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Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

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Perchè in questo paese è più facile abolire che controllare?


cocchiera MarikaPerchè le cose vengono lasciate "andare a male" senza sorvegliare, emanare e fare rispettare le leggi, applicare multe... e ci si limita poi a bandire ció che non si è stati in grado di gestire?

Qui da noi in Italia, si usa sempre di "fare di tutta l'erba un fascio".

Esistono tante persone che amano il proprio cavallo ed il proprio lavoro e che ora rimarranno disoccupati.

I cavalli vengono sfruttati molto di più nelle competizioni, nelle quali ancora si vedono arti spezzati durante le corse al galoppo, cavalli picchiati e dopati per trottare più veloce, cavalli da dressage perennemente in rollkur... e potrei stare qui ad elencarne tanti altri, ma quindi dov'è la coerenza? Forse per "quegli altri cavalli" va bene così perchè girano veramente tanti soldi?

E questi cosiddetti "animalisti" dovrebbero informarsi e studiare un pó di più prima di puntare il dito e prima di vedere in un cavallo con la bocca aperta un animale sofferente.

Sicuramente, quando questi cavalli verranno mandati al macello da chi non potrà più mantenerli, essendo rimasti disoccupati, beh poi probabilmente sarete soddisfatti.

Comunque esistono anche persone che con il proprio lavoro avevano coronato il loro sogno, e voi glielo state distruggendo. Sappiatelo.

Marika Iavarone (cocchiera di Lucca) e Lucer (il suo cavallo amato)


vetturina LuccaLA MODIFICA DELL'ART. 41 DEL CODICE DELLA STRADA

Ci sono persone che non riuscirebbero a mantenere il proprio cavallo, o a stare tutto il giorno con lui, se non potessero fargli fare qualche ora di lavoro al giorno.

Animalisti autoreferenziali, senza appoggiarsi a perizie medico veterinarie, a studi di settore condotti da università veterinarie, hanno deciso che la trazione dei cavalli è maltrattamento, e di farne il cavallo di battaglia.

Questi animalisti, spesso nella completa ignoranza dei cavalli, si battono per abolire la trazione equina di piazza in Italia, ma non fanno nulla per gli altri problemi dei cavalli, non scendono nei contenuti, non ricollocano cavalli dei sequestri, non seguono i problemi che ci sono nelle varie discipline, si limitano a tutelare i cavalli per slogan e il loro motto preferito è "basta carrozzelle e sfruttamento dei cavalli", senza referti veterinari su ciò che loro definiscono maltrattamento.

I vetturini non sono tutti uguali. C'è chi ama il proprio cavallo e vive per lui. E morirebbe per lui.

La presunta modifica dell'articolo 41 del Codice della Strada, non ancora approvata dal Parlamento Italiano, così come divulgata dai giornali in questi giorni, non tutela i cavalli.

Prevede l'abolizione del servizio di piazza ippotrainato in tutto il territorio nazionale, senza valutazione caso per caso dove c'è o non c'è maltrattamento.

Inoltre, tale proposta di modifica, cita una presunta azione diretta da parte del Ministero della Salute per spostare i cavalli esonerati dai vetturini alle associazioni animaliste riconosciute per decreto per l'affido di animali da maltrattamento, sequestro, confisca.

Ebbene, Horse Angels è riconosciuta a tal fine. E ci arriva addosso questa faccenda, senza un preventivo tavolo equidi di concertazione. Non siamo minimamente d'accordo.

Si tolgono bambini a famiglie con la presunzione che siano disagiate, per metterli in mano a truffatori e abusatori (vedesi il caso dei bambini dell'Emilia che ha scandalizzato il paese). Ora si vogliono togliere i cavalli a persone che li amano, "presunti maltrattatori", senza uno straccio di perizia medico veterinaria per provare il maltrattamento, per darli ad associazioni animaliste, neppure consultate, e senza provvedere ad un fondo all'uopo per il mantenimento dei cavalli esonerati dal loro lavoro.

Così i cavalli, neppure censiti dal Ministero della Salute che dovrebbe emanare entro 6 mesi dalla riforma approvata dell'articolo 41 il decreto attuativo di affido alle associazioni animaliste riconosciute, secondo quanto emerge dai media in base alle dichiarazioni dei politici firmatari della proposta di riforma, verrebbero dismessi e affidati alle associazioni animaliste riconosciute su base del tutto volontaristica, senza alcun rimborso spesa.

In pratica i cavalli dismessi rischiano di finire al macello per dare soddisfazione a presunti maltrattamenti autoreferenziali e non comprovati da referti medico veterinari.

Siamo al ridicolo. Horse Angels si opporrà a questo modo scriteriato di trattare l'argomento dei cavalli e della trazione animale.

POSTA DEL CUORE: Al Ministero della Salute, Dipartimento Tutela Animali e Interventi Assistiti con gli Animali

(mail già inviata a mezzo posta elettronica al referente, e pubblicata perché esigiamo una risposta)

In considerazione del grosso interessamento del Ministero della Salute negli Interventi Assisti con gli Animali e loro regolamentazione, a fronte di segnalazioni riguardanti le cattive condizioni dei cavalli, proprio in centri che si fanno promotori di “Corsi di pet therapy”, Horse Angels chiede se alla pubblicazione delle linee guida IAA ha fatto seguito un elenco, aggiornato, dei centri riconosciuti idonei a svolgere tali attività e se sono previste misure di controllo e monitoraggio, al fine di garantire l’adeguatezza del servizio, sia in termini di formazione degli operatori che di assistenza agli utenti . 

Consultando il portale del centro di referenza nazionale , in effetti, ho trovato pubblicato un elenco che ha la specifica di un censimento delle strutture https://www.izsvenezie.it/temi/altri-temi/interventi-assistiti-con-gli-animali/censimento-nazionale/ ma con iscrizione su base volontaria https://digitalpet.it/strutture?pag=1

Il numero esiguo di strutture ivi registrate, rispetto alla moltitudine di offerte di “ippoterapia personalizzata”, presenti sul territorio, non rende giustizia né alla scienza riabilitativa né all’autorevolezza degli operatori sanitari, impegnati al recupero del benessere degli “umani un po' diversi”, attraverso la relazione con gli animali. 

Nello specifico, sull’argomento “ippoterapia”, non mi pare sia in atto una campagna informativa adeguata, ovvero mirante a fornire agli utenti i criteri necessari per ottemperare scelte corrette. Così molto spesso ci si trova davanti a locandine promozionali, perlopiù finalizzate al pareggio di bilancio di circoli, fattorie didattiche, agriturismi …

Quindi le domande sono: 

  • esiste una figura o un organismo a cui rivolgersi per segnalare situazioni non congrue, in ambito di IAA, ivi compresa la gestione dei cavalli? 
  • esiste un albo professionale degli operatori IAA accreditati?

Grazie per l'attenzione,

Dott.ssa Giordana Marcolini per Horse Angels

Cari proprietari di maneggi, commercianti, e anche privati detentori di cavalli, attenzione ai cavalli che vendete senza titoli di proprietà sugli stessi, non sempre ciò è lecito, oltre che poter essere sconsiderato dal punto di vista dell'etica.

E' vero che i cavalli sono beni mobili non registrati nel nostro ordinamento, poiché è stata istituita l'anagrafe equidi, ma senza rafforzarla con un regime di circolazione, per cui è ancora in uso, come consuetudine, la vendita dei cavalli per accordo orale, che permette ai dententori degli stessi di farli passare di mano in mano, spesso incautamente, senza tracciabilità e senza regolare il possesso in anagrafe. C'è però una linea sottile tra vendita legale e ricettazione. O almeno, nella storia del cavallo che stiamo per raccontarvi, il passaggio incauto di un cavallo di maneggio in maneggio, in Veneto, è terminata con un sequestro.

Le storie dei cavalli sono spesso racconti di fiducia mal riposta, come la storia di Fidi, che tanto ha da insegnare su come la fiducia sia un processo, un ricorso, un prestito e talvolta pure una cambiale al portatore, perché senza fiducia non c'è vita, ma solo il deserto arido di ciò che sarebbe potuto essere ma non ha avuto la forza per diventarlo.

Su Fidi si potrebbero dire milioni di cose (anche insultando qualcuno), ma poi quel che conta è che giustizia sia fatta.

Quando si cede un cavallo, si fa un prestito di fiducia, non di rado mal riposta.

Quanti cavalli sono spariti nel nulla quando la loro utilità è terminata? Storie tutte per lo più identiche, raramente con un lieto fine.

La storia di Fidi è emblematica in questo senso, con i suoi tanti passaggi di mano, anche se nel suo caso c'è ancora speranza, perché Horse Angels ha ancora avuto voglia di arrabbiarsi per questioni di principio, facendo una vera e propria investigazione privata per arrivare a tracciarlo e per chiedere alle autorità il suo sequestro, dopo la sua sparizione.

E3EFB380 1BB3 404F 909E 043CD5057F71Fidi appena arrivato in stallo presso maneggio convenzionato con Horse Angels per salvataggio cavalli: il Papeete Horse Resort di Bibiano, in provincia di Venezia, perché ci sono anche maneggi che salvano cavalli, non solo quelli che li fanno sparire.

La rabbia, che alle volte sembra vana, può essere anche un bel sentimento, perché significa che ancora qualcosa importa. Se si arriva infatti al momento in cui si dice, ma chi me lo fa fare? Subentra quel menefreghisimo per cui si diventa accondiscendenti. 

Quante volte hai pensato anche tu lettore che, in fondo, il mondo del cavallo è quello che è, immutabile, impossibile da eticizzare. Quante volte hai pensato che è inutile aiutare i cavalli bisognosi perché tanto come fai sbagli ed è un pozzo senza fine di cavalli indesiderati, per i quali non esistono soluzioni permanenti. Se anche salvi un cavallo, poi lo ricollochi, non è mai salvato del tutto, perché la persona che lo prende tenderà a disfarsene prima o poi, quando quel cavallo gli diventa un peso.

Sarebbe bello pensare che ci si un limite al numero di volte in cui un cavallo può essere tradito, stracciata la sua fiducia, feriti i suoi sentimenti, gettato via come una cosa inutile. 

E, a rigor di logica, ci dovrebbe essere un limite alle volte in cui si deve salvare un cavallo, prima di metterci una pietra sopra che è tutto inutile, perché il mondo del cavallo è quello che è, e nessun cavallo è mai salvo, neppure se il suo passaporto ne dichiara la non macellabilità

Ma la speranza si sa, è sempre l'ultima a morire, altrimenti ci si dovrebbe rassegnare all'aridità di questo mondo dove siamo tutti carne da macello.

Ed ecco la storia di Fidi, il salvato molte volte e ancora bisognoso di salvataggio.

Cavallo da sella, fino a che è rimasto nel circuito dei cavalli sportivi ha fatto numerosi cambi di mano, anche perché ha sempre avuto il suo carattere, ha sempre dimostrato di non essere un automa, ma di aver bisogno di una relazione empatica per "funzionare" nelle discipline equestri. Fino a che, qualche anno fa, la persona che lo aveva si è rivolta a Horse Angels per ricollocarlo come cavallo difficile. 

Fidi è così andato in adozione gratuita con passaggio di proprietà presso una fattoria didattica. Tale sistemazione, che si sperava fosse definitiva, non si è rivelata tale. Il proprietario dell'animale, non avendone un uso pratico, l'ha ceduto a un maneggio in buona fede, pensando di fare la cosa giusta.

Il maneggio in questione ha tenuto il cavallo solo per la stagione estiva, finita la quale l'ha ceduto a un commerciante, il quale l'ha messo in conto vendita presso un altro maneggio. 

Ed è qui che una persona che si ricordava di aver visto il cavallo sulla bacheca Horse Angels di facebook l'ha riconosciuto, e ci ha contattato per avvisarci della situazione.

Horse Angels ha chiamato il maneggio, specificato che vendere un cavallo senza averne titoli di proprietà può essere ricettazione, il cavallo è sparito nel nulla. Ma dietro pagamento di un "riscatto" poteva forse essere reso disponibile nuovamente dal commerciante che lo aveva ritirato. 

Sembrava impossibile rintracciare Fidi senza pagare un riscatto. Ma mai darsi per vinti. 

E' servita tanta astuzia, un pizzico di fortuna, i contatti giusti, le pressioni necessarie, per tracciarlo. Horse Angels ha ottenuto l'indirizzo del cavallo e chiamato la forestale, che in meno di un'ora dalla telefonata ricevuta era sul posto a firmare il sequestro preventivo per la messa in sicurezza del cavallo, con l'ipotesi di reato di ricettazione e forse anche maltrattamento, dal momento che con tutti quegli sballottolamenti da maneggio in maneggio, non si trovava nelle sue condizioni migliori.

Presso la medesima scuderia dove si trovava Fidi, sono stati rinvenuti altri cavalli con irregolarità nella tracciabilità, a disposizione di un commerciante di cavalli già noto agli inquirenti per vari reati (tra i quali lo spaccio). 

Fidi è tornato dall'ultimo proprietario in anagrafe equidi, quale custode giudiziario temporaneo, che però così come lo aveva ceduto incautamente, così non lo poteva tenere, perché non aveva tempo e modo di occuparsi dignitosamente di lui.

Quindi si è rivolto a Horse Angels, per un giro dell'oca, chiedendoci di ricollocarlo.

Horse Angels è così subentrata come custode giudiziario del cavallo, in attesa del procedimento giudiziario, dell'ipotetica confisca definitiva e magari di un nuovo corso di adozione, per provare l'ennesima volta ad avere fiducia in una soluzione definitiva, in un mondo del cavallo dove tutto sembra precario, dove le relazioni, specialmente quelle con i cavalli, sono per lo più instabili e spesso anche morose dal punto di vista della regolarità del possesso e tracciabilità.

Un mondo dove i cavalli inutili finiscono al macello, anche abusivamente, perché è il modo più facile per farli sparire definitivamente dalla circolazione.

Ci risiamo Fidi, nuovo giro, nuova chance di adozione/affido, ma per il momento solo a distanza. Nella speranza che qualcuno, leggendo la tua storia, abbia ancora voglia di combattere per salvare un cavallo.

Fidi ha 18 anni, dovrà recuperare il peso, ha bisogno di una serie di cure che nell'ultimo anno, in cui ha fatto il pacco postale da un maneggio all'altro, non ha ricevuto.

In futuro, se riuscissimo a vincere il processo, arrivare a condanna del commerciante di cavalli, sarebbe la prima volta in Italia in cui un commerciante di cavalli di basso profilo, uno di quelli che vende a carne o a sella, indifferentemente, e che fa lo spazzino di cavalli indesiderati, di scuderia in scuderia, viene condannato per maltrattamento e ricettazione, Fidi avrà anche bisogno di una casa - questa volta speriamo definitiva. Attualmente è in affido a privato. 

Si, c’è una linea sottile tra lo stare male e l’accettazione per come vanno le cose. La linea di lasciarsi ancora coinvolgere, per salvare un ennesimo cavallo, o sempre lo stesso, più e più volte, fino a che la casa non è veramente definitiva.

Per aiutare altri cavalli come lui, ecco le coordinate.

Donazione differita:

  • Via bonifico bancario, IBAN intestato a Horse Angels: it37c0760113200001000505063,  codice BIC/SWIFT BPPIITRRXXX, causale: sostegno cavalli in difficoltà

  • Con bollettino postale, conto intestato a Horse Angels: 1000505063,  causale: sostegno cavalli in difficoltà

Donazione online:

Tramite il pulsante qui sotto potrai fare la tua donazione online e immettere nelle note finali la causale.

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AGGIORNAMENTO alla primavera 2019

Il significato del vocabolo funk, e il suo aggettivo funky, nello slang degli afroamericani indica generalmente un cattivo odore, come l'odore sprigionato dal corpo in stato di eccitazione e per estensione "sporco", nella sua accezione più positiva "attraente", ma anche "autentico", libero da inibizioni.

L'esordio in bellezza

Fankhi è anche il nome, nella sua versione italianizzata, di un cavallo razza sella italiano, che vinse da giovane un premio di morfologia, come miglior sella italiano del suo anno di nascita. Acquistato da una top scuderia italiana, è finito ai Pratoni del Vivaro, per una carriera sportiva nel progetto giovani cavalli FISE (acronimo di Federazione Italiana Sport Equestri). Purtroppo o per fortuna, perché interpretare con il senno di poi è difficile, la carriera è finita precocemente con un tarlo al piede fino in corona, come a testimoniare quel cattivo odore, quello sporco, di incuria, che mal si abbina con un cavallo che nelle intenzioni di chi lo aveva messo in commercio e acquistato, avrebbe dovuto essere allenato dai migliori in Italia.

Dalle stelle alle stalle

Viene allora ceduto in regalo a un allevamento di cavalli della stessa razza di Fankhi, ma non essendo possibile il recupero funzionale sportivo dell'animale con la volontà di investimento di costoro (probabilmente non avevano tempo, voglia, competenze o risorse per un progetto di questo tipo), da questi viene dato ad altri e via dicendo, tra l'altro senza ottemperare mai agli obblighi anagrafici di passaggio di proprietà, passando infine a un circolo ippico in E.R. che lo impiegava con giovani cavalieri tesserati per concorsi ippici di categorie modeste, almeno fino alla torsione della falange (senza sfondamento della suola) per negligenza di gestione, che pone Fankhi ad essere, almeno temporaneamente, un disabile, a rischio di continuare la vita (perché pochi sono disposti a mantenere nel bel mondo del salto ostacoli cavalli improduttivi), valore ben più importante della carriera.

Salvo grazie al passaparola

A questo punto, sparisce dalla circolazione, qualcuno dice che fosse andato in meridione a Benevento per una macellazione abusiva o non si sa che cosa, il tutto sempre senza tracciabilità di trasporto e passaggio in anagrafe equidi. Ma grazie al passaparola il cavallo è di nuovo sul mercato a prezzo di carne e per una modica cifra, simbolica, si può ottenerne il riscatto.

Il limite dell'etichetta per salvare i cavalli dalla macellazione

Fankhi è registrato come cavallo non macellabile, un'etichetta ambigua che non protegge i cavalli a sufficienza, poiché è nata principalmente per esonerare i proprietari di cavalli sportivi dal tenere un registro di assunzione dei farmaci e conseguentemente dall'avere gli stessi obblighi di legge degli allevatori regolamentari di animali da carne. Quell'etichetta non li obbliga ad un possesso responsabile e, in particolare, non può nulla in Italia a fine carriera degli animali a fronte di due problemi che sembrano insormontabili ad oggi:

a) i proprietari non sono disposti a mantenere i cavalli fino alla fine, neppure in pensionari per cavalli anziani a fronte di un emulamento mensile necessario per pagare le spese alla struttura di ricovero;

b) in Italia c'è un racket di zoomafia tra i più forti d'Europa che annovera nella rete anche macelli compiacenti.

Fankhi però è fortunato, è ancora vivo quando si comincia a chiedere in giro di lui e quindi è recuperabile, pagando il giusto prezzo.

Il riscatto

Viene avviata una raccolta fondi per riscattare Fankhi, pochi euro alla fine, che da soli non bastano a salvarlo, perché il cavallo ha bisogno di qualcuno disposto a intestarselo e ad assumersi responsabilità a 360 gradi sul destino del cavallo. L'associazione Horse Angels prende in mano la situazione, porta la cifra del riscatto al commerciante, si fa fare la ricevuta, contatta la persona a cui è intestato in anagrafe per facilitare il passaggio di proprietà, e si intesta il cavallo. Ma Horse Angels non è un rifugio di cavalli stanziali, bensì un'associazione che si occupa di tutela legale dei cavalli, il cui scopo con Fankhi è stabilizzarlo e trovargli casa in adozione gratuita, dandolo a terzi una volta trovate le persone giuste, tutte da cercare...

La sfida per la cura

Fankhi appare inizialmente in condizioni difficili. Il tarlo è sempre lì, solo mascherato da resine che tappano il piede, peggiorando la situazione e rendendo più difficile la cura. Il piede viene aperto, vengono fatte lastre che mostrano un tarlo lì da tempo che ha eroso lo zoccolo dall'interno e fatto scendere la punta, determinando una situazione di laminite da tarlo. Per fortuna la suola non è sfondata e non è una laminite metabolica. Parte subito la riabilitazione, anche se in pochi in quel momento pensano che sia possibile riportarlo a una condizione di cavallo montabile.

Nessun colpevole, solo la tristezza di un mondo dei cavalli irresponsabile

Il caso di Fankhi però rappresenta una miriade di cavalli, meno fortunati di lui, che finiscono nel dimenticatoio e di cui nessuno ha più notizia, nonostante quel NON DPA sul passaporto che, almeno in teoria, avrebbe dovuto preservarli dal più bieco destino di finire a carne. Non pare possibile perseguire, né in giustizia sportiva né in quella ordinaria, stando alle attuali leggi e regolamentazioni, precedenti proprietari o detentori. Il cavallo si trova nella situazione in cui si trova e basta... al massimo, insistendo, si potrebbero ottenere sanzioni per mancanza di tracciabilità, un reato amministrativo, non penale. Horse Angels decide di rinunciare a guardare al passato e di investire invece nel futuro.

La rivincita

Questo per Fankhi è l'accoglienza del cuore in Puglia. Dopo un giro preliminare di scrutinio a possibili interessati e con le competenze giuste per la riabilitazione, il cavallo è stato donato, con regolare tracciabilità e passaggio di proprietà, da Horse Angels a Anna Stefanelli e il suo compagno Fabio Pugliese, maniscalco, che ha voluto Fankhi anche come sfida professionale. La coppia ha accettato il cavallo nella cattiva sorte, che fosse o meno recuperabile per la sella. Anche loro hanno optato per una totale rottura con il passato: cavallo scalzo e al paddock, questa la scelta per la riabilitazione, insieme a cure pressoché quotidiane al piede. Dopo un anno e tre mesi, si è dimostrata la scelta giusta. Prendendosene buona cura, i due stanno ottenendo risultati meravigliosi, con la sconfitta del tarlo e la remissione della laminite ad esso associata.

Riscatto del Sud sul Nord e la lezione del maniscalco del cuore

La storia di Fankhi contiene anche una rivincita del meridione sul settentrione e dei bravi maniscalchi e proprietari su chi tratta cavalli come oggetti, che se si rompono si buttano senza nemmeno tentare seriamente la riparazione.  La storia di Fankhi dimostra che mettendoci il cuore, il tempo, la dedizione, senza forzare l'accanimento agonistico perché tenere il cavallo fermo dal lavoro pesa, senza avere aspettative tranne l'affetto reciproco, senza ricorso ad anti infiammatori, semmai al paddock, al piede scalzo per tutto il tempo necessario, etc.. si può recuperare un cavallo affetto dalla tipologia di problema che aveva Fankhi.fabiofankhi

Fabio, nella foto con Fankhi, è un maniscalco vecchio tipo, formatosi sul campo, uomo di cavalli da generazioni, con un cuore che vale per 10 diplomi di mascalcia e veglia sui piedi di Fankhi come veglierebbe sui propri, perché Fankhi ora è un figlio, stabilmente nello stato di famiglia di Anna e Fabio, senza bisogno di una legge di riconoscimento dei cavalli come animali d'affezione.

Siamo tutti con te Fankhi e dalla parte delle persone per bene, quelle che un cavallo se lo prendono nella buona e cattiva sorte, se è buona tanto meglio.

L'industria dell'ippica è crudele, sfruttatrice, non offre sicurezza né sanità animale, ed è in parte legata al crimine organizzato.

E' per questo motivo, vedendo per anni il fallimento di qualsiasi tentativo di riforma etica, che ci piacerebbe vedere la fine delle corse dei cavalli. Non siamo interessati alla riforma. Riteniamo che sia giunto il momento in cui approffittare del fatto che questo non sia l'unico modo per giocare d'azzardo (altra realtà da limitare fortemente, per il bene degli italiani).

Oggi non esistono scuse per scommettere sulle vite di esseri senzienti.

Siamo qui per dire alla gente che, se vuole scommettere, di non farlo sulla vita o morte dei cavalli.

L'ippica uccide i cavalli e quindi non è una tradizione da conservare.

Qualsiasi tentativo da noi fatto per sollevare il tema del destino dei cavalli a fine carriera è stato rispedito al mittente. Nessuna riforma paventata si occupa di questo tema. 

E non è solo il fine carriera, per giunta precoce dei cavalli da corsa, a provocare indignazione.

A ciò va aggiunto:

Il maltrattamento provocato dall'accanimento agonistico su corpi non formati: il cavallo tipico non raggiunge la piena maturità muscolo-scheletrica fino a circa sei anni; il tipico cavallo da corsa inizia ad "allenarsi" a 18 mesi e viene messo a fare agonismo a 2 anni. I più sono già finiti a 3 anni.

L'eccesso di contenimento contro ogni etologia animale: i cavalli da corsa più attivi vengono tenuti isolati in piccole stalle 23 ore al giorno, con persone ignoranti di ogni etologia animale che sostengono che quei cavalli sono nati per correre e adorano farlo. Nessun affetto, nessuna vita sociale - solo un'esistenza stimolata farmacologicamente per far correre più veloci degli oggetti poi sacrificati, in barba alla sanità animale, per il macello.

La mercificazione di esseri senzienti: la maggior parte dei cavalli da corsa vengono acquistati e venduti più volte durante il corso delle loro "carriere" - scambiati e trattati come prodotti inanimati, esistono persino le corse a vendere, al ribasso.

Droghe e doping: ai cavalli da corsa vengono somministrati vari farmaci, alcuni legali, altri no, con un obiettivo singolare: spingere la prestazione, anche attraverso il dolore e l'infortunio che significa morte.

Corse clandestine: un epifenomeno dettato dai legami dell'ippica con il racket organizzato delle zoomafie.

I maltrattamenti: ciò che accade apertamente in pista, ad esempio l'uso ripetuto della frusta, si qualifica come crudeltà sugli animali se fatta ai nostri animali domestici. Ciò che accade dietro le quinte è abominevole, con animali  costretti a essere le cavie di "chimici improvvisati" motivati dall'avidità, dall'ignoranza, dalla certezza dell'impenitenza. Qualsiasi trattamento farmacologico su animali non necessario, dettato solo al fine del potenziamento sportivo è maltrattamento (l.189/2004). Ebbene, è ciò che avviene su base fissa nell'ippica.

L'equinocidio: oltre il 70% dei cavalli da corsa muoiono precocemente (al termine della loro redditività per l'industria ippica) per questa mercificazione chiamata erroneamente sport.

La macellazione abusiva: non esiste la "pensione" per i cavalli da corsa, ne’ programmi incentivati e finanziati per il ricollocamento. Al termine dell’impiego coatto nelle corse, i cavalli vengono dissanguati e macellati senza pietà, nonostante il grosso di essi faccia farmaci che ne dovrebbe escludere l'impiego come alimenti.

Occorre aggiungere altro?

Ed è per questo, avendo letto recenti interviste a esponenti del nuovo governo, in cui si parla di enorme valore sociale e necessità di rilancio di ippodromi come poli di intrattenimento di famiglie e bambini (quali luoghi di azzardo e morte possono diventare centro nevralgico di intrattenimento di famiglie per bene?), che invitiamo i referenti di tali interviste a considerare che, secondo gli ultimi studi statistici effettuati da Eurispes su questo specifico tema, la maggioranza degli italiani è favorevole al riconoscimento del cavallo come animale d'affezione, e quindi di base contraria a ogni sfruttamento e mercificazione del cavallo a soli fini di gioco d'azzardo.

Horse Angels

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