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Il 5xmille a Horse Angels

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Sono troppe le morti bianche di cavalli - sempre dichiarate come fatalità - connesse all'impiego agonistico dei cavalli atleti nell'equitazione e nell'ippica, senza mai arrivare a chiarire le cause profonde dei decessi o stabilire misure preventive strutturali.

Gli episodi sono purtroppo numerosi ed è legittimo dunque il dubbio che lo sport non faccia bene ai cavalli, per il collegamento tra accanimento agonistico e morte prematura del cavallo, piuttosto che sua disabilità permanente.

Purtroppo non è obbligatorio per i cavalli, come lo è per umani, il certificato medico annuale di idoneità fisica a svolgere agonismo, e da qui molte morti bianche che sarebbero evitabili, se solo tale certificazione terziaria fosse d'obbligo.

Lo sport non dovrebbe mettere a rischio la vita e la salute dei cavalli con la frequenza con cui succede, ma in mancanza di controlli preventivi, e nel disinteresse generale, lo fa.

Ciò è ancora più vergognoso nelle attività che assorbono denaro pubblico, dove la negligenza umana che può portare all'infortunio, alla disabilità permanente e alla morte prematura, dovrebbe essere messa al bando. Tra gli impieghi dei cavalli che attraggono risorse pubbliche ci sono sicuramente l'ippica, i palii e non pochi concorsi di sport equestri.

A tali privilegi (l'utilizzo di denaro pubblico per impiego sportivo) devono conseguire precisi doveri di tutela anche dell'atleta principale di tali eventi che è il cavallo.

La fatalità esiste, ma 8 volte su 10, in una morte bianca, c'è dietro un fattore di negligenza umana sul quale non solo si può, ma si deve infierire con le opportune sanzioni disciplinari per scoraggiare l'accanimento agonistico, e con la prevenzione, richiedendo certificazioni sanitarie per l'impiego di cavalli in circuiti agonistici.

Inutile che l'Italia permetta di registrare i cavalli come non macellabili, e che fior di funzionari e burocrati si riempiano la bocca con tutela e benessere dei cavalli solo a fini di promozione, se poi gli stessi cavalli non sono tutelati nella loro integrità, fisica e morale, prima, durante e dopo il percorso agonistico, perché possano morire di morte naturale.

La lettiera nella stalla o ricovero di un cavallo non è un accessorio estetico, ma una necessità per comfort e igiene.

  • La copertura ideale del fondo dovrebbe constare di almeno 15-20 cm di lettiera su tutto il pavimento della stalla. Questa profondità della lettiera dovrebbe essere fornita su tutti i pavimenti stabili, compresa la stuoia di gomma.
  • La copertura dovrebbe estendersi su tutta la superficie del box del cavallo scuderizzato, ma anche il ricovero all'aperto beneficia della lettiera, specialmente se non dotato di fondo secco e sempre asciutto.
  • La maggior parte dei cavalli scuderizzati trascorrono nel box 12-15 ore al giorno, se sono fortunati. Ci sono cavalli che trascorrono persino più tempo in box. Dunque il comfort del luogo in cui il cavallo passa la maggior parte della sua esistenza è importante. La lettiera deve essere abbastanza profonda da fornire il supporto di cui il cavallo ha bisogno, sia da in piedi, sia da sdraiato.

La giusta profondità della lettiera aiuterà anche ad ammortizzare le articolazioni - in particolare i garretti - quando il cavallo è sdraiato o rotola, e questa profondità della lettiera è anche necessaria per assorbire l'urina in modo efficace o drenarla dalla superficie. I cavalli devono potersi sdraiarsi e dormire, anche solo un'ora al giorno a terra è importante per il pieno riposo, ma la qualità della lettiera è fondamentale perché il cavallo possa sdraiarsi in comodità e in igiene.

Rischi per la salute che minacciano i cavalli nelle stalle:

  • polvere dispersa nell'aria, la principale responsabile delle affezione respiratorie che affliggono i cavalli
  • scarsa igiene, dove il cavallo fa le sue deiezioni, proliferano patogeni
  • eccesso di umidità, dannosa per gli zoccoli e fonte di proliferazione di patogeni
  • ammoniaca, deriva dalle esalazioni delle urine e può danneggiare i polmoni e gli zoccoli del cavallo

Come scegliere la lettiera, variabili da tenere in considerazione:

  • facilità di gestione e mantenimento
  • facilità di stoccaggio e rifornimento
  • costi

A seguire, alcune delle lettiere disponibili sul mercato attuale e reperibili attraverso i produttori, i rivenditori o i magazzini di zootecnica dedicati.

Paglia
La paglia pulita è la lettiera preferita per le fattrici e i puledri, per i cavalli da corsa, per la tradizione. Alcuni cavalli mangiano la lettiera di paglia - un problema per gli equini eventualmente a dieta. La paglia di avena è più assorbente della paglia di grano, ma è anche più gustosa. Lo stesso per la paglia di orzo. Qualsiasi tipologia di paglia che usi utilizzi, dovrebbe essere priva di polvere e muffe. La paglia satura di deiezioni è pesante da pulire ed è difficile separare il letame dalla lettiera pulita, ciò può rallentare la pulizia nel caso la persona di scuderia non sia più che esperta nel compito. La quantità di paglia da utilizzare differisce a seconda del budget o delle necessità. Una fattrice in attesa di parto ha certamente bisogno di più paglia nel suo box. La paglia è una lettiera che occupa molto spazio nella concimaia, ma anche quella più adatta a essere a sua volta riciclata come concimante per l'agricoltura.

Truciolo
E' una lettiera popolare perché facile da immagazzinare e reperibile anche nei negozi di mangimi. È necessaria una forca appropriata per separare il letame dai trucioli senza sprecare troppa lettiera. Controllare che non ci siano schegge di legno mentre si prepara il fondo del box. Non tutto il truciolo disponibile per lettiera è della stessa qualità, e ve ne sono tipi che andrebbero esclusi per il benessere del cavallo. Controllare dunque la composizione prima di fare l'acquisto. Il top, in questa categoria, è il truciolo di conifere. Assolutamente da evitare, il truciolo di noce nera, che è tossico e possibile causa di laminite. Il truciolame di noce nero ha una tonalità rossastra, rispetto ai trucioli di abete e faggio che sono di colore chiaro. Il truciolo fornito depolverizzato ha un costo maggiore. Se si sta acquistando segatura da un falegname o da una segheria, assicurarsi di chiedere che tipo di materiale si sta comprando, perché se si tratta di scarto da lavorazione di legno trattato, contiene sostanze chimiche che, se inalate per lunghi periodi di tempo, possono essere causa di patologie respiratorie. Non solo la segatura può contenere molta polvere, ma anche tutti i residui chimici di colle e resine con i quali vengono realizzati i pannelli in compensato e i laminati. Quindi, scegliere con consapevolezza la lettiera, tenendo presente che un podotto scelto solo per il prezzo conveniente, potrebbe non essere la scelta migliore per preservare il cavallo in salute. Possono bastare quattro centimenti di lettiera per rendere la stalla confortevole con il truciolo.

Pellet di legno
I pellet di legno sono trucioli di legno compatti e disidratati. Si rompono in trucioli di legno soffici e assorbenti da allargare in lettiera, sono più facili da immagazzinare per il risparmio di spazio rispetto al truciolo normale. Il costo potrebbe essere inizialmente maggiore rispetto ai trucioli di legno, ma visto che consente di sprecare meno lettiera, alla fine potrebbe essere più conveniente.

Carta triturata riciclata
La lettiera in carta riciclata è ottenuta dal macero di carta di giornali e quotidiani. Non è polverosa, assorbe bene e contiene gli odori, ma si potrebbe avere il problema con le allergie cutanee agli inchiostri. Si biodegrada rapidamente, consentendo al cumulo di concimazione di ridursi quando si asciuga e si rompe.

Torba
La torba può essere acquistata presso magazzini di zootecnia o giardinaggio. Si origina da materiale organico decomposto di alcune specie di piante. Usare con cautela con i cavalli che hanno problemi respiratori.

Canapa
Anallergica, biodegradabile e, nel complesso, meno polverosa rispetto ad altre lettiere, quindi sicura per i cavalli con problemi respiratori o per prevenire gli stessi problemi. Riscalda, quindi più adatta a cavalli che vivono in climi freddi.  

Fibra di cocco
E' un prodotto naturale ed ecologico, facile da utilizzare, meno polveroso di altre lettiere, occorre capire la capacità di assorbimento dell'umidità, relativamente alla frequenza di intervento nel riassetto della lettiera, perché l'ambiente preservi l'igiene.

Lolla di riso
E' economica, ma assorbe meno di altre lettiere, quindi va cambiata più spesso, per non rischiare patologie al piede del cavallo causate da scarsa igiene.

Stuoie
Le stuoie per il fondo, anche se sono una spesa aggiuntiva, possono aggiungere comfort e sicurezza alla pavimentazione e costituire, nel tempo, un risparmio in quantità di materiale da lettiera da depositare sul fondo. Ci sono vari tipi di tappettini da scuderia, con un elevato range di fasce di prezzo e funzionalità.

Farmaci non steroidei anti infiammatori, comunemente chiamati BUTE, sono assi comuni nella pratica veterinaria equina.

Il bute è un farmaco che aiuta ad alleviare l’infiammazione e il dolore, viene ultilizzato in caso di incidenti, piuttosto che per patologie in fase di acuto come l’artrite o la laminite.

Il Bute è raccomandato per l’uso a breve termine. Ma chi ha cavalli anziani che hanno problemi alle ossa, dolore artritico o problemi di laminite, si trova ad utilizzarli anche più a lungo.

Ci sono alcuni rischi nell’utilizzo di bute, soprattutto a lungo termine. Il butazone può causare ulcere e altri problemi gastrointestinali, disturbi del sangue, danni ai reni e può causare gravi effetti collaterali se combinato con altri farmaci.

Somministrazione di Bute

Il Bute può essere somministrato come una pasta che può essere messa direttamente nella parte posteriore della bocca del cavallo similmente al vermifugo, si trova sotto forma di polvere che può essere cosparsa sulla pietanza, di pillole o può essere iniettata in vena. Richiede ricetta veterinaria.

Il Bute come doping

Un altro problema con l’uso di bute per i cavalli agonisti è che viene utilizzato come droga per sopprimere il dolore. Perché il cavallo non può sentire il dolore, non può reagire ad esso – l'atleta umano può spingerlo oltre al suo limite. L’uso di bute nell'agonismo sportivo richiede cautela, tenendo conto che se rilevato è doping in giustizia sportiva, e maltrattamento in giustizia ordinaria.

La comunicazione del reato alla Procura di giustizia ordinaria, competente per territorio, può accendere un penale dove si configura, oltre al reato di frode sportiva, il reato di maltrattamento, secondo la legge 189 del 20 luglio 2004 (legge sulla protezione degli animali in Italia), modificata poi nel 2010 aumentando le pene. In base alla legge citata, "maltrattatore" è chiunque somministra agli animali sostanze vietate o stupefacenti, ovvero sottopone l'animale a trattamenti che procurano un danno alla sua salute. Il reato è punito con la reclusione da 3 a 18 mesi, o con la multa da 5.000 a 30 mila €.

Bute e macellazione equina

Il Bute è stato un problema nel dibattito sulla macellazione del cavallo. Molte persone che sono contro la macellazione di cavalli sostengono che il butazone rimane nella carne e può rappresentare un rischio per gli esseri umani che mangiano la carne, soprattutto di anemia aplastica. Sono stati discussi i tempi di sospensione e sono stati tentati dei regolamenti per mantenere i cavalli che sono stati trattati con butazone fuori dalla catena alimentare.

Ma poiché il bute è così comunemente usato, tenere i cavalli che sono stati trattati con bute fuori dalla catena alimentare significa che pochissimi cavalli andrebbero al macello.

Il Bute è nella lista dei farmaci non consentiti negli animali allevati per alimentazione umana, inclusi quelli per l’esportazione nell’Unione europea e nei cavalli destinati alla macellazione in Canada.

La trasparenza sul BUTE è però difficile. Nei cavalli NON DPA, non destinati al consumo umano, non c'è obbligo di registrare i farmaci. I veterinari possono dunque prescrivere BUTE a volontà. Ma come ben sappiamo, tali cavalli tendono poi inesorabilmente, almeno in Italia dove l'eutanasia è  poco diffusa, a finire la loro vita al macello. Macello che non effettua prelievi a tutti i cavalli, per sapere se in vita hanno fatto BUTE o meno.

Chissà se, con la tracciabilità del farmaco veterinario, tale problema può essere in parte risolto. Dalla stima dei primi 8 mesi di tracciabilità del farmaco, si direbbe di no.

Esattamente come è successo per gli esseri umani, lo sviluppo di scienza, tecnologia, diagnostica, farmacologia, medicina, ha portato a una migliore comprensione della salute e delle cure associate per i cavalli, estendendo la loro vita ben oltre di quello che vivrebbero in natura, lasciati a se stessi. Se un tempo, 20 anni era già vecchio, ora un cavallo amato e curato ha un'aspettativa di vita ben più lunga.

Per alcuni questo è un problema, perché sono disposti a mantenere il cavallo solo fino a che può essere impiegato in un ambito produttivo. Per altri, che scelgono il cavallo come compagno di vita, è un valore aggiunto, perché potranno contare sul cavallo come animale d'affezione a lungo. 

Quanto tempo vivono i cavalli?

L'aspettativa di vita dipende dal passato e dal presente, dal grado di sfruttamento che c'è stato, da malattie pregressi o attuali. Un cavallo in buono stato di salute, che non ha avuto periodi di sfruttamento intensivo o abuso, che ha accesso alla medicalizzazione, ci si può aspettare che viva più di 25 anni. 

Alcuni dei sintomi di invecchiamento includono l'ingrigimento del mantello, una schiena che si insella, la perdita dei denti, il calo di vitalità, il dimagramento, la perdita di capacità di concentrazione, artrosi e artriti, ipovedenza. Insomma, un equino molto anziano non è diverso da un essere umano senior, e può presentare gli stessi sintomi e acciacchi. 

Chi possiede un cavallo maturo, può cogliere i segni dell'invecchiamento progressivo, così da sapere quando cominciare a trattare il cavallo da "vecchietto". Non tutti i cavalli invecchiano alla stessa velocità, e non tutti richiedono le stesse cure e attenzioni una volta senior. 

Per fare un raffronto con gli esseri umani, sono state stilate tabelle di "analogie". Si tratta solo di stime, da prendere dunque con circospezione. È importante ricordare che molte cose influenzano l'invecchiamento come l'assistenza di base, le dimensioni, la genetica, la razza e la salute generale, proprio come negli umani. Ciò rende molto difficile stabilire una corrispondenza esatta tra cavallo e età umana. Quello che segue è solo uno dei numerosi approcci in circolazione che cercano di tracciare un confronto analogico tra età del cavallo e età umana.

La tabella a seguire, sviluppata dal Dr. Doug Stewart si basa su step di sviluppo progressivo (fisico, sessuale e psicologico).

Si tratta di stime, che possono differire da soggetto a soggetto. 

Attributi Età equina Età umana
Capacità di deambulazione Dal primo giorno 1.5 anni
Capacità di correre Dal primo giorno 2.0 anni
Capacità di interpretare ciò che si vede 4 mesi 5 anni
Maturità sufficiente per iniziare un'attività di apprendimento formale 1 anno 5 anni
Indipendenza emotiva 1 anno 8 anni
Raggiungimento dei due terzi del peso da adulto 1 anno 13 anni
90% del peso da adulto 1 anno 13.5 anni
Immaturità sessuale, ma capacità di concepimento 2 anni 13 anni
Inizio dei comportamenti tipici "adoloscenziali" 2 anni 13 anni
Maturità sessuale, ma non altrimenti psicologica ed emotiva 3 anni 17 anni
Maturità complessa (fisica, emotiva, psicologica) 4 anni 20 anni
Prospettiva di vita media (se ben trattato, in assenza di lesioni o malattie gravi) 24 anni 70 anni

 

In particolare, un bambino può impiegare più di un anno per imparare a camminare, ma un puledro camminerà entro un'ora dalla nascita. I neonati umani possono iniziare a mangiare cibi solidi a circa sei mesi, ma i puledri cominceranno a imitare la loro mamma e a rosicchiare l'erba in poche settimane o addirittura dopo giorni dalla nascita. Nel complesso, tutti gli aspetti della crescita sono molto più veloci per un cavallo che per un essere umano.

Inoltre, vale la pena di ricordare, che è più probabile che i cavalli domestici muoiano a causa di una malattia o di una colica, di eutanasia o di macellazione, piuttosto che di vecchiaia.

Tuttavia, è interessante confrontare l'età del cavallo con un essere umano, tenendo presente che i confronti, che si prenda in considerazione una metodologia o l'altra, non sono mai esatti. 

Tabella alternativa, media, di comparazione. Confronti non precisi e solo indicativi.

Età equina                                     Età umana

  • Puledro di 1 anno              Bambino di 6 anni
  • Puledro di 2 anni               Adolescente di 13 anni
  • Puledrone di 3 anni           Diciottenne
  • Cavallo di 4 anni                Ventenne                                        
  • Cavallo di 10 anni              Trentenne
  • Cavallo di 13 anni              Quarantenne
  • Cavallo di 17 anni              Cinquantenne
  • Cavallo di 20 anni              Sessantenne
  • Cavallo di 25 anni              Settantenne
  • Cavallo di 30 anni              Ottantenne
  • Cavallo di 35 anni              Novantenne
  •         Cavallo di 40 anni              Centenario

Ricavare l'età di un cavallo dai suoi denti

Un altro modo per comprendere l'età di un cavallo, di cui non si conosca la data di nascita, è l'analisi dei suoi denti. Si tratta, anche in questo caso, di un metodo di computo non esatto, ma puramente indicativo. I denti dei cavalli crescono e cambiano durante tutto il corso della vita dell'animale, fino a quando il dente stesso non smette di crescere. 

Più il cavallo è giovane, più i denti saranno vicini alla sua età reale. Quando i cavalli invecchiano, una serie di fattori può influenzare la condizione dei denti e rendere più difficile la stima dell'età.

Variabili come la manutenzione di base, la dieta, le condizioni di pascolo, i vizi e la genetica giocano tutti un ruolo nel modo in cui i denti del cavallo si evolvono.

I puledri sviluppano i denti da latte sin da subito. I primi denti permanenti iniziano a crescere quando il cavallo ha tra i due e i tre anni. I denti da latte vengono eliminati gradualmente, e intorno ai 5 anni il cavallo dovrebbe avere solo i permanenti. I denti da latte sono di colore più chiaro e più corti rispetto ai denti permanenti.

I denti permanenti, in base a forma, angolo, solco sulla superficie verticale esterna che gradualmente si sviluppa, chiamato solco di Galyvane, sono gli indicatori di quanti anni potrebbe avere l'animale.

Ad un certo punto, dopo i trent'anni, un cavallo può iniziare a perdere i denti. I denti del cavallo non crescono davvero per tutta la vita, perché da un certo punto in poi cadono. Un cavallo domestico può oggi sopravvivere alla perdita dei denti, grazie ad alimentazione ad hoc. Poiché la buona masticazione è fondamentale per la digestione, con la perdita dei denti la salute potrebbe risentirne. Il cavallo potrebbe aver bisogno di una dieta a base di alimenti molli e prebagnati (come il fieno croc ammollato ad esempio). 

Cosa possono fare i cavalli in base all'età?

I proprietari di cavalli si chiedono spesso cosa possono fare con i loro cavalli in base all'età di questi. Quando viene il momento di educarli alla sella, quando possono competere, quando è il caso che smettano. Purtroppo, non esistono indici precisi, perché ogni cavallo è a sé e dipende anche dal tipo di disciplina che si vuole intraprendere. Generalmente parlando, un cavallo non dovrebbe partecipare a gare agonistiche prima dei 4 anni, perché le sue giunture non sono ancora chiuse e si rischia di danneggiare il cavallo con disabilità poi permanenti. Certo, l'educazione può e deve cominciare prima e un conto è portare un cavallo in gara, altra cosa cominciare a muovere i primi passi a sella.  Se un cavallo è in forma e buona solute, non c'è ragione di pensare che debba smettere ad un'età precisa a esercitare una mansione equestre, a meno che ciò non sia previsto dallo stesso regolamento sportivo del particolare circuito. Un cavallo potrebbe uscire in passeggiata non impegnativa anche da anziano. Fino a che le sue gambe, schiena e occhi sono funzionali alla propria e altrui sicurezza, non c'è ragione di pensare che debba essere fermato. Anzi, un esercizio lieve ma continuativo, combatte l'invecchiamento precoce. Mantenersi attivi è un fattore di benessere, sia per la testa che per il fisico, e ciò riguarda cavalli e persone. 

Prendersi cura di un cavallo anziano

I cavalli senior sono spesso i migliori cavalli per principianti o per persone anche loro anziane e richiedono solo un pò di manutenzione extra per offrire molti anni di divertimento e compagnia.

La cavalla è un mammifero che può entrare in estro più volte l'anno, di solito stagionalmente. La pubertà è raggiunta intorno ai 12-20 mesi di vita e la gravidanza dura 11 mesi.

In generale, i seguenti fattori condizionano l'ovulazione:

  • alimentazione
  • salute
  • razza
  • ambiente
  • stagione
  • età

L’attività della riproduzione nella cavalla è di tipo stagionale:

  • stagione riproduttiva (inizio primavera - fine estate)
  • anestro stagionale (Novembre-Gennaio)
  • parto (inizio primavera - estate)

christin noelle B2XN9KrELOU unsplashCiclo produttivo

I follicoli preovulatori aumentano progressivamente di diametro nei giorni che precedono l’ovulazione. L’ovulazione avviene 24-48 ore prima della fine dell’estro. La fecondazione non avviene nell’utero, ma avviene nella tuba uterina, quindi il seme deve attraversare tutto l’utero e raggiungere la tuba.

Sintomi estrali: la vulva e la vagina sono edematose e di colorazione intensa, con presenza di un film di muco leggermente acquoso, avviene una dilatazione notevole della cervice. Assume un’atteggiamento tipico durante l’urinazione, divaricando le gambe posteriori e abbassando il bacino. La cavalla si presenta "lunatica", svogliata e poco propensa al lavoro. Cerca il maschio invitandolo alla copulazione.

La gravidanza

  • La durata della gravidanza è di circa 11 mesi (variabile da 320 a 360 giorni).
  • L’embrione si sviluppa velocemente.
  • In condizioni avverse la cavalla può riassorbire il feto, ovvero avere aborti spontanei.
  • Se la cavalla è gravida non va più in estro e respinge il cavallo che eventualmente la avvicina per riproduzione.
  • La posizione del feto nell’addome della cavalla è diversa a seconda del momento della gravidanza.
  • A 6 mesi la gravidanza non è apprezzabile ad occhio nudo.
  • Dall’8 mese, dato l’abbassamento dell’utero a causa delle notevoli dimensioni e dell’aumento di peso del feto, si potrà notare l’insorgenza di un addome gravidico.

Il parto

  • È un evento rapido, come si addice ad animali prede che non pososno permettersi il lusso di stare fermi a lungo e avviene prevalentemente di notte.
  • Non è possibile né programmarlo, né prevedere il giorno.
  • La cavalla si isola brevemente e partorisce. La mammella diventa edematosa, si possono notare delle piccole perle latte su entrambi i capezzoli, oltre il quale c’è la produzione di colostro e quindi l’ossitocina è in circolo, chiaro segno di parto imminente.
  • La struttura della placenta della cavalla non consente il passaggio degli anticorpi al feto, perciò è di vitale importanza che il puledro assuma gli anticorpi con il colostro entro 8 ore dalla nascita.

Se qualcosa va male nel parto, si rischia di perdere la madre, il puledro o entrambi. La tempestività di un intervento veterinario può fare la differenza.

Il puledro

  • Deve essere in grado di muoversi e quindi alimentarsi entro poco tempo dalla nascita. Se è sano, sta in piedi in modo stabile già dopo un'oretta dal parto e deve essere in grado di muoversi rapidamente dopo 2-4 ore. Cerca la mammella della madre non appena assume la posizione quadrupedale.
  • Il puledro succhia fino a 100 volte al giorno nella prima settimana di vita.
  • Inizialmente la suzione è frequente ma la quantità di latte è minima, con il passare dei giorni la frequenza si riduce ma aumenta la quantità ingerita.
  • Dopo le 10 settimane di vita la richiesta nutritiva del puledro di latte cala e comincia ad interessarsi agli alimenti solidi.

Svezzamento

  • Comincia intorno alle 10 settimane di vita e si completa intorno al sesto mese. 
  • In sostituzione del latte si aumenteranno progressivamente gli alimenti solidi costituiti da erba fresca per i cavalli che stanno al pascolo, fieno e beveroni di cereali per quelli alimentati dall'essere umano.

Puledro orfano

Se la madre muore nel parto, ci sono solo due possibili cose da fare:

  • trovare una madre balia che abbia perso il puledro o che sia stata separata da esso precocemente è la soluzione ideale per qualità dell'alimentazione, qualità della socializzazione primaria, risparmio tempo e denaro.
  • allattare il puledro a mano con biberon apposito, purtroppo comporta un lavoro significativo, il puledro ha bisogno di poppare almeno una volta l'ora nelle prime settimane di vita. Il latte artificiale formulato appositamente per puledri è l'ideale in mancanza del latte di cavalla. Alternative più economiche ma meno qualitative sono il latte di capra o il latte di vacca integrati come suggerisce il veterinario di fiducia.

Leggi anche: l'allattamento del puledro

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