Traduci

Italian Afrikaans Albanian Arabic Armenian Azerbaijani Basque Belarusian Bulgarian Catalan Chinese (Simplified) Croatian Czech Danish Dutch English Estonian Filipino Finnish French Galician Georgian German Greek Haitian Creole Hebrew Hindi Hungarian Icelandic Indonesian Irish Japanese Korean Lithuanian Norwegian Persian Polish Portuguese Romanian Russian Serbian Slovak Slovenian Spanish Swahili Swedish Thai Turkish Ukrainian Welsh Yiddish

Da che mondo è mondo, la maggior parte delle civiltà erette dagli esseri umani si basa sulla cultura dello scarto, che innesca l'idea di false conquiste e false speranze, laddove in realtà i privilegi sono accessibili a pochi e i più deboli vengono sacrificati per l'accumulo di potere, agi e status di una minoranza che poi tende a vivere parassitariamente sulle spalle di chi sfrutta.

Questo è tanto più visibile nel mondo del cavallo, dove senza scrupolo alcuno i più deboli e fragili vengono esclusi. Sono i cavalli poveri, vecchi, malati, disabili, infortunati, che vengono espulsi dal sistema realizzandone un guadagno (vendita al macello), che premia l'efficienza a tutti i costi.

Questo falso modello di dignità nel mondo equestre ed ippico nega ogni spiritualità.

E questo si ripercuote anche nelle relazioni tra persone. La comunità del cavallo è costruita per somiglianze, quello che accade ai cavalli più deboli, accade regolarmente anche alle persone, giudicate in base al portafoglio, a come appaiano, a ciò che indossano, a quanto possono permettersi di spendere. Con la venerazione di falsi dei, persone che rappresentano status, che si rivelano spesso anafettive, incapaci di valori che siano espressione di etica e onestà intellettuale, persone in grado di bleffare, frodare, deturpare, con comportamenti ignobili quando illegali, gli sport che praticano con il cavallo.

Perché questo possa cambiare è necessario porre dei limiti allo sfruttamento dell'altro e a ciò che si può fare o meno nella comunità, premiando i comportamenti corretti anche dal punto di vista etico e disincentivando i comportamenti che costituiscono un'aberrazione dell'etica.

I media che esprimono la maggioranza tendono ad obliare il lato oscuro del mondo del cavallo, poiché sono alla catena anche loro, non potendo rivendicare una indipendenza economica nei confronti di chi tiene i cordoni della borsa e che trae vantaggio dalla cultura dello scarto.

Per questo servono le associazioni di tutela, perché ciò che è stato scartato non passi nel dimenticatoio, ma interpelli le coscienze, mettendo in discussione modi di pensare ed agire, criteri, priorità e scelte nella comunità di riferimento. Le pratiche condannate moralmente non influenzano esclusivamente la vita dei cavalli, ma anche la vita delle persone che ne fanno parte.

Il cavallo è una bussola della direzione in queste relazioni. Solo se è eletto a fine, e non a mezzo, si può parlare di una visione integrale del mondo del cavallo che esprime bellezza, equilibrio, valore, dignità e rispetto.

Occorre dunque la difesa di alcune delle sue libertà fondamentali, dalla nascita alla morte, il diritto a un fine vita dignitoso, un impiego che abbia dei limiti allo sfruttamento, il diritto a un'educazione non violenta, occorre la punizione certa di chi fa errori gravi, perché non passi il messaggio dell'impunibilità di massacratori, abusatori, violenti e fraudolenti.

Occorre la difesa contestuale della legalità negli sport equestri, perché vittime non sono solo i cavalli, loro sono la punta dell'iceberg di un sottobosco di sfruttamento, con extracomunitari sottopagati e spesso maltrattati cui sono affidati i compiti più umili che i connazionali, soprattutto a fronte di un emulamento a dir poco modesto, poco più del vitto e alloggio, non sono più disposti a portare avanti. Occorre la difesa dei minorenni dalla possibilità che siano abusati sessualmente da persone incapaci di alcuna etica. Occorre il respingimento del bullismo nel mondo del cavallo che colpisce i soggetti più fragili. Occorre la difesa della dignità delle persone perchè le cariche, le medaglie, i conseguimenti, siano ottenuti per meritocrazia e non per pinguetudine del portafoglio o illeciti vari. Occorre il riconoscimento dei torti subiti da molti, a fronte di un sistema che endemicamente calpesta i più deboli.

A questo scopo è necessaria un'opera di sensibilizzazione e di formazione, affinchè chi ha il compito di vegliare e di regolare agisca coerentemente e operi con onestà intellettuale a favore di una giustizia sociale che rifletta una visione della comunità in cui tutti sono consapevoli, per lo meno, delle conseguenze su più piani delle loro azioni, inclusa la percezione da parte del pubblico della giustizia, della legalità e della dignità operanti nel mondo del cavallo.

Questo è Horse Angels e il nostro cammino, difficile ma necessario, di documentazione e azione per implementare l'etica. 

Considera una donazione a favore del nostro impegno

  btn donateCC LG

Pronti a sostenere attivamente la vita di Horse Angels? Non dimenticare di scrivere nella causale o note la motivazione e di inviarci notifica di avvenuta adesione via email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Iscrizione alla newsletter Horse Angels

Grazie per l'adesione|

Dona online

Considera di sostenerci!

Offerta libera:
 EUR

Sei arrivato fino a qui, perché non sostenere il network?

Pubblica il tuo manoscritto con Horse Angels!

Partecipa al concorso letterario annuale