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La castrazione è una procedura sicura eseguita sulla stragrande maggioranza dei cavalli da veterinari preparati.

Non c'è motivo quindi di non castrare per paura dell'intervento chirurgico in sé.

Se un cavallo maschio domestico non è di genealogia, da dire che abbia senso riprodurlo, e non compete in alcun circuito, da dire che sia spesso movimentato, non gode di spazio a sufficienza per poter vivere una vita dignitosa socialmente ricca con conspecifici, l'unica scelta umanitaria è la castrazione.

La castrazione probabilmente migliorerà la posizione sociale del cavallo, rendendolo "socialmente accettabile" tra gli altri cavalli nei maneggi ma, soprattutto, gli consentirà di evadere dal carcere a vita in cui spesso i cavalli interi sono reclusi.

Chiunque frequenti maneggi si sarà trovato almeno una volta nella vita di fronte a situazioni aberranti di cavalli maschi chiusi dentro vivi, che escono poche ore a settimana, ai quali non viene lasciata aperta neppure la finestrella per guardare in corridoio la vita sociale di altri cavalli.

Situazioni tristi a dir poco, no comment sul trattamento che meriterebbero i proprietari se fosse riconosciuto il maltrattamento psicologico degli animali.

A ciò occorre aggiungere che molti gestori di maneggi attenti al clima di scuderia, per evitare di trovarsi in situazioni ambigue, rifiutano l'ospitalità ai maschi stalloni. 

Non c'è modo di alleviare la vita di questi cavalli se non con la prevenzione, la sensibilizzazione, l'educazione e la condanna morale di certi comportamenti. Non sono i testicoli a dare valore alla vita di un cavallo, ma il suo stile di vita, particolarmente i rapporti sociali e affettivi che riesce a tessere con persone e altri cavalli.

Sai che è tempo di castrare il cavallo quando:

- Hai un cavallo non di genealogia che non ha senso far riprodurre 

- Non sei in grado di gestire uno stallone

- Non sei in grado di offrirgli una vita dignitosa lasciandolo intero, perché non puoi offrirgli un ambiente psicologicamente sano dove può convivere con altri cavalli maschi o castroni con momenti di socialità naturale

- Non hai modo di muovere tutti i giorni il cavallo perché poi sia tranquillo e sereno nella sua stalla, box, paddock, facendo una vita normale, normale almeno come quella di tutti gli altri cavalli presenti in scuderia

- Hai appurato che la reclusione accentua l'aggressività del cavallo, tanto che sviluppa problemi comportamentali e di salute (tendenza allo stress e ripercussioni sulla digestione)

- Il cavallo dà segni di essere eccessivamente libidinoso, il che rende più difficile la gestione e più facile l'istinto di fuga quando ci sono in giro cavalle in calore

- Il cavallo morsica, spinge, calcia, si mette in competizione con altri cavalli presenti sul luogo, perché si mette in gara per la riproduzione

- Il cavallo comincia ad avere comportamenti autolesivi, tali per cui si autoinfligge dei morsi, non avendo modo di sfogare i suoi istinti diversamente 

- Ti sei reso conto che lo stallone non lo vuole nessuno, nel caso tu volessi/dovessi rinunciare al possesso e quindi lo condanni al macello se non lo castri

Alcuni credono, erroneamente, che la castrazione di un cavallo significa fargli del male. Gli fa molto peggio il sacrificio a una vita incompatibile con la sua natura per lo sciocco egoismo del proprietario.

La maggior parte dei cavalli interi in natura non ha accesso alla riproduzione, e può vivere un'intensa vita sociale con altri maschi, da cui trae tutta la gioia di vivere.

Se non si è in grado di far vivere ad un cavallo intero un'intensa vita sociale con conspecifici od umani, meglio castrarlo. 

Meglio castrare il cavallo in età compresa tra i 18 mesi e i 2 anni di età. Se necessario è bene farlo anche dopo. Ci vorrà del tempo per apprezzare gli esiti sull'attitudine del cavallo dopo la castrazione.

Più si aspetta a castrare, più tempo ci vuole perché gli effetti siano apprezzabili. Più sicuro castrare nella stagione fredda, perché la ferita aperta attrae gli insetti e rende più brigoso il post operatorio. In clinica si può castrare in qualsiasi stagione, perché si occupano i veterinari di disinfettare giornalmente il cavallo per prevenire infezioni ed edemi nel post operatorio.

LA PROCEDURA 

La castrazione è una procedura chirurgica semplice, che richiede generalmente meno di un'ora. Il cavallo può essere operato in piedi o disteso, con anestesia locale o totale, a seconda dei casi. Al cavallo viene dato un tranquillante per rilassarsi e un anestetico per non sentire dolore, per addormentarsi completamente quando necessario.

L'area scrotale viene lavata e vengono effettuate due incisioni. Entrambi i testicoli vengono recisi e rimossi, si ricuce il tessuto lasciando una sutura aperta per il drenaggio. Nei giorni successivi occorre disinfettare il cavallo per favorire l'asciugatura e per scoraggiare l'insorgere di infezioni, e passeggiare il cavallo, se non ha modo di muoversi da solo, perchè il drenaggio funzioni. In caso si noti gonfiore od edema, occorre richiamare il veterinario che controllerà che tutto vada bene o interverrà per correggere se necessario. Nel giro di una settimana, nella maggior parte dei casi, il cavallo se era giovane si è già scordato che un tempo aveva i testicoli e non ha alcun risentimento, né fisico né psicologico, per l'intervento che ha affrontato. La procedura ha costi che vanno dai €250 euro in su, a seconda dei casi, età del cavallo, sviluppo dei testicoli, possibilità di fare la procedura con il cavallo in piedi, o necessità di anestesia totale, in clinica o "in campo", etc.. Niente di non affrontabile, a fronte di quanto costa tenere bene un cavallo, educarlo, curarlo quando si ammala. Chi non ha i soldi per la castrazione, probabilmente non ha i soldi neppure per tenere in benessere e in sicurezza un cavallo, in quanto un intervento per colica costa più di un intervento di castrazione, oggi come oggi.