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Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

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Intimo, cioè nascosto, anche inconfessato e confidenziale, se vogliamo fraterno quando sottintende curare l'igiene.

I cavalli sono un pò come bambini, hanno tanti bisogni e tanti problemi una volta che diventano cavalli domestici. Potrebbe sembrare ridondante un post sull'igiene intima del cavallo, ma ci sono casi in cui non conoscere certi problemi può provocare malintesi e mettere a repentaglio la stabilità della relazione di un cavallo con il suo proprietario, se non la vita stessa dell'animale.

In generale le zone intime non hanno bisogno di una pulizia frequente. Ma è opportuno verificare se ce ne è bisogno, specialmente se si possiede un castrone scuderizzato. Se c'è irritazione il cavallo può provare dolore nell'urinare. Il problema, se trascurato, alla lunga diventa un' infezione ai genitali, tanto che il cavallo arriva a presentare comportamenti poco sereni, può sembrare un cavallo difficile e non collaborativo, ma è solo un cavallo che ha bisogno di aiuto. Con un programma di sedute di igiene ripetute periodicamente, il problema si risolverà e il cavallo tornerà a essere sereno.


Attrezzatura a portata di mano: i guanti in silicone usa e getta, 3 o più secchi d'acqua calda e pulita, 1-2 salviette, 2 spugne pulite, un flacone di detergente delicato.

Se è la prima volta che vi apprestate alla pulizia dei genitali del cavallo, si consiglia di procedere prima ad una pulizia generale, in modo che il cavallo prenda confidenza con quello che state facendo.

Usate guanti in silicone monouso, mentre per spugne e salviette procedete a lavarli e disinfettarli dopo l'uso. Ogni cavallo deve avere le sue spugne e salviette riservate per evitare il rischio di infezioni incrociate. Se avete più cavalli scegliete spugne e asciugamani di colore diverso per contraddistinguerne l'appartenenza.

Operazioni preliminari: legare il cavallo alla posta prima di procedere con la pulizia intima. Potete eventualmente intrattenerlo con del fieno posto in una rete sollevata in modo che si rilassi per il tempo necessario alla seduta di igiene. Mettere in un secchio un po' di prodotto di pulizia, e nell'altro lasciare acqua pulita tiepida per il risciacquo. Fare annusare al cavallo la spugna inumidita, sulla quale avrete versato un po' di sapone prima di procedere, in modo che sappia che non vi è nulla di cui preoccuparsi.

Cavalla Femmina

Scegliere un flacone di sapone delicato e non irritante. Versarne quanto basta sulla spugna inumidita e procedere alla pulizia dei capezzoli con delicatezza. Immergere più volte la spugna nel primo secchio di acqua saponata fino a che il lavoro non è terminato. Prendere la seconda spugna dal secchio di acqua pulita e risciacquare. Poi tamponare la zona pulita con la salvietta.

Ripetere tutte le operazioni di cui sopra per la vulva, lasciando come parte finale da pulire la parte inferiore della coda e l'ano. Asciugare delicatamente con una salvietta pulita.

Cavallo Maschio e Castrone

Mettere il prodotto di pulizia sulla spugna inumidita. Partire dai genitali esterni, inserire poi la spugna nella fessura per ammorbidire lo smegma (si tratta di secrezioni secche che si eliminano da sole se il cavallo sfodera spesso, ma che possono diventare un problema se il cavallo sfodera raramente e queste proliferano, causando una infiammazione dei genitali), e quindi riporla nel primo secchio di acqua saponata. Poi inserire le dita inguantate nel fodero per rimuovere delicatamente le secrezioni. Ripetere l'operazione della spugna saponata e della rimozione manuale fino a che la zona non è adeguatamente pulita. Asciugare l'esterno con una salvietta. Se il cavallo ha una infezione in corso saranno necessari più secchi di acqua tiepida dove avrete diluito un prodotto antisettico/antibiotico prescritto dal veterinario. Come ultima operazione, potete inserire nel fodero una crema tipo la pasta all'ossido di zinco o altra crema lenitiva per l'igiene intima. Serviranno più sedute a distanza di qualche giorno l'una dall'altra per liberarsi definitivamente dall'infezione.

Tutte le risposte ai nostri mali psicosomatici sono nei fiori, se ci credi funziona

Così almeno la pensava un medico britannico - Edward Bach - intorno al 1930.

Bach sosteneva che tale forma di sostegno floreale dovesse essere disponibile a tutti, anche attraverso l'autodiagnosi, perché fiori diluiti in acqua, quelli da lui selezionati almeno, male non possono fare e sono privi di effetti collaterali.

La base di tutta la medicina "magica" è crederci. Dopo tutto è stato scientificamente provato che medicine vere, e palliativi, dati a pazienti diversi, con lo stesso identico male, fatto credere ad entrambi che si tratti di medicinali veri, allopatici, possono dare il medesimo risultato. In poche parole in determinate circostanze, o per date afflizioni, se ci crede la testa, il corpo segue.

Alla base della floriterapia di Bach è il principio secondo il quale nella cura di una persona da disturbi psicologici, come afflizione, tristezza, depressione, rabbia, paura, irritabilità e via dicendo, molto debba essere fatto attraverso l'attitudine, che i fiori, e la loro assunzione, possono aiutare a sviluppare.

Bach sviluppò 38 essenze e un composito, diluizioni di fiori in acqua di fonte con aggiunta di bevanda alcolica per la conservazione.

Ogni rimedio avrebbe un'azione specifica su un certo atteggiamento mentale.

La dose abituale è di quattro gocce sulla lingua fino a 4 volte al giorno.

La dose non aumenta con la dimensione del destinatario: il dosaggio è il medesimo per un gatto o per un cavallo!

Una bottiglia da 25ml contiene circa 250 gocce, al prezzo massimo di una decina di euro, quindi questa è una forma economica di guarigione spirituale che chiunque può provare, se lo crede opportuno. Non c'è bisogno di ricetta.

Da evitarsi la sbornia, perché la diluizione è di solito in brandy.


Ecco i fiori (con il nome in inglese con il quale si trovano in commercio) acquistabili in farmacia o erboristeria:

1. AGRIMONY: Per quei soggetti che soffrono di preoccupazione interiore e che cercano di nasconderla dietro una facciata di falsa serenità.

2. ASPEN: Apprensione, per quei soggetti che vivono la sensazione che qualcosa di terribile stia per accadere senza sapere perché. Ansia inspiegabile, presentimenti. Ansia per nessuna ragione conosciuta.

3. BEECH: Per quei soggetti che sono critici e intolleranti verso gli altri. Tipi arroganti.

4. CENTAURY: Debolezza della volontà, quelli che si lasciano sfruttare e quando è loro imposto diventano servili fin troppo, a scanso della loro salute. Ideale per il cavallo timido e sottomesso, ansioso di aiutarci sempre.

5. CERATO: Per quei soggetti che mettono in dubbio il proprio giudizio e intuizione, hanno sempre bisogno di seguire gli altri perché non hanno fiducia nelle proprie capacità.

6. CHERRY PLUM: Soggetti irrazionali che hanno paura di tutto e che possono avere incontrollati scoppi di collera. Aiuterà a riprendere il controllo.

7. CHESTNUT BUD: rifiuto di imparare dall'esperienza, ripetendo gli stessi errori. Per il cavallo distratto o un cavallo che è lento ad apprendere.

8. CHICORY: Per tipi eccessivamente possessivi, capaci di autolesionismo pur di attirare l'attenzione.

9. CLEMATIS: Per soggetti indifferenti, disattenti, che sognano ad occhi aperti, distratti. Per chi ha difficoltà a concentrarsi sul lavoro perché pensa sempre ad altro.

10. CRAB APPLE: Per chi si sente impuro o si vergogna di se stesso anche senza averne ragione. Per chi deve lavorare sull'autostima.

11. ELM: Per chi si sente temporaneamente sopraffatto dalla inadeguatezza o dalla responsabilità, anche se è un soggetto capace.

12. GENTIAN: Per tipi che si scoraggiano facilmente, scettici e pessimisti, affetti da stati depressivi.

13. GORSE: Per i disfattisti, coloro che hanno perso ogni ambizione e a quel punto anche l'interesse a mettersi in discussione, provando strade nuove per risolvere i problemi.

14. HEATHER: Per i soggetti ossessionati dal proprio passato e dalle cattive esperienze maturate, perché possano liberarsi dei fantasmi e concentrarsi sul presente.

15. HOLLY: Per coloro che sono gelosi, invidiosi, vendicativi e sospettosi.

16. HONEYSUCKLE: Per chi ha nostalgia del passato, di affetti o sistemazioni perdute, per chi non si sente a casa dove è e non riesce a dimenticare quello che non può più avere.

17. HORNBEAM: Per chi tende all'ozio e si sente mentalmente stanco. Per chi ha scarsa vitalità e tende a posticipare le cose da fare.

18. IMPATIENS: Per i tipi impazienti e irritabili che reagiscono in modo esagerato e impetuoso alle circostanze.

19. LARCH: Per chi cova continuamente aspettative di fallimento, si sente inferiore, manca di fiducia in se stesso e si fa prendere da mille paure che gli impediscono di mettersi in gioco.

20. MIMULUS: Per i timidi che hanno paura di tutto e vivono ogni ostacolo con estremo timore.

21. MUSTARD: Per i soggetti che soffrono di stati emotivi altalenanti tra la gioia e la depressione e mancano di sostanziale equilibrio.

22. OAK: Per i gran lavoratori, coraggiosi e determinati che però possono andare oltre i propri limiti finendo per logorarsi. Aiuta a riconoscere quando è il momento di riposarsi.

23. OLIVE: Per coloro che sono tanto affaticati da rischiare il collasso. Aiuta a rilassarsi dopo battute di lavoro intenso.

24. PINE: Per chi ha sensi di colpa per errori commessi, tanto da sentirsi indegno di riscatto.

25. RED CHESTNUT: Per i tipi ansiosi che si curano eccessivamente degli altri tanto da divenire invadenti e inopportuni.

26. ROCK ROSE: Per i soggetti allarmati, in preda al panico, per farli uscire dallo stato di agitazione.

27. ROCK WATER: Per coloro che sono troppo duri con se stessi, hanno una eccessiva rigida mentalità, e tendono ad un eccesso di solitudine.

28. SCLERANTHUS: Per chi prova incertezza e indecisione con stati d'animo fluttuanti che impediscono di prendere le decisioni.

29. STAR OF BETHLEHEM: Per chi ha sviluppato paura a seguito di incidente. Per liberarsi dai traumi accumulati.

30. SWEET CHESTNUT: Per lo sconforto assoluto, per chi pensa di avere raggiunto il proprio limite tanto da non aver più voglia di reggersi in piedi.

31. VERVAIN: Per tipi fanatici e tesi che si sentono continuamente frustrati da come vanno le cose e rischiano di diventare prepotenti perché vogliono distruggere tutto quello che non accettano.

32. VINE: Per i tipi tirannici e ambiziosi che vogliono comandare su tutto e su tutti finendo per essere rigidi.

33. WALNUT: aiuta ad accettare i cambiamenti, ad esempio ad un nuovo ambiente.

34. WATER VIOLET: Per i tipi riservati e altezzosi che si lasciano coinvolgere poco emotivamente da chi li circonda e anche quando hanno bisogno di aiuto pensano, erroneamente, di potersela cavare da soli.

35. WHITE CHESTNUT: Per chi ha pensieri persistenti e indesiderati che impediscono di affrontare con serenità gli eventi. Per chi si logora con il monologo interiore.

36. WILD OAT: Aiuta a impegnarsi con più determinazione, da usare in caso di esitazioni.

37. WILD ROSE: Per gli apatici che accettano la sorte facendo poco o nessun sforzo di miglioramento perché gli manca l' ambizione.

38. WILLOW: Per chi prova risentimento e amarezza e tende all'auto-pietismo che invalida all'azione.

39. RESCUE REMEDY: Una combinazione di Cherry Plum, Clematis, Impatiens, Rock Rose e Star of Bethlehem. Per tutte le emergenze e gli stati angosciosi improvvisi con effetto calmante e rassicurante.

Nota: nessuna delle informazioni contenute in questo post è intesa a sostituire la consultazione con un veterinario qualificato.

Poiché gli approcci olistici costituiscono il fondamento per la guarigione non solo fisica, ma anche spirituale, nella maggior parte dei casi un veterinario classico è "di passaggio" quando un animale mostra sintomi. Il veterinario olistico, o con approccio multidisciplinare, è invece un consulente di vita per la gestione dell'animale amato, e viene preso in considerazione anche per la prevenzione, nonché per i consigli di saggezza, per la gestione completa del cavallo, non solo del sintomo di malattia.

Tuttavia, per chi non ha mai conosciuto che veterinari convenzionali, ci potrebbe essere pregiudizio già dal concetto di veterinario olistico. Vediamo di cosa si tratta, perché alle volte i concetti nuovi non sono altro che il vecchio rispolverato. Ovvero, in passato esistevano pressoché solo veterinari olistici. I super specialisti dell'aspetto singolo, che si occupano solo di quello, sono invece un'invenzione del tutto moderna.

Olistico vs. Convenzionale vs Integrativo

La medicina olistica tratta l'intero essere: corpo, mente, emozioni e spirito. "Malattia" indica uno stato "fuori dalla salute" o squilibrio. Gli approcci olistici possono rilevare i problemi prima che diventino una malattia e quindi sono gli approcci migliori per la prevenzione. Chiaramente se un cavallo ha una patologia acuta, vedesi la colica, serve il veterinario che ha l'appoggio in clinica, e non è il momento migliore per pensare di fare gli alternativi.

Ma il veterinario olistico può essere anche il veterinario completo, incluso quello che opera in clinica. Non c'è limite alla formazione che un veterinario può darsi, se non nella sua sensibilità, apertura mentale, voglia di apprendimento permanente, tempo e risorse disponibili.

Il miglior approccio per trattare l'intero essere e raggiungere l'equilibrio è quello che ottimizza le capacità curative del corpo.

La medicina convenzionale (allopatica) tratta i sintomi e la malattia con l'obiettivo della cura o dell'assenza di sintomi. I metodi usati dai medici possono includere farmaci o interventi chirurgici. Il convenzionale è l'approccio migliore per la chirurgia, l'emergenza, i traumi e i sintomi acuti.

La medicina integrativa riunisce i migliori aspetti della medicina olistica e convenzionale per elaborare la raccomandazione terapeutica ottimale per un paziente animale.

Un veterinario che ha un approccio integrale si affida principalmente a modalità olistiche per i propri pazienti, ma non esita a utilizzare farmaci e terapie convenzionali nel caso in cui una situazione lo richieda.

Guarigione contro cura

Gli animali ci insegnano più che gli umani che la guarigione è un processo interno, inteso a ripristinare l'equilibrio tra corpo, mente, emozioni e spirito. Una cura è in genere pensata come il raggiungimento dell'assenza di sintomi o malattie. La guarigione può essere raggiunta senza una cura.

L'obiettivo di un veterinario olistico è sempre quello di guarire, non di curare. Il veterinario olistico non è un commerciante di farmaci o integratori. Non ha bisogno di vendere prodotti. Vende la propria conoscenza del benessere. Il veterinario olistico offre non solo l'esperienza di guarigione che migliora la salute, ma apre alla tutela del cavallo a 360 gradi, dalla nascita alla morte dell'animale. 

La guarigione è una preparazione necessaria per completare il cerchio della vita, e per far stringere un rapporto più coeso tra umano e animale partner.

Olistico vs Omeopatia

Spesso le persone si confondono tra le due parole, pensando che significhino esattamente la stessa cosa.

"Olistico" racchiude tutte le cose naturali, tutti gli approcci complementari. L'omeopatia è una modalità olistica, non l'unica. Ci sono anche la fitoterapia, il massaggio terapeutico, la chiropratica, la nutraceutica e tanti altri approcci.

Quando chiamare il veterinario olistico, se non è il veterinario di base

Se il veterinario convenzionale non riesce a risolvere un problema cronicizzato, potrebbe essere il momento in cui serve il professionista che guardi l'intero animale preso nel suo complesso, aspetti psicologici e di gestione inclusi.

Perché? Il cavallo potrebbe essere fuori equilibrio a livello fisico, mentale, emotivo o spirituale e l'accidente di cui è portatore potrebbe essere una manifestazione di tale squilibrio. Durante un esame completo, un veterinario olistico chiederà una storia dettagliata per comprendere tutti gli aspetti della situazione quotidiana dell'animale. Osserverà attentamente la dieta, che può avere un enorme impatto sulla salute generale; chiederà informazioni sui cambiamenti di umore, i recenti cambiamenti all'interno della gestione, del lavoro, dell'addestramento.

Il veterinario utilizzerà queste informazioni per creare un piano che si concentra sul raggiungimento di un equilibrio che, come accennato in precedenza, aiuta ad attivare il sistema di guarigione dell'animale stesso.

Il veterinario dall'approccio gentile

Come nella doma del cavallo la dolcezza ha cambiato le prospettive, mandando in pensione idealmente la violenza, anche nella medicina c'è un approccio più sentimentale che fa bene al cuore. La veterinaria olistica è una filosofia di guarigione che va oltre alla cura del sintomo, per riportare l'amore per il prossimo e per la vita animale al centro della professione.

Lo zoccolo di un cavallo è costituito da molti tessuti interconnessi che, quando sono in buona salute e lavorano insieme, sono incredibilmente resilienti.

Gli zoccoli del cavallo sono un riflesso sulla sua salute.

Una volta che si familiarizza con il piede equino, si ottiene una migliore comprensione della parete dello zoccolo (capsula) e di eventuali cambiamenti strutturali che possono sorgere.

Il termine piede viene usato come riferimento per tutti i tessuti, interni ed esterni, che esistono al di sotto dell'attaccatura del pelo della banda coronarica. Il termine zoccolo è spesso usato per indicare il corno esterno / tessuto insensibile che è esposto. Essenzialmente, per ogni tessuto esterno che puoi vedere, c'è un tessuto sensibile corrispondente che lo produce e lo nutre.

Quando si parla di crepe, si indicano delle fessurazioni che vanno a colpire la parete dello zoccolo.

Essa è costituita da un tessuto epidermico forte e flessibile, non dissimile dalle unghie umane. Facendo uno zoom su un segmento di quel tessuto, si vedrebbe una sorta di pannello a tre strati compresso. Questi strati, o "lamine", della parete dello zoccolo consistono in una serie di tubuli di corno compressi dal più profondo al più superficiale. Con questa costruzione a parete tubolare, vengono fornite allo zoccolo le funzioni vitali di forza, flessibilità ed equilibrio di idratazione.

L'atto di bilanciamento è tanto più necessario quando la muraglia è sottoposta a forza eccessiva o a fluttuazioni climatiche estreme.

Può capitare che lo zoccolo perda l'equilibrio e vi si formino crepe. Ma non tutte le crepe sono uguali e hanno la medesima gravità. Mentre alcune crepe sono solo una piccola imperfezione o una ferita agli occhi, altre possono portare a una debolezza strutturale e potenzialmente causare zoppia. Le crepe degli zoccoli sono semplicemente un indicatore di condizioni che sono stressanti per il tuo cavallo e, sebbene non siano pericolose per la vita, non dovrebbero essere ignorate.

Nel tentativo di combattere le crepe degli zoccoli, il miglior punto di partenza è classificarle per lievità o, in avverso, serietà, a seconda della profondità di strati su cui la crepa agisce.

La maggior parte di esse sono superficiali, non profonde o strutturali. Pertanto, occorre avere la sensibilità nei confronti del piede del cavallo per comprendere la tipologia di intervento che necessita. Come regola di base, la tua capacità di leggere il livello di comfort del cavallo sarà il miglior indicatore della gravità di una crepa allo zoccolo. Inoltre, i benefici di fornire una buona cura quotidiana ai piedi del cavallo, in generale, promuoverà la presenza di zoccoli sani, agendo sulla prevenzione. Mantenere una dieta ben bilanciata, fare esercizio fisico, tenere i piedi puliti, tenere il fondo su cui stabula il cavallo adeguatamente curato e, naturalmente, chiamare con regolarità un maniscalco, sarà la migliore difesa contro la crepatura degli zoccoli.

Ricorda che la moderazione in tutto ciò che fai con il tuo cavallo è sempre la soluzione migliore, dal momento che qualsiasi estremo aumenterà solo lo stress dello zoccolo, che alla fine si presenterà con una di quelle brutte crepe da sanare.

Le mosche possono irritare cavalli e umani, a volte fino al punto di creare situazioni di disagio o pericolo.

Ad esempio, i cavalli possono calciare per allontanare le mosche, causando potenziali danni a chi - inavvertitamente - si trova a portata di tiro. Le mosche inoltre possono alimentare piaghe sui cavalli, portano malattie e infastidiscono non solo il cavallo e il suo proprietario, ma anche i vicini, al punto che questi ultimi potrebbero segnalare il fastidio alle autorità sanitarie locali, specialmente se c'è un problema di distanza riguardante i confini.

Il testo che segue intende fornire alcuni suggerimenti per ridurre le mosche e il loro impatto negativo su animale e persone nella struttura e nei suoi paraggi.

Gestione del letame

Le mosche vivono e si riproducono nel letame dei cavalli, quindi per liberarsi delle mosche occorre andare alla fonte. Mantenere le stalle e i fondi di stabulazione puliti è il primo passo per limitare l'impatto delle mosche nella proprietà. Svuotare la letamaia spesso d'estate, se non si hanno abbastanza ettari di terreno per diffondere da sé le deiezioni è fondamentale. Il letame disperso si asciuga rapidamente, e quando è asciutto non è più l'habitat ideale di allevamento delle mosche. Per diffondere il letame da sé in modo efficiente ed efficace a risolvere il problema di igiene, servirebbero 2 ettari a cavallo. Pochi proprietari di equini hanno così tanta terra, di conseguenza la soluzione più sostenibile è avere un servizio di prelievo del letame frequente nella stagione interessata alle mosche. 

Ricordarsi che la pila di letame favorisce la riproduzione delle mosche, quindi se non si può avere il prelievo frequente del letame, anziché fare la pila vicino alle scuderie e recinti di cavalli, occorrerebbe posizionare la letamaia a una certa distanza e utilizzare enzimi specifici per il compostaggio.

La pulizia generale è fondamentale. L'acqua stagnante nei recinti è da evitare, così come l'eccesso di polvere nei fienili e granai. Maggiore la cura dell'igiene, minore il problema dei parassiti. 

Lotta biologica

Negli ultimi anni, la lotta contro le mosche e gli altri parassiti è diventata un aspetto fondamentale per il benessere di persone e cavalli. Ovviamente, i proprietari amorevoli e attenti, temono un eccesso di lotta chimica ai parassiti, perché i veleni possono avere effetti collaterali indesiderati. Quindi vi è generale attenzione verso quei sistemi di lotta ai parassiti che sono il più possibile innocui per animali e persone.

La lotta biologica naturale si può fare disperdendo nella letamaia i parassiti delle mosche, quelli che uccidono le mosche nei loro stadi di sviluppo mentre sono nel terreno. La mosca femmina depone le uova ovunque ci sia del materiale organico in decomposizione. Entro un breve periodo di tempo, il verme microscopico della mosca vola nel letame e alla fine si trasforma in un bozzolo. Il parassita femmina delle mosche a sua volta deve riprodursi, quindi cerca il suo ospite e deposita le sue uova nel bozzolo, bloccando così la mosca adulta dalla schiusa.

I parassiti delle mosche hanno un ciclo di vita breve, quindi devono essere dispersi regolarmente nei luoghi interessati per assicurarsi di avere il miglior controllo di prevenzione.

Anche ricorrendo a questi prodotti, venduti da ditte specializzate in lotta biologica, qualche mosca ce la farà a scampare al suo parassita. I nemici naturali di una mosca adulta sono uccelli e pipistrelli. Anche se potresti già avere uccelli intorno al tuo granaio, i pipistrelli sono facili da attirare con l'uso di una casa di pipistrelli posizionata sul lato meridionale del fienile.

Trappole per mosche

Anche con i vantaggi della lotta biologica, il problema non si risolverà del tutto. Una singola mosca può produrre fino a 1.000 mosche in un mese. Per gli insetti adulti, si può optare per le trappole.

Le trappole più in voga sono dei vasetti pieni di un attrattivo, naturale o chimico, che attira le mosche che poi non possono più sfuggire.

Un altro metodo efficace e tradizionale è la carta moschicida che si applica liberamente sulle pareti interessate.

Trappole per mosche e carta moschicida si acquistano nelle sellerie.

Lotta a spruzzo

L'aspetto chimico del controllo della mosca varia da sistemi automatici di nebulizzazione nei luoghi interessati al fenomeno, ai flaconi spray per lo spruzzo manuale. Solitamente sono a base di piretrina, cipermetrina o permetrina. Gli effetti sono diversi a seconda della composizione. Gli spray più semplici sono dei repellenti che inibiscono la mosca ad attaccarsi al cavallo o a volare in una determinata zona dove è stato spruzzato il prodotto. Altri sono letali per le mosche, che moriranno poco dopo essere entrate in contatto con il prodotto. 

In commercio esistono spray di ogni tipo, a seconda della durata, a prova d'acqua o di sudore, chimici o naturali. Ogni proprietario ha un'ampio ventaglio di spray tra cui scegliere, acquistabili nei negozi di zootecnia specializzati in equini e nelle sellerie. 

Dispositivi di allontanamento

Dalle mascherine antimosca, alle frange per il muso, alle cuffiette per orecchie, si possono proteggere le zone sensibili del cavallo con vari prodotti di allontanamento, tutti acquistabili nelle sellerie.

Lotta integrata

Il sistema più efficace è quello su larga scala, automatizzato, che comincia a primavera e prende in considerazione l'intera proprietà e l'intero ciclo di vita della mosca. 

Quindi nei maneggi più organizzati la lotta alle mosche è seguita da aziende specializzate che cominciano i trattamenti in primavera, prima della schiusa delle mosche e offrono un servizio che riguarda il trattamento differenziato, anche integrato e completo, dalla letamaia ai recinti, alla scuderia, fienile e granaio. 

Il trattamento fatto in modo automatizzato dalle aziende specialiste è più costoso, ma più efficace rispetto allo spray con cui un singolo proprietario tratta il proprio cavallo. Se nell'azienda ci sono molti equini e non c'è un trattamento globale, poco può fare il singolo proprietario per proteggere il suo cavallo se l'igiene di tutti gli altri non è curata.