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Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

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Chi sono le persone che, nella vita, riescono ad arrivare dove altri non hanno osato, non hanno sognato o neppure immaginato che fosse possibile?

Si potrebbe essere tentati dal rispondere banalmente che arriva all'obiettivo solo chi è particolarmente motivato, ha acquisito le competenze specifiche o si è trovato al momento giusto nel posto giusto. Sicuramente, ma c'è anche di più nell'atteggiamento di chi arriva al successo positivamente che può essere interessante approfondire a scopo di riflessione.

Nella relazione persona/cavallo (ma si può applicare anche ad altri ambiti della vita), possiamo identificare tre schemi tipici di comportamento: chi dà, chi dà condizionato a ricevere e punta dunque al pareggio, chi vuole prendere e basta.

Il generoso è una persona che non rinuncia mai ad aiutare gli altri. Si fa coinvolgere nelle iniziative altrui, spesso trascurando i propri progetti. Aiuta gli altri a raggiungere i loro obiettivi e nel fare ciò si sente magari buono, o migliore. 

Chi punta all'equilibrio, è disposto a dare, ma solo se vede che c'è reciprocità e restituzione del tempo, energie, risorse dedicate.

L'egoista è colui che chiede solo, che cerca di costruire la propria vita se necessario a discapito di altri. 

Anche nella relazione con i cavalli si possono identificare queste 3 personalità.

Spesso l'animalista rientra nella persona che dà e per questo trascura le ambizioni personali, tanto da rinunciare, se necessario, a perseguire una strada di tipo agonistico con il cavallo. Nel business questo tipo di persone possono essere considerate troppo "vulnerabili" o "sensibili" e di poco stimolo alla "circolazione di denaro e cavalli". 

Al contrario, secondo studi sociologici, colui che dà può coincidere con la persona che raggiunge i migliori successi professionali in tutti i campi. Come è possibile? 

Il segreto starebbe nel saper dare nel modo compatibile con un percorso di crescita professionale, dunque non ambendo al totale sacrificio di sé, che può essere letto anche come squilibrio, ma stimolando anzi l'alterità perché possa desiderare rispondere con lo stesso ardore a un obiettivo comune. 

Chi mette cuore e passione in ciò che fa, costruisce relazioni più profonde e appaganti, ottiene la migliore collaborazione e proprio perché riesce a diventare intimo con l'altro, è anche in grado di valutarne meglio le capacità.

Inoltre, ha una capacità di influenza maggiore e per ottenere quello che vuole deve fare meno sforzo.  

Prendere o dare con il cavallo

Per avere una complicità invidiabile con il cavallo ci vogliono tanti ingredienti e, a seconda dell'impiego equestre che si fa del cavallo, la ricetta di successo può differenziarsi, quindi è impossibile fare qui una generalizzazione di cosa serva applicabile a qualsiasi disciplina. Ciò però che accumenerebbe, secondo questa teoria, molte persone di successo con i cavalli, è la loro buona reputazione nel prendersi cura degli stessi. 

Certo, potrebbero venire ora in mente tutta una serie di personaggi che hanno avuto una carriera ippica/equestre e la storia li ha indicati come persone che gestivano i cavalli in modo non proprio generoso. Alla fine però i nodi sono venuti al pettine e quelle persone hanno perso tutto il loro lustro e prestigio. Non è comunque il caso di prendere costoro come modelli o esempi di evoluzione positiva. Non hanno nulla da insegnare se non da cosa differenziarsi o prendere le distanze.

Dunque, il tutto potrebbe concludersi con una domanda cruciale: vogliamo avere cavalli o essere con i cavalli?

Se la risposta cade sulla seconda opzione, e si punta innanzitutto alla gratificazione personale, che può avere un seguito in gratificazione sociale, le eventuali lacune con i cavalli vanno riempite dando, non prendendo. Il dare può consistere in diverse tipologie di azioni, costruire un ambiente più rilassante in cui far vivere il cavallo, dargli corda anziché toglierla ogni qual volta è possibile, e via dicendo.

A tal proposito, si potrebbero citare interviste di top atleti al mondo, tutti d'accordo che il cavallo per poter vincere ha bisogno di avere i suoi spazi naturali, i suoi momenti ludico-ricreativi, una sua vita appagante, affettiva e relazionale, al di fuori dei campi di gara.

Più dai e più ricevi. Non ci sono altre storie. 

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