Traduci

Italian Afrikaans Albanian Arabic Armenian Azerbaijani Basque Belarusian Bulgarian Catalan Chinese (Simplified) Croatian Czech Danish Dutch English Estonian Filipino Finnish French Galician Georgian German Greek Haitian Creole Hebrew Hindi Hungarian Icelandic Indonesian Irish Japanese Korean Lithuanian Norwegian Persian Polish Portuguese Romanian Russian Serbian Slovak Slovenian Spanish Swahili Swedish Thai Turkish Ukrainian Welsh Yiddish

Cari Horse Angels,

C'è un problema di cui mi piacerebbe fosse discusso pubblicamente. Competo in una disciplina equestre e penso che nel mondo del cavallo, almeno quello che io frequento, che si tratti di alcool, pillole, cocaina o eroina, circolino troppe droghe e sia difficile non cadere nella dipendenza. 

Guardatevi intorno, ci sono persone che è palese che siano proprio tossicodipendenti a tutti i livelli: atleti, ma anche istruttori e altri operatori che circolano intorno. La tossicodipendenza è una malattia ed è curabile con l'aiuto professionale e la riabilitazione. Ma un tossicodipendente ha anche bisogno di assistenza. Da voi, da me, da tutta la nostra comunità di amanti del cavallo.

Il nostro sport in particolare sembra essere pieno di queste problematiche. Perché? È l'accesso al denaro, o il fatto che ci vogliono soldi per competere in questo sport? O è lo stress di non sapere come ti andrà la gara? O forse il coraggio che serve e che manca se non compensato con le droge? O è per non sentire fatica e dolore?

Come capita che si curino i cavalli, o li si dopi, per renderli insensibili a fatica e dolore, lo stesso può succedere agli umani. 

Ogni dipendenza dal farmaco che controlla il dolore, ingenuamente dispensata da un medico, può trasformarsi in un'altra dipendenza e l'utente si rivolge all'eroina quando non può più permettersi di acquistare altro.

Il problema è reale, diffuso. E come atleta, allenatore e proprietario, posso garantire che incontro molte persone che sono affette da questa dipendenza.  Può darsi che non sia subito evidente, la persona può sembrare pienamente funzionale. Ma come tossicodipendente esiste solo la discesa e prima o poi si tocca il fondo.

Parte di una conversazione iniziata su Facebook ha raccomandato che la Federazione fornisca informazioni e mezzi per uscire da questa parabola discendente. Parte di quella stessa conversazione ha raccomandato che noi, cavalieri, dobbiamo essere testati sulle droghe, insieme ai nostri cavalli. Ma l'antidoping ai cavalieri farebbe aumentare i costi di iscrizione e solleva molte questioni legali.

Credo che maggiore informazione, campagne stampa specifiche che allontanino i giovani da questo rischio, come un elenco di opzioni di aiuto (dalle linee telefoniche per la dipendenza alla riabilitazione) siano fondamentali e che sia un dovere la diffusione.

Secondo me però va curato anche l'ambiente. Occorre una terapia collettiva che soccorra anche l'allenatore, l'istruttore, il partner...  fornire un orecchio aperto e una spalla ferma. E' un problema sociale oltre che individuale. Se esce solo una persona dalle droghe, ma non chi frequenta, la ricaduta è dietro l'angolo.

Quindi, ecco, ho trovato il coraggio per scrivervi e vi chiedo di divulgare il problema affinché qualcosa succeda e si trovi un modo per lottare contro questo demone.

Insistete, per favore, perché sia fornita informazione a coloro che soffrono e siano fatte campagne stampa anti abuso di droghe nel mondo del cavallo.

Anonima Atleta

 

Iscrizione alla newsletter Horse Angels

Grazie per l'adesione|

Dona online

Considera di sostenerci!

Offerta libera:
 EUR

Sei arrivato fino a qui, perché non sostenere il network?

CONCORSO LETTERARIO ED. 2019

Partecipa al concorso letterario annuale