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La laminite è l'infiammazione delle lamine del piede - le strutture dei tessuti molli che fissano la falange terminale del piede del cavallo allo zoccolo. Questa infiammazione, se non fermata per tempo, nei casi più gravi può portare alla torsione completa della falange, allo sfondamento della suola e a una disabilità permanente. Nei cavalli, quando c'è lo sfondamento della suola, spesso corrisponde all'abbattimento dell'animale. Ne discende che la prevenzione è importante.

Sintomi iniziali (acuti)
    Sebbene tutti e quattro i piedi possano essere colpiti, gli arti anteriori sono più frequentemente e gravemente colpiti rispetto agli arti posteriori,
    I cavalli affetti sono riluttanti a muoversi e assumono posizioni instabili in cui spostano il peso sugli arti non colpiti per non sentire dolore,
    I cavalli laminitici spesso si sdraiano,
    Possono essere riluttanti a dare i piedi per la pulizia, perché sentono dolore a doversi appoggiare sugli arti colpiti,
    La parete dello zoccolo e la fascia coronale (il tessuto molle attorno alla parte superiore dello zoccolo) possono essere caldi al tatto,
    Vi è dolore nell'applicazione di quegli strumenti che veterinario e maniscalco utilizzano per testare lo zoccolo.

Sintomi cronici (si manifestano in infiammazioni persistenti nel tempo)
    Ci sono "anelli" laminitici sulla superficie degli zoccoli colpiti che corrispondono a precedenti episodi di laminite,
    La parete dello zoccolo assume una forma differente dallo zoccolo in salute, ad esempio a pantofola con lo zoccolo allungato e deformato,
    Se c'è torsione della falange, c'è un rigonfiamento nella suola corrispondente all'osso ruotato,
    Il cavallo ha un movimento limitato sugli anteriori e tenderà a posizionare più peso sulle zampe posteriori.

Le cause
Nei pony, che sono animali a rischio, la causa è quasi sempre l'eccessiva alimentazione, magari al pascolo, in particolare durante i mesi primaverili dopo la pioggia recente, quando il pascolo è più ricco di zuccheri. Il contenuto di carboidrati solubile aumenta nelle erbe e nei trifogli dopo la poggia. Quando ingerito, questo provoca cambiamenti metabolici che determinano un alterato flusso sanguigno alle lamine del piede. In questo caso si chiama laminite metabolica, che si differenzia da altre condizioni di laminite.

Nei cavalli, la causa può essere l'eccesso di granaglie, carboidrati e zuccheri, dunque sempre l'obesità o un'alimentazione non corretta. La patologia però può derivare anche da cause differenti, come esplicato sotto.
Altre cause includono:
    Eccessivo utilizzo di granaglie,
    Placenta non espulsa nelle cavalle post-parto,
    Condizioni di setticemia che avvelenano il sangue,
    Obesità (un fattore predisponente),
    Zoppia che impedisce il carico in una gamba e porta alla laminite in un altro arto di supporto,
    Traumi derivanti da lavori eccessivi su cavalli non adatti alla tipologia di impiego, trauma da impatto per allenamento continuo su terreni troppo duri, cattiva cura dello zoccolo.

Gruppo di rischio
I pony obesi sono più predisposti alla laminite. Tuttavia, qualsiasi cavallo che soffre di una condizione sopra menzionata può essere colpito da laminite. I cavalli che mostrano segni di precedenti episodi di laminite (ad esempio anelli a zoccolo o piedi a forma di pantofola) sono predisposti a episodi futuri perché hanno meno lamine sane che rimangono per sostenere la falange. La primavera è quando si verificano la maggior parte degli episodi di laminite negli equini al pascolo.

Diagnosi
Se sospetti che il tuo cavallo abbia laminite, cerca immediatamente l'attenzione del veterinario. A seconda della gravità dei segni clinici, il veterinario farà le radiografie (raggi X) dei piedi del cavallo per determinare il grado di rotazione della falange all'interno dello zoccolo. Ciò fornirà al vostro veterinario un punto di riferimento rispetto al quale valutare la risposta al trattamento e le informazioni per il maniscalco per la cura e trattamento dello zoccolo.

Gestione
La chiave per un esito positivo è la diagnosi precoce e l'approccio adeguato, vuoi di alimentazione, vuoi di gestione o di cura del piede. Comprendere e lavorare sulla causa è sempre l'approccio più valido.

I cavalli che hanno sviluppato la laminite a seguito di un eccesso di alimentazione devono essere immediatamente rimossi dalla fonte di cibo che li avvelena. Le fattrici con placenta trattenuta costituiscono un'emergenza medica - il veterinario dovrà rimuovere la placenta rimanente, sciacquare l'utero con soluzione salina e iniziare un trattamento medico appropriato. Allo stesso modo i cavalli con una condizione setticemica hanno bisogno di cure mediche da parte del veterinario per bandire l'infezione.
    Gli antinfiammatori, nelle fasi acute, rispondono a una terapia sistemica. Nella cronicizzazione, in alcuni casi viene predisposto il controllo del dolore per migliorare la qualità di vita dell'equino colpito.

Consultare il proprio veterinario per quanto riguarda il farmaco e la dose raccomandati in base alla causa / gravità / stadio della laminite.
    I cavalli affetti scuderizzati hanno bisogno di una comoda lettiera e soffrono a stare su terreni duri e pietrosi. Nelle prime fasi dovrebbe essere evitato l'esercizio, o lavoro, in quanto potrebbe causare un'ulteriore rotazione dell'osso della falange. 
    La cura degli zoccoli è vitale. Il maniscalco dovrebbe consultare il veterinario su come prendersi cura dello zoccolo e sul taglio più appropriato dell'unghia.
    La gestione alimentare, nelle laminiti metaboliche, è fondamentale. Consultare il veterinario sul regime di alimentazione più appropriato. Molti alimenti promossi come sicuri per i cavalli laminitici non sono appropriati se il cavallo riceve anche altre fonti di mangime ad alto contenuto di carboidrati solubili. Fino a quando non si sarà in grado di consultare un veterinario sull'alimentazione più appropriata, nutrire l'equino solo con fieno non particolarmente ricco (non di leguminose).
    I cavalli hanno bisogno di compagnia. È necessario assicurarsi che i cavalli colpiti dalla patologia, durante il trattamento, siano in grado di interagire con altri cavalli, almeno visivamente.

Prevenzione
    Assicurarsi che l'animale sia alimentato con una razione bilanciata appropriata per tipologia di equino, età e livello di attività. Limitare l'assunzione di zuccheri e carboidrati complessi.
    Limitare l'accesso a pascoli rigogliosi in particolare durante i mesi di primavera dopo le piogge, ancora di più nel caso di cavalli non abituati al pascolo o di pony che sono soggetti predisposti alla laminite metabolica e dovrebbero fare sempre un'alimentazione povera di fruttani (carboidrati solubili).
    Rivolgersi immediatamente al veterinario se si sospetta che la cavalla abbia trattenuto la placenta dopo il parto (12 ore dopo potrebbe essere troppo tardi) o se il cavallo non sta bene e ha i piedi caldi.
    Assicurarsi che l'equino riceva cure regolari per gli zoccoli da un maniscalco professionale, competente, aggiornato sulle patologie del piede.

L'anemia infettiva è una malattia virale degli equini a bassa contagiosità e a bassa mortalità caratterizzata da febbre ricorrente e debilitazione progressiva.

Sintomi:

  • febbre
  • anemia
  • dimagrimento
  • spossatezza e calo del rendimento
  • raramente l'esito è la morte improvvisa

In teoria potrebbe riguardare tutti gli equidi, ma non sono riportati casi di contagio con asini, muli e bardotti.

Dopo la penetrazione del virus, il periodo di incubazione fino all'eventuale comparsa della malattia è variabile dai 10 ai 90 giorni, ma il contagio potrebbe essere asintomatico per mesi o anni.

Se c'è malattia è perché il sistema immunitario del cavallo non riesce a difendersi.

Il decorso della malattia può essere:

  • Acuto -I decessi sono frequenti nel caso di varianti del virus particolarmente aggressive. Esiste anche una forma sub-acuta che presenta gli stessi sintomi della forma acuta, ma più attenuati.
  • Cronico - l'equide mostra spossatezza e una riduzione del peso, apatia e intontimento, magari correlate alla febbre. L'esito della malattia è molto vario, il cavallo può guarire.
  • Asintomatico - spesso chiamata anche latente non è in realtà una forma della malattia bensì la semplice presenza di anticorpi nel sangue.

Diagnosi:

Test di Coggins (un test del sangue che deve fare il veterinario di sanità pubblica - ULSS)

Trasmissione:

Tramite insetti ematofagi (succhia sangue), tipo: zanzare, mosche cavalline, tafani, zecche, pidocchi...

Possibilità di contagio:

  • Solo da cavallo a cavallo
  • Non da cavallo a uomo
  • Rara, l'insetto succhia sangue dovrebbe trasferirsi da animale malato ad animale sano in poco tempo, fino a che il sangue infetto è ancora nel suo apparato buccale

In particolare, l'anemia equina è una malattia poco contagiosa. Solo gli individui malati (non quelli positivi al test) trasmettono la malattia; la stragrande maggioranza degli equidi trovati positivi al test di Coggins sono sani e non svilupperanno mai la malattia.

Tanto è che è stato provato che i puledri allattati da mamme infette attraverso il colostro, si negativizzano intorno al sesto mese di vita, risultando non infetti. Lo stretto contatto di questi con le madri (senza infettarsi) per tutto il periodo dell'allattamento è una prova della difficoltà della trasmissione della malattia.

Prevenzione del contagio:

  • tenere lontani gli insetti ematofagi tramite l'igiene delle stalle, dei fondi di stabulazione e dei mantelli dei cavalli, introducendo anche barriere meccaniche (zanzariere) e trappole per insetti, nonché sistemi globali di lotta integrata e biologica
  • isolamento dei soggetti effettivamente malati, che possono trasmettere l'infezione, fino a loro eventuale guarigione
  • abbattimento del soggetto malato (provvedimento estremo e non obbligatorio)

Normativa in Italia:

La normativa attuale, decreto 2 febbraio 2016, non prevede il controllo dei cavalli allevati esclusivamente per la produzione di carne e neppure di quelli importati per la macellazione.

Quindi:

  • Controlli sierologici su tutti gli equidi presenti sul territorio nazionale eccetto quelli destinati alla macellazione
  • Ogni equide per essere movimentato deve aver fatto il test di Coggins e risultare negativo
  • Gli Istituti Zooprofilattici sperimentali competenti per territorio sono gli unici competenti per le analisi
  • In caso di positività il campione di siero viene inviato al Centro di Referenza Nazionale per conferma della diagnosi (Istituto Zooprofilattico del Lazio e Toscana)
  • Non sono ammesse prove di laboratori indipendenti
  • In caso di positività viene posto sotto sequestro sia l'animale positivo che gli altri equidi presenti nello stesso centro. Il sequestro viene revocato solo dopo l'allontanamento o l'abbattimento del soggetto positivo e la conseguente ripetizione del test sierologico a tutti gli equini del centro.

La verminosi colpisce l'intestino e può causare problemi più o meno gravi al cavallo.

I vermi entrano nella bocca del cavallo sotto forma di uova o larve che si sviluppano poi nell'intestino e terminano il loro ciclo vitale nelle feci.

Cause:

  • cattiva igiene della lettiera
  • cattiva igiene del fondo del paddock
  • pascolo contaminato 

Sintomi:

  • dimagramento
  • mantello opaco
  • prurito al sedere con conseguente strofinamento della zona che impoverisce i crini della coda che appare scarna e arruffata
  • spossatezza
  • diarrea
  • nei casi più gravi coliche

Cure:

L’igiene dei locali è fondamentale, come la regolare asportazione delle feci dai recinti di sgambamento, la rotazione delle superfici di pascolamento e la corretta igiene del cavallo tutto.

Altrimenti c'è una ricontaminazione continua, con il ciclo orale/fecale. Ovvero il cavallo mangiando dal fondo sporco reimmette in bocca uova e larve.

Oltre a ciò occorre intervenire con il corretto trattamento antivermi, che può presentarsi in polvere da mescolare all'alimento o in tubo in pasta il cui contenuto va spremuto direttamente in bocca al cavallo.

L'esame delle feci fatto dal veterinario permette di capire che tipo di parassiti sono presenti e quindi di individuare il rimedio giusto.

L'uso di di antielmintici ad ampio spettro, autoprescritto, nel tempo può diminuire l'efficacia del trattamento per maggiorata resistenza dei vermi ed è quindi da sconsigliare.

Prevenzione:

  • igiene, igiene e ancora igiene
  • utilizzo di blandi sverminanti naturali aggiunti all'alimento, come le scaglie di aglio essicato (che non piacciano a tutti i cavalli), o composti misti a base di erbe della salute (tre le più usate la genziana, l'assenzio, il cardo mariano, l'ortica)

Da tenere ben presente:

Le verminosi non sono da trascurare. Particolari tipi di vermi, non rimossi, che lavorano per tanto tempo l'intestino del cavallo, possono danneggiarlo permanentemente. 

Stabilisci un buon rapporto di lavoro con il tuo maniscalco e veterinario per garantire che i piedi del tuo cavallo siano adeguatamente seguiti.

Sono molte le problematiche che possono colpire i piedi degli equini. Al fine della prevenzione è importante:

  • Pianificare pareggio e/o ferratura regolarmente
  • Mantenere un buon equilibrio degli appiombi
  • Se si sceglie la ferratura, fornire "calzature" adeguate alle condizioni metereologiche, del fondo di stabulazione, delle caratteristiche del cavallo e del suo impiego
  • Fornire un trattamento adeguato in caso di malattia
  • Mantenere una corretta alimentazione del cavallo, perché la nutrizione sbagliata può avere effetti particolarmente negativi anche sui piedi

Quanto spesso occorre intervenire sui piedi?

La ricrescita degli zoccoli varia a seconda della stagione.

Estate
Programma l'intervento ogni 6-8 settimane, salvo variabili soggettive diverse dell'equino specifico.

Inverno
Poiché gli zoccoli del cavallo si sviluppano più lentamente in inverno, si può programmare l'intervento ogni 6-12 settimane. L’intervallo di tempo giusto va bilanciato a seconda delle caratteristiche individuali del soggetto equino.

Come intervenire sugli zoccoli?

  • Mantenere gli zoccoli in equilibrio
  • I cavalli con appiombi equilibrati si muovono meglio e hanno meno stress e tensione su ossa, tendini e legamenti

huf 1366977 1920Il piede ideale ha:

  • Zoccoli equilibrati
  • L'angolo dello zoccolo diritto
  • Una linea retta dal pastorale giù attraverso la parte anteriore della parete dello zoccolo 
  • Unghie forti
  • Suola asciutta, pulita e concava
  • La punta non è troppo lunga ed è arrotondata
  • Non sono presenti crepe, fessure o frastagliamenti dell'unghia
  • La parete non ha zigrinature esposte, o dislivelli, ma è liscia anche al tatto
  • Supporto del tallone adeguato
  • Se ferrato, la scarpa si estende fino alla parete dello zoccolo e sostiene la parte posteriore dell'intera gamba
  • Il piede atterra in modo corretto al suolo con un movimento tallone punta
  • Linea bianca intatta e ben evidente, visibile a zoccolo sollevato, a confine tra suola e muraglia

 L'importanza dell'alimentazione per zoccoli in forma

Occorre alimentare il cavallo con fieno di buona qualità.
Integrare correttamente con alimenti freschi (preferibili agli integratori chimici) per vitamine e minerali.
Fornire un accesso costante all'acqua fresca e pulita.
Non eccedere in granaglie e cereali.
Cooperare con veterinari e nutrizionisti equini per creare un buon piano nutrizionale.

horse 366219 1920Prodotti per la cura dello zoccolo disponibili in commercio che vengono solitamente prescritti o consigliati per cavalli con zoccoli problematici:

Integratori che contengono biotina, iodio, metionina, zinco.

Elementi facilmente sostituibili in natura con alimenti che, presi in minime quantità, per non rischiare di fare peggio per fare meglio, sono adatti anche ai cavalli, come semi di girasole, semi di zucca, alghe, carote, sedano, mela, cetriolo, aglio essicato, soia, cereali integrali in generale.

Problemi comuni allo zoccolo:

  • Pareggio o taglio unghia insufficiente
  • Punta lunga e tallone crollato
  • Problemi di appiombi o zoppie  che stressano legamenti e articolazioni
  • Traumi alla suola
  • Zoccoli squilibrati
  • Crepe o fessure dello zoccolo
  • Malattia della linea bianca
  • Fettone marcio
  • Laminite
  • Tarlo

Le cause più comuni dei problemi agli zoccoli:

  • Condizioni ambientali (eccesso di aridità o di umidità)
  • Intervalli di taglio non adeguati
  • Povera qualità dello zoccolo, alcuni cavalli potrebbero nascere con predisposizione ad essa
  • Alimentazione inappropriata con eccesso di carboidrati (cereali e granaglie)
  • Alimentazione inappropriata per difetto che indebolisce il cavallo
  • Igiene inadeguata dei fondi
  • Igiene inadeguata degli zoccoli
  • Eccesso di sollecitazione nell'impiego per le problematiche specifiche del cavallo
  • Traumi e incidenti
  • Difetti di conformazione che incidono su appiombi e appoggi

Suggerimenti per il trattamento degli zoccoli:

  • Applicare idratanti per zoccoli sulla parete dello zoccolo e suola durante la stagione asciutta
  • Applicare isolanti protettivi a zoccoli e suola durante la stagione umida
  • Fornire una buona alimentazione con il fieno della migliore qualità, senza eccedere con i carboidrati
  • Regolare ogni qual volta ce ne è bisogno gli zoccoli affidandosi a professionisti certificati
  • Pulire con assiduità i fondi perché l'igiene nei luoghi di stabulazione è fondamentale
  • Pulire con regolarità gli zoccoli se il cavallo non vive al pascolo
  • Non sottoporre il cavallo a sollecitazioni eccessive nell'impiego rispetto alle sue problematiche specifiche

I trattamenti efficaci possono includere:

  • Determinare la causa del problema anche attraverso radiografie fatte dal veterinario
  • Far indossare al cavallo scarpe correttive
  • Sospendere l'impiego lavorativo del cavallo fino a risoluzione del problema
  • Cambio di stile di vita e alimentazione del cavallo (ad esempio nel caso di laminiti)
  • Rimarginare le crepe con prodotti appositi
  • Aspettare prima di rimettere il cavallo al lavoro, promuovendo la ricrescita completa dello zoccolo (di solito ci vogliono 12 mesi)

Problematiche specifiche da non sottovalutare

hoof care 421869 1920Tarlo

E' un fungo che si presenta in condizioni umide e sporche. Invade i tessuti sensibili dello zoccolo, è difficile da debellare se non si interviene in tempo e causa zoppia. Richiede oltre al trattamento locale della suola e zoccolo, anche il trattamento dell'ambiente dove stabula il cavallo, che deve essere tenuto pulito e asciutto.

Ascesso della suola

E' una patologia della suola, causata da trauma da impatto, livido o corpo estraneo. Può portare a zoppie improvvise e gravi. I trattamenti includono: rimozione del corpo estraneo, abluzioni del piede in acqua salata, fasciatura dello zoccolo con imbottitura proteggi suola disinfettata, oppure scarpa medicale fino a risoluzione del problema. 

Unghie calde da infezione da chiodo

I chiodi possono essere arrugginiti, inseriti male, il piede ferrato sostare in condizioni ambientali poco igieniche troppo a lungo, tale per cui si genera un'infezione perché nelle fessure dei chiodi proliferano germi. Le unghie calde causano generalmente zoppia. I trattamenti includono: rimozione del problema, pulizia e disinfezione, fasciature.

Laminite 

La laminite è gonfiore delle lamine sensibili. La lamina è un tessuto connettivo situato all'interno dello zoccolo. La patologia provoca distacco delle lamine, la falange scende e ruota, fino ad affondare all'interno dello zoccolo, premendo sulla suola che può sfondarsi. La laminite ha diversi gradi di gravità e nei casi più difficili può essere mortale. I trattamenti includono: pareggio funzionale per abbassare il tallone, cambio radicale dello stile di vita e di alimentazione, utilizzo di scarpe correttive o medicali, trattamento farmaco veterinario nella fase acuta.

Navicolite

Coinvolge l'osso navicolare, il legamento e / o le strutture dei tessuti molli. I cavalli affetti dalla patologia solitamente saliranno in punta di piedi a causa del dolore al tallone. Cause di navicolare: ereditarietà, scarsa conformazione, squilibrio dello zoccolo, esercizio troppo impattante su superfici dure, appoggi sbagliati. I trattamenti includono: pareggio funzionale che eleva i talloni, scarpette correttive, sospensione dal lavoro. 

Le formelle prendono soprattutto la zona compresa tra lo zoccolo e il pastorale, maggiormente negli arti anteriori

Si tratta di sovrastrutture ossee o calcificazioni, cioè alterazioni lievi dello scheletro, che interessano parti diverse del pastorale e della corona.

In particolare, le formelle:

Sono neoproduzioni ossee, risultato di un'infiammazione a seguito di frattura, trauma, stiramento. Possono degenerare in problematiche che danno zoppia. Possono essere alte, medie e basse, interessando parti diverse del pastorale e della corona, soprattutto ai piedi anteriori. 

Possono vedersi a occhio nudo o essere più subdole e necessitare di controllo radiografico. 

Cause:

  • Stiramenti dei legamenti, tendini, intersezioni ossee dall'articolazione interessata
  • Traumi diretti sulla parte interessata, causati da incidenti 
  • Osteoartrite degenerativa
  • Cattiva conformazione degli appiombi abbinata ad un eccesso di sollecitazione che porta a traumi

Sintomi più comuni:

  • Segni di zoppicatura
  • Calore e tumefazione delle regioni interessate
  • Alterazione della forma con ingrossamenti palpabili e dolorosi

La radiografia può mettere in evidenza le alterazioni ossee in atto, che possono essere lievi o gravi, soprattutto a seconda della zona interessata.

Cura:

Se la diagnosi è precoce, il riposo del cavallo (sospensione da qualsiasi allenamento sportivo/gara/impiego equestre) e il bendaggio rigido sono il trattamento più comune. Il riposo e il bendaggio potrebbero richiedere il decorso di mesi. Non è auspicabile rimettere velocemente il cavallo al lavoro, perché si comprometterebbe la guarigione. 

Fino a che la parte compromessa non smette di avere infiammazione, il cavallo non può definirsi guarito. Può comunque fare vita normale da cavallo, senza forzature. Non deve cioè essere bloccato per mesi in un box. L'importante è che si muova da solo - sentendo dunque il dolore e autotrattenendosi di conseguenza da sforzi eccessivi, in un ambiente protetto, senza forzature e senza pericoli, dove non vada in ansia o in fuga perché si sente minacciato.

Esiste anche la possibilità di trattamenti medici più invasivi per il trattamento di casi particolari o cronici. Tra questi trattamenti, l'uso di vescicanti e la fusione articolare, chiamata artrodesi. Non è detto però il cavallo sia riportato al pieno della sua "funzionalità",  neppure con il trattamento invasivo. 

Nelle formelle che interessano l'articolazione, il cavallo va incontro da solo a un processo di anchilosi, irrigidimento dell'articolazione stessa. Nel tempo, e possono volerci molti mesi, cessa il dolore ma viene ridotta la mobilità dell'articolazione stessa, quindi il cavallo può vivere una vita dignitosa, ma di sicuro non sarà più un cavallo sportivo.

Nei casi meno gravi, il riposo, gli uguenti e le pomate anti infiammatorie, le cretate, le fasciature e al momento di riprendere l'impiego equestre un bravo maniscalco, possono permettere di conservare al cavallo una sua vita anche equestre.

Regole d'oro da rispettare per evitare - per quanto possibile - il peggio:

  • la tempestività con la quale si riconosce il problema
  • la pazienza di non affrettare i tempi di ritorno all'impiego equestre
  • la prevenzione nei limiti del possibile, non forzando i cavalli a eccessi per le loro potenzialità e caratteristiche

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