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Essere magri per i cavalli scuola non li rende di certo più felici. E neppure più affidabili, equilibrati o sereni.

La fame, al contrario, rende qualsiasi essere vivente nervoso, irascibile o depresso. La fame abbatte il sistema immunitario di un cavallo, e lo rende più soggetto a varie patologie. 

Non si capisce la tendenza di alcuni maneggi a tenere i cavalli e pony scuola sotto peso. Non è chiaro se è sempre sinonimo di crisi economica del maneggio, oppure strategia - del tutto controproducente - per mettere a sella persone con insufficiente tecnica in equitazione, pensando in questo modo che non siano scaricate dal cavallo, troppo debole per obiettare.

Ebbene, la magrezza non rende il cavallo più affidabile, semmai il contrario. Se il cavallo o il pony scaricano, i casi sono i seguenti. Sono utilizzati per troppe ore a scuola e hanno mal di schiena, quindi si mettono in difesa; non sono sufficientemente addestrati per il tipo di impiego; gli equestri sono degli incapaci e l'approccio per insegnare loro è scorretto; il cavallo ha problemi di salute e si sta difendendo; il cavallo non ha un'adeguata preparazione atletica o ha subito maltrattamenti che lo rendono inquieto e diffidente nei confronti delle persone e dell'equitazione.

Sottoalimentare l'animale non è mai la soluzione.

Fa solo perdere di immagine e fascino il maneggio/circolo ippico che tiene gli equini in codesto modo.

Può darsi che persone del tutto prive di cultura equestre non si rendano conto del problema. O che esistano persone del tutto indifferenti al benessere equino, le quali pur di stare in sella e spendere poco, non si pongono problemi e non provano empatia per l'animale con il quale pretendono di fare equitazione. Ma non c'è dubbio che la sensibilità nei confronti dei cavalli stia aumentando nella popolazione italiana, e che l'intolleranza allo sfruttamento equino privo di compassione porti a percepire sempre più spesso l'utilizzo di cavalli scuola magri come "maltrattamento". I gestori di maneggi dovrebbero stare accorti su questo mutamento culturale, ed adeguarvisi per il maggior successo della loro attività. In poche parole, se non per amore, che siano rispettati i cavalli almeno per la consapevolezza delle aspettative in crescita del pubblico sul benessere animale.

Ovviamente all’interno di una scuderia possono esserci soggetti che sono magri perché sono malati. Nel qual caso, avranno una certificazione medica che attesti la malattia e bisogno di riposo per potersi riprendere.

Non bisogna credere a quei gestori che giustificano lo scarso apporto alimentare con pseudo giustificazioni del tipo che il cavallo deve mangiare poco altrimenti gli vengono le coliche oppure altrimenti è cattivo. Un cavallo, se deve stare a dieta, significa che ci sono motivazioni mediche accertabili. La dieta non è una condizione fisiologica del cavallo, che in natura passa tutto il tempo a mangiare. Un cavallo è cattivo se è maltrattato, non se è fisicamente florido. Raramente si vedono in natura cavalli magri e quando lo sono, stanno per passare al creatore. La magrezza non è un buon biglietto da visita per i cavalli scuola.

Tra l'altro, un cavallo sotto alimentato chiaramente si ammala. E dunque poi cosa succede, il gestore o proprietario giustifica la sua lacuna nell'alimentare il cavallo con la malattia di questo? Se la sotto alimentazione è la causa del decadimento delle condizioni fisiologiche del cavallo, la responsabiltà è tutta del gestore/proprietario dell'animale.

Quando gli equini da scuola sono trattati peggio degli altri

Esistono strutture in cui i cavalli di proprietà sembrano tutto sommato stare bene, mentre i cavalli scuola sembrano passarsela male. E' deplorevole.

Gli equini utilizzati per la scuola si trovano già in una posizione di potenziale maggiore sfruttamento, soffrono spesso di mal di schiena per via del loro lavoro umile che li sottopone all'inadeguatezza nel montare dei principianti e meriterebbero di essere ricompensati per il loro sacrificio. Essere montati per i cavalli scuola non è un trattamento di benessere. 

La reputazione di un maneggio si gioca sugli equini che vengono utilizzati per la scuola. Sarebbe compito di chi affilia i maneggi ai circuiti sportivi sincerarsi almeno annualmente che gli animali di proprietà dei centri affiliati siano trattati con rispetto e decoro.

La FISE, e gli altrri EPS, ad esempio, dovrebbero pretendere standard di benessere per i cavalli di proprietà dei centri affiliati, e verificare con sopralluoghi annuali i centri, levando l’affiliazione a chi non la merita.

Quando i controlli mancano, e l'autocontrollo pure, è normale che prima o poi fioccherà la segnalazione alle associazioni animaliste, piuttosto che direttamente alle autorità locali competenti per territorio in benessere animale, che agiranno di conseguenza. Se anche non si arriva al sequestro dei cavalli, perché mancano i presupposti, sono probabili le sanzioni in danaro per negligenza o mancato benessere. Soldi che sarebbero potuti essere spesi per comprare fieno per i cavalli scuola, evitandosi fastidi, problemi, cattiva reputazione.

Dobbiamo farci due domande:

  • Vale la pena perdere di nomea, e danneggiare indirettamente il comparto cui si appartiene, per risparmiare sul fieno?
  • Vale la pena illudere le persone di essere capaci di andare a cavallo, facendo loro montare cavalli che hanno perso il vigore della vita?

Se giustifichiamo questo, torniamo indietro nel tempo a 100 anni fa. Ci arrendiamo a essere degli incivili da terzo mondo.

Tenendo presente che se l'attività va così male, da non riuscire ad alimentare correttamente i cavalli scuola, o da non avere le ben che minime capacità per insegnare l'equitazione corretta, meglio chiudere perché è evidente che non si hanno le capacità per gestire un maneggio.

Prevenire è sempre la situazione migliore. Non è mai troppo tardi per crescere culturalmente, fare adeguati corsi di formazione al benessere equino e all'insegnamento dell'arte equestre con cavalli alimentati correttamente.

Frequentatori di maneggio a fronte di cavalli scuola magri, che fare?

  • Chiedere - e verificare - l'età dei cavalli
  • Chiedere di poter vedere il certificato medico di malattia che giustifica la situazione
  • Chiedere che sia rispettata la convalescenza in caso di malattia diagnosticata
  • Chiedere, se i cavalli sono realmente anziani o malati, che ci sia un limite orario al loro impiego, un limite di intensività di impiego e di difficoltà dello stesso, oltre che di peso per chi eventualmente volesse salire su questi animali
  • Se non ci sono giustificazioni "logiche" al fatto che i cavalli appaiono trascurati, chiedere ispezione benessere animale in allevamento a ufficio territoriale di sanità pubblica animale, o ai carabinieri della forestale. Azione che si può proporre anche all'ente che affilia il centro per il circuito ludico o sportivo

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