Traduci

Italian English French Spanish

Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

Approfondisci qui...

I cavalli sono, per la maggior parte, animali domestici che fanno affidamento sugli esseri umani per la loro salute, sicurezza, benessere e cura, e per averli fatti nascere.

L'allevamento eccessivo, rispetto alla domanda, crea le basi per i cavalli indesiderati e per l'inflazione dei prezzi dei cavalli in vendita per il mercato ludico, ricreativo, sportivo.

Eppure, non cessano i finanziamenti pubblici ad allevatori senza scrupoli, per giunta in assenza di controlli, capaci anche di gonfiare i numeri delle nascite pur di ricevere i finanziamenti e di far morire i cavalli di fame, pur di non venderli sotto costo, rispetto a metriche sul valore di mercato che non corrispondono più ai canoni attuali di crisi.

Troppi. In esubero. Concetti che continuano a perseguitare i cavalli in questi "tempi difficili" e che portano a sempre più sequestri, o problemi, con allevamenti lager, ma non alla conseguente consapevolezza che dovrebbe portare a misure strutturali di innovazione, togliendo i contributi allevatoriali, i premi, gli incentivi di vario tipo, a chi non li merita.

L'assistenzialismo non è affine all'allevamento responsabile e può essere una misura d'eccezione, non la regola.  I cavalli domestici "in esubero" non hanno chiesto di nascere, ci sono stati costretti da allevatori ignoranti e senza scrupoli.

Un fatto di cui rendersi conto: ci sono in Italia troppi cavalli in esubero e per giunta non macellabili e non abbastanza persone con le risorse necessarie per prendersi cura di loro fino a morte naturale.

Quello degli equini in esubero è un problema globale nel mondo occidentale, perché l'allevamento responsabile e il controllo delle nascite sono ancora un miraggio nel settore.

Poi i cavalli periscono di mancanza di cure, vanno illegalmente al macello, spariscono senza lasciare traccia, vengono abbandonati al loro destino. Ma la prevenzione, che sarebbe poi l'unico approccio intelligente, che fine ha fatto? 

Nella misura in cui il sistema dovesse rendersi consapevole del problema, andrebbero creati incentivi per diminuire l'allevamento di cavalli per fini ludico/ricreativi/sportivi e non per aumentarlo.

Invece, i cavalli vengono ancora allevati con mancanza di coscienza e di zelo, come dimostra la cronaca con i numerosi casi di cavalli "randagi" che costituiscono un problema di sicurezza per le pubbliche amministrazioni e con gli allevamenti lager che costituiscono un problema per le casse dello stato, non esistendo fondi pubblici per sanare il maltrattamento di equini.

Ecco allora alcune misure attuabili, almeno sulla carta, per quanto qua in Italia non se ne veda nessuna all'opera, ma piuttosto si viva di emergenze per far ricorso all'assistenzialismo del terzo settore e alla bontà della gente, quando serve, che rattoppi la mancanza di riforme strutturali e di prevenzione dei problemi. 

  • rendere gli allevatori responsabili dei cavalli che fanno nascere a suon di sanzioni, così che non debbano esserci crisi di cavalli in esubero, né allevamenti lager da risanare.
  • penalizzare quegli allevatori, all'interno dell'industria, che creano troppi cavalli non tenendo conto dell'effettiva domanda, togliendo loro i permessi e i fondi allevatoriali.
  • stabilire un limite al numero di cavalli che possono essere allevati, sopra i quali, occorre dimostrare, con tanto di conto corrente da esibire all'agenzia delle entrate, la sostenibilità dell'allevamento, specialmente quando si chiedono fondi pubblici per allevare. 

E' chiedere troppo? Inutile fare campagne stampa di possesso responsabile, se poi il sistema non adotta misure per l'allevamento responsabile. La responsabilità deve diventare un ciclo virtuoso che parte dalle nascite fino al destino ultimo, solo così si comincerà a porre un freno ai troppi casi di negligenza e maltrattamento di cavalli che intristiscono l'opinione pubblica. 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.