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Chi desidera regolamentare - anziché abolire - pone la necessità di portare la cultura equestre laddove serve, come base per la tutela dei cavalli

L’abolizione della circolazione di carrozzelle di cavalli, tout court, pare impossibile, visto che un privato può avere la carrozza anche per uso personale, per uso periodico (vedi matrimoni), per sfilate e manifestazioni storiche. Ovviamente, la possiblità che una carrozza di cavalli possa circolare, tanto più se si tratta di un'attività destinata a terzi (trasporto pubblico), richiede che la regolamentazione di tale attività sia volta a tutelare al massimo la sicurezza di tutti i soggetti coinvolti. 

In un incidente si può fare male chi è trasportato, ci possono essere danni a cose e persone esterni alla carrozza, si possono fare male i cavalli.

Di qui la necessità di una regolamentazione, almeno a livello locale, che deve essere stilata necessariamente dai comuni attraverso un Regolamento Comunale. 

Sarebbe auspicabile che tale Regolamento potesse essere inserito in una  “legge quadro” nazionale che stabilissse i parametri da soddisfare per un’ adeguata tutela di tutti: persone, animali, cose.

Parametri indispensabili affinché un regolamento locale, o legge quadro nazionale, non dimentichi che vanno tutelati tutti i soggetti coinvolti.

  • Fornire indicazioni sugli equidi da utilizzare

  • Fornire indicazioni sui mezzi da utilizzare (carrozze)

  • Fornire indicazioni sui ricoveri per gli equidi impiegati (ubicazione e struttura)

  • Fornire indicazioni sullo status, sulle credenziali, sulle autorizzazioni e sul percorso formativo dei conducenti

  • Fornire indicazioni sui percorsi che i mezzi a trazione animale dovranno seguire e sulle loro caratteristiche minime per l’approvazione

  • Fornire indicazioni sulle condizioni ambientali nelle quali il servizio dovrà essere espletato

  • Indicare i parametri di benessere per gli equidi impiegati (stabulazione, alimentazione, impiego, cure di scuderia, cure veterinarie, ferrature, cura dei finimenti)

  • Stabilire i provvedimenti da adottare per i trasgressori

  • Favorire delle misure di pensionamento o ricollocamento a fine carriera degli equidi impiegati


Equidi impiegabili

Si possono impiegare solo equini con attitudine da “tiro”, allevati cioè appositamente, nei secoli, perché possano sopportare bene quel tipo di fatica. Va vietato l’utilizzo di cavalli che svolgono contemporaneamente attività ippica o sportiva (trotto e attacchi).

Mezzi da utilizzare

  • Le carrozze devono essere omologate per una sicura circolazione su strade e nei parchi.

  • Vanno sottoposte a periodica revisione obbligatoria.

  • Ogni tipologia di carrozza ha un determinato peso e capacità di porto quindi, a seconda del tipo di carrozza, dovrà essere impiegato il cavallo, o cavalli, più adatti a non sentirne il peso. 

  • Va privilegiato il tipo di carrozza che si integra meglio con la località e le sue tradizioni per dare una valenza sociale e turistica al servizio.

Ricoveri

Le scuderie destinate ad ospitare gli equidi fuori servizio devono garantire il massimo benessere possibile ed essere conformate all'attuale Codice per la buona gestione degli equidi rilasciato dal Ministero della Salute e rintracciabile sul sito del medesimo ministero. Vanno ispezionate almeno una volta l'anno da parte delle autorità preposte al benessere animale e devono permettere controlli da parte delle guardie ecozoofile abilitate al servizio per quel particolare Comune. 

Va abolita la possibilità di posta per lunghi periodi di tempo con la carrozza attaccata in attesa di servizio. Gli equini abbisognano di un luogo di sosta idoneo dove possano muoversi con relativo agio, al riparo dalle intemperie, dal sole cocente, dalla pioggia e con adeguato abbeveratoio e mangiatoia.

Conducenti 

  • Non dovranno avere precedenti condanne, carichi pendenti o procedimenti in corso per maltrattamento di animali.

  • Dovranno seguire un adeguato iter formativo con materie ippiatriche, turistico ambientali e di sicurezza stradale.

  • Dovranno essere abilitati e possedere una licenza rilasciata dal Comune o dall’ Ente locale che gestisce il servizio.

Percorsi 

I percorsi possibili vertono unicamente le aree pedonali chiuse al traffico automobilistico. Vanno indicati con apposita segnaletica e valorizzati con appositi cartelli che indichino anche il regolamento.

Le vie percorse dovranno essere abbastanza larghe per permettere un comodo e sicuro passaggio delle carrozze e il transito di mezzi di soccorso per il recupero di un cavallo infortunato.

La pavimentazione dei tracciati dovrà essere idonea compatibilmente con le esigenze architettoniche o artistiche dei luoghi e, nei tratti pavimentati con superfici meno “grippanti”, gli animali dovranno obbligatoriamente essere condotti “al passo”.

I percorsi dovranno partire e concludersi dai punti di sosta degli animali.

Condizioni ambientali e orari di servizio 

Gli orari di disponibilità del servizio e le condizioni ambientali in cui questo potrà essere svolto saranno stabiliti dai Regolamenti Comunali in funzione delle caratteristiche climatiche locali e con la consulenza del servizio veterinario.

Il pensionamento a fine carriera

La legge quadro, o regolamento comunale, non dovrebbe dimenticare il diritto alla vita degli equini impiegati in servizi pubblici, garantendo loro il pensionamento o ricollocamento a fine carriera.