il movimento della muraglia, che cresce continuamente, lungo il triangolare (Dott R. M. Bowker). I tubuli crescono normalmente dagli apici delle lamine dermiche, attraversano le lamine epidermiche e si fondono con il resto della muraglia che cresce dalla corona. È per questo che la muraglia non è stirata fino allo spessore di una moneta con l'andar del tempo, mentre aumenta il proprio diametro scendendo verso il suolo. Se un aumento degli zuccheri nel sangue diminuisce questa proliferazione, è ragionevole concludere che la crescita dello zoccolo dalla corona potrebbe rapidamente "passare oltre" le lamine, causando i primi fenomeni di separazione laminare. Analogamente, se alti livelli di insulina accrescono la velocità di produzione di sostanza cornea, questa potrebbe divaricare fra di loro le lamine epidermica e dermica, man man che l'eccesso di sostanza cornea si interpone fra loro. In altre parole, il cuneo lamellare (ci tornerò sopra più avanti) potrebbe essere una causa, piuttosto che un effetto. Questo potrebbe spiegare i due tipi di separazione che vediamo in pratica. Talora vediamo una linea bianca perfettamente intatta ed una muraglia spinta lontano dalla linea bianca. Altre volte, vediamo le lamine dermica e epidermica staccate l'una dall'altra. Nel primo caso, la muraglia si separa dalle lamine "ancora intatte". Nel secondo, sono le lamine dermica ed epidermica che si allontanano l'una dall'altra. Sto facendo delle ipotesi, ma mi sembra che l'argomento meriti un approfondimento attraverso la ricerca veterinaria. Dallo stesso gruppo di ricercatori: troppo glucosio in realtà causa una carenza di nutrizione cellulare, diminuendo la sua utilizzazione da parte dei cheratinociti cutanei. In questo studio, è stato dimostrato che in realtà le cellule ricevono più glucosio quando la sua concentrazione ha il basso valore di 2mml/l, rispetto a quanto ne ricevono ad una concentrazione indotta sperimentalmente di 20 mmol/l. L'iperglicemia causa un aumento della resistenza all'insulina e una riduzione dell'utilizzazione del glucosio. In altre parole un eccesso di zuccheri, indifferentemente derivante da erba, fieno, cereali o melasse, potrebbe in effetti causare un deficit nutritivo nelle lamine fino alla loro necrosi.

I ricercatori hanno anche dimostrato che i cheratinociti si appiattiscono e perdono il loro normale orientamento a questi alti livelli di glucosio. Questa ricerca era volta alla comprensione della patologia umana, ma comunque suona familiare, vero? In effetti, è noto che i cavalli con una ridotta sensibilità all'insulina hanno un rischio molto alto di laminite; c'è semplicemente un basso livello di consapevolezza fra il pubblico del perché? Il Dott. Philip Johnson scrive: “Esiste un'associazione molto forte fra l'obesità, la sindrome metabolica e il rischio di laminite. Frequentemente, al primo esame veterinario, c'è evidenza sia fisica che radiologica di laminite di lunga data in questi cavalli, anche se proprietari e gestori di ottima fama e credibili riferiscono che non vi era nessun sintomo di laminite e che non c'erano altre spiegazione per tali lesioni. In questi cavalli, cambiamenti visibili che sono comunemente collegati alla laminite (comprese le linee di crescita prominenti, la divergenza palmare delle linee di crescita,e la suola convessa) possono essere evidenti in assenza di qualsiasi dolore laminitico o di qualsiasi storia di laminite o di zoppia". Io ritengo fermamente che questi "proprietari e gestori credibili" debbano semplicemente imparare a leggere questa "evidenza obiettiva". Mi succede spesso di essere chiamato per "nuovi" casi di laminite, solo per scoprire che la malattia covava da anni, ma non era stata riconosciuta. La crisi finale poteva essere facilmente prevista ed altrettanto facilmente prevenuta. Durante la mia carriera, lavorando con un innumerevoli cavalli laminitici, ho osservato che generalmente non c'è niente di serio nella maggior parte dei cavalli che sono considerati resistenti all'insulina affetti dalla sindrome metabolica. La gran parte dei proprietari li chiamano "tendenti ad aumentare di peso" e può sembrare impossibile evitare che siano sovrappeso o che producano zoccoli sani. Il vero problema è che noi prendiamo animali evoluti per sopravvivere in lande desertiche con vegetazione sparsa, e li costringiamo a vivere in una "fabbrica di dolciumi". È per questo che le "razze di tipo desertico" sono più soggette ad un alto rischio di problemi nel metabolismo degli zuccheri e quindi di laminite. Lo so perché ho osservato molti casi "disperati" guarire, quando la loro dieta è stata cambiata e trasformata in una più semplice e naturale, basata su fieno di erba mista, ed è stato eliminato il sovraccarico di zuccheri e di cereali ed erbe nutrienti ricche in fruttano. Il conseguente miglioramento della loro salute ha avuto un effetto molto positivo sulle loro attitudini, sul loro corpo e naturalmente sulla completa salute dei loro zoccoli. Il problema è che questi cavalli non hanno problemi nel metabolismo dei carboidrati in generale; hanno solo problemi con la quantità di carboidrati innaturalmente alta che stavano ricevendo. Questo non significa che un cambiamento nella dieta possa sostituire ogni intervento medico; soltanto, dovrebbe essere il punto di partenza per ogni riabilitazione. In poche parole, la causa dell'obesità e della laminite è la stessa: l'alimentazione inadeguata o eccessiva! Non è che un cavallo debba essere obeso per soffrire di laminite, ma se tutti i proprietari si rendessero conto che l'aumento di peso di un cavallo è motivo di serissimo allarme, la laminite diventerebbe presto un ricordo di "come le cose andavano una volta". Ho visto anche innumerevoli cavalli sotto peso, diventati laminitici mentre i proprietari spendevano anche 60$ al giorno per alimentarli mentre il cavallo rifiutava di prendere peso. Ripetutamente, ho visto che questi cavalli alla fine prendevano peso e riuscivano ad ottenere zoccoli sani nel momento in cui la loro dieta veniva portata a una dieta più semplice, costituita da fieno di erba mista a volontà (con l'aggiunta di sali e minerali). La ragione è che questi cavalli non riescono ad utilizzare l'alimentazione più ricca. Nel loro tentativo di farli ingrassare, i proprietari stanno solo tenendoli in una continua situazione di stress metabolico, producendo però un letame molto ricco e di grande valore. I nutrienti contenuti in una dieta troppo ricca sono semplicemente buttati via, nel migliore dei casi. Nel peggiore, possono fare un grave danno. Nei veri casi di resistenza all'insulina o in cavalli perfettamente sani che semplicemente ne ricevono in eccesso, le cellule alla fine diventano così impermeabili al glucosio che il cavallo entra in uno stato di denutrizione, consumando il grasso e poi il muscolo perché il meccanismo per bruciare il glucosio è completamente fuori uso. Migliorare la sensibilità all'insulina fornendo fieno a basso contenuto di zuccheri può alla fine permettere una maggiore utilizzazione del glucosio una volta che il circolo vizioso si è spezzato. (Dalla medicina umana e da casi aneddotici nel cavallo, anche un supplemento di magnesio può aumentare la sensibilità all'insulina). Sarebbe bello che noi potessimo stravolgere l'evoluzione del cavallo e rendere il suo tratto intestinale simile al nostro. Sarebbe più comodo fornire un paio di pasti ricchi al giorno, piuttosto che rendere disponibili costantemente cibi a minore potere nutritivo. Semplicemente, la cosa non funziona nella maggior parte dei cavalli. Non colpevolizzate un cavallo per il fatto di essere un cavallo. È nostra responsabilità fornirgli proprio quello di cui ha bisogno. Il diabete umano di tipo II è una "condizione umana" in cui c'è una produzione di insulina inadeguata al trasporto del glucosio nelle cellule. Se i livelli di insulina e di glucosio nel sangue sono entrambi elevati, la condizione prende il nome di diabete tipo II. Se solo il valore dell'insulina è elevato, ma riesce comunque a tenere il livello di glucosio normale, la condizione viene generalmente chiamata resistenza all'insulina. Esistono indizi crescenti che in genere non si tratti affatto di una malattia, ma solo del fatto che gli individui affetti siano "predisposti" per una dieta molto più leggera e più naturale di quella che utilizzano. Se un individuo riceve un eccesso di glucosio ematico il corpo risponde aumentando il livello di insulina per gestirlo.

Nel tempo, le cellule beta che producono insulina "si esauriscono" e perdono la capacità di produrre insulina, causando un effetto a valanga. Perché è importante la medicina umana? Al momento abbiamo molte più informazioni su come preservare la salute ed il livello di zuccheri nel sangue nell'uomo, rispetto a quelle che possediamo nel cavallo, e notare le analogie può aiutarci a soccorrere i cavalli laminitici in questo momento, mentre la ricerca sulla laminite continua a procedere. Ci sono ancora professionisti che trattano la laminite come se fosse un problema circolatorio, ignorando completamente il ruolo della dieta e dell'esercizio fisico. È provato che i problemi circolatori ed infiammatori sono solo i sintomi della distruzione laminare causata da una dieta innaturale troppo ricca in carboidrati non strutturali (leggi cereali, melasse, mangimi ricchi e fieno "troppo buono"). Molti proprietari affidano la salute degli zoccoli esclusivamente al maniscalco, e chiamano il veterinario sono quando le cose vanno orribilmente male. La cura corrente degli zoccoli dovrebbe forse essere una procedura veterinaria? Potrebbe essere: al momento, non vi sono altre parti del corpo di qualsiasi animale che qualcuno, che non è laureato in medicina, può immobilizzare o di cui può modificare l'allineamento scheletrico. Nonostante che i maniscalchi non possano legalmente porre diagnosi di laminite, tuttavia nel nostro lavoro quotidiano abbiamo a che fare con le sue conseguenze, a diversi livelli di gravità, in quasi ognuno dei cavalli domestici di cui ci prendiamo cura. Più studiate l'argomento della distruzione laminare dovuta alla dieta, più notate che avviene dovunque. Se capite che una dieta troppo ricca indebolisce la connessione fra lo zoccolo e il piede, questo concetto influenza profondamente la vostra attività quotidiana consistente nel tradizionale lavoro "non medico" di tenere gli zoccoli in buono stato. Delle due l'una: o i maniscalchi saranno istruiti sugli effetti della dieta sulla connessione laminare, e daranno consigli ai loro clienti, o ignoreranno i fatti e insisteranno sul fatto che la cura degli zoccoli è solo l'arte di modellare una specie di "blocco di legno", non vivente e immobile, che non si adatta bene al cavallo. Personalmente, ho scelto di infrangere la tradizione e ho tentato di imparare, e poi di educare i miei clienti sugli effetti della dieta sugli zoccoli dei cavalli, perché penso che sia l'unico modo competente di svolgere il mio lavoro. Alla luce delle moderne opinioni sui rapporti fra dieta e integrità delle lamine, i maniscalchi dovrebbero concentrarsi particolarmente sul problema di aiutare i proprietari nell'alimentazione dei cavalli. Se il compito specifico professionale dei maniscalchi è quello di assicurare la salute degli zoccoli, devono essere maggiormente consapevoli del corpo che vi è attaccato. Ogni giorno, i proprietari sono sottoposti a un fuoco di fila di annunci commerciali e di consigli dietetici da parte di altri cavalieri, che raccomandano, per l'alimentazione quotidiana, proprio le cose che, come dimostrato scientificamente, sono le responsabili della distruzione delle connessioni laminari! La riduzione delle connessioni laminari è proprio la causa della "protezione" di cui gran parte dei cavalli hanno bisogno, ed in genere i suoi segni sono evidenti molto prima del cedimento completo e della laminite cronica. Come professionisti, siamo tenuti ad applicare le conoscenze scientifiche più recenti per combattere questo problema. È nostro compito specifico studiare ed interpretare queste nuove informazioni e renderle disponibili per i cavalli dei nostri clienti. Rendetevi conto che questa discussione non riguarda solo il cavallo con laminite in atto o cronica. Prima che le cose procedano fino a questo punto, i problemi concreti erano al lavoro da un tempo veramente lungo. Nonostante che i ricercatori stiano ancora studiandone tutti i meccanismi, è ormai un dato di fatto che il sovraccarico di carboidrati indebolisce la connessione dello zoccolo al cavallo. Cosa accade poi dipende dalle meccaniche che sono già in atto. Se la muraglia è troppo alta ed il triangolare non sta ricevendo il naturale supporto da una suola spessa e callosa, il peso del cavallo semplicemente spinge verso il basso, causando la rotazione o l'affondamento del triangolare. La posizione più bassa del triangolare (rispetto alla capsula) è la causa di una "suola piatta" o di una suola protrudente, con l'apice del fettone che non è sospeso in alto sulla volta plantare. La gran parte dei professionisti lo considera un fenomeno improvviso, ma generalmente si sviluppa nel tempo, prima che chiunque lo noti. La rimozione routinaria della suola sporgente (leggi: la sottrazione del sostegno al triangolare o l'assottigliamento della suola con sovraesposizione del corion) è usualmente la cosa che trasforma il problema in un terribile dolore per il cavallo; non la laminite, da cui il cavallo è affetto da anni. Le due metà dermica ed epidermica delle lamine sane sono impossibili da staccare applicando uno stress alla muraglia. Piuttosto, quando uno stress meccanico causa da solo un distacco, stanno connesse una all'altra e entrambe si separano dalla muraglia. Secondo Pollitt, la locomozione normale espone gli zoccoli a un decimo dello stress necessario a far cedere la muraglia, ed in ogni caso è lo strato interno della muraglia il "punto debole" dello zoccolo, piuttosto che le lamine sane! Quindi, se le due lamine si separano, potete star certi che uno o più dei fattori che abbiamo discusso sono presenti. Quando le facce dermica ed epidermica delle lamine sono correttamente connesse, i cheratinociti delle lamine secondarie aggiungono continuamente nuovi tubuli cornei alla massa della muraglia; dall'interno all'esterno, non solo dall'alto (dott. R.M. Bowker). Quando le lamine si separano, anche molto leggermente, le lamine dermiche continuano a produrre tubuli cornei, ma questi si impilano lassamente fra le lamine dermica ed epidermica, spingendole via una dall'altra e creando il cuneo lamellare. La presenza d materiale corneo fra gli strati dermico ed epidermico delle lamine dimostra che quella condizione sta continuando da parecchio tempo, mentre sia il proprietario che il maniscalco ritenevano lo zoccolo "sano".

Un altro carattere tipico dello zoccolo laminitico dipende dal fatto che quando le lamine si separano, la nuova muraglia in corrispondenza della punta non è più costretta a crescere verso il basso in direzione del suolo. Per tutto il tempo in cui la dieta continua a distruggere la connessione laminare, la nuova muraglia è libera di seguire il percorso di minore resistenza. Alla punta, cresce pertanto diritta, perpendicolarmente alle lamine. Poiché la crescita della muraglia alla punta non si muove verso il basso seguendo la crescita dei talloni, dà l'illusione che la muraglia alla punta cresca più lentamente che ai talloni. In effetti, se sezionate uno zoccolo di cadavere in corrispondenza della linea mediana che ha il tipico aspetto "a ventaglio" della laminite, potete misurare i tubuli cornei ricurvi e noterete che la punta ed i talloni sono cresciuti esattamente alla stessa velocità, ma non nella stessa direzione. Talora potete verificare che la crescita alla punta sta in effetti superando quella dei talloni (come si vede dalla sezione) in zoccoli che in cui la punta sembra non crescere affatto, visti dall'esterno. Le curve di crescita a ventaglio, insieme all'area "riempita" fra il triangolare e la muraglia slargata o ruotata, sono segni certi del fatto che la separazione iniziale delle lamine è avvenuta molti mesi prima. È impressionante notare quanto sono pochi i professionisti della cura degli zoccoli che se ne rendono conto. Nel raro caso in cui la rotazione del triangolare si attua rapidamente, non c'è che aria fra le due strati delle lamine; la potete vedere o sentire in tutto il tratto fra la corona alla suola, interposta fra la muraglia e l'osso, ma, vi ripeto, non è quello che succede usualmente nella realtà di tutti i giorni. Più comunemente, dopo un eccesso dietetico alla connessione laminare, quando il cavallo dispone di un naturale supporto per l'osso triangolare datogli dalla suola, il risultato è molto meno drammatico. Si sviluppa piuttosto una tendenza allo slargamento costante, una separazione della muraglia, un tarlo ("white line disease"), ed il trattamento di ognuna di queste manifestazioni è a carico del maniscalco. Se tentate di risolvere queste manifestazioni solo meccanicamente, non otterrete mai risultati completi. Ci vuole anche un intervento sulla dieta. In caso contrario, potete trattare lo zoccolo con soluzioni anti-fungine all'infinito, potete ferrare, potete pareggiare, potrete ricostruire lo zoccolo con resina epossidica quanto volete e farete solo minimi progressi con il tarlo o con una separazione della linea bianca. Tenete a mente che la distruzione delle connessioni laminari può realizzarsi senza segni clinici di laminite. Avviene "da cima a fondo" sullo zoccolo, e richiede un intero ciclo di crescita per essere eliminata, nelle circostanze migliori. Se un cavallo soffre di un danno dietetico ad ogni primavera, quando i fruttani dell'erba aumentano rapidamente, ed ogni autunno, a causa delle ghiande o delle mele selvatiche, può sembrare che gli zoccoli siano continuamente affetti da invasione fungina o da "malattia della linea bianca". Mi rammarico di aver sottoposto i proprietari ai programmi di disinfezione antifungina, come ho fatto in passato, solo per osservare in seguito che una semplice museruola poteva guarire completamente i piedi. Nella maggior parte dei casi di tarlo o malattia della linea bianca, questo processo è ben mascherato e solo la metà epidermica delle lamine è visibile al livello del suolo. La metà prodotta dal derma rimane indietro a livello dell'osso triangolare e una vera linea bianca (costituita da entrambi gli strati) non esiste. Preoccuparsi della componente fungina della "malattia della linea bianca", quando il cavallo non ha nemmeno una linea bianca da cui cominciare a guarire, è una cosa che dovrebbe obbligarvi a riflettere. Talora le complicanze fungine di una separazione della linea bianca richiedono un trattamento, ma rendetevi conto che i funghi non costituiscono affatto un pericolo per degli zoccoli sani. La vera alterazione dev'essere già presenta per creare un ambiente favorevole ai patogeni opportunisti che poi invadono lo zoccolo. Quindi, aver a che fare con un cavallo che ha una rotazione del triangolare di 15 gradi o di un altro con slargamento cronico è esattamente la stessa cosa. Parlando in generale, il cavallo produce dalla corona una buona connessione delle lamine ogni secondo di ogni giorno. Dal punto di vista del pareggio, non dobbiamo far altro che sostenere il triangolare con una suola callosa di buona qualità, e alleviare lo stress sulla muraglia poco connessa. Questo allevia l'allontanamento meccanico delle lamine, permettendo loro di crescere correttamente. Tuttavia questi interventi meccanici non hanno alcuna efficacia nell'interrompere il processo di costante distruzione laminare causato dalla dieta. Spesso questo danno si verifica alla stessa velocità con cui il cavallo produce lamine con buona connessione. Dobbiamo, contemporaneamente, rinaturalizzare la dieta. Questo significa fornire fieno di erbe miste a volontà, o mangime con il minor contenuto possibile di carboidrati non strutturali (particolarmente zuccheri e fruttano), ed eliminare completamente o quasi amidi, cereali, frutta, melasse, ghiande, e pascolo ricco e "ben fertilizzato" dalla dieta dei cavalli (talora una museruola è tutto quello che serve). I proprietari sono spesso scioccati nell'osservare quanto bene i cavalli sopportano una simile dieta.

Semplicemente, non si rendono conto del fatto che i cavalli hanno ben pochi mezzi per utilizzare quello di cui prima erano nutriti. Lo studio della nutrizione a base di erba e fieno è un campo studiato ancora non completamente, ma in rapido sviluppo. Vi prego di studiare https://www.safergrass.org/ per ulteriori dettagli. È la migliore fonte che conosco per aiutarvi ad immaginare quale sia la dieta più sicura disponibile nella vostra area. Nessuno può dirvi quanti NSC ci sono in un pascolo o in una partita di fieno solo guardandoli. Questo sito vi spiega come e perché eseguire il test. È sorprendentemente a buon mercato e semplice. Come nell'uomo, l'esercizio aumenta moltissimo gli effetti benefici di una dieta più sana e può costituire una buona scorciatoia. Un esercizio vigoroso incrementa inoltre la crescita della muraglia e della suola, accelerando il processo di guarigione. I progressi dell'industria delle scarpette nell'ultimo anno sono stati stupefacenti. Scarpette con uno spesso strato di schiuma all'interno sono molto utili per dare al cavallo laminitico un comfort sufficiente per farlo muovere dopo aver eseguito un ottimo pareggio, e solette applicate con nastro adesivo sono la scelta migliore quando è necessaria una protezione per la permanenza all'aperto. Il riposo in box è sconsigliabile, quando viene eseguito un buon pareggio riabilitativo. Se ottenete un'adeguata meccanica con il triangolare in una posizione naturale rispetto al suolo (nel momento dell'impatto; non a riposo) , ed evitate lo stress meccanico alle lamine danneggiate, ogni passo assicurerà un po' di nuova crescita con una buona connessione. Detto questo, non "forzate a camminare" un cavallo zoppo. Offritegli la possibilità di camminare finché non potete ottenere un reale comfort con un sistema di scarpette e solette, o su terreno consistente, ma regolare. Allora, e solo allora, iniziate un vero programma di esercizio fisico; ed aumentate il lavoro man mano che il cavallo migliora. Ogni tipo di sostegno fissato in modo rigido alla muraglia è controindicato. Un motivo è che la stessa muraglia non ha una buona connessione, per cui non può fornire un supporto abbastanza stabile da permettere che una muraglia ben connessa cresca dall'alto verso il basso. Sarà continuamente danneggiata man mano che cresce. Meccanicamente, le lamine sono molto forti quando lavorano tutte insieme, ma si lacerano facilmente alla più piccola pressione quando sono parzialmente separate. Pensate ad un pezzo di stoffa che non riuscite a strappare, ma che dopo un piccolo "taglio d'inizio" riuscite a strappare con grande facilità. È qui che ritornano in gioco le vecchie idee sulla laminite. Abbiamo ancora di che preoccuparcene. Anche se fornite una dieta adeguata, se la pressione sulla muraglia o un cuneo lamellare sforzano eccessivamente o irritano la nuova crescita, hanno luogo infiammazione, dolore e gonfiore, in aggiunta alla separazione delle lamine. Il gonfiore ed il danno ai capillari rende impossibile il normale flusso del sangue attraverso le lamine. Il sangue è deviato attraverso le anastomosi arterovenose, saltando il circuito semi-ostruito all'interno delle lamine e privando le cellule del nutrimento necessario, causando un danno ulteriore e rendendo la guarigione impossibile. "Appendere" il cavallo a lamine indebolite e separate semplicemente non funziona, e i ripetuti tentativi inefficaci hanno convinto la maggior parte dei maniscalchi a ritenere che la correzione di una rotazione di 10 gradi del triangolare è impossibile. In secondo luogo, la muraglia cresce continuamente. Se fissate alla muraglia un sostegno perfetto per il triangolare oggi, domani il vostro supporto sarà spostato insieme alla muraglia, insieme all'osso che tentate di stabilizzare. Se vi sforzate invece di sostenere lo scheletro con l'appoggio al suolo, con l'interposizione di una suola ben callosa, e scaricate le lamine, riuscirete a predisporre una meccanica tale da aver ragione della peggiore delle "rotazioni". Se la dieta è corretta, non resta che attendere che il ciclo di crescita si completi; una muraglia nuova, ben connessa, sta semplicemente crescendo attorno all'osso. Ogni giorno, si fanno nuove scoperte sui meccanismi per cui la dieta dei cavalli influenza la connessione laminare, ma questo fa solo sì che molti maniscalchi e proprietari restino sempre "più indietro". Dobbiamo addestrare chiunque abbia a che fare con i cavalli a riconoscere i segnali di allarme prima che giungano al culmine e causino una zoppia o una malattia severa. Ondulatore o strisce rosse sulla muraglia, ascessi, anelli di crescita a ventaglio, obesità, perdita di peso anormale, pelo opaco o arruffato o lentezza nel liberarsi del pelo invernale, negatività o svogliatezza, e sensibilità degni zoccoli dovrebbero causare immediato allarme in chiunque abbia a che fare con i cavalli. Dovrebbe essere immediatamente considerato che con ogni probabilità c'è un problema di alimentazione molto serio e potenzialmente pericoloso, e dovrebbe essere considerato irresponsabile un atteggiamento di semplice attesa, per vedere se le cose peggiorano. Queste nuove conoscenze scientifiche avrebbero dovuto già portare rapidi cambiamenti nel mondo dei cavalli, ma l'ambiente equestre "basato sulla tradizione" rende ogni cambiamento molto lento e comunque solo dopo un gran baccano. Abbiamo imparato a guarire la gran parte dei casi di laminite cronica, ma la cosa veramente entusiasmante è che tutti i casi di laminite potrebbero essere facilmente prevenuti, se solo i proprietari e i maniscalchi fossero più istruiti. In parte, quello che rallenta la diffusione fra i cavalieri della consapevolezza riguardo questi chiari segni di pericolo, è semplicemente l'equivoco tradizionale riguardante cosa può fare uno zoccolo sano. Molti professioniste e proprietari considerano perfettamente "normale" e sano un vero zoccolo laminitico, che non duole solo quando mezzo pollice di ferro gli evita qualsiasi contatto con il suolo. Questo modo di pensare ci mette i paraocchi e maschera chiari segnali di pericolo fino al momento in cui il problema è molto avanzato. Allarga eccessivamente i criteri che utilizziamo per giudicare la salute degli zoccoli. Permette ai professionisti di accettare che situazioni di patologia in atto siano giudicate come espressione di perfetta normalità, e fa abbandonare rapidamente ogni sforzo di ottenere uno zoccolo veramente sano. Chi di noi accetterebbe di giudicare la salute e la funzionalità di una gamba steccata? Se la steccatura fosse necessaria al cavallo per utilizzare la sua gamba, chi dichiarerebbe che il cavallo è sano e rifiuterebbe di approfondire la cosa? Non è un paragone così peregrino, se ci pensate un po'. La sola differenza sta nei nostri punti di vista accettati per tradizione, che non dovrebbero avere alcuna influenza sui veterinari o sui maniscalchi aggiornati. Uno zoccolo scalzo, non protetto, che non può funzionare comodamente e adeguatamente sui terreni dove il cavallo vive e lavora normalmente, non è meno "malato" di qualsiasi altra parte del corpo incapace di svolgere la propria funzione. Quando un'altra parte del corpo non funziona, cerchiamo immediatamente di curarla. Quando sono gli zoccoli a non funzionare correttamente, la tradizione ci suggerisce solo di tentare di ricoprirli. Il problema è che la cosa funziona solo per un po', e che allontana ulteriormente lo zoccolo dalla sua funzione normale. La semplice comprensione di questo fatto è il cuore e l'anima della prevenzione e della cura della laminite. Visti i recenti, notevoli progressi dell'industria delle scarpette e le conoscenze sempre crescenti su un efficace pareggio a zoccolo scalzo, i ferri metallici non sono più necessari per coprire il gap fra il terreno dove il cavallo vive e il terreno dove si vuole cavalcare. Servono solo a porre una inutile barriera fra noi e una vera comprensione dell'attuale salute e del vero stato degli zoccolo del nostro cavallo.


page 1 img 1Pete Ramey

Pete Ramey è un pareggiatore naturale professionista, attivo nelle montagne del nordest della Georgia. Inizialmente cominciò a studiare il pareggio naturale sperando di acquisire qualche informazione sullo zoccolo che lo aiutasse a ferrare meglio. Quasi casualmente si è ritrovato ad essere uno dei professionisti di maggior esperienza all'interno di un movimento barefoot giovane, ma in rapida crescita.

Attualmente segue centinaia di cavalli scalzi e organizza seminari sullo zoccolo in tutto il Paese e all'estero. Ha lavorato ampiamente e con grande successo su centinaia di casi di laminite e navicolite, ed ha insegnato a molti proprietari e professionisti i principi del pareggio naturale e della riabilitazione.

E' autore di diversi libri con l'intento di avvicinare tra di loro maniscalchi, veterinari, pareggiatori e proprietari di cavalli, grazie a un approccio al pareggio semplice e chiaro che porta a zoccoli efficienti e resistenti, senza i dolori temuti da tutti. Spera che da qui nasca un filone di ricerca completamente nuovo, e che più gente di capacità dedichi le proprie energie a comprendere i segreti che lo zoccolo naturale è in attesa di svelare.

Sito web ufficiale di Pete Ramey https://www.hoofrehab.com

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