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Generalmente parlando, un cavallo che ha superato i 20 anni è definibile anziano. Ma diversi cavalli, superata quell’età, sono ancora in buone condizioni e cavalcabili.

Un cavallo può vivere fino a 35 anni e oltre. Una lunga vita che si rivela poco adatta per il possesso breve finalizzato a una prestazione sportiva. Per questo i cavalli tendono a fare molti passaggi di mano nel corso delle loro lunghe vite.

L’età da sola non dovrebbe essere un criterio per la pensione o la gestione speciale, e tanto meno per l'abbandono. Ogni cavallo ha infatti una storia a sé e vi sono soggetti che vivono in buone condizioni di forma fino a morte naturale.

Abbandonare al prato - senza alcuna supervisione - un cavallo anziano che prima era scuderizzato non è una buona idea. Il cavallo potrebbe avere problemi di adattamento, problemi di inclusione, problemi di abbassamento del sistema immunitario e deperire rapidamente. Inoltre l'abbandono di un animale abituato alla cattività è un reato punibile con l'arresto fino ad 1 anno e con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro (art.727 del c.p.).

Quando un cavallo è a fine carriera lavorativa, o è molto anziano, si può considerare la possibilità di metterlo in un pensionato per cavalli anziani, ed occorre sapere che tale struttura, ove esiste, è a pagamento. Se il proprietario ha scelto come destinazione ultima che l'animale non sia macellabile, è inteso che non può pretendere che le cure di fine vita ricadano su terzi: non esistono pensionati gratuiti per i cavalli a fine carriera.

E, per quanto riguarda i tempi attuali, non ci sono neppure tante domande di accoglienza, ancorché attraverso lo strumento della cessione gratuita, per cavalli anziani, zoppi, disabili, da dire che il proprietario possa realmente sperare di ricollocare facilmente il proprio cavallo quando non ne ha più un uso. L'economia in recessione non aiuta di certo quelle famiglie che mai si sono potute permettere un cavallo a riceverne uno, neppure se è gratis, da mettersi in giardino. La notevole burocrazia, tra codice di stalla, regolamenti di vario tipo, redditometro e quanto altro, costi annessi di mascalcia e veterinaria, prezzo proibitivo del fieno nelle regioni ad agricoltura intensiva, non aiuta a sviluppare e ampliare nel nostro paese la figura del proprietario di cavallo da compagnia, che rimane un'eccezione, non la regola.

Del resto, non basta un pezzetto di prato a far star bene un cavallo.  Le illusioni non aiutano a costruire la figura del proprietario responsabile, ma favoriscono invece le frodi intorno a quei cavalli ceduti incautamente che anziché andare a fare ippoterapia o pulizia del sottobosco finiscono nella rete della macellazione abusiva, anch'essa un reato (D. L.vo 193/07).

E' importante sapere quando si prende un cavallo che non esistono equili assistenziali sorretti con fondi pubblici, poiché manca la categoria giuridica del "cavallo da compagnia", dove la comunità ha obblighi, attraverso il sistema tributario, e dunque fondi all'uopo, di mantenere i cavalli non voluti. 

Per questo motivo è ancora più necessario comprendere il concetto di possesso responsabile, coerente con il destino ultimo.

Infine occorre sapere che se un cavallo ha contratto una grave disabilità che gli impedisce la dignità di vita, anziché consegnarlo al commerciante, perché sia macellato abusivamente, si può farlo addormentare dal proprio veterinario di fiducia. Il possesso responsabile passa anche attraverso l'assumersi responsabilità come questa, l'eutanasia secondo i protocolli medico veterinari europei, laddove non esistono alternative.


Quali sono le patologie più comuni nei cavalli anziani?

Artrite

Come con gli atleti umani, anni di stress, lesioni e usura generale possono portare a patologie artritiche dolorose e paralizzanti degli arti dei cavalli. L’artrite è una combinazione di infiammazione e degenerazione dei tessuti associati con un giunto che riducono la capacità di flettere o sopportare il peso sul giunto. I cavalli anziani tendono a soffrirne. Tuttavia, un pò di rigidità che si può superare “scaldando” gradualmente il cavallo, non dovrebbe essere un motivo di allarme o pensionamento.

Per mettere il cavallo artritico più a suo agio, consultarsi con il maniscalco e veterinario per quanto riguarda il modo ottimale di gestire i piedi. Anche una lettiera ad hoc può essere d’aiuto. Utilizzare rimedi anti-infiammatori, suggeriti dal veterinario, se il cavallo ha dolori cronici può rivelarsi necessario. Non lasciare che il cavallo diventi obeso, dal momento che il peso supplementare aumenta lo stress sulle sue gambe.

Non limitare il cavallo alla vita in box, se non assolutamente necessario per ragioni mediche, se l’animale può muoversi sarà infatti meno rigido. Idealmente, ci dovrebbe essere libero accesso al paddock, preferibilmente con un altro cavallo compatibile per età.

Perdita di peso

Le cause più comuni di perdita di peso nei cavalli anziani sono da imputare a parassitosi intestinali, malattie debilitanti, e / o scarsa dentatura. Tuttavia, diventando anziani la capacità di assimilazione del cibo cambia e spesso si riduce, quindi al di là di problematiche particolari, una dieta ad hoc può essere efficace per mantenere il peso giusto. Il malassorbimento di sostanze nutritive in cavalli in età geriatricaa tra può essere la conseguenza di un danno parassitario cronico dell'intestino o di alterazioni nei processi digestivi.

La dieta dei cavalli di oltre 20 anni dovrebbe avere almeno il 12% di proteine e lo 0,3% di fosforo, con calcio pari o superiore al contenuto di fosforo, ma inferiore all'1% su sostanza secca (Ralston, 1989). La digeribilità dei concentrati di proteine deve essere massimizzata dalla lavorazione (estrusione o pellet). Una tipica razione potrebbe essere costituita da fieno di alta qualità (preferibilmente un mix di erba / erba medica a meno che non ci siano problemi renali o epatici), pellet altamente digeribili o feed estrusi progettati per vitelli da ristallo o cavalli geriatrici, più la solita acqua a volontà, sale e soia come integratore di proteine per il cavallo anziano.

I cavalli anziani sono più sensibili al maltempo, che si tratti di calore o di freddo. E l'essenziale è un riparo adeguato che tenga conto del fabbisogno energetico più alto in inverno, quando il cavallo consuma calorie per riscaldarsi. I problemi di stitichezza / occlusione possono essere ridotti assicurando il libero accesso ad acqua pulita, fresca e a temperatura non fredda anche d’inverno. Se il cavallo non beve a sufficienza, va alimentando inserendo pietanze a puree (almeno 2 litri di acqua nel feed). Ciò contribuirà ad aumentare l'assunzione di liquidi. L'aggiunta di una piccola dose di sale nel pasto umido può incoraggiare la bevuta, occorre però assicurarsi che il cavallo abbia accesso illimitato all'acqua.

Dentizione inadeguata / perdita dei denti

Tutti i cavalli richiedono cura dei denti regolari. I denti di cavallo crescono continuamente e spesso formano punte taglienti all'esterno dei molari superiori e all'interno dei molari inferiori. Queste punte rendono doloroso masticare e causano l’ingestione di boli parzialmente masticati che possono creare problemi digestivi. I denti dei cavalli alimentati dall’uomo hanno bisogno di attenzioni più frequenti rispetto a quelli che vivono di pascolo lussureggiante. La perdita dei denti, specialmente molari o premolari, riduce anche la capacità di masticare. Se un molare superiore viene meno, i denti opposti cresceranno di più nello spazio libero, rendendo più difficile e inadeguata la masticazione.

I cavalli anziani, specialmente quelli noti per avere molari mancanti, dovrebbero essere sottoposti a controllo dentale almeno due volte l'anno. Se masticare è difficile, le "minestre" di feed pillottati e/o cubetti di fieni sciolti possono compensare. Occorre ricorrere a mangimi appositi, completi, studiati per i cavalli geriatrici. Questi feed vanno aggiunti di acqua, per produrre una minestra della giusta densità. Si può ancora somministrare il foraggio, anche se la maggior parte di esso andrà sprecato. L'accesso a buoni pascoli è auspicabile.

Tuttavia, se gli incisivi anteriori mancano o sono male allineati, non fare affidamento sui pascoli per la nutrizione. Questi cavalli devono essere alimentati con mangime completo o fieno sciolto e / o cubetti di fieno perché non possono pascolare in modo efficace, né trarre nutrimento dalla fienagione.

Tumori

In uno studio geriatrico (Ralston et al., 1989), oltre il 70% dei soggetti in età superiore ai 20 aveva segni, almeno subclinici (alterato il glucosio e cortisolo metabolismo), di tumori dell'ipofisi / tiroide. Le femmine sembravano essere predisposte a tumori pituitari, mentre i tumori della tiroide erano più comuni nei castroni. I tumori della tiroide di solito sono considerati benigni, ma possono aumentare l'incidenza di obesità. Vecchie cavalle con tumori ipofisari, anche nelle prime fasi pre-cliniche, stando agli esami ematici, riscontravano meno vitamina C nel sangue rispetto a cavalli più giovani. Ciò può spiegare, in parte, la maggiore suscettibilità alle infezioni virali. Entrambi i tipi di tumori causano relativa intolleranza al glucosio, in cui il cavallo diventa meno sensibile all'azione dell'insulina. Dopo una glicemia alta o un pasto di amido (come il mangime dolce o cereali trasformati), i livelli ematici di glucosio e di insulina tendevano ad aumentare in modo anomalo, con conseguente maggiorazione della sete e minzione. Gli studi da parte dell'autore hanno dimostrato che alimentando gli equini a pellet o estrusi, in particolare quelli formulati per essere "completi", il risultato nelle risposte di glucosio e insulina si fa più moderato tanto da risultare di auto nel controllare questo problema (Ralston).

Il trattamento è disponibile per i tumori tiroidei. Il cavallo può essere immesso in terapia ormonale sostitutiva della tiroide, se dimostrato di essere ipotiroideo attraverso esami del sangue. Il trattamento farmacologico per i tumori ipofisari è sperimentale in questo momento.

A causa dei rischi di responsabilità nella somministrazione di droghe e delle spese di trattamento farmacologico, la maggior parte dei veterinari scelgono di trattare solo i sintomi clinici di tumori ipofisari. Se correttamente gestiti, cavalli con questi tumori possono vivere per anni dopo la comparsa dei segni clinici.

La gestione dei problemi clinici associati ai tumori è abbastanza facile. E’ essenziale che tutti i cavalli anziani siano gestiti attraverso regolari programmi di vaccinazione e vermifugo. Dal momento che i livelli plasmatici di vitamina C sono ridotti nei cavalli anziani con tumori ipofisari, da 5 a 10 grammi di acido ascorbico nel mangime al giorno può essere un trattamento adeguato di aiuto. Se l'assunzione di acqua e la produzione di urina risultano aumentati, occorre fare attenzione che l’acqua fresca e pulita sia disponibile a volontà. Improvvisi cambiamenti nella dieta vanno evitati a tutti i costi.

Funzionalità epatica e renale

L’insufficienza renale cronica o l’insufficienza epatica non sono comuni nei cavalli anziani come lo sono nei gatti e cani, ma possono verificarsi. La degenerazione della capacità del rene e del fegato sono progressive e irreversibili, ma possono essere rallentate ed i segni clinici gestiti con una dieta apposita.

La ridotta funzionalità renale si tradurrà in calcoli renali, calcoli alla vescica, perdita di peso, perdita di appetito e potenzialmente di morte. I cavalli sono singolari in quanto eliminano l'eccesso di calcio nella dieta attraverso l'urina, invece che nelle feci come fanno altri animali. Di conseguenza, se la funzione renale è ridotta, possono formarsi le "pietre" di ossalato di calcio, nonché un aumento (potenzialmente letale) di calcio nel sangue. I cavalli con insufficienza renale dovrebbero essere messi in diete a basso contenuto di calcio.

L’ insufficienza epatica dà perdita di peso, letargia, ittero (mucose giallo e sclera [bianco degli occhi]), perdita di appetito e l'intolleranza di grassi e proteine nella dieta. Se grave, il cavallo può mostrare cambiamenti del comportamento come irritabilità, vagare senza meta, ballo dell’orso e altri tic nervosi. I cavalli colpiti abbisognano di maggiori fonti di zucchero per mantenere i livelli di glucosio nel sangue nella norma, mentre sono intolleranti ad un alto contenuto proteico e di grassi nella dieta. Le leguminose vanno non devono essere somministrate, visto il contenuto di proteine. La dieta dovrebbe avvantaggiare l'assunzione di amido di cereali (o concentrati), anche se fonti di fibre (fieno, polpa di barbabietola) sono ancora necessari per evitare le disfunzioni gastrointestinali. Un fieno a basso contenuto proteico diventa la base dell’alimentazione. Crusca di frumento e polpa di barbabietola sono integratori accettabili in questi casi. Dal momento che il fegato è il sito di vitamina B (in particolare niacina) e la sintesi della vitamina C nel cavallo, la supplementazione orale quotidiana con acido complesso B e ascorbico può essere utile. 

Allevamento responsabile non significa nascite a caso. Specialmente in questo momento storico dove vendere un cavallo non è facile e si spende più ad allevarlo, posto che non si abbiano a disposizione enormi latifondi a pascolo inutilizzati, di quanto si prenderebbe a venderlo a sella quel cavallo, occorre pensarci bene prima di far nascere dei puledri. 

Questo articolo è diviso in due sezioni, da una parte la riproduzione responsabile, dall'altra la contenzione responsabile delle nascite. 

 

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Mentre la salute del cavallo potremmo definirla con l'assenza di malattie diagnosticabili, per benessere va inteso un concetto assai più ampio, che comprende gli aspetti psicologici del vivere. Questo articolo è centrato sulla prevenzione di malattie attraverso una buona conoscenza di base del cavallo e dunque sul concetto di salute, non su quello di benessere per il quale troverete molti articoli su Horse Angels appositamente dedicati a far contento il cavallo, non solo a preservarlo da malattie diagnosticabili.

Il ticchio di appoggio, uno dei vizi redibitori dei cavalli

I comportamenti compulsivi o 'stereotipati' sono atteggiamenti ripetitivi che non hanno apparentemente alcuna funzione e occupano una parte significativa del tempo di un animale. Alcuni esempi per gli equini includono il ballo dell’orso e il ticchio di appoggio. Questi problemi sono frustranti anche per i proprietari. Come risultato, sono stati spesso classificati come "vizi", un'etichetta che implica un certo guasto o mancanza da parte del cavallo. In realtà i comportamenti compulsivi di solito iniziano quando c'è qualcosa di 'sbagliato' nell'ambiente del cavallo.

Non si vedono, infatti, nei cavalli selvatici, che vivono nell’ambiente naturale e che sono indipendenti dall’essere umano. In natura i cavalli pascolano 16-19 ore al giorno, consumando una grande varietà di piante. Ogni pochi passi fanno un boccone e così passano gran parte della giornata spostandosi gradualmente e mangiando. Vivono insieme in gruppi sociali relativamente stabili, dove è scambiata una quantità enorme d’informazioni sociali attraverso meccanismi non verbali tra cui il tatto, l'olfatto e cambiamenti visivi in ​​postura del corpo e in espressione del viso.

La capacità del cavallo di coprire lunghe distanze il giorno e di rispondere a segnali sociali raffinati li ha resi ideali anche per la convivenza con l’essere umano e per rispondere a esigenze domestiche. Non si può prendere il cavallo e decidere di accettarne solo alcuni aspetti rinnegandone altri. Gli stessi geni che consentono ai cavalli di collaborare ed esigenze umane grazie alla formazione allo scopo esprimono l’esigenza di passare una certa quantità al giorno a masticare e socializzare con simili.

Ambienti troppo antropizzati potrebbero non consentire il soddisfacimento di questa esigenza tipica, dunque primaria. Alcuni cavalli si adattano a un ambiente restrittivo senza alcun problema apparente. Altri invece soffrono per la situazione sviluppando comportamenti compulsivi denominati nel settore degli sport equestri vizi redibitori.

Ad esempio, i cavalli tenuti in stalle con accesso limitato ad altri cavalli e alimentati con diete a basso contenuto di foraggio sono i più propensi a sviluppare questi problemi legati a una sofferenza psicofisica. Il masticare a vuoto può essere un sinonimo dell’avere poco tempo da dedicare alla masticazione, laddove il natura la maggior parte del tempo è dedicato proprio a ciò. Vi sono studi scientifici che dimostrano che i puledri alimentati a concentrato hanno il vizio di mordere quattro volte superiori rispetto a quelli alimentati con una dieta a prevalenza di fibre. Le diete iperproteiche (ad alto contenuto di cereali) aumentano l'acidità gastrica e il rischio di ulcere che possono aumentare il rischio di coliche.

La salivazione funge da cuscinetto per neutralizzare gli acidi dello stomaco. Il masticare a vuoto può essere sinonimo anche di alimentazione poco equilibrata e problematica per la digestione.

Il ballo dell’orso, spostare il peso continuamente da una parte all’altra, è dimostrato che è curabile se è permesso ai cavalli di vedere e toccare da più lati altri equini.

Il trattamento dei comportamenti compulsivi può essere difficile perché richiede l’ arricchimento ambientale di stimoli sensoriali significativi per la specie cavallo. Non si tratta di determinare ciò che è meglio o più comodo per i proprietari o gestori o custodi, ma per i cavalli, se si vuole curare delle patologie che hanno un’origine psicofisica.

Il cambio temporaneo di ambiente, qualche ora il giorno o a settimana, può non risolvere il problema, che richiede invece delle soluzioni strutturali stabili. Quanto più a lungo è andato avanti il comportamento compulsivo tanto  più difficile diventa il suo trattamento.

Paradossalmente il vizio porta il cavallo a sentirsi meglio, perché compensa una lacuna, e quindi il cavallo si cronicizzerà nel ripeterlo.

La prevenzione è lo strumento migliore e più efficace. Dispositivi meccanici per limitare i tic nervosi sono palliativi, che non risolvono il problema all’origine e che possono essere “disumani”.  E' accettabile bloccare semplicemente il cavallo da comportamenti che possano aiutarlo a far fronte a un ambiente poco soddisfacente? La colpa del vizio è dell’ambiente non del cavallo. Pensiamo agli stalloni eccessivamente scuderizzati che si autoinfliggono e al “rimedio” della museruola. E’ umano come trattamento? Risolve lo stress? Niente affatto.

Quello che risolverebbe lo stress sarebbe forse la castrazione, laddove non è possibile donare a quello stallone un ambiente più idoneo e più liberale di vita. Un recinto ad hoc che gli permetta insomma di socializzare con altri cavalli pur impedendo accoppiamenti non voluti o lotte indesiderate.

Altre opportunità di arricchimento ambientale da prendere in considerazione con cavalli problematici dal punto di vista di tic nervosi sono l’ aumento delle opportunità di foraggiamento (offrire una varietà di tipi di fieno e garantire la disponibilità dello stesso per tutta la notte), un adeguato esercizio fisico e le interazioni sociali con gli altri cavalli , tutti aspetti fondamentali per il benessere degli equini.

Attenzione: Queste informazioni forniscono solo degli spunti sulle vaccinazioni abituali o raccomandate, non devono sostituire le informazioni del vostro veterinario.

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