Traduci

Italian English French Spanish

Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

Approfondisci qui...

Quando fa troppo caldo per andare a cavallo?

Questa è una domanda senza una risposta facile ed univoca.
 
Come regola generale, è possibile valutare se è troppo caldo per allenare, gareggiare, uscire con i cavalli, aggiungendo alla temperatura effettiva la percentuale di umidità. Per una giornata con 30° o oltre, e un'umidità dell'85%, è troppo caldo per cavalcare e ancora peggio per competere con cavalli non abituati a reggere lo stress.

Del resto, 30 ° è anche l'oggetto di numerose ordinanze per lo stop alla movimentazione animale in Europa, perché anche gli animali soffrono il caldo e l'afa e anche gli animali hanno dei diritti.

Ci sono però altri parametri da tenere in considerazione:

  • Il livello di forma fisica del cavallo. Il cavallo sportivo ad alte prestazioni, che viene cavalcato sei giorni alla settimana ai massimi livelli, di solito riesce a sopportare il calore molto più facilmente rispetto al cavallo che è montato solo il fine settimana e che è sedentario nei giorni ordinari.
  • I problemi di salute del tuo cavallo. Il tuo cavallo soffre di allergie, anidrosi, ha altri problemi di salute che colpiscono il suo sistema respiratorio, d'estate tende a dimagrire perché non sopporta il caldo? Meglio movimentarlo solo alle prime ore del mattino e alla sera.
  • Il cavallo è sovrappeso. Se il cavallo è florido, quando non cicciottello, o addirittura grasso, avrà più difficoltà a performare a temperature elevate. Suderà parecchio, rischiando la disidratazione, se gli viene chiesto uno sforzo intenso sotto il sole cocente di giornate estive a temperature record.
  • I servizi offerti dall'infrastruttura. Un conto è l'arena direttamente esposta al sole ardente, altro è l'arena coperta e ventilata. Inoltre, l'infrastruttura offre uno spazio per docciare i cavalli che sia ombreggiato? C'è accesso a un'area ventilata con ombra per il ristoro dei cavalli? I box sono ventilati?
  • L'intensità del lavoro. Nelle giornate roventi e umide, meglio un leggero lavoro in piano che galoppate sfrenate sotto il sole.
  • L'ora del giorno. D'estate, prima delle 8 di mattina e dopo le 6 di pomeriggio sono gli orari ideali per movimentare i cavalli.
  • Dove vivi. Un conto è se ti trovi in Trentino Alto Adige, altro se sei in Sicilia. D'estate sono da evitare gli spostamenti lunghi con mezzi non ventilati, in orari di massima insolazione. Inoltre, un cavallo abituato a vivere al fresco soffrirà di più una trasferta "tropicale" per una gara o concorso.
  • Disidratazione. Il cavallo tende a disidratarsi facilmente? Beve poco? Controlla i suoi segni vitali e il livello di idratazione prima di metterlo sotto sforzo. 


    In caso di dubbio, vai sul sicuro e parla con il tuo veterinario su ciò che è meglio per il tuo cavallo in particolare.

E ai comitati organizzatori di corse, gare e concorsi: è proprio il caso di settare una gara alle 14 o 15 del pomeriggio con le temperature tropicali che abbiamo in questi giorni? Sono numerose le segnalazioni pervenute alla segreteria Horse Angels con reclami degli atleti stessi, di quelli che hanno a cuore il proprio cavallo almeno, relativamente a gare, corse e concorsi in orari in cui la calura è ancora tormentosa.

Aspetti filosofici

La Dentosofia prende il suo nome dal latino dens, il dente e dal greco sophia, la saggezza, è una terapia che nella definizione del suo ideatore Michel Montand è “caratterizzata da un approccio umanistico all’arte dentistica, basata su tecniche funzionali conosciute, che pone in evidenza il legame tra l’equilibrio della bocca, l’equilibrio dell’essere vivente e, più estesamente, quello del mondo intero.

La bocca riveste un ruolo centrale per l’equilibrio e la salute dell’intero organismo e quindi può richiedere un approccio non convenzionale quando da sistemare non è solo la bocca del cavallo, ma anche la sua postura.

Nell'ambito delle discipline olistiche applicate al cavallo, gni atto terapeutico viene eseguito nel riconoscimento dei legami che intercorrono tra la singola parte del paziente e la sua integralità di corpo e  mente. Quindi in queste correlazioni non si esclude l'equilibrio psicoaffettivo, che in qualche modo può evidenziarsi nel cavo orale con la posizione, le malattie o i traumi che i denti subiscono.

La Dentosofia divide la bocca in una metà destra, che corrisponde al maschile, alla materialità, e in una sinistra, che corrisponde al femminile, alla spiritualità. A ogni dente viene dato un contenuto archetipico. L’incisivo superiore di destra è l’archetipo maschile, quello di sinistra il femminile, il laterale destro è l’archetipo padre, il sinistro la madre. Il canino superiore destro esprime la forza, il coraggio, quello di sinistra l’amore e l’attaccamento per la propria gente… e così via per tutti i denti.

La saggezza dei denti, nel gioco degli specchi, può essere considerata il riflesso del vissuto del cavallo.

Intervenire sui denti può influire sull'aspetto fisico, funzionale, psichico, affettivo, emozionale. Questo approccio globale permette di usare la bocca e le sue problematiche come porta d’ingresso nell’organismo. Il miglioramento di queste funzioni: deglutizione, respirazione e masticazione che innesca il cambiamento della bocca e la livellatura dei denti è fondamentale, non solo per l'assimilazione di fieno e granaglie, ma anche per la postura del cavallo nella disciplina equestre, nel modo in cui l'imboccatura agisce come leva, nel dolore che può causare e dunque nelle resistenze del cavallo a muovere determinati passi.

Questo processo di cambiamento, di riabilitazione delle funzioni, assume un’importanza fondamentale nel cavallo e mai cavallo dovrebbe essere messo al lavoro prima di un controllo accurato della sua bocca e la risoluzione di eventuali problematiche lì rilevate.

Ricolgendosi a un bravo dentista per equini si possono ottenere buoni risultati riportando equilibrio anche nelle bocche più disarmoniche.

La pratica di livellatura dei denti deve essere considerata una parte fondamentale della routine di cure veterinarie per tutti i cavalli.

Aspetti tecnici

I denti si livellano limando le punte taglienti che si sono sviluppate nel tempo.

Ci sono diversi motivi per cui i cavalli sviluppano queste punte taglienti che necessitano di intervento di odontoiatria equina. I denti dei cavalli continuano a crescere per tutta la vita e si usurano tramite triturazione degli alimenti e mediante contatto tra denti opposti. Poiché la mascella superiore dei cavalli è più ampia rispetto a quella inferiore, gli appoggi delle due arcate potrebbero non combaciare in modo adeguato, con conseguente sviluppo di punte acuminate.

Queste ultime possono causare ulcerazioni della mucosa, della lingua e della guancia. Le piaghe recano dolore durante la masticazione o nel portare l'imboccatura quando l'equino è utilizzato per gli sport equestri. Spesso i cavalli con disagio dentale scuotono la testa e fanno cadere una quantità eccessiva di alimento dalla bocca durante la masticazione.

Alcuni cavalli possono avere difficoltà a mantenere la condizione corporea, con conseguente perdita di peso, a causa del mal assorbimento. Anche se la quantità di alimenti somministrata è medesima, l'importo nutrizionale che l'equino riesce a digerire risulta inferiore. Inoltre, l'alimento mal digerito può portare a occlusioni intestinali, a coliche e a diarrea. 

Per prevenire questi danni, i denti di cavallo dovrebbero essere controllati almeno una volta all'anno, anche se non si nota alcun problema.

Alcuni cavalli possono richiedere un intervento annuo da parte del dentista specializzato in equini. Questi è un veterinario ippiatra che ha pratica anche di odontoiatria equina. Chiamate lo specialista soprattutto se si notano anomalie del morso. I cavalli in età geriatrica dovrebbero essere valutati per perdita dei denti, che è un effetto naturale del progredire dell'età. I puledri dovrebbero essere valutati per i denti pre-maturità allentati, che possono essere rimossi, se fastidiosi, per evitare interferenze con l'imboccatura.

Oggi, con l'invenzione degli apparecchi per l'odontoiatria più avanzati, la cura dei denti è diventata parte integrante delle buone pratiche di gestione degli equini.

Intimo, cioè nascosto, anche inconfessato e confidenziale, se vogliamo fraterno quando sottintende curare l'igiene.

I cavalli sono un pò come bambini, hanno tanti bisogni e tanti problemi una volta che diventano cavalli domestici. Potrebbe sembrare ridondante un post sull'igiene intima del cavallo, ma ci sono casi in cui non conoscere certi problemi può provocare malintesi e mettere a repentaglio la stabilità della relazione di un cavallo con il suo proprietario, se non la vita stessa dell'animale.

In generale le zone intime non hanno bisogno di una pulizia frequente. Ma è opportuno verificare se ce ne è bisogno, specialmente se si possiede un castrone scuderizzato. Se c'è irritazione il cavallo può provare dolore nell'urinare. Il problema, se trascurato, alla lunga diventa un' infezione ai genitali, tanto che il cavallo arriva a presentare comportamenti poco sereni, può sembrare un cavallo difficile e non collaborativo, ma è solo un cavallo che ha bisogno di aiuto. Con un programma di sedute di igiene ripetute periodicamente, il problema si risolverà e il cavallo tornerà a essere sereno.


Attrezzatura a portata di mano: i guanti in silicone usa e getta, 3 o più secchi d'acqua calda e pulita, 1-2 salviette, 2 spugne pulite, un flacone di detergente delicato.

Se è la prima volta che vi apprestate alla pulizia dei genitali del cavallo, si consiglia di procedere prima ad una pulizia generale, in modo che il cavallo prenda confidenza con quello che state facendo.

Usate guanti in silicone monouso, mentre per spugne e salviette procedete a lavarli e disinfettarli dopo l'uso. Ogni cavallo deve avere le sue spugne e salviette riservate per evitare il rischio di infezioni incrociate. Se avete più cavalli scegliete spugne e asciugamani di colore diverso per contraddistinguerne l'appartenenza.

Operazioni preliminari: legare il cavallo alla posta prima di procedere con la pulizia intima. Potete eventualmente intrattenerlo con del fieno posto in una rete sollevata in modo che si rilassi per il tempo necessario alla seduta di igiene. Mettere in un secchio un po' di prodotto di pulizia, e nell'altro lasciare acqua pulita tiepida per il risciacquo. Fare annusare al cavallo la spugna inumidita, sulla quale avrete versato un po' di sapone prima di procedere, in modo che sappia che non vi è nulla di cui preoccuparsi.

Cavalla Femmina

Scegliere un flacone di sapone delicato e non irritante. Versarne quanto basta sulla spugna inumidita e procedere alla pulizia dei capezzoli con delicatezza. Immergere più volte la spugna nel primo secchio di acqua saponata fino a che il lavoro non è terminato. Prendere la seconda spugna dal secchio di acqua pulita e risciacquare. Poi tamponare la zona pulita con la salvietta.

Ripetere tutte le operazioni di cui sopra per la vulva, lasciando come parte finale da pulire la parte inferiore della coda e l'ano. Asciugare delicatamente con una salvietta pulita.

Cavallo Maschio e Castrone

Mettere il prodotto di pulizia sulla spugna inumidita. Partire dai genitali esterni, inserire poi la spugna nella fessura per ammorbidire lo smegma (si tratta di secrezioni secche che si eliminano da sole se il cavallo sfodera spesso, ma che possono diventare un problema se il cavallo sfodera raramente e queste proliferano, causando una infiammazione dei genitali), e quindi riporla nel primo secchio di acqua saponata. Poi inserire le dita inguantate nel fodero per rimuovere delicatamente le secrezioni. Ripetere l'operazione della spugna saponata e della rimozione manuale fino a che la zona non è adeguatamente pulita. Asciugare l'esterno con una salvietta. Se il cavallo ha una infezione in corso saranno necessari più secchi di acqua tiepida dove avrete diluito un prodotto antisettico/antibiotico prescritto dal veterinario. Come ultima operazione, potete inserire nel fodero una crema tipo la pasta all'ossido di zinco o altra crema lenitiva per l'igiene intima. Serviranno più sedute a distanza di qualche giorno l'una dall'altra per liberarsi definitivamente dall'infezione.

Un cavallo che sta bene si vede.

Solitamente ha:

  • il mantello lucido,
  • la criniera e la coda folte e morbide,
  • una groppa arrotondata,
  • le costole non sono a vista,
  • il collo è pieno,
  •        l'occhio è vispo.

Inoltre, trasmette l'idea di un animale sereno, mangia volentieri, finisce sempre la sua razione, tende ad essere giocoso, estroverso, curioso di qualsiasi cosa e volenteroso a fare: anche questi sono segnali che sta bene. Infine, le unghie dei piedi sono forti, meno suscettibili a rompersi o a scheggiarsi rispetto a quelle di un cavallo meno in salute.

Se e quando il cavallo non si presenta così, il proprietario può chiamare il veterinario per una verifica sulla salute mancante, per capire se c'è una patologia di fondo, insufficiente apporto di cibo, alimenti non abbastanza qualitativi, necessità di cambio di gestione. Se il proprietario non si attiva, potrebbero farlo altri, e sarebbe più imbarazzante essere il bersaglio di segnalazioni di negligenza o ipotetico maltrattamento.

Va da sé che c'è chi ha il cavallo e non può permettersi di servigli pasti di qualità e in abbondanza, cure veterinarie e di mascalcia assidue, movimentazione e svago quotidiani e che nondimeno ciò non è sufficiente a una certificazione di maltrattamento. 

Come tra gli esseri umani, c'è chi vive in maggior benessere e chi fatica a campare. Come non tolgono i figli a chi fatica ad arrivare a fine mese, non sempre tolgono i cavalli solo perché c'è una situazione di difficoltà e negligenza. Perché ci sia un sequestro degli animali, l'incuria, negligenza, maltrattamento, occorre provare che si perpetuano da tempo e che hanno come effetto diretto la morte di uno o più esemplari.

Quindi, molto nella gestione in benessere al top del cavallo dipende esclusivamente dalle scelte dei proprietari, non vincolate da alcuna legge o regolamento: si tratta di scelte di razionalità, buon senso, capacità di tasca, istruzione, sensibilità.

Sarebbe lecito interrogarsi, se non si arriva a fine mese, che senso ha volere il cavallo, tenendo conto che la gestione in benessere dello stesso costa tempo, fatica e non poche risorse economiche, quando non si possiede sufficiente pascolo da poter sfamare tutto l'anno il cavallo/i con erba in quantità e qualità sufficienti per garantire una buona forma fisica.

Le risorse economiche non sono tutto, ovviamente, ma sono un criterio di auto selezione/esclusione che può evitare i casi di cattiva gestione/maltrattamento per insufficienza di risorse disponibili. Le altre scelte di benessere non dipendono invece dai soldi, ma dalla sensibilità personale, dagli studi, dagli obiettivi che ci si pone.

Tutte le risposte ai nostri mali psicosomatici sono nei fiori, se ci credi funziona

Così almeno la pensava un medico britannico - Edward Bach - intorno al 1930.

Bach sosteneva che tale forma di sostegno floreale dovesse essere disponibile a tutti, anche attraverso l'autodiagnosi, perché fiori diluiti in acqua, quelli da lui selezionati almeno, male non possono fare e sono privi di effetti collaterali.

La base di tutta la medicina "magica" è crederci. Dopo tutto è stato scientificamente provato che medicine vere, e palliativi, dati a pazienti diversi, con lo stesso identico male, fatto credere ad entrambi che si tratti di medicinali veri, allopatici, possono dare il medesimo risultato. In poche parole in determinate circostanze, o per date afflizioni, se ci crede la testa, il corpo segue.

Alla base della floriterapia di Bach è il principio secondo il quale nella cura di una persona da disturbi psicologici, come afflizione, tristezza, depressione, rabbia, paura, irritabilità e via dicendo, molto debba essere fatto attraverso l'attitudine, che i fiori, e la loro assunzione, possono aiutare a sviluppare.

Bach sviluppò 38 essenze e un composito, diluizioni di fiori in acqua di fonte con aggiunta di bevanda alcolica per la conservazione.

Ogni rimedio avrebbe un'azione specifica su un certo atteggiamento mentale.

La dose abituale è di quattro gocce sulla lingua fino a 4 volte al giorno.

La dose non aumenta con la dimensione del destinatario: il dosaggio è il medesimo per un gatto o per un cavallo!

Una bottiglia da 25ml contiene circa 250 gocce, al prezzo massimo di una decina di euro, quindi questa è una forma economica di guarigione spirituale che chiunque può provare, se lo crede opportuno. Non c'è bisogno di ricetta.

Da evitarsi la sbornia, perché la diluizione è di solito in brandy.


Ecco i fiori (con il nome in inglese con il quale si trovano in commercio) acquistabili in farmacia o erboristeria:

1. AGRIMONY: Per quei soggetti che soffrono di preoccupazione interiore e che cercano di nasconderla dietro una facciata di falsa serenità.

2. ASPEN: Apprensione, per quei soggetti che vivono la sensazione che qualcosa di terribile stia per accadere senza sapere perché. Ansia inspiegabile, presentimenti. Ansia per nessuna ragione conosciuta.

3. BEECH: Per quei soggetti che sono critici e intolleranti verso gli altri. Tipi arroganti.

4. CENTAURY: Debolezza della volontà, quelli che si lasciano sfruttare e quando è loro imposto diventano servili fin troppo, a scanso della loro salute. Ideale per il cavallo timido e sottomesso, ansioso di aiutarci sempre.

5. CERATO: Per quei soggetti che mettono in dubbio il proprio giudizio e intuizione, hanno sempre bisogno di seguire gli altri perché non hanno fiducia nelle proprie capacità.

6. CHERRY PLUM: Soggetti irrazionali che hanno paura di tutto e che possono avere incontrollati scoppi di collera. Aiuterà a riprendere il controllo.

7. CHESTNUT BUD: rifiuto di imparare dall'esperienza, ripetendo gli stessi errori. Per il cavallo distratto o un cavallo che è lento ad apprendere.

8. CHICORY: Per tipi eccessivamente possessivi, capaci di autolesionismo pur di attirare l'attenzione.

9. CLEMATIS: Per soggetti indifferenti, disattenti, che sognano ad occhi aperti, distratti. Per chi ha difficoltà a concentrarsi sul lavoro perché pensa sempre ad altro.

10. CRAB APPLE: Per chi si sente impuro o si vergogna di se stesso anche senza averne ragione. Per chi deve lavorare sull'autostima.

11. ELM: Per chi si sente temporaneamente sopraffatto dalla inadeguatezza o dalla responsabilità, anche se è un soggetto capace.

12. GENTIAN: Per tipi che si scoraggiano facilmente, scettici e pessimisti, affetti da stati depressivi.

13. GORSE: Per i disfattisti, coloro che hanno perso ogni ambizione e a quel punto anche l'interesse a mettersi in discussione, provando strade nuove per risolvere i problemi.

14. HEATHER: Per i soggetti ossessionati dal proprio passato e dalle cattive esperienze maturate, perché possano liberarsi dei fantasmi e concentrarsi sul presente.

15. HOLLY: Per coloro che sono gelosi, invidiosi, vendicativi e sospettosi.

16. HONEYSUCKLE: Per chi ha nostalgia del passato, di affetti o sistemazioni perdute, per chi non si sente a casa dove è e non riesce a dimenticare quello che non può più avere.

17. HORNBEAM: Per chi tende all'ozio e si sente mentalmente stanco. Per chi ha scarsa vitalità e tende a posticipare le cose da fare.

18. IMPATIENS: Per i tipi impazienti e irritabili che reagiscono in modo esagerato e impetuoso alle circostanze.

19. LARCH: Per chi cova continuamente aspettative di fallimento, si sente inferiore, manca di fiducia in se stesso e si fa prendere da mille paure che gli impediscono di mettersi in gioco.

20. MIMULUS: Per i timidi che hanno paura di tutto e vivono ogni ostacolo con estremo timore.

21. MUSTARD: Per i soggetti che soffrono di stati emotivi altalenanti tra la gioia e la depressione e mancano di sostanziale equilibrio.

22. OAK: Per i gran lavoratori, coraggiosi e determinati che però possono andare oltre i propri limiti finendo per logorarsi. Aiuta a riconoscere quando è il momento di riposarsi.

23. OLIVE: Per coloro che sono tanto affaticati da rischiare il collasso. Aiuta a rilassarsi dopo battute di lavoro intenso.

24. PINE: Per chi ha sensi di colpa per errori commessi, tanto da sentirsi indegno di riscatto.

25. RED CHESTNUT: Per i tipi ansiosi che si curano eccessivamente degli altri tanto da divenire invadenti e inopportuni.

26. ROCK ROSE: Per i soggetti allarmati, in preda al panico, per farli uscire dallo stato di agitazione.

27. ROCK WATER: Per coloro che sono troppo duri con se stessi, hanno una eccessiva rigida mentalità, e tendono ad un eccesso di solitudine.

28. SCLERANTHUS: Per chi prova incertezza e indecisione con stati d'animo fluttuanti che impediscono di prendere le decisioni.

29. STAR OF BETHLEHEM: Per chi ha sviluppato paura a seguito di incidente. Per liberarsi dai traumi accumulati.

30. SWEET CHESTNUT: Per lo sconforto assoluto, per chi pensa di avere raggiunto il proprio limite tanto da non aver più voglia di reggersi in piedi.

31. VERVAIN: Per tipi fanatici e tesi che si sentono continuamente frustrati da come vanno le cose e rischiano di diventare prepotenti perché vogliono distruggere tutto quello che non accettano.

32. VINE: Per i tipi tirannici e ambiziosi che vogliono comandare su tutto e su tutti finendo per essere rigidi.

33. WALNUT: aiuta ad accettare i cambiamenti, ad esempio ad un nuovo ambiente.

34. WATER VIOLET: Per i tipi riservati e altezzosi che si lasciano coinvolgere poco emotivamente da chi li circonda e anche quando hanno bisogno di aiuto pensano, erroneamente, di potersela cavare da soli.

35. WHITE CHESTNUT: Per chi ha pensieri persistenti e indesiderati che impediscono di affrontare con serenità gli eventi. Per chi si logora con il monologo interiore.

36. WILD OAT: Aiuta a impegnarsi con più determinazione, da usare in caso di esitazioni.

37. WILD ROSE: Per gli apatici che accettano la sorte facendo poco o nessun sforzo di miglioramento perché gli manca l' ambizione.

38. WILLOW: Per chi prova risentimento e amarezza e tende all'auto-pietismo che invalida all'azione.

39. RESCUE REMEDY: Una combinazione di Cherry Plum, Clematis, Impatiens, Rock Rose e Star of Bethlehem. Per tutte le emergenze e gli stati angosciosi improvvisi con effetto calmante e rassicurante.

Sei arrivato fino a qui, perché non sostenere il network?