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El-Rey-Magnum

Anche i veterinari sono d'accordo che "l'allevamento estremo" dei cavalli potrebbe nuocere alla loro salute e al loro benessere.

Ciò è stato evidenziato, almeno, dopo il debutto nel 2017 di un giovane cavallo arabo con un profilo drasticamente concavo. Il puledro, valente "diversi milioni di dollari" secondo i suoi allevatori, si chiama El-Rey-Magnum, ed è nato a Ellensburg, nello stato di Washington, USA.

Molti veterinari si sono esposti pubblicamente definendo la questione "uno sviluppo preoccupante", poiché il cranio deformato potrebbe potenzialmente causare difficoltà respiratorie. E diversi giornali si sono presi la briga della querelle.

In discussione non dovrebbe però esserci solo la moralità dell'allevamento estremo per estetica di una singola razza, ma di tutti quelli guidati dalla moda o dall'utilitarismo monofunzionale, poiché dove l'essere umano modifica la natura, la mette spesso a rischio di effetti collaterali non presi in considerazione. 

Esiste una questione importante da valutare nel caso dei cavalli, la funzionalità per la vita fino a morte naturale. Così, ogni tendenza alla riproduzione di animali per una specifica funzione sportiva, dovrebbe essere condannata, specialmente se chi acquista tali cavalli non è volenteroso di tenerseli fino alla fine.

Facciamo l'esempio dei cavalli allevati specificatamente per il salto ostacoli. Energumeni che spesso sfiorano il metro e ottanta al garrese, resi disequini a furia di contenimento forzoso, energetici e muscolosi al punto da mettere in difficoltà chi li volesse condurre da terra per scopi non sportivi, con una semplice capezza e longhina.

Quanti cavalli vengono sedati solo per essere passeggiati, fintantoché sono nel loro circuito di allenamento? Non è questo un esempio di allevamento estremo e controfunzionale all'amore e rispetto per il cavallo?

E i cavalli allevati solo per la velocità?

Come possono essere ricollocati tutti questi cavalli, specialmente quelli che ne abbisognano anche per il rispetto della legalità, poiché registrati come non macellabili, alla fine del loro percorso di carriera agonistica? Non sono certo cavalli gestibili da tutti, o adatti a essere riconvertiti a qualsiasi altra funzione, nel downgrading che li aspetta al termine della loro utilità nel mondo delle competizioni.

L'allevamento estremo, finalizzato a riuscire in un'unica disciplina, o all'estetica per morfologia, nuoce al rispetto della vita del cavallo nella sua interezza e andrebbe sottoposto a dei limiti di buon senso.

Anziché continuare ad alzare l'asticella, dove a sopportarne il peso sono soprattutto i cavalli, occorrerebbe ricondurre le competizioni di cavalli a qualcosa di più terra terra, dove il cavallo fa il cavallo, prima, durante e dopo la carriera, con un allevamento attento e non miope, che apra la strada a una maggiore desiderabilità di quei cavalli per tutto l'arco della loro vita, anche quando non varranno più tanti soldi a vendere. Perché prima o poi anche i cavalli atleti, che siano di morfologia, da corsa o da concorso, cessano la loro funzione utilitaristica "da reddito", e poi cosa ne sarà di loro? Carne da macello dopo essere stati ingozzati per anni con farmaci e integratori, quando non doping, che ne rendono illegale il consumo come alimenti?

Cosa se ne dovrebbe fare il contadino che ha un pezzetto di terra di un energumeno alto 1,80 mt al garrese, ingestibile da terra se non da professionisti, che richiede una credit card gold solo per le cure primarie? Gli si vorrebbe regalare il cavallo come "compagnia"? Ebbene, difficile che accetti una cambiale al portatore solo per fare un favore a chi se ne vorrebbe sbarazzare per togliersi la responsabilità del cavallo, al termine della sua redditività nel mondo "produttivo" delle competizioni.


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