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Può capitare che i proprietari di cavalli smettano di pagare la pensione e abbandonino il cavallo in maneggio. E' un bel problema, anche di tutela. Il gestore del maneggio si trova a dover mantenere l'animale che, di fatto, è stato illegittimamente abbandonato dal suo proprietario. 

Se tutti facessero così, va da sé che il gestore del maneggio si troverebbe a sua volta in grave difficoltà economica a mantenere i cavalli scuola. 

Cosa fare in caso di cliente inadempiente sul pagamento delle rette mensili del maneggio

Il gestore del maneggio, a fronte dei mancati pagamenti, può ritenere il cavallo fino al saldo, oppure "rivalersi" del credito sul cavallo (facendolo proprio), ma solo avviando la procedura per insoluti.

3 modi per risolvere legalmente:

  • penale: denunciare alle autorità (carabinieri, asl veterinaria) l'abbandono di animale da parte del proprietario
  • civile: mandare lettera scritta con data certa per mancato pagamento, invitando il cliente al ritiro immediato del cavallo, procedere poi mediante avvocato al decreto di ingiunzione se il cliente non ritira il cavallo e/o non paga il debito
  • amicale: rivolgersi ad associazioni di categoria (se si tratta di un affiliato a qualche ente, inviare all'ente stesso un reclamo perché faccia pressioni sul proprio affiliato onde evitare una nota di demerito, la sospensione, la radiazione o quello che è in base all'ente associativo) o ad associazioni animaliste come mediatori, o in ogni caso cercare una mediazione extragiudiziale tipo farsi cedere il cavallo volontariamente tramite il modulo "comunicato di vendita"

Il diritto di ritenzione

Il contratto di pensionamento per cavalli  è paragonabile a un contratto di deposito a titolo oneroso di un bene.

Il cavallo nel nostro ordinamento è un bene mobile non registrato, dunque se il proprietario non dispone di una scuderia in proprio e lo appoggia in un maneggio, secondo l'art. 1766 del codice civile, deposita un bene a fronte di un contratto di custodia di tipo oneroso (se è un deposito gratuito occorre dimostrare che l'accordo era tale).

Se l'accordo di deposito viene a meno, il proprietario deve portare via il cavallo, ma ciò significa saldare il debito. Qualora il debito non sia saldato, il gestore del maneggio può esercitare il diritto di ritenzione disciplinato dall’art. 2756 del codice civile, a talune condizioni.

Egli non può alienare il cavallo a terzi, o usarlo per le proprie necessità, fino a che non è diventato proprietario e ciò può avvenire, se non c'è un accordo consensuale in tal senso, solo se il gestore del maneggio va per vie giudiziarie nelle forme previste dall’art. 2797 del codice civile.

Sarà un ufficiale giudiziario, dunque, a vendere il cavallo dopo averlo pignorato per debiti e, dal ricavato della vendita, il gestore potrà recuperare le spese. 

Come evitare i clienti insolventi

Dal punto di vista del gestore di maneggio, mai prendere nuovi clienti senza verificare la loro posizione, solidità, capacità di far fronte alla pensione.

Visto che i problemi sono dietro l'angolo, per anticiparli o risolverli in modo più agevole, è consigliabile fare contratti scritti di pensionamento dei cavalli, che prevedano già il tipo di iter da avviare nel caso di grave e prolungata inadempienza del contratto di deposito del cavallo in maneggio.

Chiedere referenze prima di accettare nuovi clienti: c'è infatti chi fa la spora di maneggio in maneggio senza mai pagare le pensioni. Per fermare costoro, basta chiedere le referenze del cliente ai maneggi dove si appoggiava prima.

Nel caso il problema si manifesti, il gestore del maneggio non può comportarsi come fosse il proprietario dell'animale, se il reale proprietario non è d'accordo alla cessione. Né può fare mancare acqua e cibo al cavallo solo perché il suo proprietario è diventato manchevole, se non a rischio di incorrere nel maltrattamento ed essere passibile a propria volta di denuncia.

Clienti insolventi, prendetevi le vostre responsabilità

Il proprietario dell'animale, quando diventa inadempiente, deve sapere che sottopone il cavallo a enormi rischi di sopravvivenza. Troppo facile scaricare le proprie responsabilità a terzi e pretendere benessere e sicurezza del cavallo.

I proprietari di cavalli che fanno i furbi dovrebbero sapere che in Italia, con un semplice modulo amministrativo di "smarrimento o fuga", si "perdono" migliaia di cavalli l'anno. Tirare troppo la corda, può significare esporre i propri equini al rischio di "smarrimento o fuga", sui quali state certi non verranno avviate indagini investigative dettagliate (Leggi: 8mila cavalli scomparsi nel 2018).

Se non potete più pagare la pensione del cavallo, regalatelo, vendetelo, ricollocatelo altrimenti in modo dignitoso.

Il fatto di essere in ristrettezze economiche non è una scusa per non trovare accordi sensati e razionali per sistemare o ricollocare il cavallo, specialmente se quelle ristrettezze economiche sono destinate ad essere prolungate e non si tratta della difficoltà temporanea di un mese. 

In conclusione, patti chiari, per iscritto, è sempre la formula migliore per ricordare a ciascuna delle parti diritti e doveri quando il buon senso e la capacità di autoregolarsi sulle responsabilità mancano. 

Leggi anche: Avviare la procedura di insoluto per cliente insolvente

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